
Betis-Fiorentina 2-1, Considerazioni Sparse
Capitan Ranieri tiene a galla i viola in vista del ritorno: il Betis merita ma non chiude la pratica.
Una sconfitta di misura in terra andalusa non è il migliore dei risultati per la Fiorentina, ma è forse tutto, e perfino qualcosa in più, di quanto i gigliati contro il Betis potevano realisticamente raccogliere, almeno per quanto visto in campo. La squadra di Palladino fa una buona gara al cospetto del decano Pellegrini (31 anni di differenza tra i due), una gara tuttavia macchiata da alcuni errori più o meno sanguinosi, e con una sensazione complessiva trasmessa di minor pericolosità rispetto agli avversari. Alla fine, i sentimenti di velata amarezza per non aver chiuso con maggiore scarto forse prevalgono nelle menti dei giocatori iberici, mentre tra i viola resta una sensazione di timido ottimismo, dettata dal punteggio e dalla forza mentale della squadra, capace di reggere l'urto e di reagire immediatamente a un 2-0 che poteva fare malissimo.
Senza Dodô (appendicite) e Kean (zero allenamenti in gruppo, rientrato solo martedì dal permesso per motivi familiari), Palladino riconferma l'impianto di massima della squadra vincitrice contro Empoli e Cagliari. Le novità sono il rientro - scontato - dal 1' di Fagioli e la scelta di schierare Parisi come quinto al posto del brasiliano, con Comuzzo al centro della difesa per sostituire il fuorilista Marì. La scelta più scontata si rivela subito la più critica per la Fiorentina: è un errore di scelta proprio di Comuzzo a lanciare il centravanti di coppa del Betis, il mastodontico Bakumbu, alla rifinitura per il facile vantaggio di Ezzalzouli. Siamo appena al settimo minuto, ed è un episodio che incide tremendamente tanto sulla partita quanto sulla prestazione complessiva del difensore classe 2005 viola. Ci vorrà parecchio per far scuotere il giovane dall'errore, con un primo tempo all'insegna del terrore e una ripresa in moderata crescita nella gestione del complicato cliente.
In casa viola, con già assenze pesanti a referto, ha piovuto sul bagnato con l'infortunio accorso a Cataldi al 29'. Palladino per sostituirlo ha scelto Adli, probabilmente complice la situazione di svantaggio. Un rischio, per provare a levare il possesso al Betis e attrarne la pressione per poi uscire su verticali pulite. Nel primo tempo l'operazione non funziona, nonostante alcune rifiniture eleganti del franco-algerino: il pressing del Betis è troppo intenso per i ritmi di circolazione palla dei viola, il centrocampo risulta troppo leggero sulle riaggressioni e il terzetto difensivo finisce spesso in difficoltà nella gestione della sfera. Il tecnico viola all'intervallo è costretto a mandare dentro Moise Kean per Beltran, quantomeno per dare un'opzione per l'uscita diretta e per far abbassare il baricentro degli andalusi, ora ben più preoccupati dal difendere la profondità rispetto a quanto potesse fare l'argentino.
Il Betis ha sviluppato tanto sulla sua corsia destra, mettendo in forte sollecitazione la non smagliante tenuta difensiva viola. I riferimenti iniziali - Gosens sul terzino andaluso Ruibal e Ranieri sull'ex United Antony - mal si sono accoppiati con i movimenti degli spagnoli, con Antony sempre aperto a cercare la massima ampiezza, mossa che imponeva delle scelte soprattutto a terzo difensivo di sinistra dei gigliati. Attendere, lasciando di fatto la corsia alla scalata di Gosens (manipolato però a sua volta dagli attacchi su più corsie di Ruibal), o rompere la linea con il rischio di allargare la difesa per i tagli dentro di Isco e Cardoso, oltretutto per giocarsi un pericoloso 1vs1? La Fiorentina non ha mai pienamente trovato una risposta a questo quesito, rimasto come una spina nel fianco più morbido dello schieramento viola (la catena di sinistra era chiusa da Fagioli, non il giocatore più performante sul piano difensivo) per tutta la gara.
In una partita dove il 34enne Isco ha dispensato classe e ammirevole sacrificio in campo, Antony ha brillato e Lo Celso, entrato dalla panchina, ha subito innescato il break per il 2-0, è il gregario per eccellenza Luca Ranieri a tenere aperti i conti. Il capitano viola fa con un gol da incursore, attaccando l'area per sfruttare la sponda di Gosens (sempre lui, bravo a restituire pan per focaccia a Ruibal quando c'è da attaccare), con una proiezione in avanti dalle retrovie che rimanda a vezzi di un'altra gestione tecnica gigliata. In fondo, è quest'aspetto gregario che sembra aver tenuto più di tutto a galla nella Fiorentina (insieme a una certa imprecisione nel tiro del Betis), in una sera dove i suoi giocatori più talentuosi hanno in buona parte steccato. Mai davvero dentro la partita Gudmundsson e Fagioli, i veri grandi assenti di serata. A una discreta Fiorentina è mancato spesso quell'innesco che gli spagnoli hanno trovato con più facilità (la miglior occasione viola la cucina ancora Gosens per Mandragora, fuori di poco): per fortuna, ci sono ancora 90 minuti per rimediare.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














