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, 28 Aprile 2025

Hellas Verona-Cagliari 0-2, Considerazioni Sparse


I sardi stendono la squadra di Zanetti al Bentegodi e vedono la salvezza.

Chiedere di più da un Hellas Verona-Cagliari del lunedì sera sarebbe stato coraggioso. I sardi battono gli scaligeri per 0-2 grazie alle reti messe a segno da Pavoletti e Deiola, le quali consentono alla squadra di Nicola di mettere una seria ipoteca sulla salvezza. La partita, dai ritmi compassati e contenuti, non si è certo distinta per azioni roboanti e giocate tecniche da mani nei capelli, anzi. Insufficiente la prova dei gialloblù, lenti ed imprecisi per tutto il corso della partita. Nonostante la sconfitta, però, Paolo Zanetti può fare sogni tranquilli: il suo Verona non corre alcun rischio dati i 7 punti di vantaggio che lo separano da Venezia ed Empoli.

I primi minuti di gioco sono stati vivaci, intriganti, ma fin da subito si intravede quella che sarà una costante del match, vale a dire i tanti, troppi errori tecnici, soprattutto da parte dell'Hellas. La prima occasione ce l'ha Luvumbo sul destro, ma il suo tiro risulta centrale. La partita dei padroni di casa viene fortemente condizionata dall'infortunio di Suslov, uno dei leader tecnici della squadra di Zanetti: al suo posto entra Bernede, il quale non riesce ad incidere. Al minuto 30, il Cagliari stappa la gara: lo stesso Luvumbo controlla sulla trequarti, rientra ed effettua un cross debole, leggibile. Sulla traiettoria c'è Coppola, il quale, nonostante il tutt'altro che irresistibile suggerimento offerto dall'angolano, commette uno dei pochi errori della sua ottima stagione, lisciando malamente la sfera. Il pallone sfila pericolosamente alle sue spalle; nel frattempo, Ghilardi si dimentica Pavoletti, il quale deve solo stoppare e ribadire in rete. Una volta sbloccato il match con spietato cinismo, al Cagliari non resta che temporeggiare, contenere le sortite offensive di un Hellas Verona tutt'altro che ispirato e tentare di colpire quando gli è concesso.

Nella ripresa il canovaccio della gara non cambia: il Cagliari si accontenta di gestire il vantaggio acquisito; il Verona continua il giro palla lento, prevedibile e sterile. Quando esce Mosquera la squadra fatica ancora di più a risalire il campo, ed è qui che i gialloblù vanno nel pallone, cercando la profondità alla cieca. Pavoletti - alla prima da titolare in stagione - si rende prezioso a più riprese, frapponendo il corpo tra palla e marcatore collezionando numerosi falli che fanno respirare i sardi nei momenti di difficoltà. Quando esce anche Serdar i gialloblù non sanno più che pesci pigliare, e il loro possesso diventa ancor più confusionario e disordinato. A pochi minuti dal novantesimo la brutta entrata di Ghilardi su Gaetano mette sostanzialmente la parola fine sulla gara, chiusa definitivamente da Deiola in contropiede. In quest'ultima occasione, si distingue proprio Gaetano per aver gestito la ripartenza con lucidità e freddezza.

Il Cagliari, corsaro, ha portato a casa il massimo risultato con il minimo sforzo. Avere la meglio sul Verona visto questa sera non è stata certo un'impresa, ma i tre punti ottenuti al Bentegodi profumano di salvezza. Ottima la prestazione di Adopo - il cui dinamismo è risultato un fattore a centrocampo - e dell'intero reparto difensivo, che ha contenuto con efficacia le pochissime occasioni create dall'Hellas. Proprio la squadra di Zanetti ha trovato maggior sicurezza nel fraseggio grazie al reintegro di Serdar - nelle ultime uscite, la presenza di Dawidowicz a centrocampo aveva fatto rimpiangere non poco il tedesco -, ma gli scaligeri sono parsi senza mordente. Probabilmente ha inciso anche l'attuale classifica, che vede i gialloblù saldamente al 15° posto a parimerito col Parma. Nonostante ciò, non ci si può esimere dal giudicare la prestazione del Verona come insoddisfacente.

Il problema principale, questa sera, è stata l'incapacità di Duda e compagni nel cercare con efficacia Mosquera e Sarr. Emblematico il fatto che, nonostante il colombiano non rappresenti un leader tecnico tra le fila dei suoi, la sua presenza abbia giovato alla costruzione del Verona. Con Mosquera in campo, infatti, i padroni di casa sono quantomeno riusciti ad arrivare con costanza nella trequarti avversaria. Pessima la prestazione di Sarr, un pesce fuor d'acqua nel 3-4-1-2 messo in campo da Zanetti. I due attaccanti hanno costantemente fatto fatica a dialogare, tant'è che la manovra dell'Hellas non è mai risultata realmente pericolosa. In tal senso, l'assenza di Tengstedt si fa sentire: il danese è di gran lunga il giocatore offensivo più importante per il Verona, e la sua lontananza prolungata dal rettangolo di gioco non può non condizionare il rendimento in campo della sua squadra.

  • Nato a Venezia, cresciuto da pendolare. Appena può indossa le cuffie e ascolta i Twenty One Pilots.

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