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Inter Torino
, , 11 Maggio 2025

Torino-Inter 0-2, Considerazioni Sparse


Nel diluvio di Torino l'Inter batte i padroni di casa e mantiene aperta la corsa Scudetto.

In un pomeriggio che vedeva la programmazione concorrente di un Clasico incandescente e di un Liverpool-Arsenal senza esclusioni di colpi, il match tra Torino e Inter non ha deluso gli spettatori che hanno deciso di cambiare canale, nonostante un temporale che ha messo seriamente in discussione la disputa del secondo tempo della gara. La partita tra granata e nerazzurri è stata all'insegna delle occasioni da rete, come ci si potrebbe attendere da due squadre che non hanno più molto da chiedere al campionato. Il Torino rende onore all'impegno mantenendo il risultato in bilico fino all'ultimo grazie soprattutto alle parate di Milinkovic Savic mentre la finalista di Champions League, senza più molte speranze di raggiungere un Napoli che pare definitivamente in fuga, offre un buon calcio nonostante ma anche proprio grazie al turnover, che ha dato la possibilità alle seconde linee di disputare la gara con grande motivazione e attenzione.

C'è stata una partita dentro la partita, che è stata quella disputata finché le condizioni metereologiche del cielo sopra Torino hanno retto nonostante le nubi gravide di pioggia gelida. In questa "prima" partita a farla da padrone è stato Nicola Zalewski, che con la sua prima, splendida rete in maglia nerazzurra ha aperto e indirizzato la partita. Il polacco è stato schierato da Inzaghi in una posizione inedita ma più congeniale a sfruttare le sue qualità tecniche e la sua imprevedibilità che, nella prima parte della gara, ha messo in forte difficoltà il Torino proprio per le sue dinamiche difficili da valutare. Lungi dall'essere la mezzala sinistra nel classico 3-5-2, l'ex Roma ha permesso a Inzaghi di varare dal primo minuto un inedito 3-4-3 che ha permesso a Zalewski di sfruttare l'ampiezza e la qualità nell'uno contro uno, oltre che a massimizzare la verticalità offerta da Carlos Augusto. Il 3-4-3 si è trasformato in base ai movimenti del polacco in 3-4-2-1 o in 3-4-1-2, a seconda che si alzasse largo o più centrale sulla linea di Taremi. La mossa, dettata anche dalle necessità di turnover ha avuto effetto e ha dato all'Inter una buona dose di imprevedibilità, confermando come Zalewski si stia ritagliando un ruolo sempre più importante in questa squadra, pur partendo dalle retrovie, dimostrando di meritare un riscatto a questo punto sempre più probabile.

Poi è arrivato il diluvio, che ha messo in difficoltà la circolazione palla a terra dell'Inter, "sporcando" la partita che, a quel punto, a cambiato inerzia a favore di chi inseguiva. Il Torino alza la pressione approfittando delle imprecisioni dell'Inter e crea importanti pericoli con i cross dalle fasce, puntando a colpire gli ospiti sfruttando la loro difficoltà a leggere gli inserimenti sulle palle alte delle mezzali e degli esterni avversari. Il leitmotiv nel secondo tempo rimane lo stesso, su un campo ai limiti del praticabile ma con un tempo in miglioramento. Il rigore trasformato da Asllani, alla seconda rete consecutiva dagli undici metri, indirizza definitivamente la partita: la squadra di Vanoli si lancia definitivamente all'assalto e lascia degli spazi alle ripartenze dell'Inter, che a sua volta soffre da palla inattiva e gli inserimenti di Vlasic e Casadei. A metterci una pezza sono Martinez ma soprattutto Milinkovic Savic, che mantiene a galla il Toro respingendo più d'una volta le conclusioni a botta sicura degli interisti, impedendo loro di concretizzare numerose ripartenze. Vanja si conferma uno dei migliori portieri per rendimento di questa Serie A mentre Pepo Martinez, soprattutto con la bella parata su Che Adams nel primo tempo, conferma di avere la miglior qualità possibile per un secondo portiere: l'affidabilità.

Sebbene il cero della speranza si faccia ogni settimana più sottile, la vittoria odierna dell'Inter mantiene aperta una corse scudetto che tuttavia il Napoli sembra sempre in grado di gestire senza particolari patemi. Il raggiungimento della finale di Champions League, la seconda in tre anni, rende comunque meno difficile da sopportare il testa a testa con la squadra di Antonio Conte e sposta il focus d'Inzaghi sulla necessità di tutelare i suoi titolari da sforzi e infortuni inopportuni e di sfruttare le rimanenti gare di Serie A per aumentare la condizione del gruppo squadra e testare le seconde linee. Mehdi Taremi sembra in netta crescita, soprattutto mentale, mentre De Vrij e Carlos Augusto si confermano due titolari aggiunti dal sicuro rendimento. Nella speranza di miracoli per loro definizione impossibili, all'Inter non resta che fare un grande allenamento in vista della sfida di Monaco di Baviera contro il Paris Saint Germain.

Il Torino arrivava a questa partita con il solo obiettivo di fare bene e ci riesce a metà. La sconfitta è netta e meritata nonostante la squadra di Vanoli non getti mai la spugna e rischi sempre di fare male. Ma avendo di fronte un avversario sfibrato dagli impegni europei e pieno zeppo di riserve, peraltro con una configurazione inedita, sarebbe stato bello per una squadra sempre alle prese con una fastidiosa aurea mediocritas provare a spingere sull'acceleratore e ottenere una vittoria di prestigio che avrebbe mandato un segnale importante ai tifosi in vista della prossima stagione. Così non è stato e non resta altro per i tifosi granata di vivere le ultime due partite di campionato con la stessa, disgustosa mancanza di pressione a cui sembrano condannati per l'eternità.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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