
Chi sono i favoriti per il Giro d'Italia 2025?
Il Giro d'Italia n° 108 parte da Durazzo, in Albania.
La 108° edizione del Giro d'Italia scatta venerdì 9 maggio, a Durazzo, in Albania, e si concluderà domenica 1° giugno a Roma. 21 tappe, 3443,3 chilometri e 52500 metri di dislivello attendono i 184 partecipanti al via, pronti a sfidarsi per la Maglia Rosa, per le volate, per le vittorie di tappa.
Il percorso di quest’anno offre diversi scenari con 5 giornate di montagna – anche se solo 3 con un arrivo in salita –, 2 cronometro individuali e un buon numero di frazioni collinari, che, come sempre al Giro, vogliono dire fughe, attacchi e contrattacchi; a completare il menù, poi, 7 arrivi pianeggianti che le ruote veloci proveranno a contendersi per la vittoria e la Maglia Ciclamino, ma che, come sempre, potranno giocarsi anche tutti quelli che proveranno a scompaginare le carte del gruppo.

Il Giro d’Italia 2024 è stato il grande show di Tadej Pogačar: con sei vittorie di tappa e un distacco sovrumano sul secondo, Daniel Felipe Martinez (Red Bull – Bora – Hansgrohe), il campione sloveno ha letteralmente divorato la Corsa Rosa, un po’ come in quella foto a Roma, l’ultimo giorno, in cui fingeva di mangiarsi il Trofeo Senza Fine. Quest’anno, però, il campione del mondo è assente, dopo una stagione di classiche ricca (di partecipazioni e, ça va sans dire, di vittorie) e prima del Delfinato e del Tour de France. Per questa ragione – e considerando anche l’assenza di corridori come Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step) – molti tifosi e tifose sono in trepidante attesa di un Giro che potrebbe essere addirittura combattuto, fatto assai raro in questo periodo incredibile di storia del ciclismo che stiamo vivendo.
I principali favoriti per la Maglia Rosa sono 2. Innanzitutto, Primož Roglič: vincitore della Corsa Rosa nel 2023, lo sloveno torna sulle strade della penisola in maglia Red Bull – Bora – Hansgrohe con l’obiettivo, evidentemente, di vincere di nuovo, oltre che di farsi un’ottima preparazione per il secondo grande appuntamento di stagione, il Tour de France, principale obiettivo dello sloveno. La Red Bull Bora Hansgrohe porta, insieme a Roglič, una squadra che fa una certa impressione, anche solo per la presenza dell’ex vincitore del Giro nel 2022, Jai Hindley, e del Daniel Felipe Martinez che è arrivato lo scorso anno alle spalle di Pogačar. Accanto a loro ci saranno Jan Tratnik, fedelissimo di Roglič, Nico Denz e poi il trio tutto italiano di Gianni Moscon, Giovanni Aleotti e il giovane Giulio Pellizzari, che torna al Giro con la nuova squadra, dopo le meravigliose prestazioni dello scorso anno.
L’altro grande favorito è Juan Ayuso. Il corridore della UAE Team Emirates XRG è giovane, fresco vincitore della Tirreno Adriatico e molto desideroso di vincere, fare bene e di portarsi a casa il suo primo Grande Giro. Come è ormai consuetudine, la squadra emiratina ha predisposto intorno a lui una corazzata, in cui il ruolo di co-leader sarà affidato a Adam Yates. Oltre a loro, l’eterno Rafał Majka e poi Jay Vine e Brandon McNulty, anche loro da tenere d’occhio in ottica vittoria di tappa, ma anche di classifica a seconda di come si mettono le cose; Isaac Del Toro, il giovanissimo talento messicano della UAE, il campione del mondo U23 Filippo Baroncini e Igor Arrieta a completare la formazione.
Ora, di Primož Roglič bisogna dire che raramente arriva impreparato agli appuntamenti prefissati nel suo calendario: l’unico che continua a sfuggirgli – ma chiaramente per cause di forza maggiore – è il Tour de France, con cui lo sloveno ha un rapporto di amore-odio. Per il resto, 4 Vuelta a España, l’ultima proprio lo scorso anno, e un Giro d’Italia già in tasca lo rendono probabilmente il principale favorito, previsione rafforzata dalla vittoria della Volta Ciclista a Catalunya, unico scontro diretto, per questa stagione 2025, tra lo sloveno e il rivale spagnolo, Ayuso.
Quest’ultimo è al debutto alla Corsa Rosa (a differenza di Roglič, che è alla sua quarta partecipazione), pur avendo già partecipato due volte alla Vuelta, arrivando terzo e quarto. Con una squadra solida intorno a sé, un evidente desiderio di affermarsi oltre che di mantenere la maglia rosa in casa UAE Team Emirates per un altro anno, Ayuso può sicuramente impensierire lo sloveno e ha dalla sua un’età che in questi ultimi tempi è sempre più importante per fare buoni risultati. I 22 anni, peraltro, lo rendono anche il principale favorito per la vittoria della Maglia Bianca, da contendersi, tra gli altri, con Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), Isaac del Toro, Davide Piganzoli (Polti-VisitMalta) e Max Poole (Picnic PostNL).
Alle spalle dei due favoriti si apre un lungo elenco di partecipanti che possono concorrere per il podio o addirittura per la vittoria, nel caso in cui i due sopracitati non dovessero rivelarsi all’altezza delle aspettative. Tra questi corridori spiccano alcuni ex vincitori del Giro, come Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che prova a ripetere la vittoria della Corsa Rosa del 2019, pur avendo avuto un inizio di stagione un po’ altalenante, ed Egan Bernal (Ineos Grenadiers), che, almeno prima dell’infortunio alla clavicola, aveva iniziato il 2025 in maniera brillante e probabilmente sogna di tornare ai fasti del passato (e noi con lui).
Oltre ai due sudamericani, a puntare almeno al podio ci sono Mikel Landa (Soudal Quick-Step), che da quando è passato nel Wolfpack ha sempre fatto buone prestazioni, e Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), Maglia Bianca e 5° posto della scorsa edizione, che si presenta al Giro puntando dichiaratamente alla premiazione di Roma: la condizione del corridore italiano è però un'incognita, dopo il ritiro dal Tour of The Alps per problemi gastrointestinali. Resta, comunque, favorito rispetto agli altri contendenti, se non altro per le sue ottime capacità a cronometro, specialità che negli ultimi anni è diventata fondamentale per un leader che punti a fare un buon piazzamento nella classifica generale - quest'anno, il Giro prevede quasi 40 km di tappe soli contro il tempo.
A dividersi i gradi di capitano con Bernal, per la Ineos Grenadiers ci sarà Tyhmen Arensman, creduce da una bella vittoria di tappa al Tour of The Alps con tanto di assolo alla Pogačar. Alla sua terza partecipazione alla Corsa Rosa, Arensman ha il compito di provare a migliorare i propri piazzamenti in top10 degli anni scorsi e la forma, a quanto sembra, potrebbe essere quella giusta per riuscirci.
Chi chiude l’elenco dei pretendenti al trono di Pogačar? Simon Yates per la Visma | Lease a Bike, che porta al Giro un tridente d’attacco composto proprio dal corridore britannico per la classifica generale, Olav Kooij per le volate e Wout Van Aert; David Gaudu (Groupama-FDJ), al debutto in Italia, anche se con una preparazione complicata dall’infortunio alla Tirreno Adriatico; Michael Storer per la Tudor Pro Cycling, che ha appena vinto il Tour of The Alps e vuole migliorare il suo 10° posto in classifica generale della scorsa edizione del Giro; Derek Gee, per la Israel Premier Tech, grandissimo protagonista del Giro 2023.
Tra gli outsider, sono attesissimi Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che arriva da un’ottima ultima parte di stagione, compresa una vittoria di tappa al Tour of The Alps e 2° alla Liegi-Bastogne-Liegi, e Tom Pidcock (Q36.5), che può provare finalmente a dire la sua in qualità di leader indiscusso, dopo gli anni in Ineos Grenadiers. Tutti e due questi corridori potrebbero puntare alla classifica generale, ma anche ripiegare sulla ricerca di vittorie di tappa, nel caso in cui il primo obiettivo risulti complicato.
Finalmente, poi, è arrivato il debutto alla Corsa Rosa di Wout Van Aert: dopo l’infortunio l’anno scorso, nel periodo delle classiche, che gli impedì di partecipare, il campione belga è alla partenza del Giro e può contare su una squadra versatile ma sempre solida per provare a giocarsi le sue carte: all’attacco nelle tappe collinari, in scioltezza nelle cronometro, a condurre le danze per Olav Kooij nelle volate. Sognarlo in Rosa, almeno per una tappa, è più che legittimo. A fare il paio con Van Aert ci sarà Mads Pedersen (Lidl-Trek), che quest’anno ha fatto un’eccellente stagione di classiche, con un secondo posto al Fiandre e un terzo alla Roubaix, tanto per citarne due. Anche lui corridore versatile, proverà sicuramente a lasciare il segno in più occasioni possibili.
A chiusura di questa parziale presentazione dei partecipanti, due parole sui velocisti. I principali favoriti per le vittorie in volata, ma anche per la sfida alla Maglia Ciclamino, sono Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck) e Olav Kooij (Visma | Lease a Bike): il primo, arrivato alle spalle di Jonathan Milan nella classifica a punti lo scorso anno, raramente delude quando si presenta a un appuntamento importante come un Grande Giro; il secondo, di grande talento e qualità, ha già vinto al Giro d’Italia proprio l’anno scorso nella frazione con arrivo a Napoli e potrebbe contare su un pesce pilota eccellente in Wout Van Aert, a patto che i ruoli in squadra restino questi. Assenti gli altri grandi della specialità, tutti in partenza al Tour de France: sarà interessante seguire Paul Magnier, giovane talento della Soudal Quick-Step, che può puntare anche su Ethan Hayter; Milan Fretin ha già dimostrato le sue qualità da velocista e che arriva con una squadra, la Cofidis, tutta per lui; Matteo Moschetti (Q35.6) è il miglior rappresentante delle ruote veloci per l’Italia. C’è poi sempre Mads Pedersen, che da buon all-arounder può giocarsi tranquillamente la vittoria in volata, soprattutto negli arrivi più duri.
Resta, poi, la Maglia più difficile da pronosticare, quella Azzurra degli scalatori: dal momento che molti dei punti verranno assegnati con i GPM dell’ultima settimana, è verosimile che tutti gli uomini di classifica potrebbero contendersela. Alcuni di loro, poi, l’hanno già vinta, come Giulio Ciccone nel 2019, o hanno indossato e conquistato la prestigiosa sorella della Maglia Azzurra, vale a dire quella a pois del Tour de France, come il corridore abruzzese nel 2023 e Richard Carapaz lo scorso anno.
Insomma, a questo Giro, ci sarà soltanto da divertirsi. E per chi lo segue e aspetta questo momento tutto l’anno: ci siamo. È qui. Viva il Giro d’Italia!
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