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Fuori Martone
, 29 Giugno 2025

"Fuori" ha il sapore di un mondo vivo


L'ultimo film di Mario Martone è ben costruito: il rapporto dentro-fuori è rappresentato attraverso tante chiavi.

Un film come Fuori, col suo contenuto emotivo e politico, lo si può percepire nella sua interezza a partire da una scena che Martone sceglie di inserire per completare lo sguardo del pubblico. La si vede mentre scorrono i titoli di coda: è un'intervista di Enzo Biagi a Goliarda Sapienza, risalente al 1983, e relativa a L'università di Rebibbia, da cui Fuori tra ispirazione. Biagi contesta, con un atteggiamento supponente e stronzo, alcune frasi di Sapienza sul carcere, i rapporti sociali che si creano e i loro sviluppi. Non sa accettare cos'ha da offrire l'autrice: le sue parole si collocano fuori da quel garantismo borghese che contraddistingue Biagi e una parte di opinione pubblica italiana. Soprattutto di quel periodo: basti pensare che proprio in quell'anno, il 17 giugno, nasce il caso Tortora.

Goliarda Sapienza, come racconta Angelo Pellegrino in una recente intervista, sapeva tutto del carcere. Grazie alla madre Maria Giudice, la cui storia è tra le più interessanti della sinistra italiana, che l'aveva vissuto nel corso della sua lunga traiettoria politica. Passerà solo 6 giorni dentro Rebibbia, ma bastano e avanzano per capire una dinamica profonda del carcere: chi c'è dentro sa costruirsi delle dinamiche sociali che permettono di reggere l'impatto dei suoi abusi. Da lì nasce un filo che non si spezza quando finisce la detenzione. Dentro si lavora per creare dinamiche che permettano al tuo spirito di stare fuori, fuori si lavora per non abbandonare chi è ancora dentro e ravvivare i legami nati in prigionia.

La sceneggiatura, curata dalla coppia Martone-Di Majo, gioca su questo svelando passo passo i legami che Goliarda Sapienza costruisce durante e dopo la sua detenzione. Tutto questo si esprime con particolare efficacia attraverso un personaggio minore del film, Susie Wong, interpretata dalla ristoratrice Sonia Zhou. Sono giusto due scene. Una dentro Rebibbia, l'altra fuori e in entrambe a emerge forte il rapporto con il suo opposto in un'opposizione che diventa connessione bidirezionale, profonda e con margini di manovra più forti di quelli che la realtà sulla carta sembra offrire.

È questo gioco il senso del film: mostrare quell'autorganizzazione di classe così come la definiva Salvatore Ricciardi nei suoi scritti. Perché Goliarda e le altre detenute del film sono politiche senza esserlo nella maniera più militante. Superando la domanda che continuamente viene posta a Goliarda Sapienza: sei una politica? Fuori, dal punto di vista prettamente registico, non ha molto da analizzare. Non ci sono giochi di inquadrature o effetti speciali di rilievo. Quello che sa fare Martone (e non è poco) è mettere in mostra il corpo del film, che poi è il suo meglio. Per esempio una fotografia di spessore, dominata da diverse sfumature di giallo che compongono i vari ambienti e anche significanti che agiscono nel film (gli ori dei gioielli, il giallo dell'eroina, i riflessi del cassone che nasconde gli appunti di Goliarda Sapienza).

Molto si è detto del Nastro d'Argento assegnato ex-equo a Matilda De Angelis ed Elodie - spesso a sproposito, perché non si è voluto comprendere cosa l'attrice di Veloce come il vento volesse dire con "Quando togli la singolarità, togli la personalità, l’impegno, l’unicità, la particolarità. Per me è insensato dare un premio condiviso con un’altra persona". È una questione che diventa irrilevante quando si spengono le luci in sala. Tutto il cast, di grande e piccolo cabotaggio, offre interpretazioni sfaccettate e ricche. E ogni scena contribuisce a costruire un quadro emotivo coerente, dove i rapporti umani sono connessi dai rispettivi dolori e da piccole sconfitte che potrebbero logorarli. Eppure rimangono in piedi, perfino nel finale che non risolve i dolori delle protagoniste ma li attenua in un abbraccio gentile. Come dovrebbe accadere nella vita reale, a volte serve vedere un bel film che aiuta a ricordarcelo


  • Mille cose e contemporaneamente nessuna. Tra le altre collabora con Radio Onda d'Urto e SalernitanaLive

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