
Cosa aspettarsi dal Roland Garros 2025
Un breve ripasso del tabellone maschile e femminile alla vigilia del Roland Garros.
Domani, domenica 25 maggio, avrà inizio l’edizione numero 124 del Roland Garros, secondo Slam dell’anno e apice della stagione tennistica su terra. Un torneo che si preannuncia carico di aspettative e ricco di sorprese, sia per il circuito maschile che per quello femminile. Sarà anche il primo Roland Garros giocato dopo il ritiro di Rafael Nadal, il tennista più vincente della storia del torneo.
L’edizione del 2024 è stata, infatti, l’ultima apparizione di Nadal sulla terra rossa parigina, a cui il maiorchino ha legato indissolubilmente il suo nome fino a diventarne un simbolo vivente: 14 vittorie su 19 partecipazioni, con sole 4 sconfitte (la prima nel 2009 contro Soderling agli ottavi di finale, la seconda e la terza in semifinale contro Djokovic nel 2015 e nel 2021, l'ultima l'anno scorso al primo turno contro Zverev) e un ritiro per problemi fisici.
Il Roland Garros 2025 arriva in una fase molto interessante della stagione, con due chiari favoriti - Alcaraz e Swiatek - in entrambi i circuiti, ma anche un buon numero di giocatori che hanno dimostrato di poterli insidiare anche sulla loro superfice preferita. Abbiamo preparato una breve guida per i tanti non esperti che seguiranno il primo grande torneo estivo, utile per ripassare nomi, stato di forma e aspettative dei nomi principali e dei possibili outsider dello slam di Francia che sta per cominciare.
ATP
Nel circuito maschile, tutti gli occhi (e, ahinoi, le scommesse) saranno puntati sullo spagnolo Carlos Alcaraz. Il classe 2003, oltre ad essere campione in carica, arriva a Parigi dopo aver conquistato i Masters 1000 di Montecarlo e Roma, a dimostrazione di come, su questa superficie, il giovane talento di Murcia parta ovviamente coi favori del pronostico, prontissimo per la rincorsa al suo quinto titolo Slam. Subito dietro di lui, impossibile non segnalare il numero 1 del mondo, Jannik Sinner. Il tennista italiano, al rientro dopo tre mesi di sospensione per il caso Clostebol, ha subito raggiunto la finale a Roma (persa 7-6 6-1 contro Alcaraz) e, nonostante qualche passaggio a vuoto ed una superficie a lui non congeniale, ha dimostrato di poter essere tranquillamente tra i favoriti per questo Roland Garros (lo scorso anno per lui fu sconfitta in semifinale proprio contro Alcaraz alla fine di cinque set di grandissimo tennis).
Insieme a Jannik, giusto citare l’altro finalista della passata stagione, il tedesco Alexander Zverev. Il numero 3 al mondo, dopo la sconfitta di gennaio in finale agli Australian Open, ha faticato parecchio nella rincorsa al primo posto ed arriva a Parigi con più dubbi che certezze. La terra è una superficie su cui il tedesco ha sempre ben performato ma la distanza dai primi due della classe sembra essere, al momento, piuttosto elevata. Il classe ’97 nonostante ben tre finali, è ancora alla ricerca del primo titolo Slam in carriera.
Sotto questo trittico, si apre poi un lungo elenco di giocatori che, viste le doti e la congenialità della superficie, potrebbero dire la loro e arrivare, salvo eliminazioni a sorpresa, alle fasi finali del Roland Garros 2025.
Partiamo col norvegese Casper Ruud, due volte finalista a Parigi, nel 2022 e 2023 (sconfitto da Nadal e Djokovic, entrambe le volte senza set vinti) e autore di una buona stagione su terra, con anche il primo titolo 1000 della sua carriera a Madrid, vinto in finale contro Draper. L’italiano Lorenzo Musetti, probabilmente nel miglior momento della sua carriera, arriva nella capitale francese con alle spalle una finale a Montecarlo (sconfitto, anche a causa di un problema fisico da Alcaraz) e una semifinale a Roma (sempre battuto dal murciano in veste di ammazzaitaliani), oltre a svariate vittorie di prestigio contro ottimi giocatori come Medvedev, Zverev e Tsitsipas (due volte) e fresco di esordio in top10.
Impossibile non citare il britannico Jack Draper, che dopo aver smaltito i vari problemi fisici sta mostrando di avere tutte le carte in regola per stare coi grandi di questo sport, o anche il danese Holger Rune, vincitore a Barcellona ma protagonista di un 2025, finora, parecchio altalenante.
Più staccati, e con poche reali chance di vittoria, troviamo i russi Medvedev e Rublev, gli americani Fritz e Paul e l’australiano De Minaur. Oltre a loro, una speranza più che una reale possibilità,era quella che riguarda Matteo Berrettini. Purtroppo però il tennista romano ha subito una ricaduta al problema addominale che lo tormenta da anni, che lo ha costretto a ritirarsi dal torneo di Roma e a dare forfait anche al Roland Garros. Ultimo, ma non per importanza, è giusto citare chi il Roland Garros l’ha vinto già tre volte, ovvero Novak Djokovic. Il serbo, almeno sulla carta, dovrebbe stare tranquillamente nello stesso tier di Alcaraz e Sinner. Sfortunatamente però, Novak sta vivendo probabilmente il periodo più buio della sua carriera, complice una sequela di problemi fisici ed un’età comunque avanzata.
Nole ha perso all’esordio a Montecarlo e Madrid, non ha presenziato a Roma e, secondo diversi rumors, il ritiro sarebbe sempre più vicino. L’ex numero uno ha oramai poco da dimostrare, soprattutto dopo l’oro olimpico dello scorso anno, arrivato proprio a Parigi ai danni di Alcaraz. Resta però, come detto da lui stesso, la speranza di festeggiare il centesimo titolo in carriera (che potrebbe arrivare, però, già a Ginevra). In un torneo al meglio dei cinque, considerata età e le ultime uscite, è difficile pensare ad un Nole che raggiunga la seconda settimana del torneo. Ma la storia ci ha insegnato a non dare mai per morto il serbo e chissà che Parigi possa essere l’ultimo colpo di coda del 24 volte campione Slam.

WTA
Se il quadro nel circuito maschile sembra abbastanza delineato, il torneo femminile arriva ai nastri di partenza con molte meno certezze. Sulla carta, la grande favorita dovrebbe essere Iga Swiatek, vincitrice di quattro edizioni del Roland Garros femminile - tre di queste consecutive - e campionessa uscente. La polacca, però, sta vivendo una fase di grandissima difficoltà, complici anche problemi personali, relativi probabilmente alla sospensione di un mese per il fallimento di un test antidoping, e famigliari.
Hanno fatto scalpore le lacrime durante la semifinale del torneo di Madrid, persa con un doppio 6-1 in poco più di un’ora contro Coco Gauff, sintomo che qualcosa extra campo non funzioni per la tennista di Varsavia. Secondo molti, infatti, l’ex numero 1 del mondo potrebbe decidere di saltare la stagione sull’erba per riposare e ritrovare serenità (cosa che ci auguriamo, in primis essendo una splendida persona ma anche per il peso e l’importanza nel circuito).
Senza la Swiatek, i favori del pronostico non possono che ricadere sull’attuale numero 1, Aryna Sabalenka. La bielorussa, nonostante qualche passaggio a vuoto, sembra essere attualmente senza reali competitor. A Parigi, però, non è mai arrivata in finale e la terra non è mai stata il suo habitat naturale, due fattori che rendono la Sabalenka non così favorita.
Dietro la bielorussa, il primo grande nome non può che essere l’italiana Jasmine Paolini. Finalista lo scorso anno, dopo una cavalcata pazzesca, l’italiana ha mostrato incredibili miglioramenti ed arriva al Roland Garros fresca di una doppia vittoria nel 1000 di Roma, in singolare ed in doppio con Sara Errani. In un contesto così variabile e senza una favorita netta, doveroso per Jasmine provare nell’impresa di riportare lo slam francese ad un’italiana dopo Francesca Schiavone nel 2010. La Paolini attualmente è forse la giocatrice più forte su questa superficie, il che rende un back to back di finali ampiamente pronosticabile.
Dopo questo tris, praticamente il vuoto. Che sia per lo stile di gioco poco adatto alla terra, o per la forma fisica, non sembrano esserci avversarie concrete, tali da poter pensare di agguantare il titolo. Però, come dimostrato in varie occasioni, il tennis femminile degli ultimi anni è imprevedibile, basti pensare alla finale a Parigi della Muchova o al Wimbledon della Voundrousova entrambe due stagioni fa, o anche all’Australian Open della Keys quest’anno.
Giusto citare l’americana Coco Gauff, semifinalista lo scorso anno ma senza grande feeling con la terra battuta o anche la giovane 2007 Mirra Andreeva, altra semifinalista lo scorso anno e vincitrice già di due 1000 quest’anno.
Una chance potrebbero averla anche esperte della superficie, come la lettone Ostapenko o l’ucraina Svitolina. Più indietro la cinese Zheng e la kazaka Rybakina, in fase calante da ormai parecchio tempo e uscita dalla top10. Chissà che questo Roland Garros possa poi essere il ritorno in pianta stabile ad alti livelli di una pluricampionessa slam come Naomi Osaka, vincitrice del suo primo titolo su terra al Challenger125 di Saint-Malo in Francia. Il Roland Garros femminile di quest’anno sembra quindi incredibilmente aperto a possibili sorprese.
Tirata una lunga, ma speriamo non noiosa, panoramica su favoriti e possibili outsider, ci prepariamo per due intense settimane di tennis, pronti, come sempre, a gustarci grandi partite in attesa di scoprire chi saranno il nuovo re e la nuova regina della terra rossa del Roland Garros.
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