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Serie A tierlist
, 2 Giugno 2025

La Serie A 2024/2025, in tier list


Com'è andata la stagione appena conclusa?

La sera del 25 maggio è ufficialmente calato il sipario sulla Serie A 2024/2025. Di seguito i verdetti finali: a vincere il tricolore è stato il Napoli di Antonio Conte, il quale ha avuto la meglio nella bagarre-scudetto con l'Inter di Simone Inzaghi. Secondo e terzo gradino del podio che dunque si tingono di nerazzurro, con l'Atalanta di Gasperini che si conferma in Champions League insieme alla Juventus, quarta. Seguono la Roma e Fiorentina, che disputeranno rispettivamente Europa League e Conference League. Ci salutano, infine, Empoli, Venezia e Monza.

Ammettiamolo: questa Serie A è stata senz'altro tra le più imprevedibili degli ultimi anni, ma il livello mostrato in campo non è stato altissimo. I piazzamenti analizzati di cui sopra, infatti, sono arrivati al termine di una stagione nella quale nessuna squadra è riuscita ad imporsi con decisione: la sensazione è che sia per la lotta scudetto che in quella per i piazzamenti europei le dirette interessate avrebbero potuto fare qualcosina in più evitando psicodrammi dell'ultimo minuto. Basti pensare che il Napoli campione ha racimolato solo 82 punti: un punteggio così basso non lo si aveva dalla stagione 2010/2011, quando il Milan ha vinto lo scudetto grazie al medesimo punteggio. D'altro canto, la rincorsa alle coppe europee ha preso le sembianze - senza paragonare i valori delle rispettive rose, naturalmente - di quella per i playoff di Serie B, con tantissime squadre in pochissimi punti.

Come ogni stagione che si rispetti, ci sono state sorprese e delusioni. Ci siamo dunque incaricati di stabilire un ranking delle squadre che hanno disputato la Serie A 2024/2025, tramite una tier list a le cui categorie saranno a tema gelato, dal momento che ci si avvicina all'estate. Come al solito, partiremo dalle note liete.

P.S.: per mettere tutte le squadre sullo stesso piano, verrò analizzato solo il percorso effettuato in Serie A, in Coppa Italia e in Supercoppa, tralasciando l'analisi sulle Coppe Europee. Altrimenti, ad esempio, le valutazioni su Inter, Atalanta e Juventus sarebbero state differenti.

Tier 1 - Magnum

Non ha bisogno di presentazioni. È il gelato dei nobili, la crème de la crème. Ti riempie, ti soddisfa, dopo averlo mangiato sei sazio e non hai bisogno d'altro. In tanti lo imitano, nessuno riesce ad eguagliarlo.

Napoli

Come non partire dalla squadra che ha vinto il tricolore? Per i partenopei è il secondo scudetto in tre anni dopo quello vinto con Spalletti, ma diciamolo: il duello con l'Inter lo ha reso più sofferto ed emozionante. Il problema principale del Napoli nella disastrosa annata scorsa è stata la mancanza di un gruppo serio, compatto, con le idee chiare. Ebbene, Antonio Conte è forse il miglior allenatore in circolazione nel trasmettere fin da subito i propri ideali calcistici e nel dare alla propria squadra un'identità tangibile e ben definita in un breve lasso di tempo.

Ad aver agevolato gli azzurri è stato anche un calendario agevole e maggiormente gestibile rispetto a quello che le altre compagini italiane hanno dovuto affrontare, soprattutto in relazione alla rosa a disposizione. Rappresenta forse un unicum nella storia della Serie A, infatti, che una squadra scudettata non si confermasse almeno per un piazzamento europeo. La rosa a disposizione di Antonio Conte è stata forte e solida, alla quale manca qualche tassello soprattutto tra le riserve ma che può affrontare una singola competizione alla grande. Quest'anno lo ha dimostrato, sfruttando alla grande il vantaggio di doversi concentrare unicamente sul campionato.

Il momento in cui un intero popolo ha potuto finalmente gioire.

Il matrimonio tra gli azzurri e il tecnico leccese, al di là di qualche passo falso di troppo che avrebbe potuto compromettere la vittoria finale - Parma-Napoli su tutti -, è stato un successo. Ora bisogna capire cosa c'è nella mente di Conte: farà come Spalletti e lascerà Napoli da vincente o si metterà in discussione allenando i partenopei per un altro anno?

Como

Chi si sarebbe aspettato un rendimento del genere da una neopromossa? La splendida stagione del Como rappresenta un ottimo punto di partenza sul quale costruire un futuro radioso. Le interessanti idee tattiche di Fàbregas, l'esplosione di giocatori come Diao e Paz e la presenza di una dirigenza che non bada a spese investendo in maniera intelligente e funzionale sono tutti fattori che fanno pensare che la scalata dei biancoblù non si fermerà qui. Il Como ha concluso la Serie A 2024/2025 al decimo posto, vale a dire la prima della classe per quanto riguarda il gruppone di squadre che non sono state risucchiate nella lotta salvezza. Un risultato importante sul quale si può ancora lavorare.

Non si può non analizzare il fatto che le possibilità economiche dei lariani siano il sogno di gran parte delle squadre della medio-bassa Serie A, ma negli anni scorsi fior di società, non solo in Italia, hanno dimostrato che spendere tanto spesso e volentieri non corrisponde necessariamente a spendere bene. Avere le spalle coperte è senz'altro un vantaggio, ma non si può ridurre il lavoro che il Como sta facendo a "con quei soldi siamo tutti capaci". Il progetto biancoblù è uno dei più intriganti del panorama calcistico italiano, e probabilmente, nel futuro prossimo, ne vedremo delle belle.

Bologna

C'erano poche aspettative su questa squadra. I sofferti e pesanti addii di Zirkzee, Calafiori e Thiago Motta avevano fatto credere che lo splendido Bologna 2023/2024 fosse destinato ad essere un'estemporanea meteora del nostro calcio, e che i risultati ottenuti sarebbero stati un miraggio per chi avrebbe dovuto sostituire le colonne portanti che avevano lasciato i rossoblù in estate. Tuttavia, Vincenzo Italiano e Sartori, il cui intelligentissimo mercato ci ha ricordato come sia un DS del quale si parla sempre troppo poco, sono riusciti nell'impossibile.

Il Bologna non sarà riuscito a riconfermarsi nell'Europa che conta, ma ha disputato una stagione di assoluto livello e che in pochi si sarebbero aspettati per via dei pregiudizi che vi erano sui giocatori che avevano rimpiazzato le cessioni illustri e sull'allenatore scelto per rimpiazzare Thiago Motta - nutriti anche dal sottoscritto. Gli emiliani hanno lottato alla pari sino al finale di campionato per il quarto posto, salvo poi fermarsi anche per via dell'inaspettata e gloriosa vittoria in Coppa Italia, trofeo che il Bologna non vinceva da 51 anni. La valutazione sulla stagione dei rossoblù, dunque, non può che essere più che positiva.

Il momento in cui capitan De Silvestri ha alzato il tanto agognato trofeo.

Tier 2 - Maxibon

Un sempreverde, fa sempre il suo. Non delude mai: molto comodo da gustare grazie al buon biscotto, trova nel croccante rivestimento di cioccolato il suo punto di forza. Un gelato completo e adatto per tutti i gusti.

Atalanta

Oramai i bergamaschi sono un habitué dei piani alti del nostro campionato e della Champions League, e anche quest'anno non hanno mancato quest'appuntamento. Nonostante i molteplici infortuni che hanno messo a più riprese in difficoltà la Dea, Gasperini e l'Atalanta sono riusciti a qualificarsi per la massima competizione europea con qualche turno di anticipo, il che non può certo passare sotto traccia: la stagione 2024/2025 ha confermato come i nerazzurri si siano svestiti dei panni di outsider diventando dunque una big certificata della Serie A.

Detto ciò, a Bergamo c'è forse qualche rimpianto. Inter e Napoli non hanno mai realmente ammazzato il campionato, duellando e restando a galla più per demeriti di entrambe che per costanza di rendimento. Questo sarebbe stato un anno favorevole dunque per inserirsi nella rincorsa allo Scudetto, ma l'Atalanta, dopo qualche passo falso di troppo, non è riuscita a stare al passo di meneghini e partenopei. Per la prima volta da quando allena l'Atalanta pure Gasperini aveva introdotto la parola Scudetto nel vocabolario da adoperare davanti ai microfoni, ma alla fine ci si è dovuti accontentare - tra le proverbiali mille virgolette - del terzo posto. Nonostante tutto, però, la stagione della Dea non può non essere definita negativa, anzi.

Genoa

L'inizio dei liguri era stato pessimo sotto la guida di Gilardino: dopo dieci giornate, i rossoblù avevano raccolto solo dieci punti, perdendo sette partite e sostando pericolosamente alla quart'ultima posizione. All'epoca, l'esonero dell'ex attaccante di Milan e Fiorentina era tuttavia parso fuori luogo, scellerato. Le colpe dello scarso rendimento venivano attribuite principalmente alla dirigenza, incapace di sostituire cessioni illustri come quelle di Retegui, Guðmundsson e Dragusin. A destare ulteriori dubbi sulla scelta presa dai piani alti genoani era stato il nome individuato per sostituire Gilardino: Patrick Vieira, un allenatore con, relavitamente, poca esperienza.

Ebbene: il Genoa, da quando l'allenatore francese si è insediato sulla panchina del Grifone ha cambiato marcia, svoltando il campionato. Non solo: se con Gilardino la media dei gol subiti era pari a 2,2/novanta minuti, dopo il suo esonero il rendimento è nettamente migliorato anche e soprattutto difensivamente - il Genoa, con Vieira, ha subito solo 1,03 gol/novanta minuti! I rossoblù hanno dunque concluso il campionato alla comoda tredicesima posizione, guardando dall'alto le squadre che si sono scannate per salvarsi. Un risultato, per come si erano messe le cose, poco preventivabile.

Fiorentina

La stagione della viola è stata una montagna russa. Momenti di forma smagliante e crisi mistiche, la splendida vittoria per 3-0 sull'Inter e i due soli punti racimolati nelle quattro partite con Monza e Venezia. Palladino ha avuto diversi grattacapi, e talvolta non si è aiutato ad aiutarsi. Nonostante tutto, però, i toscani sono riusciti a confermarsi al sesto posto, posizione valevole per la Conference League a soli cinque punti dalla zona Champions League: un risultato tutt'altro che scontato, soprattutto alla luce di quante squadre si sono contese per quelle poche, ambitissime posizioni di classifica.

Il vero valore aggiunto di questa Fiorentina è stato un Moise Kean in versione Hulk. L'attaccante ha finalmente trovato una piazza dove poter esprimersi al proprio meglio, dove si sente coccolato e il suo rendimento ha confermato un assunto da tenere a mente: quando è in forma e nel posto giusto, è uno dei migliori attaccanti sui quali possono contare Luciano Spalletti e la Nazionale italiana.

Kean ha disputato, in tutte le competizioni, 44 presenze andando a rete per ben 25 volte. Di gran lunga, la sua miglior stagione da professionista.

Tier 3 - Cornetto

Per quanto iconico, è una via di mezzo. Fa il compitino: lo conoscono tutti, quando lo prendi vai sul sicuro, ma non eccelle in niente. "Bravo ma non si impegna".

Roma

Il campionato dei giallorossi è stato dalle due facce. L'inizio è stato un disastro su tutta la linea, nonostante l'importante mercato fatto volto a rinforzare la rosa a disposizione di De Rossi. L'esonero di quest'ultimo ha poi portato al fallimentare ingaggio di Ivan Juric, il quale è durato, alla guida della Lupa, solo 12 partite. Il morale era sottoterra, e la stagione pareva ormai compromessa. La scelta dell'allenatore giusto per traghettare la Roma a fine stagione è ricaduta su Ranieri, allenatore che aveva da poco detto basta al calcio. Per la Roma, la sua Roma, però, ha fatto un'eccezione.

Ranieri è riuscito a risollevare le sorti dei giallorossi, inanellando una striscia di risultati utili consecutivi impressionante e risalendo inesorabilmente la classifica. Gli sforzi fatti sono valsi il quinto posto e l'Europa League, lasciando dunque l'amaro in bocca: bastava veramente poco per qualificarsi per l'Europa che conta. La valutazione sulla Roma si colloca dunque a metà strada tra l'inizio apocalittico e la furiosa rimonta del girone di ritorno.

Inter

Analizzando la stagione dei nerazzurri all'interno dei confini italiani, si può dire che non sia stata entusiasmante. Rispettivamente: in Supercoppa, la finale contro il Milan è una macchia difficile da dimenticare ma che può succedere in quanto gara secca; medesima analisi non si può spendere per il percorso fatto in Coppa Italia, dove i rossoneri hanno meritato di accedere alla finale; per quanto concerne il campionato, infine, a pesare non è tanto il fatto di non aver vinto il tricolore, ma il come sia arrivato questo secondo posto beffardo.

L'Inter, a differenza delle altre stagioni, ha dimostrato un po' di superficialità nell'affrontare la Serie A 2024/2025. I passi falsi verificatisi nel corso delle trentotto gare di campionato hanno tutti un comun denominatore: i meneghini hanno peccato a più riprese di arroganza, credendo di poter passeggiare sugli avversari e calando il tasso di concentrazione soprattutto nei finali di gara. L'Inter ha infatti concesso dieci gol dal settantaseiesimo minuto al novantesimo, il quarto peggior dato del campionato - a parimerito con altre squadre. Se si estendesse poi il discorso comprendendo nell'analisi della stagione dell'Inter anche la Champions League le valutazioni da fare sarebbero radicalmente diverse, ma limitandosi alle competizioni italiane per mettere, come anticipato, tutte le squadre sullo stesso piano, l'Inter si aggiudica un Cornetto, perché comunque è riuscita a dire la sua in tutte le competizioni.

Hellas Verona

Le annate dei gialloblù sono sempre una curiosa incognita: è impossibile fare previsioni pseudo-veritiere sul rendimento che il Verona potrà offrire per via dei mercati stravolgenti che il DS Sogliano è costretto a gestire per risanare le casse del club. Nonostante tutto gli scaligeri sono riusciti a salvarsi malgrado una rosa povera di talento e soluzioni, e gran parte del merito va dato all'allenatore, Paolo Zanetti.

Va però sottolineato che con l'avvicinarsi della fine della stagione, quando il Verona pareva ormai essersi sfilato definitivamente dalla zona rossa, ha rimesso tutto in discussione per via di qualche uscita a vuoto di troppo. Duda e compagni hanno infatti staccato la spina troppo presto, rischiando di compromettere quanto fatto nei mesi precedenti. Alla fine l'Hellas è riuscito ugualmente a salvarsi, ma una tirata d'orecchio va fatta: nonostante il cambio di proprietà a stagione in corso e la rosa carente, per come si erano messe le cose, si potevano tranquillamente evitare patemi dell'ultimo minuto.

Il Verona, di fatto, è in ferie da fine marzo.

Tier 4 - Cremino

Quando si da un'occhiata al classico cartellone dei gelati presente nei bar, lo guardi con un po' di superficialità. Poca roba. Un triste ripiego per quando sono finiti i Magnum.

Venezia

Può sembrare strano non posizionare gli arancioneroverdi nell'ultima tier, ma tant'è. Di Francesco è riuscito, con una squadra estremamente farraginosa soprattutto in termini offensivi, a dare una struttura di gioco chiara al suo Venezia. Chiedere di più ai lagunari sarebbe stato troppo, e va invece apprezzata la capacità di lottare fino all'ultima giornata disponibile nonostante la rosa a disposizione fosse la più incompleta tra quelle che lottavano per non retrocedere.

Come anticipato, il problema principale di questo Venezia è stato il reparto offensivo. Per poter apprendere al meglio la questione, basti pensare che il miglior marcatore della stagione è stato Joel Pohjanpalo con sei reti, il quale ha lasciato il capoluogo veneto a gennaio per trasferirsi al Palermo; segue Nicolussi Caviglia, un centrocampista, a quota quattro. Vien dunque da sé affermare che, alla luce delle premesse, una salvezza sarebbe stata un'eroica impresa, e che per quanto retrocesso, il Venezia ha fatto ciò rientrava nelle proprie possibilità. L'esito finale non può però essere ignorato: per questo, si consola con un mesto Cremino.

Lazio

Come nel caso del Bologna, vi erano poche aspettative sulla Lazio. L'ambiente biancoceleste, durante l'estate scorsa, non si è fatto riguardo nel far sapere alla società il proprio dissenso per quanto riguarda il mercato e la scelta dell'allenatore, ricaduta su Baroni. L'ex tecnico dell'Hellas è riuscito però a trovare la quadra, facendo disputare ai biancocelesti una prima parte di campionato entusiasmante e di gran livello. Il rendimento di Rovella, Guendouzi e Gila ha trascinato la Lazio, ma l'epilogo della stagione ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi.

Gli aquilotti non sono infatti riusciti ad andare oltre il settimo, perdendo l'ultima partita con il Lecce e dicendo addio alle coppe europee in vista della prossima stagione. Un vero peccato: il rendimento della Lazio è andato scemando nella seconda metà del campionato con Fiorentina, Roma e Juventus che ringraziano.

Juventus

Il giudizio sulla Vecchia Signora è fortemente influenzato dal quarto posto ottenuto al termine della trentottesima giornata. Se non fosse arrivato, probabilmente la Juventus avrebbe fatto compagnia a Empoli, Monza e Milan nella tier 5. Il mercato estivo e l'arrivo di Thiago Motta aveva riportato un grande entusiasmo a Torino in seguito al divorzio con Max Allegri. La presenza del tecnico livornese era ormai diventata indigesta, ingombrante, e la separazione al termine della stagione 2023/2024 è stata la scelta giusta per tutte le parti coinvolte.

Il tecnico ex Bologna e i roboanti acquisti quali Koopmainers e Douglas Luiz avevano dato una ventata d'aria fresca ad un ambiente che pareva saturo emotivamente dopo il secondo ciclo allegriano. Tuttavia, il rapporto tra Thiago Motta e la Juventus non è mai sbocciato, ragion per cui la dirigenza bianconera ha optato per l'esonero lo scorso 23 marzo. Tudor è riuscito a mettere una pezza centrando il quarto posto, ma la stagione della Juventus ha rischiato di essere un vero e proprio disastro.

Il rigore di Locatelli scongiura l'harakiri lagunare dei bianconeri.

Tier 5 - Ghiacciolo

È acqua fredda, non un gelato. Lo prendi quando ti mancano le monetine o quando, semplicemente, non c'è altro. Non sfama, il gusto è spesso acido, fastidioso. In presenza di alternative, assolutamente da evitare.

Empoli

Il rendimento dei toscani da dicembre in poi è piuttosto inspiegabile. La squadra di D'Aversa ha dovuto affrontare un crollo verticale in classifica iniziato con l'inverno: al termine di Verona-Empoli dell'8 dicembre 2024, match vinto dagli azzurri per 1-4, Sebastiano Esposito e compagni sostavano al decimo posto con diciannove punti. Da quel momento, l'Empoli, in campionato - escludendo dunque il trionfo all'Allianz Stadium ai quarti di finale di Coppa Italia contro la Juventus - ha perso sedici partite e ne ha pareggiate sei, senza riuscire più a vincere fino alla trentaseiesima giornata, scivolando inesorabilmente nei bassifondi della classifica.

Non che l'Empoli abbia disposto di una rosa agguerrita e di gran lunga superiore rispetto alle contendenti, anzi, ma questo digiuno dai tre punti durato ben ventidue partite è difficilmente commentabile. L'assenza per larghi tratti della stagione di Ismajli causa infortunio è senz'altro stato un fattore, certo, ma non è abbastanza per poter giustificare l'annata empolese.

Monza

Se le squadre di Serie A andassero a scuola, il Monza sarebbe quello studente bocciato per troppe assenze. I brianzoli sono il fanalino di coda dalla sedicesima giornata in poi, e precedentemente non hanno mai oltrepassato il muro della quindicesima posizione. La scelta di Nesta è stata fallimentare, e ha compromesso irrimediabilmente la stagione dei biancorossi.

L'unica scintilla pronta ad accendersi del Monza è stato Maldini, il quale si è però accasato all'Atalanta nel corso del mercato di riparazione. Oltre all'ex Milan, nel corso della sessione invernale di calciomercato hanno salutato anche Warren Bondo, Pablo Mari e Milan Djuric: un tassello fondamentale per reparto. Della serie: "non ci proviamo neanche, è già finita".

Milan

Di gran lunga la più grande delusione della Serie A 2024/2025. Non ha funzionato davvero niente: ai piani alti vi sono dirigenti che non sembrano avere davvero a cuore il progetto rossonero; sia Fonseca che Sérgio Conceição non sono mai riusciti a dare una vera identità a questo Milan, creando più confusione che altro; infine, i giocatori non si sono dimostrati all'altezza, talvolta remando contro agli interessi della squadra, talvolta giocando con una sufficienza snervante anche per il pubblico che li sostiene.

Un caso che riassume la stagione rossonera: non c'è mai stata intesa tra dirigenti, allenatori e giocatori.

A gennaio, il mercato invernale sembrava poter portare buone nuove con gli approdi di Gimenez dal Feyenoord e João Félix dal Chelsea, ma nessuno dei due è riuscito a dire la sua. Il primo, a un certo punto del girone di ritorno, ha addirittura perso il posto da titolare a scapito di Luka Jovic; il secondo ha invece dimostrato per l'ennesima volta il suo più grande limite: il fatto di essere un talento sensazionale senza, però, la testa giusta per poter soddisfare le aspettative che si nutrono sul suo conto. Il Milan sembra entrato in una spirale negativa dalla quale è difficile uscire: chissà che il nuovo DS, Igli Tare, non possa aiutare a ritrovare la retta via.

Questa è, dunque, la tier list di Sportellate della Serie A 2024/2025. Vi aspettiamo nella sezione commenti dei nostri social per sapere la vostra a riguardo e, perché no, scrivere il vostro ranking personale.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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