
In viaggio al Mondiale per club
Una mini-guida alle città (e agli stadi) che ospiteranno il Mondiale per club 2025.
Benvenuti negli Stati Uniti d'America, dove tutto è più grande: le porzioni, le macchine, i palazzi e persino il Mondiale per Club. Dal 15 giugno, dodici città statunitensi ospiteranno l'ultimo capriccio di Infantino o, se preferite, un affascinante torneo tra le migliori squadre al mondo. Questa guida - a differenza di questa - non è la classica preview del torneo né un almanacco pensato per i puristi delle statistiche o per chi vuole sapere quanti chilometri correrà il terzino del Palmeiras. No, qui si parla di viaggi, di città belle e brutte, di stadi sconosciuti a chi non è appassionato di sport statunitense ma spesso molto affascinanti. Attraversa con noi gli USA da costa a costa (balzando completamente gli stati centrali, ma non è colpa nostra!), seguendo il pallone come un Forrest Gump con in tasca i biglietti di tutte le partite.
Si parte da New York, la città che non dorme mai, dove puoi vedere la Statua della Libertà al mattino, rilassarti a Central Park il pomeriggio e (spostandoti di qualche chilometro a East Rutherford) goderti Porto - Al Ahly la sera. Poi via verso Philadelphia, dove è nata la Costituzione e dove oggi si mangia un cheesesteak sugli spalti bevendo una delle migliaia di birre artigianali prodotte in zona. Poco più a sud arriviamo a Washington DC, capitale politica degli USA e sede di uno stadio spettacolare: tra un monumento e l’altro, potresti ritrovarti a guarda Al Ain - Juventus fianco a fianco con qualche senatore trumpiano. Da lì si fa rotta verso l’estremo sud dell'Ohio facendo tappa a Cincinnati, città poco conosciuta dalle nostre parti ma che potrebbe sorprenderti. Non è solo baseball e chili con carne: ha uno stadio moderno che probabilmente sarà pieno di tifosi latinos pronti a sostenere il Pachuca. Scendendo troviamo la carismatica Nashville, patria della musica country. Poi Charlotte e Atlanta, due città in rapida ascesa, dove il soccer ha preso piede con grande successo. Orlando e Miami ci catapultano nella Florida da cartolina: spiagge, palme, umidità che ti abbraccia come un portiere con il pallone nei minuti di recupero quando la sua squadra è in vantaggio, e soprattutto il vero centro del calcio statunitense degli ultimi anni. Infine, si vola dall’altra parte del paese esplorando il sud e il nord della West Coast: Los Angeles, con il suo mix di glamour e sport, e Seattle, dove il calcio è una cosa seria e i tifosi sono tra i più fedeli e rumorosi degli USA.
New York (East Rutherford) – MetLife Stadium
La Grande Mela. Il sogno nella testa di chiunque voglia farcela, perché se ce la fai li ce l’hai fatta dappertutto. La città di DJ Kool Herc e dell’hip hop, di Sex And The City, di Broadway e si, anche di Brooklyn 99. Tutto molto bello, peccato che non siamo a New York. Non siamo neanche nello stato di New York. Benvenuti in New Jersey. Siamo in casa di Tony Soprano, quasi non ironicamente. La villa del boss mafioso più celebre della tv è a venti minuti di macchina da East Rutherford, dove è stato costruito il MetLife Stadium che ospiterà il prossimo mondiale per club. Ottantaduemila posti, costruito nel 2010, la casa delle due franchigie più disastrate, caotiche e disfunzionali della NFL, Giants e Jets, eppure lo stadio più grande e capiente dell’intera lega, in un paese dove gli stadi più capienti di solito appartengono al college. E del college football il MetLife ha qualcosa, a partire dall’assenza di coperture per il pubblico. Architettonicamente poco spettacolare, ha comunque dietro di sé il fascino e l’allure di New York, anche se New York tecnicamente non è, e forse è anche per questo che la finale dei mondiali per club – oltre che nel 2026 la finale di quello per nazionali – si svolgerà qui, nel territorio di una cittadina che conta, ufficialmente, diecimila abitanti.
Philadelphia – Lincoln Financial Field
Quella dell’Amore Fraterno è una città che è allo stesso tempo fondante nel nostro immaginario di come sia una città statunitense eppure tremendamente unica, capace di mantenere una downtown veramente avvicinabile al concetto europeo di “centro storico” con strade strette e ambienti a dimensione d’uomo anziché di macchina. Sportivamente è forse la capitale del paese per quel che riguarda la voracità e ferocia del tifo, che peraltro è estremamente variegato e complesso. Quattro squadre nelle principali quattro leghe professionistiche maschili – cinque su cinque se si include la MLS, cosa che ha più senso fare di quanto si possa credere – più un’infinità di università di alto livello sportivo – Penn, Drexel, La Salle, Temple, Villanova, anche se quest’ultima tecnicamente è in un altro comune – e senza dimenticare le high school. A dispetto di quanto detto sul core urbano della città, comunque, se vorrete andare a vedere a Philadelphia una partita del mondiale per club dovrete avventurarvi per un mare di parcheggi in periferia. Lì si trova il Lincoln Financial Field, casa dei Philadelphia Eagles vincitori dell’ultimo Super Bowl, che al mondiale per club ospiterà partite dei gruppi G e D oltre che un ottavo e un quarto di finale.
Washington DC – Audi Field
Quando si dovettero creare gli Stati Uniti bisognò scegliere una capitale, e l’idea era che, trattandosi di uno stato federale, la capitale non si sarebbe potuta trovare sul terreno di nessuno stato – ragione per cui ancora oggi il Distretto richiede di diventare il cinquantunesimo stato, inascoltato dalla politica nazionale che pure abita in quello stesso territorio. Nacque così Washington su un terreno che fu scelto appositamente per svolgere il ruolo proprio dal primo presidente da cui poi avrebbe preso il nome. Curiosamente, la capitale della nazione ospitante è anche quella che avrà lo stadio più piccolo di questo mondiale – e d’altronde meglio così che al mondiale 2026, quando Washington neanche sarà rappresentata. È l’Audi Field, ventimila posti appena, casa del DC United della MLS, che ne è proprietario, e delle Washington Spirit della NWSL. Compatto, con tribune vertiginosamente ripide, l’Audi Field si trova non lontano dallo stadio dei Washington Nationals della MLB, in quel triangolo di terra venutosi a creare laddove il fiume Anacostia confluisce nel Potomac. Al mondiale per club ospiterà un’italiana, la Juventus, nella sua sfida agli emiratini dell’Al-Ain.
Cincinnati – TQL Stadium
Se mai vi trovaste a visitare Cincinnati, in Ohio, non sarebbe una cattiva idea pensare di passare nel quartiere di Over-The-Rhine. Esistono infatti pochi altri quartieri storici nelle grandi città statunitensi che non siano stati rasi al suolo, o abbondantemente modificati, per far spazio alle grandi autostrade degli anni Quaranta e Cinquanta, e nel nome fa riferimento alla forte comunità tedesca locale. È qui che si trova il TQL Stadium, stadio specifico per il calcio, casa di FC Cincinnati in MLS, finito nel 2021. Con ventiseimila spettatori e una sezione di soli posti in piedi dedicata al tifo organizzato denominato The Bailey, il TQL Stadium è uno dei gioielli nell’ondata di stadi di calcio che ha investito gli Stati Uniti. Nel 2022 lo stadio ha ospitato un concerto degli Who, il primo nella città dell’Ohio dopo il disastro che uccise undici persone al Riverfront Coliseum nel 1979. A questo mondiale per club, forse non casualmente, l’eredità tedesca di Cincinnati verrà celebrata dal momento che sia Bayern Monaco (15 giugno contro l’Auckland City) che il Borussia Dortmund (21 giugno contro il Mamelodi Sundowns e 25 giugno contro l’Ulsan HD), giocheranno partite della fase a gironi in quel di Cincinnati.
Nashville – Geodis Park
Nel 2004 Scott Swift e Andrea Finlay decisero di lasciare Reading, in Pennsylvania, per trasferirsi a Nashville, in Tennessee, per permettere alla loro figlia quattordicenne Taylor Swift di diventare una cantautrice country. A Nashville, infatti, c’è la Music Row, il distretto dell’intrattenimento, sede di club, bar, locali ma soprattutto delle più grandi case discografiche degli Stati Uniti specializzate in musica country. Il termine Music Row è ormai sinonimo stesso dell’industria discografica country, tanto quanto Hollywood lo è dell’industria cinematografica tout court. In quella che è la terra del college football, oltre che del country, da qualche anno ha sorprendentemente preso piede il calcio: il Geodis Park, casa della franchigia MLS di Nashville SC, completato nel 2022, è lo stadio costruito appositamente per il calcio più capiente degli Stati Uniti, capace di ospitare oltre trentamila spettatori. Una curiosità: nell’angolo nord-est dello stadio è situato un piccolo palco. Per celebrare il legame indissolubile di Nashville con la musica, infatti, prima di ogni partita casalinga di Nashville SC il rituale prevede che dei chitarristi vengano invitati a suonare, su delle chitarre marchiate con i colori della franchigia, un riff introduttivo alla partita che sta per cominciare. Ospiterà tre partite dei gironi: LAFC-Esperance, Auckland City-Boca Juniors e Al Hilal-Pachuca.
Charlotte – Bank Of America Stadium
Il motto di Charlotte ne è diventato il suo soprannome: “Regina civitatem”, in inglese, la Queen City. Situata nella contea di Mecklemburg, prende infatti il nome da Carlotta di Meclemburgo-Strelitz, regina della Gran Bretagna e moglie di Giorgio III. È veramente difficile trovare cose carine o interessanti da dire su Charlotte, che è una città grande, certamente, per di più in crescita in una regione degli Stati Uniti che sta diventando sempre più nevralgica in più campi. Ma non ha la coolness intrinseca ad Atlanta, non ha la cultura ispanica di Miami o il country di Nashville. Si nota molto di più quello che non è piuttosto che quello che è. Ma Charlotte ha il Bank Of America Stadium, settantaquattromila posti, che nella sua breve storia calcistica – da quando Charlotte FC ha esordito in MLS nel 2022 – ha subito dimostrato di essere un terreno caldissimo, con un’atmosfera unica. Alla partita inaugurale di Charlotte, l’impianto audio smise di funzionare durante l’esibizione dell’inno nazionale. La performance del pubblico fece modo che da quel giorno in poi l’inno sia solo la folla a cantarlo, senza l’aiuto di un performer sul palco. Qui si giocheranno Real Madrid-Pachuca, Benfica-Bayern Monaco e due partite a eliminazione diretta.
Atlanta – Mercedes-Benz Stadium
Ormai da anni, Atlanta è una delle capitali culturali degli Stati Uniti, il luogo che più ha innovato il modo in cui la cultura pop statunitense – ma anche quella di tutto il mondo – appare e, soprattutto, suona. Atlanta è la città degli OutKast, di Lil Jon e del crunk, dei Migos e della trap. Atlanta è la città di Donald Glover, genio multiforme che non a caso ha messo in scena l’unicità della metropoli della Georgia nella serie tv Atlanta. Ma Atlanta è anche la città dell’aeroporto internazionale più trafficato del mondo per numero di passeggeri. Sfruttando la posizione geografica perfetta nel mezzo di alcune delle tratte più trafficate del mondo e il suo status come hub della compagnia aerea Delta, Atlanta si è resa una scelta ideale per chi per lavoro deve viaggiare molto. Dunque non è un caso che, dietro generosa donazione del miliardario Arthur Blank, qui verrà costruito il nuovo centro federale della federazione calcistica statunitense, così anche da facilitare il ritorno nel paese dei sempre più giocatori statunitensi impegnati in Europa. Proprio Arthur Blank è dietro la costruzione di una delle case di questo mondiale per club, il Mercedes-Benz Stadium, gioiello avveniristico che anche a quasi dieci anni dalla sua costruzione non smette di impressionare per unicità, casa degli Atlanta Falcons in NFL e di Atlanta United in MLS, entrambe proprietà del fondatore di Home Depot. Qui giocheranno due squadre statunitensi – LAFC contro Chelsea, Inter Miami contro il Porto – oltre che il Manchester City, due ottavi e un quarto di finale.
Orlando – Camping World Stadium e Inter&Co Stadium
Orlando è senza dubbio la città del divertimento. Non per quello che succeda nella sua downtown, che neanche i suoi più accaniti difensori si esimerebbero dal definire “migliorabile”, quanto piuttosto per i giganteschi parchi divertimento che abitano appena fuori dai confini cittadini. Ma soprattutto Orlando è la città che ospita i due stadi più vicini di questo mondiale oltre che gli unici due all’interno della stessa cinta daziaria, Camping World Stadium e Inter&Co Stadium sono diversi per grandezza (sessantacinquemila contro venticinque mila) ma sono entrambi caratterizzati da una struttura elementare, con quattro tribune sui quattro lati del campo, e dall’essere stati casa di Orlando City, la franchigia MLS che fu di Kakà. Il primo fu lo stadio temporaneo con cui la squadra fece il suo ingresso nella lega – ma è più noto come sede del Citrus Bowl, una delle partite più importanti dell’anno nel football universitario – mentre l’altro è la casa definitiva, quella della crescita e della stabilità. Un dettaglio significativo sul Inter&Co Stadium: in una delle tribune, quarantanove seggiolini sono dipinti con i colori della bandiera arcobaleno. Il disegno è un omaggio e un ricordo alle quarantanove vittime della tremenda sparatoria al nightclub LGBTQ+ Pulse, uno dei più sanguinosi attentati terroristici perpetrati con armi da fuoco nella storia degli Stati Uniti. Qui si giocheranno due partite della fase a gironi: Ulsan HD-Mamelodi Sundowns e Benfica-Auckland City. Nel suo vicino di casa più capiente si giocheranno invece LAFC-Flamengo, Juventus-Manchester City, un ottavo e un quarto di finale.
Miami (Miami Gardens) – Hard Rock Stadium
Di tutti i sobborghi che ospitano stadi negli Stati Uniti, Miami Gardens è forse il più impalpabile. Che cos’è di altro se non un buco nero dove una volta l’anno gareggiano macchine di Formula Uno e nel resto dell’anno è una sconfinata distesa di parcheggi? In che cosa le sue villette a schiera si distinguono da quelle delle confinanti North Miami, Miami Lakes e North Miami Beach? La Miami che tutti conosciamo, un pezzo di Centro, Sud America e Caraibi strappato a forza e appiccicato frettolosamente al Nord America è lontana, anche se le infinite autostrade che circondano gli Stati Uniti possono garantire, traffico permettendo, un arrivo relativamente comodo in quella zona di mondo. A Miami Gardens tutto siede all’ombra dell’Hard Rock Stadium, sessantaquattro mila spettatori, costruito nel 1987 ma abbondantemente rinnovato per mantenerlo all’avanguardia. Quello dei Miami Dolphins è uno stadio che se non fosse per il clima perennemente soleggiato e caldo in cui si trova ricorderebbe non solo molto poco uno stadio NFL, ma molto di più una grande cattedrale del calcio europeo, soprattutto nella sua copertura, una delle principali aggiunte dell’ultima ristrutturazione, e con quelle spirali ai quattro angoli dello stadio che sembrano decisamente quelle di San Siro. È lo stadio che senza dubbio ospiterà più partite: sei dei gironi, tra cui quella inaugurale tra Inter Miami e Al Ahly, e due ottavi di finale.
Los Angeles (Pasadena) – Rose Bowl
Lo stadio di Pasadena lo conosciamo tutti. È il luogo della finale mondiale del 1994. Pasadena è una parola che evoca ricordi molto chiari a chi ha l’età per ricordarla. Ma forse la storia di questo stadio non la conosciamo abbastanza, eppure, almeno per gli standard di questo torneo, è veramente unica. Costruito nel 1922, con una capacità di ottantanovemila posti, il Rose Bowl fa parte del registro nazionale dei luoghi storici statunitensi. La sua particolarità è che più che ospitare una squadra, pur essendo la casa degli UCLA Bruins, il vero padrone di questo stadio è una singola partita, il Rose Bowl, per l'appunto, uno degli eventi fondamentali della stagione del college football, facente parte della sfilza di Bowl Games che, dalla nascita nel 2014 del College Football Playoffs, vengono usati come sede di semifinali e quarti di finale per determinare il campione nazionale universitario. Non a caso, lo stadio è proprietà di una non-profit, la Pasadena Tournament Of Roses Association che ogni anno, prima della partita, inizialmente creata proprio come evento collaterale alla manifestazione, organizza la Rose Parade, un pomeriggio di celebrazioni e feste a Pasadena. In questo stadio al mondiale per club verranno giocate le partite del gruppo B che non coinvolgeranno i Seattle Sounders e tre partite del gruppo E.
Seattle - Lumen Field (di Leonardo Salvato)
Affacciata sullo stretto di Puget sulla costa nord-occidentale degli Stati Uniti, Seattle è la città più
popolosa dello stato di Washington, abitata già da 4000 anni da popolazioni native e solo verso la
metà del XIX secolo colonizzata dagli europei. Oggi anche nota come Emerald City per via dei
lussureggianti alberi sempreverdi che circonda la metropoli, Seattle deve la sua fama in quanto
centro portuale verso Alaska e Asia prima e successivamente come centro industriale e
tecnologico d’avanguardia (qui hanno mosso i primi passi Boeing, Microsoft e Amazon). Tra le
principali attrazioni turistiche ricordiamo lo Space Needle, grattacielo più alto della città dalla cui
cima si può godere di una vista dall’alto dell’intera baia fino al Mount Rainer; il Seatle Art Museum
e il MoPop, il museo della cultura pop ove sono reperibili reperti appartenenti ai grandi protagonisti
della musica che hanno mosso i primi passi proprio nel fervente contesto culturale di Seattle: tra
questi i protagonisti della scena grunge degli anni ’90 come Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden,
Alice in Chaines e Foo Fighters; ma anche giganti del jazz e del soul come Quincy Jones o Ray
Charles, oltre all’iconico chitarrista rock Jimi Hendrix.
Il prossimo mondiale per club lambirà anche il nord-ovest, approdando al Lumen Field, i cui 67
000 posti normalmente occupati dai rumorosissimi fan delle due principali squadre cittadine,
ovvero i Seattle Seahawks in NFL (vincitori del Super Bowl nel 2013) e i Seattle Sounders nel
calcio: in particolare i Sounders si distinguono, oltre che per i due titoli MLS e la CONCACAF
Champions League conquistata nel 2022, anche per la propria tifoseria, la primissima capace di
dar vita a un movimento ultras simile a quello che si vede in campo europeo. Le gare ospitate
saranno quelle del girone B, nelle quali i padroni di casa ospiteranno Botafogo, Atletico Madrid e
Paris Saint-Germain; e del girone E, dove sono in programma tre sfide tra Urawa Reds, River
Plate e Inter: in ogni caso quindi, il Lumen Field ospiterà le gesta della squadra fresca campione
d’Europa. Il mondiale per club non sarà comunque il primo evento insolito ospitato dal Lumen
Field: oltre ad aver fatto da cornice a tre gare della Copa America Centenario nel 2016 infatti, lo
stadio di Seattle è stato anche base del Washington Liberation Front: i videogiocatori più accaniti
sanno che mi riferisco al capolavoro di Naughty Dog The Last of Us Part II.
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