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Roma Sinner
, 11 Maggio 2025

ATP Roma, 1º e 2º turno, Considerazioni Sparse


Il ritorno di Sinner, l’addio di Fognini, la sfida infinita tra Comesana e Rune e altro da Roma.

Jannik Sinner è tornato, e il Centrale di Roma ha potuto riabbracciarlo. Il numero 1 al mondo ha fatto il suo rientro nel tour dopo la squalifica di 3 mesi per il caso Clostebol e ha proseguito proprio come aveva terminato in Australia: vincendo. Il suo avversario Mariano Navone non è stato da meno e ha offerto anche lui un bello spettacolo ai tifosi presenti allo stadio. L’argentino, però, non è riuscito a sconfiggere un altro giocatore di casa dopo aver estromesso al primo turno Federico Cinà e si è dovuto arrendere sotto i colpi potenti di Sinner, ma senza sfigurare. Navone ora proseguirà la sua stagione disputando il Challenger di Torino, che comincerà lunedì, alla ricerca di punti per tornare perlomeno in Top50. Jannik, invece, scenderà in campo lunedì contro il neerlandese Jesper de Jong che, dopo aver eliminato all’esordio Alexander Schevchenko, ha lasciato solamente 2 game (!) a Davidovich Fokina.

Fabian Marozsan, a Roma, si trova parecchio bene. L’ungherese si era presentato al pubblico del Foro Italico due anni fa quando estromise a grande sorpresa in due set Alcaraz, ma in questi primi quattro giorni romani sta continuando a far parlare di sé. Marozsan si trova nella superficie a lui più congeniale, ed il suo feeling con la capitale italiana non può più passare inosservato per nessuna ragione. Marozsan ha firmato le due imprese più belle sulla nuovissima SuperTennis Arena eliminando prima Joao Fonseca -clima molto carioca, coi tifosi del classe 2006 più vivaci che mai, e poi in 3 set Andrey Rublev. Nonostante il sorteggio poco benevolo il tennista ungherese, grazie al suo eccezionale rovescio e alla chirurgia nelle palle corte, è approdato al terzo turno dell’ATP di Roma. Ora sulla strada ci sarà Jakub Mensik, vincitore in due set tirati contro Gigante: tra i due è il primo incontro e Marozsan proverà a mietere un’altra vittima illustre nel Foro Italico.

Il primo tennista lituano a raggiungere il terzo turno di un Master1000. Vilius Gaubas non sta solamente scrivendo la sua storia personale, ma anche quella della sua nazione. Tennista classe 2004, Gaubas sta vivendo il momento migliore della sua ancor giovanissima carriera. Poche settimane fa aveva raggiunto la finale del Challenger di Roma dove si era dovuto arrendere al giocatore di casa Matteo Gigante ed ora, qui nel Master1000, ha superato il labirinto delle qualificazioni mettendo in fila sia Spizzirri che Dellien e nel main draw ha estromesso prima Dzumhur e poi sul bellissimo Pietrangeli il canadese Denis Shapovalov. Il terzo turno non è un risultato casuale, nei prossimi anni ci abitueremo a sentir parlare di Gaubas che ora si è meritatamente regalato un sedicesimo di finale da sogno contro Alexander Zverev.

Se si dovesse indicare una partita come la più emozionante allora sarebbe quella tra Comesana e Rune. I due hanno dato vita ad un match incredibile che si è concluso dopo poco meno di tre ore di gioco con la vittoria del danese. L’argentino è sembrato sempre più in crescita e sta continuando a essere una presenza solida anche nel circuito maggiore dopo i terzi turni conquistati nella passata stagione a Wimbledon ed all’US Open. Per quanto visto la vittoria l’avrebbe meritata probabilmente Comesana, ma il tennis si sa che è lo sport del Diavolo e l’argentino è uscito sconfitto dal campo. Ora la sua stagione proseguirà con il Challenger di Bordeaux, ma al Roland Garros sarà una bella mina vagante per tutti. Rune, invece, torna alla vittoria dopo il trionfo a Barcellona ed il problema fisico patito a Madrid e si prepara a fronteggiare Corentin Moutet al terzo turno.

I primi giorni di Roma ci hanno donato anche un momento commovente: quello dell’ultimo match nella Capitale di Fabio Fognini. Spesso, il tennista di Arma di Taggia, è stato criticato più del dovuto per il suo comportamento, ma non solo. È quasi sempre sottovalutato tutto ciò che ha fatto per il tennis italiano in un periodo piuttosto opaco per il movimento azzurro. La vittoria a Monte Carlo in singolo nel 2019, quella in doppio agli Australian Open con Simone Bolelli. Fognini ha dato tanto al tennis italiano e nessun vero appassionato lo dimenticherà mai. La sua carriera è costellata da picchi stupendi, da match indimenticabili. Fabio è sempre stato questo, nei suoi pregi e nei suoi difetti. La partita con Fearnley è stato il suo addio agli Internazionali d’Italia e la nostalgia è già enorme.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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