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dallas draft cooper flagg
, 20 Maggio 2025

Cooper Flagg a Dallas, è solo fortuna?


I Dallas Mavericks hanno ottenuto la prima scelta alla draft lottery e quasi sicuramente sceglieranno Cooper Flagg.

Ciascun tifoso dei Dallas Mavericks che si rispetti si ricorderà benissimo le sensazioni che l’hanno attraversato in quel tristissimo 2 febbraio. Lo schock iniziale e poi la tristezza in quanto costretti a dover dire addio a Luka Doncic. Successivamente la rabbia nei confronti di Nico Harrison e del Front Office per averlo scambiato, per averlo allontanato da Dallas e da una fanbase che lo amava alla follia. Dopo contestazioni, fischi all’interno dell’American Airlines Center ed un ambiente che sembrava compromesso, qualcosa sembra essere cambiato. Di colpo sono tornati due fattori che non possono mai mancare: la fiducia e l’ottimismo. Entrambi hanno un nome ed un cognome: Cooper Flagg.

Dal post della trade di Doncic i Mavericks sono entrati in un tunnel infinito di sfortuna, quasi come se scambiando la star slovena avessero peccato di hybris e mancato di rispetto agli dei del basket. Prima l’infortunio all’esordio con la nuova maglia di Anthony Davis e poi la rottura del legamento crociato anteriore per Kyrie Irving. Dallas, lentamente, è sprofondata nei bassifondi della Western Conference e si è classificata decima qualificandosi quantomeno per il play-in tournament. Dopo la vittoria contro i Sacramento Kings si sono arresi nella gara win or go home contro i Memphis Grizzlies ed hanno dovuto dire addio ad ogni velleità di disputare i playoff. E forse è stata questa la vittoria più grande.

I Dallas Mavericks si sono ritrovati in questo modo in lottery, ovvero l’estrazione dell’ordine di scelta al prossimo draft tra le 14 squadre che non hanno partecipato alla postseason. In un’urna vengono inserite 1000 palline, ben 420 di queste vengono equamente ripartite tra le tre franchigie che hanno il peggior record in modo che ciascuna ha il 14% di possibilità di ottenere la prima scelta assoluta, e così via a scalare. I Mavericks? L’1.8% di felicità. Nonostante 18 misere “palline” nell’urna la franchigia texana ha vinto per la prima volta nella sua storia l’occasione di avere la first pick, l’obiettivo di molte squadre in tanking. La fortuna è stata benevola per Dallas, ma ci sono correnti di pensiero che non la pensano esattamente allo stesso modo.

Cooper Flagg-Luka Dončić: c’è davvero un filo?

Già sulla alla trade dello sloveno erano sorte le prime teorie del complotto ed i primi pensiero riguardo la possibilità che quel movimento di mercato potesse non avere solamente implicazioni sportive. Al centro vi era ovviamente la famiglia Adelson-Dumont, ovvero coloro che nel dicembre del 2023 avevano acquistato dallo storico Mark Cuban la maggioranza delle quote della franchigia. Sono dei magnati nel mondo del gambling, ma subito questa transizione sollevò più di un punto interrogativo dal momento che in Texas il gioco d’azzardo è illegale.

L’obiettivo della famiglia Adelson-Dumont (o più che altro la speranza) era proprio la legalizzazione del gioco d'azzardo anche in Texas per costruire la nuova arena dei Mavericks con un enorme casinò. Nonostante il lavoro di pressione delle lobbies, però, le cose si sono complicate parecchio e attualmente non è più così ovvio che il gioco d’azzardo possa diventare legale in Texas in tempi brevi, anzi, è quasi escluso. Da qui nasce la teoria cospirativa sulla trade di Luka Dončić.

Da anni si parla di un’espansione dell’NBA a 32 squadre e la città di Las Vegas è forse la maggiore indicata ad ospitare una franchigia. E se anziché aggiungere delle franchigie venissero semplicemente ricollocati i Dallas Mavericks? Da una parte Adam Silver che spinge Luka Dončić ai Lakers in modo da rendere estremamente competitivi la franchigia più grande della lega a livello mediatico, mentre i Mavs ne escono piuttosto indeboliti e questo apre a due strade: da una parte Adelson e Dumont possono fare pressioni sullo stato del Texas per rendere il gioco d’azzardo legale quanto prima, dall’altra ricevere da Silver il benestare per trasferirsi a Las Vegas, il Paradiso del gioco d'azzardo.

Nel momento in cui i Dallas Mavericks si sono assicurati la prima scelta assoluta e la possibilità di scegliere un prospetto generazionale come Cooper Flagg, però, la speculazione ha accolto al suo interno un nuovo filone: quello secondo il quale Nico Harrison ha regalato Luka Dončić ai Lakers ben conscio che Adam Silver l’avrebbe ripagato con il prodotto di Duke. Ci basta poco, però, a smontare questo filone narrativo.

Cooper Flagg: Captain America a Dallas

L’idea che i Mavericks abbiano di fatto barattato Luka Dončić per arrivare alla prima scelta assoluta del Draft 2025 è tanto assurda quanto arzigogolata e la spiegazione è banale, ma anche impossibile da smontare. Il 2 febbraio, la data più nefasta che ci sia per un tifoso Mavs, anche scambiando lo sloveno Dallas disponeva comunque di un roster valido e competitivo.

Anthony Davis e Max Christie fittavano bene con i compagni ed era assolutamente impensabile che i Mavericks dal terzo seed della Western Conference potessero crollare e fallire l’accesso ai playoff. I ragazzi allenati da Jason Kidd non hanno disputato la postseason a causa della moria di infortuni da cui sono stati colpiti, su tutti la rottura del legamento crociato anteriore di Kyrie Irving ed il problema all’inguine di Anthony Davis.

A febbraio nessuno poteva prevedere quindi i tanti infortuni che hanno colpito i Mavericks ed era impossibile fare una previsione che comprendesse Dallas fuori dai playoff e presente alla lottery. Ecco perché questa teoria appare debole e scarna. I Mavs, se sani, avrebbero partecipato sicuramente alla postseason e non avrebbero avuto di conseguenza nemmeno la chance di vincere la lottery e scegliere Cooper Flagg.

Per quanto riguarda il prospetto in uscita da Duke, sembra proprio che ci troviamo di fronte ad uno di quei giocatori che meritano di essere coniati come generazionali. È un’ala two-way molto versatile che sa fare praticamente tutto sia in attacco che in difesa. È nato nel Maine del 2006 in una famiglia completamente innamorata del basket.

Sia i genitori che il fratello maggiore sono stati giocatori di basket a livello collegiale, così come Ace, suo fratello gemello. Cooper, invece, prima di Duke è andato anche alla Montverde Academy, un college privato che è anche un autentico tempio del basket e nel quale sono passati giocatori come RJ Barrett, Ben Simmons, Cade Cunningham o Jalen Duren. Dopo l’esperienza in Florida e quella del Select Team, ovvero la squadra contro la quale la nazionale USA ha preparato le Olimpiadi di Parigi 2024, Flagg è volato a Duke, un’altra tappa dalla quale sono passati grandi giocatori prima di lui come Jayson Tatum o Kyrie Irving.

https://youtu.be/edzezIWDCUs?si=-Cdt5oOp__-xOAmQ

In stagione ha giocato con molta palla in mano ed abbiamo potuto ammirare la sua dimensione da passatore, caratteristica nella quale è il migliore della sua classe. Sia offensivamente che difensivamente è un giocatore completo che non ha punti deboli ed ha un ceiling davvero infinito e meraviglioso da esplorare. Sa passare bene la palla, è un ottimo scorer su tre livelli ed al ferro è abile a chiudere sia con la destra che con la sinistra.

In difesa può agire da rim protector secondario, sa cambiare bene e non patisce i mismatch né con le guardie e nemmeno con i lunghi grazie alla sua buona velocità di piedi sommata alla sua ottima stazza. I Dallas Mavericks sono stati fortunati e dopo Dončić hanno ritrovato un’altra gemma sulla quale costruire il proprio futuro e tentare nuovamente la caccia ad un anello che manca da quattordici anni. Cooper Flagg è pronto e la fanbase dei Mavs vuole ridonare il suo cuore ad un altro talento.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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