
Donnarumma è tra i migliori 5 portieri italiani di sempre?
Marchegiani e Marianella hanno detto la loro durante Arsenal-PSG.
"Donnarumma va inserito nella storia dei grandissimi portieri (italiani, sottinteso). Siamo forse il Paese con la scuola di portieri più grande di tutti, secondo me: Donnarumma è nei primi 5 di sempre o nei primi 10 di sempre? Poi ti dico quello che penso io, magari ti dico dei nomi..." (Massimo Marianella)
"Adesso lo inserisco nei primi 10 di sempre..." (Luca Marchegiani)
"Anche io!" (M.M.)
"... però è un portiere che ha 26 anni. Ha già vinto con la Nazionale, è una cosa che hanno fatto in pochissimi..." (L.M.)
"Da MVP del torneo (Euro2020)!" (M.M.)
Al 40' di Arsenal-PSG, semifinale di andata della Champions League 2024/25, un rinvio dal fondo di Gianluigi Donnarumma dà il la al dialogo dei telecronisti di Sky Sport. In redazione ci siamo chiesti se i pareri e le giustificazioni dei due - il contesto non permetteva troppi approfondimenti, intendiamoci - fossero una cazzata, una hot take per stimolare l'attenzione degli spettatori (come se il primo tempo dell'Emirates Stadium fosse poco intrattenente) o una fotografia fedele delle gerarchie degli estremi difensori della storia del calcio italiano. Quindi, quanti e quali sono i portieri italiani "migliori" mai visti del Donnarumma conosciuto sino al 30 aprile 2025?
Le principali ragioni per cui restringere notevolmente la cerchia di portieri sopra a Gigio nella storia d'Italia le ha date in realtà Marchegiani stesso: in poco più di 10 anni di carriera ai massimi livelli, Donnarumma ha già raggiunto il picco massimo aspirabile da un calciatore professionista. Ha vinto coi club (Supercoppa Italiana 2016 col Milan, 8 trofei domestici col PSG) e con l'Italia (Euro2020), in ogni singola competizione tra i principali protagonisti (miglior portiere e giocatore di Euro2020, Trofeo Jašin 2021, miglior portiere della Serie A 2020/21, FIFPro World XI 2021). Cos'altro gli manca per avere lo status dei grandissimi? Nulla, a quanto pare.
Se la carriera di Donnarumma dovesse terminare oggi, gli unici portieri da considerare indiscutibilmente e globalmente superiori a Gigio sarebbero Gigi Buffon e Dino Zoff. Entrambi con almeno un decennio in più di calcio di altissimo livello in cui dimostrare una longevità eccezionale (e qui, almeno a fine 2024/25, manca la controprova: quanto durerà ancora questo Donnarumma, capace di diventare un incubo per la nazione e le squadre del campionato più competitivo del mondo?), utile soprattutto al secondo per garantirsi un posto nella top2 - Zoff, prima dei 29 anni, aveva partecipato "solamente" a una Coppa UEFA e vinto un Europeo...
Ah, a proposito: è più corretto l'elogiare l'innalzamento del picco di una squadra e di un contesto già di per sé funzionale (Euro2020) o il cercare di salvare il salvabile, mantenendo uno standard di rendimento da virtuale Miglior Portiere del torneo a prescindere dai disastri dei tuoi compagni (Euro2024, col solo Mamardashvili a competere con le parate di Gigio su Manaj, Pedri e Fabian Ruiz, Modric ed Embolo)? Non vale ancor di più, anche a livello squisitamente umano, essere il primo (unico?) a metterci la faccia e l'ultimo ad abbandonare la nave?
Si può concedere il beneficio del dubbio per Gianpiero Combi, 5 volte campione d'Italia con la Juventus e difensore dei pali azzurri nella vittoria del Mondiale 1934, e Aldo Olivieri, suo successore nell'alzare al cielo di Parigi la Coppa Rimet nel '38: le poche testimonianze video e i racconti similpropagandistici non permettono una fotografia lucida di quel tempo. Posizioni più o meno forti su Walter Zenga sono accettabili, considerato anche lo stile e il "personaggio" che l'Uomo Ragno ha saputo crearsi non solo sul campo ma anche nelle case d'Italia. Ma davvero è giustificabile posizionare Pagliuca, Albertosi, Peruzzi (altri sarebbe persino irrispettoso menzionarli, a meno che Marchegiani consideri se stesso un portiere globalmente migliore di Donnarumma...) più alti in un'ipotetica classifica all time?
Dopo il tuffo alla propria sinistra per deviare in angolo il diagonale di Trossard al 56', Marchegiani corregge il tiro: "Con questa si è avvicinato alla top 5". Una parata, per quanto "miracolosa", è sufficiente per scavalcare un paio di carriere pluriennali? Forse non valeva la pena spendere così tante parole per quella che non può non essere una provocazione...". (Massimiliano Bogni)
Tra i problemi degli ex calciatori che si trasformano in opinionisti, c'è la difficoltà nel distaccarsi dal proprio vissuto. "Ai loro tempi" i difensori più cattivi, i fantasisti più imprevedibili, gli attaccanti più devastanti e, ovviamente, i portieri più forti.
Donnarumma paga questa tendenza, oltre a tanti altri bias che lo rendono meno apprezzato nel paese cui ha regalato l'Europeo rispetto al resto del mondo. Suo malgrado, Donnarumma è un italiano che gioca all'estero e non difende più i pali di nessuna italiana - minore protezione da parte di quei media che hanno tutto l'interesse nello stare dalla parte di questa o quella squadra di Serie A?
Poi però ci sono i fatti: un portiere classe '99 ha vinto, 4 anni fa, un Europeo da MVP, unico nella storia della nazionale ad aver disputato un torneo sui livelli di Germania 2006 (Gigi Buffon) e di Spagna 1982 (Dino Zoff). Buffon e Zoff sono, ad oggi, gli unici portieri della storia dell'Italia incontrovertibilmente migliori di Donnarumma, che però ha almeno 10 anni per provare a contendere loro lo scettro. Su altri nomi, pochi, si può opinare, mentre tanti altri risultano insindacabilmente inferiori.
Tra fine '80 e inizio '90, in Italia ha tenuto banco il dualismo Zenga-Tacconi: il primo si fa preferire per una ben più importante esperienza in Nazionale, pur macchiata dal gol di Caniggia a Italia '90. Entrambi, rispetto a Gigio, in attesa di scoprire come finirà la Champions League del PSG, possono vantare trofei europei con Inter e Juve, ma in 20-25 anni di carriera hanno conquistato meno trofei di lui. Parliamo di portieri capaci di grandi miracoli ma anche di grandi errori, seppur sporadici; parliamo di due estremi difensori sempre sul punto di esplodere, che avevano nel temperamento un punto di forza che rischiava di trasformarsi in debolezza nelle giornate peggiori.
Peruzzi, al contrario di Zenga e Tacconi è stato un portiere estremamente freddo, quasi serafico, poco spettacolare ma fortissimo nelle uscite basse e dal piazzamento prodigioso, che però sulle uscite alte pagava i 181 cm di altezza. Tra i grandi what if della carriera, la rivedibile prestazione in finale di Champions contro il Borussia Dortmund, in concomitanza con la nascita di sua figlia.
Andando a scavare nel passato, emerge il nome di Piero Combi, pilastro della Juve del Quinquennio vincente di Carlo Carcano, che vanta anche una Coppa del Mondo che non doveva nemmeno giocare. Il titolare designato dal CT Pozzo sarebbe dovuto essere Ceresoli dell'Inter; infortunatosi negli allenamenti, al Mondiale del 1934 tocca a Pierino, che aveva già annunciato di voler lasciare la maglia azzurra, parola che manterrà dopo un torneo da protagonista. Un paragone con Donnarumma a livello tecnico è improponibile, ma resta significativo il fatto che si debba arretrare di 90 anni per trovare un altro degno concorrente di Gigio.
Zenga, Tacconi, Peruzzi, Combi: il calcio è materia che più opinabile non si può, ma tra questi 4, quanti sono SICURAMENTE migliori di Donnarumma? Su questo terreno c'è probabilmente possibilità di dibattito, ma se si allarga il cerchio ad altri portieri della storia dell'Italia, mettendo in dubbio ben oltre il consentito il valore assoluto di Gigio Donnarumma, allora forse un numero 1 del genere non ce lo meritiamo". (Alex Campanelli)
"Se si ritrovassero per un pranzo tra amici i migliori, boh, 20 portieri della storia del calcio italiano e Donnarumma si alzasse e dicesse “Io ho fatto 2 semifinali di Champions League e ho vinto un Europeo da MVP”, quanti tra gli invitati potrebbero alzarsi e dire con certezza di aver fatto di meglio? Molto semplice: Buffon e Zoff.
Il fatto che Gigio sia nel pieno della sua carriera forse non lascia molto tempo per indagare il suo reale impatto, ma a 26 anni ha già realizzato (oltre che vinto!) cose che altri si possono solo limitare a sognare. E cosa più importante, lo ha fatto da protagonista assoluto: mai prima dell’11 luglio 2021 un Europeo, una Copa America o un Mondiale si erano chiusi con un tiro di rigore parato!
Meriterebbe di essere citato anche Euro 2024: seppur deludente per l’Italia, è risultato essere, nel suo complesso, un’altra grande vetrina personale per lo stabiese: decisivo contro l’Albania per evitare il 2-2 di Manaj a tempo scaduto, salvifico in più occasioni contro la Spagna per scongiurare un’imbarcata che avremmo meritato, prontissimo contro la Croazia nel parare un rigore a Modric, stoico contro la Svizzera in una partita impensabile in cui, tra gli Azzurri si è salvato solo lui. Una striscia positiva continuata nella successiva annata nei club: dopo qualche prestazione zoppicante nella prima parte della stagione, le partite di Champions League di Liverpool, Birmingham e Londra gli sono valse gli elogi di mezzo mondo.
Proviamo a fare un double down della provocazione di Marianella: oggi Donnarumma, all’interno di una classifica della più prolifica scuola di portieri al mondo, siede sul gradino più basso del podio, prendendosi una medaglia di bronzo che nulla vieta di pensare possa cambiare metallo nei prossimi 10 e più anni che ancora gli restano a difendere una porta larga 7.32x2.44 mt". (Federico Sanseverino)
"Gianluigi Donnarumma, Gigio, già dal nome è fin troppo facile accostarlo a Gianluigi Buffon. Un '99 con 215 presenze in Serie A, 251 totali con la maglia del Milan, oltre 400 con le maglie di club, 72 con la Nazionale maggiore (una ventina con la fascia al braccio, stabilmente promosso ai gradi di capitano dal 2023). Per quello che può valere, è stato il secondo più giovane portiere esordiente di sempre della Serie A, il più giovane portiere esordiente in azzurro e il più giovane titolare tra i pali, ruolo che (e la cosa diventa più rilevante) mantiene di fatto ininterrottamente dal 2018, anno del definitivo addio alla Nazionale proprio di Buffon.
Ci sarebbe stato materiale per fare decenni di retorica sul passaggio di mano tra il più grande di sempre (Gigi) e il suo più grande erede (Gigio), tantopiù dopo l'Euro2020 vinto da assoluto protagonista. Eppure, nel paese dove si racconta che i giovani non giocano a costo di invocarne la convocazione in azzurro prima del loro esordio in Serie A, questo talento così precoce e già affermatissimo tanto da esser un totem della Nazionale, sembra non godere di così tanta considerazione. Sarà la carriera ora saldamente proiettatasi all'estero, sarà l'astio per il suo burrascoso addio al Milan, sarà la strisciante esterofobia mediatica del calcio italiano, poco attento e molto superficiale rispetto a quanto accade nei campi di calcio fuori dalla penisola.
Si fa fatica ad accostare Donnarumma al lascito di Buffon, quel manto di estremo difensore leggendario che prima di esser raccolto e omaggiato da monumento come Dino Zoff si perde nei meandri degli archivi sportivi, risalendo a un altro Buffon (Lorenzo, lontano parente di Gigi), ad Albertosi, a Giuliano Sarti, fino agli epici Combi e Olivieri, guardiani della porta azzurra all'epoca dei vincenti mondiali degli anni '30. Sono portieri che, al di là dei titoli, dei successi, delle vittorie, hanno segnato delle epoche per il calcio italiano.
Forse Donnarumma non lo ha ancora fatto, nonostante tutto, per la sua ancora "giovane" età e una carriera in pieno svolgimento che, se tutto va bene, durerà ancora un decennio. Ma chi altri può raggiungere questo status? Chi altri, prima e dopo Buffon, negli ultimi 40 anni in Italia ci è andato più vicino?
Toldo, Pagliuca, Peruzzi, Zenga, Tacconi, Galli, Sebastiano Rossi? Ottimi portieri. Alcuni, grandi portieri. Alcuni capaci di alzare la Champions League, trofeo che resta l'unico vero vuoto nella carriera di Buffon. Ma chi fra loro lega il loro nome in maniera centrale, indissolubile, decisiva a un trionfo azzurro? Nessuno. Solo Gigio, dopo Gigi". (Federico Castiglioni)
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