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Timberwolves Lakers
, 28 Aprile 2025

Timberwolves-Lakers 116-113, Considerazioni Sparse


Sulle ali di un Edwards quasi perfetto, i Timberwolves abbattono i Lakers in Gara4 (3-1 nella serie per Minnesota).

L’esito della serie è ancora incerto: ci vuole veramente un attimo per un capovolgimento, ma Gara4 lascia una certezza inequivocabile. Anthony Edwards sarà uno dei principali volti della lega nei prossimi 10 anni. Non è un giocatore amato da tutti per via del suo comportamento spesso sopra le righe dettato principalmente dalla sua giovane irriverenza, ma non si può non guardare la sua partita di ieri sera e non rimanerne profondamente inebriati. Grazie alla sua stella i Minnesota Timberwolves proteggono il proprio homecourt anche in Gara4 e si portano sul 3-1, a una sola vittoria dalle Western Conference Semifinals. Sarebbe un’impresa, considerato che alla vigilia i Los Angeles Lakers partivano favoriti, ma guai a dare per spacciato un roster che comprende James e Doncic.

Nonostante i 38 punti, lo sloveno è finito nell’occhio del ciclone, al centro delle critiche. Ancora una volta i dubbi più grandi insorgono a livello difensivo, dove Doncic è stato costantemente bersagliato dai giocatori di Minnesota e non è mai riuscito a metterci una pezza. A livello di scoring ieri sera ha fatto il suo, ma ha lasciato qualche strascico anche la sua gestione di alcuni possessi in post che si sono tradotti in turnover ed anche il suo pessimo quarto periodo disputato. Quando i lupi hanno avviato la rimonta negli ultimi dodici minuti Doncic è completamente mancato realizzando solamente 7 punti (di cui 5 ai liberi) e segnando solamente un field goal su sei tentati. LeBron, invece, ha realizzato 27 punti (2/4 da tre punti, 5/9 dal campo, 15 tiri liberi realizzati su 18): anche per lui un quarto periodo insufficiente in cui ha messo in scena una difesa strabiliante, ma anche sbagliato i due field goal effettuati.

Anthony Edwards, that’s all. C’è solo una cosa che si può dire riguardo la gara di AntMan: recuperatela. Ogni parola scritta non renderebbe giustizia alla straordinaria partita che ha realizzato la stella dei Minnesota Timberwolves, ma ci proveremo. Edwards aveva chiuso un primo tempo molto positivo realizzando 19 punti con il 50% dall’arco, 6/9 dal campo ed anche 4 assist, ma lo step ulteriore che ha fatto nella ripresa ed in particolare nell’ultimo periodo è stato eroico. Con i Lakers che negli ultimi dodici minuti di gara si trovavano sul +10, Ant ha deciso di prendersi le sue responsabilità ed in poco più di 4 minuti Minnesota ha inanellato un parziale di 11-5 che gli ha permesso di rientrare in partita e portarsi a -4. Chi ha messo la firma su tutti e gli undici punti di Minnie? Anthony Edwards. Ad aver impressionato ancora di più è stata la sua difesa, spesso troppo sottovalutata e poco menzionata. AntMan non si è risparmiato nella propria metà del parquet accettando ogni uno contro uno, ruotando sempre perfettamente e difendendo come un ossesso. Alla fine il suo statement game recita 43 punti (5/10 dall’arco e 52% dal campo con il 70% di true shooting), 9 rimbalzi di cui 4 offensivi, 6 assist e 1 stoppata.

Non ci si aspettava un Julius Randle così, ma non può sparire dal campo nel secondo tempo. L’ex Knicks è stata una delle sorprese più liete in quest’avvio di post season dei Timberwolves in quanto difficilmente si poteva presagire un Randle così solido e concentrato. Il suo secondo tempo di ieri sera, però, rappresenta anche un campanello d’allarme. Nel primo tempo il numero 30 dei lupi è stato commovente a mantenere a galla i suoi insieme ad Ant chiudendo con 21 punti ed una grande efficienza al tiro, ma dopo di che è sparito dal parquet. Negli ultimi 24 minuti Randle ha segnato solamente due punti e nel quarto periodo ha totalizzato 0 punti con uno 0/3 dall’arco ed uno 0/5 dal campo. Se Minnesota vuole regalarsi un sogno e chiudere la serie Randle non può permettersi di sparire dal parquet quando più conta.

Finch, più Naz Reid. La fortuna dei Minnesota Timberwolves passa anche dall’utilizzo che viene fatto del Sesto Uomo dell’Anno 2024. Rudy Gobert è indubbiamente uno dei migliori rim protector della lega, ma quello che ti toglie offensivamente è un trade off negativo e contro questi Lakers non può rimanere in campo per più minuti di Reid. Los Angeles opta spesso per quintetti small e così deve fare necessariamente anche Minnesota. Se i gialloviola decidono per lineup con le quali possono giocare 5-out anche i lupi dovrebbero abbracciare questa possibilità. Spesso Luka Doncic aspetta lo switch e di essere accoppiato con il lungo avversario e, a livello perimetrale, conosciamo bene i limiti di Gobert. Nella rimonta di questa notte grande merito ce l’ha Naz Reid con le sue due triple ed il 3/4 dal campo nei possessi decisivi. Inoltre, avere un giocatore in più che apre il campo, migliorerebbe le spaziature di squadra ed aumenterebbe a dismisura le corsie per Ant per andare al ferro o per cercare un penetra&scarica per un compagno sul perimetro. Appuntamento nella notte tra mercoledì e giovedì ore 04:00.


  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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