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Wimbledon
, 28 Giugno 2025

Cosa aspettarsi da Wimbledon 2025?


Proviamo a capire chi sono i favoriti e le favorite quest'anno a Wimbledon, il torneo più affascinante del circuito.

Quando si parla di tennis, anche e soprattutto tra non appassionati, la mente vola verso il centrale di Wimbledon e il suo immaginario da british upper-upper class: il prato perfettamente rasato (se volete approfondire l'argomento "prato di Wimbledon", leggete Tennis di John McPhee, autentico capolavoro), le uniformi bianche, il "Quiet, please" dagli altoparlanti, le fragole, l'eleganza di Roger Federer.

Wimbledon è, per fascino e storia, il torneo più importante della stagione tennistica, il più rappresentativo. Lunedi 30 giugno 2025 avrà inizio la cento trentottesima edizione del terzo Slam stagionale, apice della breve - brevissima, meno di un mese e quattro tornei a disposizione - stagione su erba. In questa presentazione proveremo a fare il punto della situazione nei due circuiti ATP e WTA, cercando di capire in che stato fisico e mentale arriveranno giocatori e giocatrici, cercando di stilare una lista di favoriti e favorite.

ATP

Favorito numero uno del torneo, nonché indubbiamente giocatore attualmente più in forma del circuito, è ovviamente Carlos Alcaraz. Il murciano, arriva dalla vittoria del Roland Garros (la seconda, consecutiva) e del Queen’s (il secondo negli ultimi tre anni) e arriva a Wimbledon con un record statistico da strabuzzarsi gli occhi: 18 vittorie consecutive, 12 successi di fila sull’erba e uno score di 29-3 su questa superficie. Dati alla mano, tra Carlos e il suo terzo Wimbledon consecutivo non sembrerebbero esserci ostacoli insormontabili, anche considerando un tabellone piuttosto favorevole.

Al momento, lo sfidante più credibile non può che essere il numero uno del ranking ATP Jannik Sinner, che tuttavia arriva sull'erba londinese con qualche insicurezza in più rispetto allo spagnolo, sia per lo stato di forma sia per la minore confidenza sul terreno più veloce. Dopo la fantascientifica finale del Roland Garros (finale più lunga nella storia del torneo) persa al super tie-break contro Alcaraz dopo aver mancato tre match point, Sinner sembra avere accusato un po’ il colpo.

L'uscita al secondo turno nel torneo di Halle (in difendeva il titolo dell'anno precedente) contro un Sacha Bublik tirato a lucido e poi vincitore del torneo per la seconda volta in carriera, ha messo in allarme - forse esagerato - il tifo e la stampa italiana. In effetti, con soltanto due partite giocate sull’erba in stagione, la transizione tra superfici potrebbe essere ancora più complessa del solito. Sinner, tuttavia, ha ampiamente dimostrato di essere capace ad adattarsi e a evolvere il suo gioco con sorprendente rapidità e, nonostante non si presentasse a Wimbledon allo zenit della sua condizione atletica e mentale, non sembrano comunque esserci, tranne Alcaraz, tennisti capaci di batterlo al meglio dei cinque set. Dovendo fare un pronostico, un'altra finale tra Alcaraz e Sinner sembra l'esito più probabile.

A rovinare i piani di un possibile rematch di Parigi, ci sono diversi tennisti che certamente non partono favoriti, ma che sono pronti a dire la loro per cercare di spezzare il duopolio italo-spagnolo. Andando in ordine di classifica, il primo nome sarebbe quello di Alexander Zverev. Il tedesco numero tre del ranking ATP però - per usare un eufemismo - non sta vivendo una stagione all’altezza delle aspettative e l’erba è la superficie che meno si addice al suo tennis. Zverev non ha mai superato il quarto turno di Wimbledon e nei tornei di avvicinamento di Stoccarda e Halle ha perso rispettivamente in finale contro Fritz e in semifinale contro Medvedev: dato lo stato di forma, le condizioni psicofisiche e il suo record sull'erba, nulla fa pensare che possa realmente insidiare Alcaraz in un'eventuale semifinale.

Jack Draper, home boy del torneo, spera di tutto cuore di essere la sorpresa più lieta per il pubblico inglese, dopo la deludente uscita al secondo turno dello scorso anno contro l'inglese Norrie, nonostante le molte speranze riposte in lui. Il classe 2001 si è guadagnato il seed numero quattro, evitando - almeno fino alle semifinali - l’incrocio con Alcaraz o Sinner. Le qualità per far bene sull’erba ci sono tutte e il tifo del pubblico (che potrebbe vedere in lui l'erede di Andy Murray) sarà una spinta importante a suo favore. Ciò che rende complesso il considerare il londinese un possibile favorito - oltre alla semplice presenza di Sinner e Alcaraz - è legato in toto alla sua tenuta fisica. Dopo un inizio di carriera complicato da numerosi infortuni, Draper sembra aver finalmente trovato una buona tenuta fisica. Lo sforzo dei cinque set, tuttavia, sembra un ostacolo ancora troppo duro da superare per l'inglese, arrivato spesso poco lucido e stanco nelle fasi chiave degli Slam giocati fino ad oggi (vedasi Roland Garros 2025 e US Open 2024).

Arrivati a questo punto, anche il lettore poco attento si sarà accorto che non è ancora stato fatto il nome di Novak Djokovic. Le parole a Parigi dopo la sconfitta in semifinale con Sinner sapevano di addio, e l’idea che quello di questo potrebbe essere l’ultimo Wimbledon del serbo - sette volte vincitore, è bene ricordarlo - non fanno altro che ribadire come l’era dei big three sia arrivata molto oltre che la fine, ma è impossibile non aspettarsi colpi di coda da parte del tennista più vincente della storia. Djokovic ha giocato le ultime sei finali di Wimbledon, vincendone quattro di seguito tra 2018 e 2022 e perdendo le ultime due - di cui l'ultima per tre set a zero - contro Alcaraz. Se la finale dell’anno scorso fu fortemente influenzata dall’operazione al ginocchio, quella del 2023 fu una partita memorabile per epica e livello di gioco. Nonostante la carta d'identità e una riserva di benzina che sembra praticamente esaurita, è impossibile non inserire il nome di Novak Djokovic nella lista dei papabili favoriti, anche considerando il tennis mostrato a Parigi il mese scorso.

Tra i giocatori che - grazie a un calendario favorevole e a qualche incastro fortunato - potrebbero togliersi soddisfazioni sorprendenti, c'è sicuramente Lorenzo Musetti, che ha appena concluso la miglior stagione su terra della sua carriera e che lo scorso anno arrivò in semifinale, schiantato solo 6-4 7-6 6-4 da Novak Djokovic. I postumi dell'infortunio ai flessori della coscia occorso nella semifinale del Roland Garros potrebbero essere un peso ma, se in salute, Musetti ha dimostrato di avere poco da invidiare ai primi della classe e ripetere il risultato della scorsa stagione non pare impossibile. Oltre a lui è giusto citare anche Taylor Fritz, autore di una prima parte di 2025 da mani nei capelli, ma che sull’erba ha vinto 4 dei suoi 9 titoli in carriera, di cui l'ultimo a Stoccarda due settimane fa, che potrebbero arrivare a 10 con la vittoria a Eastbourne contro Brooksby.

Come non citare quel fenomeno di Sacha Bublik? Il russo-kazako arriva dalla vittoria di Halle - in cui ha eliminato uno dopo l'altro Sinner, Medvedev, Kachanov e Machac. Un anno fa, come detto da lui stesso, pensava di ritirarsi; oggi è nel momento più positivo della sua carriera, avendo giocato i suoi primi quarti di uno Slam e giocando un tennis spensierato, divertente e spettacolare. Molti lo considerano come il vero dark horse di questo Wimbledon, con vibes simili a quelle che dava Kyrgios nel 2022, augurandogli però un esito - e un proseguimento di carriera - diverso.

Infine, non vanno dimenticati gli statunitensi Shelton, Tiafoe e Paul, che potrebbero fare un buon torneo, oltre ai soliti noti Rune, De Minaur e Rublev. Ultimo, ma non per importanza, giusto citare un tennista che ha già giocato una finale a Wimbledon, ovvero Matteo Berrettini. Il problema agli addominali accusato a Roma sembra alle spalle, con il tennista romano che parteciperà ad un torneo di esibizione in preparazione dello Slam. Il ricordo di cos’era Matteo in quel glorioso 2021 è nella memoria di tutti. Non conosciamo le condizioni fisiche e la stabilità per affrontare un torneo al meglio dei cinque, ma ci auguriamo di ritrovare un Berrettini sano, motivato e capace di illuminare i campi inglesi come fatto vedere ogni volta che ha giocato qui.

WTA

Scrollando su X, un tweet riassumeva molto efficacemente il torneo femminile di Wimbledon quest'anno: "Nel maschile favoriti Alcaraz e Sinner, nel femminile, boh, qualsiasi giocatrice nella top 100". Una affermazione che, per quanto provocatoria descrive a pieno l’assenza di chiare favorite nel circuito nel circuito WTA, il che non è nemmeno una novità: negli ultimi otto anni, Wimbledon è stato vinto da otto tenniste diverse e sempre da giocatrici che non partivano con i favori del pronostico dalla loro parte.

Seguendo anche in questo caso l’ordine del ranking, si deve cominciare da Aryna Sabalenka. La bielorussa, che ha saltato due delle ultime tre edizioni a causa della squalifica agli atleti russi e bielorussi in risposta all'invasione dell'Ucraina, quest'anno ha già giocato due finali Slam, perdendole entrambe, e a Wimbledon al massimo è arrivata due volte in semifinale, nel 2021 e nel 2023. Impossibile lasciarla fuori dal conteggio delle favorite, anche se la sua stagione finora è stata piuttosto sfortunata. Forse, la principale candidata alla vittoria finale può essere considerata Coco Gauff, neo campionessa al Roland Garros, ma mai arrivata oltre il quarto turno a Wimbledon.

Come già detto, non c'è al momento una tennista specialista dell’erba, il che rende estremamente complesso stilare una lista di favorite in un circuito che, già di per sé, fatica a trovare un dominio stabile. Sicuramente le statunitensi - Pegula, Keys e Navarro - saranno avversarie complesse da affrontare, pur essendo giocatrici su erba più smaliziate, e potrebbero creare problemi a chiunque.

Anche Jasmine Paolini, che arriva in buona condizione fisica e con un ottimo mindset dopo la vittoria nel doppio a Parigi, potrebbe ripetere il grande torneo dell'anno scorso e rigiocare una finale che grida ancora vendetta. L'erba non è la superficie preferita nemmeno di Iga Świątek, che sta vivendo un 2025 tragico a causa anche di difficoltà personali e vari problemi extra campo. Per lei, sul verde londinese, il miglior risultato fu un quarto di finale nel 2023. Viste le premesse, è difficile considerarla tra le papabili vincitrici.

Elena Rybakina, già vittoriosa nel 2022, ma a secco di slam da quella vittoria, potrebbe finalmente tornare a mostrarci un tennis di alto livello. La russo-kazaka è forse, insieme a Ons Jabeur, la più “erbivora” nel circuito e potrebbe davvero rappresentare il cavallo vincente di questo torneo (se in forma e concentrata a pieno). A questi si aggiungono le altre ex campionesse Vondrousova e Krejcikova, che difficilmente si ripeteranno ma comunque non vanno sottovalutate; la spagnola Badosa, la croata Vekic - che lo scorso anno giocò la semifinale e fu sconfitta da Jasmine Paolini.


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