
Belgio-Italia 0-1, Considerazioni Sparse
L'esordio con il sorriso per l'Italia all'Europeo femminile 2025: superato il Belgio grazie alla rete di Caruso.
Tre anni fa la sfida tra Italia e Belgio ci portava, sempre all'Europeo femminile, la tremenda eliminazione ai gironi delle azzurre e l'insperato accesso ai quarti della nazionale delle Fiandre. Forse anche per ciò c'era nell'aria un certo carico di tensione emotiva in questo esordio della Nazionale a Euro 2025: tanto è cambiato da allora, ma la spada di Damocle delle due fallimentari ultime spedizioni tra Europei e Mondiali non poteva non pesare nella testa delle calciatrici italiane. Il risultato scacciapensieri invece è arrivato, anche se forse non lineare e liscio come i livelli delle due squadre potevano far pronosticare. Il primo tassello per l'obiettivo minimo è stato messo, il ghiaccio è stato rotto, ora dritti a lunedì per cercare con il Portogallo i punti necessari a superare i gironi e accedere ai quarti di finale.
Alla vigilia c'era un dubbio di modulo alquanto sostanziale: 4-3-3 o difesa a tre? Il CT Soncin, forse complice anche l'infortunio di Beccari in mattinata che comporta la perdita di un'opzione per il tridente offensivo, alla fine ha optato il 3-4-1-2 come disposizione di partenza, con Boattin e Di Gugliamo sugli esterni, Lenzini a completare il terzetto difensivo insieme a Linari e alla recuperata Salvai (ottima prova la sua), e Giugliano a galleggiare tra le linee dietro alla coppia offensiva Girelli-Cantore. Un sistema già provato dal tecnico nelle ultime gare di Nations League, in particolare nella vittoria per 3-0 in Danimarca e nel 4-1 rifilato al Galles all'ultima giornata, pensato per garantire una maggior copertura difensiva ma soprattutto per facilitare la costruzione bassa delle azzurre, alle prese con vecchi dubbi su a chi affidare le chiavi del gioco in mediana.
Italia-Belgio è stata una partita difficile, ben più del preventivato. Il caldo tropicale e l'approccio puramente speculativo di un Belgio disposto, come da pronostico, con un 5-4-1 fondato sul blocco basso non ha aiutato né la godibilità della gara né la ricerca delle soluzioni da parte delle azzurre. La squadra guidata dalla CT islandese Gunnarsdóttir si è orientata per tutti i 90 minuti sulla grande densità centrale in non possesso, e sulla ricerca delle transizioni dirette come unica opzione palla al piede, venendo poco e malvolentieri a disturbare l'avvio dell'azione dell'Italia ma non risparmiando entrate brusche passata la metà campo. In questo, la partenza delle azzurre è stato un po' cervellotica e condizionata forse dall'impazienza: probabilmente l'idea doveva essere quella di prendere da subito tanta ampiezza e rischiare anche delle conduzioni palla con le sue terze di difesa, ma per quasi tutto il primo tempo la Nazionale ha lavorato poco sulle corsie e sui cambi gioco, ripiegando spesso e volentieri sulla palla lunga addosso a Girelli.
Il gol di Caruso sul finire della prima metà di gara, non a caso, arriva dal primo sviluppo dove l'Italia muove bene il pallone da sinistra a destra, laddove emergono le criticità del Belgio negli scivolamenti difensivi. Situazione di vantaggio che scioglie le azzurre e obbliga le avversarie a quantomeno tentare di alzare ritmi e baricentro, ma la ripresa mostra bene quali e quante siano le difficoltà e i limiti delle avversarie nello sviluppare gioco. Se la squadra di Soncin sfiora il raddoppio prima con la doppia occasione Girelli/Caruso, poi con la clamorosa palla capitata a Cambiaghi all'80esimo, il Belgio si fa notare dalle parti di Giuliani solo con un tentativo di Wullaert al quarto d'ora della ripresa, dopo aver invece sfiorato in un paio di situazioni il vantaggio nella prima metà di gara, dove l'Italia ha avuto momenti di pericoloso sbandamento.

A livello di prestazioni individuali, notevole al di là del gol la prestazione di Caruso, sempre pericolosa nella sua veste di trequarti/mezzala di invasione (meno nelle fasi di impostazione del gioco). Impeccabile una Salvai ritrovata dopo una stagione saltata quasi per intero, bene anche Severini in mezzo al campo e Di Guglielmo sulla corsia destra. Nonostante il guizzo della centravanti sia sempre quello migliore, partita faticosa di Girelli alle prese con Kees, mentre è mancata Boattin nella spinta sul lato sinistro del campo. Opache nel complesso le prove di due stelle come Giugliano e Cantore: può esser stato un'incidente di percorso, ma approccio e sistema iniziale dell'Italia sono parsi relegarle a compiti e zone di campo non adatte a valorizzare le loro qualità. Lato Belgio, oltre alla centrale difensiva Kess, c'è l'interista Wullaert e poco altro: qualcosa da Deloose nel gestire Cantore e per provare a spingere e risalire il campo sul lato sinistro, ma il duello con Di Gugliemo nel complesso è perso.
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