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Roma Fiorentina
, 4 Maggio 2025

Roma-Fiorentina 1-0, Considerazioni Sparse


La Roma è imbattibile: per la 19esima gara senza sconfitte è un'incerottata Fiorentina a pagare dazio.

Diciannovesimo risultato utile consecutivo: la Roma contro la Fiorentina allunga la sua striscia d'imbattibilità all'equivalente di un girone, e con una spallata forse butta fuori i viola almeno dalla corsa Champions. I giallorossi salgono infatti a quota 63 punti in condominio con nientemeno che la Lazio, viola che invece rimangono ancorati all'ottavo posto a quota 59 e vedono farsi più complicata la corsa all'Europa tramite il campionato, con sulla propria strada un calendario forse più morbido ma ravvivato dallo scontro diretto contro il Bologna alla penultima giornata. Alla fine, è la solita Roma quella che conferma il mal di trasferta viola (37 punti in casa, 22 fuori dal Franchi): minimalista, letale, speculativa, anche un po' fortunata, con non troppe idee con il pallone e affidata quasi completamente alla taumaturgica trasmissione di mentalità di Sir Claudio.

Per l'Olimpico Palladino, dovendo gestire le proprie risorse in vista del ritorno di Conference League contro il Betis, nonché le assenze di Dodô, Cataldi e Luca Ranieri, opta per un turnover abbastanza massiccio, dove spicca soprattutto la presenza dal primo minuto dell'odiato ex Zaniolo (incolore la sua ora di gioco, espulso dalla panchina a gara finita). Claudio Ranieri opta invece per riproporre, quasi in blocco, la squadra vincente a San Siro contro l'Inter, con la riproposizione del doppio centravanti. Sarà una connection fugace ma letale, con l'assist aereo di Shomurodov per Dovbyk che vale il gol partite.

Nel primo tempo, sugli sviluppi posizionali un po' meglio la Roma (il corner che poi vale il vantaggio giallorosso nasce proprio da una prolungata azione manovrata), ma da entrambe le parti è rimasto sempre difficile trovare soluzioni e spazi contro i rispettivi blocchi bassi. Sugli inneschi verticali, almeno fino quando ha avuto modo di trovarli, invece meglio la Fiorentina, in questo perfettamente nella sua comfort zone. La sola presenza di Kean e le necessità di raddoppio su di lui ha spesso allungato i giallorossi, aprendo in transizione spazi difficilmente gestibili. Andamento di gara tuttavia prepotentemente ribaltato dal vantaggio di Dovbyk sul gong dell'intervallo: nella ripresa sono i viola a doversi prendere l'onore di manipolare le linee strette di una Roma da subito più bassa e compattata, responsabilità certificata dalla presenza in campo di Fagioli già al calcio di ripresa.

Il secondo tempo vede infatti una delle migliori (o più terrificanti, a seconda dei punti di vista) prove puramente speculative della Roma, che intasa con una selva di maglie la propria area a protezione di uno Svilar, ancora una volta, monumentale. Per la Fiorentina è un terreno complicato, nonostante Kean e Mandragora comunque impegnino il portiere belga in due occasioni alquanto ghiotte. Oramai quasi per abitudine prima ancora che per propensione, la squadra di Palladino non è a suo agio in queste situazioni, dove è chiamata a lavorare ai fianchi un avversario che rigetta qualsiasi tentativo di controllo dei ritmi di gioco. Su tutti, un dato restituisce bene cosa può esser stata la seconda metà di gara dell'Olimpico: se nei primi 45' il possesso palla era rimasto in sostanziale parità (52% a 48% per la Roma), nella ripresa i viola fanno il 70%, tuttavia producendo occasioni dal valore di poco sopra gli 0.5 xG, con una variazione minima rispetto al prima frazione.

Era probabile che la prima fra le due squadre in grado di segnare, sarebbe stata quella destinata a portarsi a casa i tre punti, senza modo o maniera per un ribaltamento di risultato. E così è andata. La Roma, ancora una volta, si è appesa con le unghie e con i denti all'ennesimo risultato che ricorda nuovamente quanto grave fosse stato, nella prima parte di stagione, lo sfacelo tecnico e organizzativo di una squadra comunque non brillante ma sicuramente dotata di risorse. Troppo improba anche per la Fiorentina "ammazzagrandi" di quest'anno l'impresa di sbancare l'Olimpico contro un tale avversario, perdipiù con così tante assenze e così tanti pensieri per la testa: la gestione dei turnover non è stato il punto di forza di Palladino quest'anno, che nella stagione ha in più situazioni perso le proprie certezze e faticato a ritrovarle. Ma la Viola, come dal Villamarìn, non esce demolita dalla trasferta capitolina. Al massimo, un po' amareggiata, pur con il pericolo di ritrovarsi con il fiato corto al rush finale.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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