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McConnell Finals
, 12 Giugno 2025

McConnelled


3 palle rubate che hanno ribaltato il momentum di gara-3 tra Pacers e Thunder.

Un playmaker bianco, poco più che 33enne, senza un tiro affidabile, che non raggiunge nemmeno per sbaglio i 190 cm di altezza, ha capovolto l'andamento di una gara-3 delle NBA Finals. Da Pittsburgh, Pennsylvania, Timothy John McConnell Jr., per tutti T.J. (altrimenti, stando alla miniera di nickname che è Basketball-Reference: Floor General, McClutchell, Rocco. Sì, Rocco).

Lo ha fatto giocando appena 15'06" per gli Indiana Pacers, in un matchup sulla carta letale per una point guard sottodimensionata al cospetto delle mani-braccia-petti più lesti del West con la canotta degli Oklahoma City Thunder. Nel 116-107 della Gainbridge Fieldhouse di Indianapolis, però, McConnell si è permesso di rubare il fuoco agli dèi dell'atletismo e della pallacanestro. Lo fa dai tempi della Chartiers Valley High School, quando era allenato dal padre Tim. Perché non farlo anche a pochi centimetri dall'MVP Shai Gilgeous-Alexander, nella serata in cui il tuo giocatore di riferimento (Tyrese Haliburton) è su una gamba sola (problema alla caviglia avvertito nel finale di gara-2) e ha bisogno anche solo di un paio di possessi in più di riposo in panchina?

10 punti, uno più sporco dell'altro. 5 assist, con Nesmith e Mathurin a banchettare coi tagli alle spalle dei difensori perimetrali di Daigneault. 5 palle rubate, massimo personale in carriera ai Playoff, primo giocatore a farlo uscendo dalla panchina da Ray Allen (Miami Heat 2014). Altra pietra miliare, altra improbabile milestone registrata dall'ex Sixers: primo nella storia NBA con un 10+5+5 nelle Finals non partendo nello Starting Five.

L'incubo di Cason Wallace inizia con questa scena, una sgraffignata dal lato destro del campo che anticipa i polpastrelli protesi di Holmgren.

Non c'è un motivo per cui l'NBA perseveri nel non fare attenzione a McConnell, eppure dal 2015 viviamo un decennio di guardie, ali e centri della Lega che cascano nel tranello. È il ripetersi di una storia assurda: il 3 marzo 2021, nell'improbabile stagione post lockdown con coach Bjorkgren, McConnell segna il record di ogni epoca per palle rubate in un tempo (9, vs Cleveland Cavaliers). Al termine di quella notte, T.J. è il primo da Mookie Blaylock (1998!) a registrare una tripla doppia punti-assist-steals (10 alla sirena finale, record della storia dei Pacers), primo di sempre a farlo da riserva e non da titolare.

Nella noctis horribilis della terna arbitrale - tra Flagrant 1 di Nesmith non ravvisati dopo Coach Challenge e gomiti di Dort eccessivamente appuntiti sui volti dei Pacers -, il piede destro di McConnell che pesta le scritte a bordo campo prima di far carambolare la palla addosso a Wallace passa quasi inosservato.

Indiana vince una partita che non avrebbe dovuto e potuto vincere. I Pacers hanno tirato col 33.3% dall'arco (9/27), concedendo il 45.5% su 22 tentativi a OKC. I Blue&Gold hanno raccolto 6 rimbalzi in meno (42-36). Eppure hanno vinto, senza che nessuno li abbia visti arrivare e riesca a dare spiegazioni. Un po' come McConnell e le sue rubate.

Caruso (nella mente): "McConnell è davanti a me. Lo vedo. Cosa sarà, a un paio di metri da me? Perché non tuffarmi con un doppio carpiato nelle sue fauci?"

Prometeo McConnell, dallo stile di gioco "arrogante" come riassunto alla perfezione da Flavio Tranquillo nella telecronaca per Sky Sport. Una faccia così tosta che è stato partorito un termine, "McConnelled", per tutti i malcapitati che si imbattono in una di quelle divinità minori che popolano i culti degli appassionati NBA. Anche i rampanti OKC Thunder, anche le NBA Finals, sono state McConnelled: si è manifestato lo Sfacciato, il Privo di timore reverenziale, il Blasfemo.

  • (Bergamo, 1999) "Certe conquiste dell'anima sarebbero impossibili senza la malattia. La malattia è pazzia. Ti fa tirare fuori sentimenti e verità che la salute, che è ordinata e borghese, tiene lontani."

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