
L'Europeo under-21, girone per girone
Tutto quello che serve sapere sull'Europeo U21, che si svolgerà in Slovacchia dall'11 al 28 giugno.
Mercoledì 11 giugno inizierà l’edizione n°25 del campionato europeo di calcio under-21. Le 16 migliori nazionali giovanili del Vecchio Continente si sfideranno tra di loro in otto città della Slovacchia - Bratislava, Trnava, Dunajská Streda, Košice, Žilina, Trenčín, Nitra e Prešov - per decretare quale sarà la miglior squadra che succederà all’Inghilterra, vincente nell’edizione del 2023 tenutasi in Romania e Georgia.
L'Inghilterra sarà, ovviamente, una delle 16 partecipanti e farà di tutto per ripetere il successo dell'ultima edizione, arrivato grazie a una vittoria per 1-0 ai danni della Spagna. La nazionale dei Tre Leoni, anche quest'anno, presenta una rosa di tutto rispetto, con calciatori giovani ma già esperti, titolari in alcune delle migliori formazioni europee. I ragazzi di Lee Carsley - tornato alla guida dell’U21 dopo una breve esperienza ad interim della nazionale maggiore - non sono però gli unici grandi favoriti, ma dovranno vedersela con altre rappresentative molto competitive, Francia e Spagna in primis.
In questo articolo passeremo in rassegna i quattro gironi di questo Europeo, con un breve approfondimento per ogni squadra e un focus su quello che, sulla carta, dovrebbe essere il miglior giocatore tra i convocati, e uno su un giocatore magari meno conosciuto ma meritevole di attenzione, per cui l’Europeo potrebbe essere la rampa di lancio per farsi notare ai massimi livelli del calcio.
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Qualificazioni e struttura del torneo
Per qualificarsi all'Europeo Under-21, le 52 nazionali partecipanti sono state ripartite in 9 gironi all'italiana. Le squadre prime classificate di ciascun gruppo e le tre migliori seconde si sono qualificate direttamente alla fase finale del torneo, mentre le altre sei seconde hanno giocato a novembre 2024 gli spareggi per i restanti tre posti. L'Italia si è qualificata direttamente - cosa non scontata di questi tempi! - vincendo il proprio girone di qualificazione con 9 vittorie, 4 pareggi, nessuna sconfitta e una differenza reti di +23. Come gli azzurrini, anche Spagna, Paesi Bassi, Germania, Romania, Inghilterra, Portogallo, Slovenia e Danimarca si sono qualificate all'Europeo vincendo il proprio girone. Ucraina, Francia e Polonia sono state le tre migliori seconde qualificate, mentre Finlandia, Georgia e Cechia hanno vinto lo spareggio.
L'Europeo under-21, al contrario delle competizioni dei grandi, non ha subito una massiccia espansione ma ha mantenuto il formato a 16 squadre inaugurato nel 2019. Le nazionali sono suddivise in quattro gironi da quattro squadre l'uno, le cui vincenti e seconde classificate si qualificano direttamente per i quarti di finale. Ai quarti, la prima classificata del gruppo A sfiderà la seconda del gruppo B, la prima classificata del gruppo C, la seconda del gruppo D e viceversa.

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Girone A
Italia
Partiamo dal girone A e partiamo dagli “azzurrini”, chiamati a cancellare la pessima prestazione nel precedente Europeo. I ragazzi di Nicolato uscirono da un girone con Francia, Norvegia e Svizzera a causa della classifica avulsa. Ora starà al nuovo allenatore Carmine Nunziata cancellare la delusione, con un gruppo squadra che non ha i picchi qualitativi delle passate edizioni (2019 e 2021 su tutte) ma che ha tutte le carte in regola per passare il girone e provarsi a giocare almeno la semifinale.
La stella: Tommaso Baldanzi, Roma, 2003 – Trequartista della Roma e leader tecnico della squadra, sarà cuore e polmoni della selezione.
Da tenere d'occhio: Luca Koleosho, 2004, Burnley – Sono almeno due anni che si parla tanto di questo ragazzo di origini canadesi e nigeriane che non ha ancora esordito in nazionale maggiore. Che sia il suo anno? Le qualità parlano da sole, adesso serve dimostrare il potenziale. Sulla carta, potenzialmente un craque.
Romania
Fase di transizione per la nazionale rumena, che dopo lo scorso pessimo europeo di categoria arriva in Slovacchia senza chissà quali aspettative. Potrebbe essere la formazione materasso del girone, ma attenzione a sottovalutare un gruppo con più che discrete individualità.
La stella: Louis Munteanu, 2002, Cluj – attaccante e leader della formazione transilvanica, con un piccolo passato in Italia alla Fiorentina, quest’anno ha confezionato 26 G+A in 35 partite al Cluj. Per i rumeni le speranze passano da lui.
Da tenere d'occhio: Ianis Stoica, 2002, Hermannstadt – Esterno alto funambolico, sarà il probabile partner offensivo di Munteanu. Rapido e col vizio del gol, l’Europeo potrebbe essere la vetrina giusta per un salto di categoria.
Slovacchia
La nazionale ospitante e possibile sorpresa del girone. Qualche ottima individualità, la formazione centro europea è organizzata più sul sacrificio che sulla qualità tecnica, potrebbe rappresentare un ostacolo arcigno soprattutto se il suo reparto difensivo dovesse reggere.
La stella: Tomas Suslov, 2002, H.Verona – Da due anni in Italia, giocatore che aiuta poco a livello contributivo ma che rappresenta il cervello e il leader di questa nazionale.
Da tenere d'occhio: Nino Marcelli, 2005, Slovan Bratislava – Ce lo ricordiamo per il golazo in Champions col Milan. 20 anni, potrebbe non essere il titolare ma attenzione perché anche in campionato da subentrato ha sempre fatto bene.
Spagna
Favorita del girone e favorita, insieme ad altre, del torneo. Squadra che potrebbe schierare, e che non avrà molto probabilmente a disposizione, giocatori come Yamal, Gavi, Cubarsì, Pedri e Nico Williams, giusto per citarne alcuni. Gli uomini di Santiago Denia sono prontissimi per l’Europeo con l’obiettivo di emulare il successo della nazionale maggiore.
La stella: Javi Guerra, 2003, Valencia - Se ne parlava già un paio di stagioni fa come uno dei prospetti più interessanti della Liga. Dopo essersi confermato uno dei più completi del reparto "completo" per antonomasia, ossia il centrocampo per la Spagna, le chiavi della circolazione del pallone della Rojita non possono non essere sue.
Da tenere d'occhio: Mateo Joseph, 2003, Leeds United – Per chi bazzica la Championship è già una certezza, per gli altri (spero) possa diventarlo. Non sarà probabilmente il titolare, ma attenzione perché la Spagna potrebbe aver pronto il “nuovo Morata”.
Girone B
Cechia
Non vorremmo essere ripetitivi, ma nazionale su cui si cuce perfettamente il medesimo discorso fatto sulla Romania. Formazione non irresistibile, per non dire altro, fase di transizione con poco talento assoluto e calcio impostato più sul non prenderle che sul darle. Gruppo che proverà a salvare la pelle in un girone parecchio complesso.
La stella: Daniel Fila, 2002, Venezia - In Laguna, vedendolo ogni fine settimana nelle torbidissime acque della lotta salvezza della Serie A, sono emerse tutte le spigolature al massimo livello. Chissà che un torneo per nazionali, con gli extrastimoli e il contesto sui generis tipici degli ultimi giorni di primavera, non possa mostrare nuovamente le doti finalizzative fatte intuire tra Teplice e Slavia Praga.
Da tenere d'occhio: Adam Karabec, 2003, Amburgo – Tuttocampista dell’Amburgo, fresco di ritorno in Bundesliga. 10 G+A per lui in Germania, giocando spesso e volentieri da mezz’ala. Per lui la combinazione Europeo + Bundesliga potrebbero essere importantissime (se fossi nel Bayer Leverkusen, per il dopo Wirtz, ci farei un pensierino...).
Inghilterra
Arriviamo ai campioni in carica. Formazione con un potenziale offensivo che fa invidia a molte nazionali maggiori, i ragazzini di Lee Carsley vogliono difendere il titolo e bissare il successo di due anni fa. Se la nazionale maggiore continua a rimandare l’appuntamento con un titolo, i giovani inglesi arrivano in Slovacchia coi favori del pronostico e la selezione probabilmente più forte tra tutte le 16 nazionali coinvolte.
La stella: Ethan Nwaneri, 2007, Arsenal – Quante nazionali possono permettersi un calciatore semi titolare in una semifinalista di Champions? Nessuna, ecco spiegato il perché l’Inghilterra abbia i favori del pronostico. Esterno funambolico, forse all’ultima chiamata in U21 prima di raggiungere il suo compagno di merende Lewis-Skelly tra i big. Ha tutto per dominare questo Europeo.
Da tenere d'occhio: Hayden Hackney, 2002, Middlesbrough – La prima scelta realmente sofferta. Non è stato facile scegliere un calciatore da tenere d’occhio per la formazione dei Tre Leoni, vista la quantità di ottimi giocatori già affermati. In patria lo si paragona già a Ederson, o ad altri centrocampisti dinamici in entrambe le fasi. La concorrenza in mediana è fortissima, tra Elliot Anderson e Harvey Elliott, ma nel corso del torneo i 5 gol e 3 assist realizzati in stagione potrebbero aumentare partendo dalla panchina.
Germania
Se vi dicessi che la Germania rischia tanto in questo girone? I tedeschi arrivano da un ultimo posto ed un solo punto nello scorso europeo di categoria e con una leva che è ben lontana dalle altre big del continente. Non sono tra i favoriti ma attenzione a dare per morti i tedeschi.
La stella: Paul Wanner, 2005, Heidenheim – In una stagione travagliata, questo giovane trequartista scuola Bayern Monaco è stata una delle poche note liete. Mancino, rapido e con un gran tiro sarà (con ogni probabilità) il 10 dei tedeschi.
Da tenere d'occhio: Nicolò Tresoldi, 2004, Hannover – Non il tipico nome e cognome tedesco, per un attaccante dalle chiare origini italiane. Bomber d’area nato a Cagliari, sarà il riferimento offensivo della nazionale tedesca nell’Europeo under-21 e il prossimo centravanti del Club Brugge.
Slovenia
Con ogni probabilità, la vittima sacrificale del girone. Come detto per Romania e Repubblica Ceca, anche per il piccolo stato del nord dei Balcani, il ricambio generazionale sta facendo fatica a realizzarsi. Nazionale che potrebbe sì convocare Sesko (ma è realisticamente impossibile), e che probabilmente dovrà molto faticare in un girone dove sarà ampiamente la quarta forza.
La stella: Svit Seslar, 2002, Celje – 22 G+A in 26 partite di campionato oltre al titolo di miglior assistman della Conference con 8 assist. In prestito dai turchi dell’Eyuspor, giocatore che profuma di Genoa e di stagione in doppia cifra sotto Patrick Viera.
Da tenere d'occhio: Cuber Potocnik, 2005, Koln – Attaccante vecchia scuola del Colonia, potrebbe non essere la prima scelta offensiva degli sloveni, ma ha movimenti e colpi da calciatore di livello.
Girone C
Francia
Oh oui la France. Eccoci arrivati a quella che è la squadra con il maggiore potenziale di tutta la competizione. Occhio, potenziale maggiore non vuol dire più forte, ma è senza dubbio facile affermare che questa formazione potrebbe vincere con scioltezza questo Europeo senza faticare. Rosa che potrebbe tranquillamente giocare l’Europeo dei “grandi”. Se in giornata, praticamente non ce n’è per nessuno.
La stella: Mathys Tel, 2005, Tottenham (in prestito dal Bayern Monaco) - Poco più di 20 anni, già fatto esperienza in 3 dei top-5 campionati europei (Rennes, Bayern Monaco, Tottenham), oltre una ventina di apparizioni tra Champions League, supersub in grado di far pendere il campo dalla propria fascia quando innescato fronte alla porta per puntare l'uomo. Servono altre presentazioni?
Da tenere d'occhio: Jean-Matteo Bahoya, 2005, Eintracht Frankfurt – Stesso discorso dell’Inghilterra, nazionale troppo colma di talento per scegliere un solo giocatore. E allora vada per questo esterno offensivo, con la gamba e la predisposizione senza palla per immaginarsi un futuro anche a tutta fascia: compagnoo di club di Ekitike, grande escluso dell'ultim'ora, il prodotto del settore giovanile dell'Angers si candida a 12° uomo del torneo.
Georgia
Bellissima realtà, quella georgiana, che dopo aver messo paura alla Spagna con la nazionale maggiore, arriva a questo europeo con l’idea di far bene e mostrare il proprio valore. Il girone è complesso ma i ragazzi georgiani hanno qualità e idee per fare male a chiunque.
La stella: Giorgi Kvernadze, 2003, Frosinone – Una discreta stagione di B, in un contesto complesso com’è stato il Frosinone, non devono far cambiare l’idea su questo ragazzo veramente forte e con colpi di alto livello.
Da tenere d'occhio: Gabriel Sigua, 2005, Basilea – Se non dovesse diventare leader di una big, potrei smettere col calcio. Attaccante totale, forte fisicamente e abilissimo nei duelli aerei. La Georgia ha un gioiello tra le mani, le difese avversarie sono avvisate.
Polonia
Non sta vivendo un bel periodo il calcio polacco. I suoi leader sono ormai nella fase calante della carriera ed a livello giovanile non c’è più quel talento che aveva reso la Polonia una realtà costante del calcio europeo una decina di anni fa. Restano comunque una squadra coriacea e difficile da affrontare, senza però grandi lampi di talento che possano renderla realmente pericolosa.
La stella: Antoni Kozubal, 2004, Lech Poznań – Se finora i leader tecnici sono stati tutti giocatori offensivi, un po’ di spazio alla retroguardia. Mediano e centrale all’occorrenza, ha il perfetto identikit del centrocampista moderno. Giocatore da big europea, questo torneo può e deve essere la sua vetrina.
Da tenere d'occhio: Ariel Mosor, 2003, Rakow – Tuttofare della difesa, centrale abile nel colpo di testa potrebbe essere il nuovo Kamil Glik. Se i tifosi del Torino vogliono darci fiducia, Cairo deve fare una telefonata e portarlo sotto la Mole.
Portogallo
I lusitani sono freschi vincitori dell’europeo U17, a dimostrazione di come il calcio giovanile portoghese sia incredibilmente ricco e variegato di talento. La formazione del CT Rui Jorge arriva, seppur a fari spenti, con l’idea di poter vincere questa competizione, complice una selezione di giocatori incredibilmente ricca di qualità.
La stella: Geovany Quenda, 2007, Sporting Lisbona – Se il Chelsea decide di comprarti a nemmeno 18 anni compiuti e dopo poco più di un solo anno tra i professionisti, è la dimostrazione dell’incredibile talento che hai. Esterno dal dribbling ubriacante e dalla spiccata propensione offensiva, è stato scoperto da Ruben Amorim e volerà al Chelsea nel giugno 2026; nel mentre, è stato parte integrante dell’ultimo campionato vinto dallo Sporting, oltre ad una serie di ottime prestazioni in Champions.
Da tenere d'occhio: Gustavo Sà, 2004, Famalicao – Ennesimo fantasista nella lista dei giocatori da tenere d’occhio. Protagonista in patria, trascinando la sua squadra ad un insperato settimo posto, parliamo di un giocatore tecnico, rapido ma con ancora qualche pecca nel decision making. Se fossi una medio grande europea, un dieci milioni li userei per portarlo a casa.
Girone D
Danimarca
Formazione con un potenziale allucinante, ricca di talento e probabilmente la selezione per cui è stato più difficile scegliere la stella. I danesi arrivano a questa competizione con un impianto di gioco rodato ed un gruppo affamato e di qualità, ergo, attenzione ai biancorossi per un posto tra le migliori.
La stella: Conrad Harder, 2005, Sporting CP - I campioni di Portogallo si apprestano a incassare cifre vicine ai tre zeri in quanto a milioni di euro per il proprio centravanti titolare? Poco male, se un'alternativa potenzialmente di quel livello è già di casa all'Alvalade. Impiegato talvolta come seconda punta in biancoverde, Harder si candida alla titolarità indiscussa al centro del tridente del CT Højer: quale miglior occasione per mostrarsi non più solo il "post-Gyökeres"?
Da tenere d'occhio: Sebastian Otoa, 2004, Genoa – Vieira ha deciso di lanciarlo nel finale di stagione e, nonostante un’espulsione alla prima da titolare, il potenziale per impattare non solo fisicamente ad alto livello non sembra mancare. La pressione di EuroU21 potrebbe essere quella giusta per iniziare a rifinire letture e scelte in fase di marcatura e impostazione.
Finlandia
Poco da segnalare, se non una formazione che, come già detto per molte altre selezioni, arriva alla competizione con poche certezze ed una rosa sicuramente inferiore alle altre nel girone. Ma attenzione allo spirito scandinavo ed alle sorprese, perché i ragazzi di Mika Lehkosuo potrebbero essere molto più complessi da affrontare di quanto si possa credere.
La stella: Topi Keskinen, 2003, Aberdeen – Fresco vincitore della Coppa di Scozia con la sua squadra, parliamo di un’ala che può giocare sia a destra che a sinistra e sarà sicuramente l’uomo di punta della selezione scandinava.
Da tenere d'occhio: Naatan Skytta, 2002, Dunkerque – Ad un passo dalla Ligue 1 ed in semifinale di Coupe de France, impossibile non segnalare questo promettente fantasista. 7 gol e 4 assist in stagione per un giocatore che potrebbe decidere di spiccare il volo dopo questo europeo.
Paesi Bassi
Nazionale che ha sempre avuto un quantitativo di talento incredibile. Gli orange arrivano in Slovacchia non tra le primissime favorite, ma con un gruppo sicuramente forte e ben congeniato, allenato da quel vecchio volpone di Michael Reiziger. Il centrocampo ha una qualità irreale per la competizione, potrebbe penare un po’ davanti dove manca un vero e proprio goleador.
La stella: Kenneth Taylor, 2002, Ajax – Capitano, leader e giocatore che a 23 anni ha già esperienza in Champions. Faro della mediana orange, giocatore che ha sia ottime doti difensive che un bagaglio tecnico che gli permette di essere pericoloso sotto porta. Mi verrebbe da consigliarlo al Man United ma tutto ciò che toccano diventa terribile, quindi resta a casa Kenneth.
Da tenere d'occhio: Ezechiel Banzuzi, 2005, Lipsia – Dopo una stagione da dominatore in centrocampo, era impossibile vederlo ancora in Jupiter Pro League, ed infatti il Lipsia se lo è accaparrato per “soli” 16 milioni. Mastino instancabile che non perde mai un pallone è il perfetto connubio di Taylor, il che rafforza la teoria per cui l’Olanda abbia uno dei centrocampi più forti di questa competizione.
Ucraina
Nazionale per cui è difficile non avere un minimo di simpatia. Senza scendere in questioni politiche e militari, la federazione ucraina dimostra uno spirito di abnegazione difficilmente rintracciabile nel resto del continente. Il livello della rosa potrebbe bastare ad infastidire la Danimarca per il secondo posto del girone, ma il vero obiettivo, quello di partecipare, gli ucraini lo hanno già raggiunto.
La stella: Volodymyr Brazhko, 2002, Dinamo Kvyv – Metronomo e mente della selezione gialloblù, oltre ad aver già esordito nella nazionale maggiore, sarà il capitano dei suoi in Slovacchia. Da tenere sott’occhio, è già pronto per una big.
Da tenere d'occhio: Taras Mykhavko, 2005, Dinamo Kviv – A dimostrazione dell’importanza del blocco della Dinamo Kvyv, anche il giocatore da osservare arriva dalla squadra della capitale. Centrale roccioso e bravo sulle palle alte, potrebbe essere una simpatica sorpresa di questa competizione.
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