
God Save The Premier #23 - C'è fine al peggio?
Un Amorim sempre più disperato, l'uscita di Alexander-Arnold, il confronto in casa Nottingham e altro dalla Premier.
Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),
sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di Premier e divano.
La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: Un Amorim sempre più disperato), due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione nella settimana di Premier, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: L'uscita di Alexander-Arnold e Il confronto in casa Nottingham).
Spiegazione terminata, cominciamo!
Amorim è sempre più disperato
"Stiamo perdendo la sensazione di essere un grande club. Se, essendo noi il Manchester United, non abbiamo paura di perdere una partita [...] è la cosa più pericolosa che un grande club possa avere".
Si è espresso così Amorim in conferenza stampa domenica, dopo la sconfitta per 0-2 contro il West Ham, che non vinceva in campionato da nove partite. Dal 26 gennaio, lo United ha vinto in campionato solo contro le retrocesse Leicester e Ipswich Town, e attualmente si trova a 39 punti e al 16° posto in classifica, con solo il Tottenham, avversario della finale di Europa League (!!), e le tre squadre già retrocesse al di sotto.
"In Europa League non giochiamo benissimo, ma abbiamo un po' di quell'urgenza nel dover vincere le partite", ha aggiunto ancora Amorim domenica. "Riusciamo a trovare un modo per vincere. Siamo concentrati. In queste partite in Premier League, a volte non siamo concentrati. È difficile spiegarlo. C'è una mancanza di urgenza in tutto ciò che facciamo. È una grande preoccupazione".
Quello che dice il tecnico portoghese sulle loro prestazioni in Premier è corretto.
- Le 17 sconfitte del Manchester United in Premier League in questa stagione sono il massimo in campionato dal 1973-74 (20), quando furono retrocessi in seconda divisione.
- Con nove sconfitte casalinghe in Premier League, i Red Devils hanno subito il maggior numero di sconfitte casalinghe in una singola stagione di campionato, eguagliando le annate 1930-31, 1933-34 e 1962-63.
- La squadra di Ruben Amorim è attualmente senza vittorie da sette partite di Premier League (2N, 5P), la striscia più lunga di sempre nella competizione, e la più lunga da 33 anni a questa parte.

Ratcliffe, poi, ci sta mettendo del suo ad inquinare l'immagine del Manchester United: l'unica traguardo positivo raggiunto dallo United in stagione è la finale di Europa League e il proprietario di Ineos ha pensato bene di non regalare i biglietti messi a disposizione dallo stadio dell'Athletic (dove si svolgerà la finale, a Bilbao) allo staff del club, preferendo metterli in vendita e quindi incassare dall'acquisto dei biglietti da parte dei tifosi.
Decisione "discutibile", come "discutibile" - sempre tra virgolette - è la stagione dei Red Devils.
L'uscita di Alexander-Arnold dal Liverpool
La partita tra Liverpool e Arsenal, nonché tra la prima e la seconda della classe in campionato, andata in scena domenica, aveva pochi spunti interessanti da visionare, con i Reds che hanno già vinto il titolo e i Gunners che si sono guadagnati un posto nella prossima Champion League. Quello che non mi sarei aspettato, tuttavia, sono stati i fischi riservati ad Alexander-Arnold al momento del suo ingresso in campo a metà secondo tempo, prendendo il posto di quello che sarà il suo successore sulla fascia destra, Bradley.
I fischi sono arrivati solo da una piccola fetta di tifosi, che non hanno preso di buon grado la dipartita del laterale inglese al termine della stagione, ma sono stati comunque significativi, come a non spiegarsi come sia possibile che un ventiseienne, che ha passato 20 anni sulla sponda rossa della Mersey, possa abbandonare un club così affascinante e prestigioso come il Liverpool.
Il sentimento di questi tifosi è condivisibile, soprattutto rivolto verso colui che sarebbe diventato nei prossimi anni il futuro capitano dei Reds, essendo già vice-capitano dal 2023-2024, quando Milner ha lasciato la squadra. L'aspirazione del terzino inglese, però, è il Real Madrid, da un anno a questa parte: Alexander-Arnold ha comunicato a Slot di non voler rinnovare il contratto durante la pausa per le nazionali di marzo e pochi giorni dopo anche il direttore sportivo Hughes è stato informato della stessa decisione.
L'incertezza iniziale di FSG ha fatto sì che Alexander-Arnold si avvicinasse sempre di più al Real, tanto che i Blancos hanno ufficiosamente presentato un'offerta di £20 milioni al Liverpool come indennizzo a fine dicembre, per farlo approdare in Spagna già da gennaio, ma i vertici del Liverpool hanno rifiutato. Considerando inoltre che Carvajal, che fino ad ottobre è stato il terzino titolare del Madrid, si è rotto il crociato dopo poche partite, costringendo Ancelotti ad adattare Lucas Vazquez o Valverde in quel ruolo, Florentino Perez ha spinto per portare l'inglese a Madrid il prima possibile.
I Reds hanno resistito fino a quando hanno potuto, ma la scelta di abbandonare il club è stata del giocatore e non della società. Un giocatore che, nonostante i fischi, lascia Liverpool dopo aver disputato oltre 350 partite e aver vinto la Champions League, due titoli di Premier League, la FA Cup, due Coppe di Lega, la Supercoppa UEFA e la Coppa del Mondo per Club.
Il confronto in casa Nottingham
Se qualcuno ad inizio anno avesse preventivato il Nottingham Forest in posizioni europee a due partite dal termine del campionato, con la possibilità di qualificarsi per la prossima Champions League, avrebbe subito degli sfottò vari e variegati, e sarebbe stato etichettato come qualcuno che non capisce il calcio. A due giornate dalla fine, tuttavia, il Forest è settimo con 62 punti, a -1 da Chelsea e Aston Villa, a -2 dal Manchester City e a -3 dal Newcastle, sicuro quindi di partecipare alle competizioni europee l'anno prossimo.
La squadra di Nuno Espirito Santo, tuttavia, sta vivendo un periodo di rallentamento, con una sola vittoria conquistata nelle ultime sei partite di campionato. Il pareggio interno di domenica contro il Leicester già retrocesso ha fatto perdere 2 punti fondamentali per la corsa Champions ai Reds, che potevano trovarsi in quinta posizione al termine della giornata appena conclusa.
Forse è per questo, o forse per l'errore nella mancata sostituzione di Awoniyi, soccorso qualche minuto prima dallo staff tecnico dei Reds dopo essere andato a sbattere contro un palo (letteralmente), che Marinakis, - presidente fino a poche settimane fa ufficiale, mentre ora de facto, dopo aver venduto le sue quote, non potendo rappresentare sia il Forest che l'Olympiacos, di cui è proprietario, alla prossima Champions. Sempre che la squadra inglese ci arrivi - è sceso in campo al termine della partita e ha parlato animatamente con Espirito Santo, con un tono che non sembrava di colui che sta ringraziando il proprio tecnico per la grande annata della squadra.
L'ex tecnico dei Wolves ha poi spiegato che c'è stata un'incomprensione tra lo staff tecnico e quello medico, con Awoniyi che doveva essere sostituito con l'ultimo cambio disponibile, invece che utilizzare l'ultima sostituzione per inserire Jota Silva al posto che Elliot Anderson, ed è per questo che, a dire di Espirito Santo, Marinakis ha fatto sentire le sue motivazioni.
Molti hanno interpretato questa scena, invece, come un'insoddisfazione del presidente rispetto agli ultimi risultati della squadra, che aveva ed ha la qualificazione in Champions League a portata di mano. Del resto il presidente greco non è nuovo a scenate di questo tipo o addirittura più gravi, per esempio quando a settembre è stato squalificato per cinque partite dallo stadio dopo aver sputato sul pavimento mentre arbitri e guardalinee gli passavano accanto nel tunnel, dopo la sconfitta casalinga contro il Fulham.
Per quel che conta, io propendo per la seconda interpretazione e non sono così critico verso Marinakis come Gary Neville, che al termine della partita ha dichiarato che Espirito Santo si sarebbe dovuto dimettere la mattina successiva dopo aver subito un atteggiamento di questo tipo.
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