Logo sportellate
Travis Hunter Draft NFL
, 24 Aprile 2025

Travis Hunter vuole fare tutto


Hunter sarà una delle prime scelte al draft NFL, ma non si sa ancora per che ruolo.

Quando il prossimo giovedì 25 aprile il commissioner della NFL Roger Goodell salirà sul palco allestito a Green Bay per l’annuale draft della NFL, non c’è alcun dubbio che uno dei primi nomi che usciranno dalla sua bocca sarà quello di Travis Hunter.

Il sito NFL Mock Draft Database, compilando una summa delle infinite big board che tentano di prevedere quali giocatori finiranno dove sul palco del Lambeau Field, inserisce Hunter al secondo posto, con destinazione finale Cleveland Browns, dietro solo al quarterback Cameron Ward, e pure qui la presenza del prodotto di Miami sembra tale solo per la necessità dei Tennessee Titans di trovare il loro quarterback del futuro. Insomma, non solo non è assurdo dire che Hunter sia il miglior giocatore di questo draft, ma sembra quasi una banalità farlo.

Non ci sono dunque grossi dubbi sul fatto che il suo talento sia perfettamente traslabile dal college alla NFL, e anche considerando che non tutti i vincitori dell’Heisman Trophy, il premio come miglior giocatore del football universitario, hanno poi avuto una carriera brillante tra i professionisti, non ci sono ragioni per dubitare che Hunter, vincitore dell’ultima edizione, possa appartenere più alla stirpe dei Lamar Jackson che dei Johnny Manziel. Travis Hunter è uno dei talenti sul cui successo tra i professionisti è più facile scommettere che si siano mai visti da qualche draft a questa parte, e su questo c’è molto poco scetticismo nella pur solitamente litigiosa comunità del football NFL.

Eppure, nonostante delle capacità indubbie, nonostante esistano praticamente zero possibilità che il suo nome esca da quello delle prime cinque scelte, Travis Hunter è uno dei prospetti più discussi nella storia recente della NFL. Il punto della questione, la ragione di così tanto parlare intorno a lui e di tale clamore intorno alle sue dichiarazioni, non riguarda alcuni suoi potenziali difetti quanto piuttosto il fatto che forse, a livello universitario, sia stato troppo forte, che non sia legittimo aspettarsi da lui lo stesso tipo di prestazioni anche al piano superiore.

Alcune delle migliori giocate della stagione 2024 di Travis Hunter – su entrambi i lati del campo

Per certi versi, la questione sembra andare a toccare una radice ancora più profonda: anche qualora riuscisse a replicare tra i professionisti gli exploit che gli sono valsi un Heisman Trophy – impresa difficilissima – avrebbe veramente senso per lui, per il bene della sua carriera a lungo termine, per la sua durabilità come stella NFL, dedicarsi a mantenere la sua unicità assoluta nel panorama del football, come sembra intenzionato a fare, anziché diventare un giocatore straordinario, ma forse un po’ meno irripetibile di quanto non sia stato a Colorado?

A questo punto, potrebbe essere opportuno spiegare cosa renda veramente unico Travis Hunter, e il perché di così tante discussioni: al college, Hunter ha giocato sia da wide receiver che da cornerback, venendo schierato da coach Deion Sanders tanto in attacco quanto in difesa, è stato eccezionale in entrambe le posizioni e ha tutte le intenzioni di continuare questo suo modo di giocare anche nella NFL.

In tutte le interviste pre-draft da mesi a questa parte, il nativo della Georgia non ha mai mancato di rimarcare la sua unicità e il suo desiderio di continuare a giocare entrambe le posizioni in NFL. Con l’idealismo di un pittore avanguardista e la fiducia nei suoi mezzi di chi scrisse per la prima volta l’ormai celebre copypasta sul chiedere al proprio padrone di casa di alzare l’affitto Travis Hunter ha recentemente dichiarato che preferirebbe ritirarsi piuttosto che essere costretto a giocare in una sola posizione, e più il cornerback/wide receiver continua a ripetere questo suo mantra più il mondo NFL continua a chiedersi se sia veramente realistico aspettarsi che ci riesca – basta cercare su Google per trovare una miriade di opinioni a riguardo – o, ancora di più, se sia opportuno anche solo provarci, al di là delle percentuali di successo.

Qui, una delle molte opinioni

Se consideriamo quelle che sono le ambizioni dichiarate da Travis Hunter – giocare tutti i possessi possibili tanto in attacco quanto che in difesa – allora ci troviamo di fronte ad un traguardo mai neanche solo avvicinato da nessuno. Anche la metà di quel traguardo, ovvero essere un titolare fisso da un lato del campo con una consistente presenza nella fase di gioco opposta, è qualcosa che praticamente nessuno è riuscito a mantenere lungo l’arco di un’intera carriera, riuscendovi solo in alcune sporadiche occasioni.

L’esempio più evidente in questa categoria è proprio l’ormai ex allenatore a Colorado di Hunter, Deion Sanders, che nel 1996, con i Dallas Cowboys, giocò 80% degli snap difensivi e 50% di quelli difensivi, diventando il terzo miglior ricevitore dei suoi Cowboys. Quello fu però un caso singolo, per di più amplificato dalla decisione di abbandonare completamente il ruolo di returner nello special team, che anche un atleta mai visto prima come Sanders – che ha riscritto il concetto di two-way player, visto che per lui non era una questione di fare insieme attacco e difesa, ma di giocare da professionista allo stesso tempo in football e baseball – non ha mantenuto né prima né dopo quell’esperienza. Le 36 ricezioni di quell’anno valgono il 60% di quelle totalizzate in 14 stagioni NFL – forse consapevole di quanto drenante possa essere sul fisico di un atleta, quindi sulla sua durata e , di conseguenza, sui suoi guadagni.

La storia moderna dei two-way players nella NFL, al di fuori di quell’exploit, è di fatto composta o da atleti che hanno occasionalmente attaccato quando il loro lavoro era di difendere – e viceversa – o da giocatori che hanno sempre occupato una posizione singola, ma nelle varie stagioni hanno oscillato tra attacco e difesa, a volte mantenendo anche ottime performance da entrambi i lati – come Mike Furrey, secondo per ricezioni in NFL nel 2006 con i Detroit Lions un anno dopo aver raccolto 4 intercetti ai Rams.

La ragione per cui la strada che Hunter sembra intenzionato a percorrere non è mai stata molto trafficata è che quella, più che una strada, assomiglia a un sentiero pavimentato con carboni ardenti da percorrere scalzi mentre dai rami degli alberi delle scimmie assassine penzolano brandendo affilatissime asce. Anche se riesci ad uscirne vivo, gli sforzi richiesti dreneranno via le tue forze molto più rapidamente di quanto anche solo togliere dall’equazione le scimmie assassine – nell’esempio, una delle due fasi di gioco – potrebbe fare.

Insomma, per giocare due posizioni nella NFL bisogna essere dei supereroi.

Anche per questo moltissimi opinionisti e tifosi continuano, nonostante le rassicurazioni di Hunter, a sostenere che alla fine Hunter sarà sì un giocatore two-way come mai se ne sono visti in NFL, ma che non potrà eseguire entrambi i ruoli con l’intensità che promette. Non solo giocare entrambe le posizioni nella NFL ha un impatto fisico sul corpo di un atleta che probabilmente non è associabile con una carriera di lungo periodo, ma semplicemente non sembra esserci il tempo materiale per allenarsi ad entrambe le posizioni: la tattica NFL è infinitamente più complessa di quella del college, e già all’università Hunter spendeva dieci ore a settimana nell’analisi video.

Si tratterebbe di imparare a decodificare ogni settimana due sistemi tattici anziché uno, e questo avendo a disposizione la metà del tempo in allenamento, dovendo dividersi fra i due reparti. Un lavoro gigantesco per cui, incidentalmente, non si viene pagati il doppio, si riceve comunque un solo stipendio, con l’impressione che essere un ottimo wide receiver e un ottimo cornerback porti meno soldi di essere straordinario in una sola posizione, oltre come già detto al rischio di vedersi la carriera – e i guadagni – accorciati da un’usura del corpo che viaggia al doppio della velocità.

Se dunque la franchigia che lo sceglierà dovesse convincerlo a quanto meno calmierare le sue aspettative, e a concentrarsi principalmente su un lato del campo pur continuando a partecipare in entrambi i reparti, quale opzione sarebbe preferibile, wide receiver o cornerback? Il suo agente, potendo scegliere, opterebbe probabilmente per la prima, perché di solito i wide receiver hanno salari decisamente più elevati rispetto ai cornerback. Ovviamente, però, la scelta ricadrà nelle mani dello staff tecnico della franchigia che lo selezionerà, ma guardare ai need delle franchigie che scelgono così in alto potrebbe non essere il modo migliore per capire il futuro di Hunter. D’altronde, tutte le squadre in quella posizione sono talmente disastrate che hanno bisogno di talenti capaci di cambiare le partite, in più o meno qualsiasi posizione giochino.

Hunter celebra con la sua famiglia il premio più importante del football collegiale, in una stagione in cui ha collezionato infiniti allori, per esempio diventando il primo giocatore nella storia a vincere nello stesso anno i premi come miglior cornerback e come miglior wide receiver della nazione

In fin dei conti, tanto i Cleveland Browns quanto i New York Giants, titolari della seconda e terza scelta del draft, avrebbero pure loro come principale bisogno quello del quarterback del futuro, ma se Cam Ward dovesse, come previsto andare a Nashville, il consenso tra gli esperti di draft sembra essere che entrambe andrebbero per la logica del miglior talento disponibile, al di là della posizione, anziché rischiare di investire su una classe di quarterback che appare debole, e che per di più potrebbe avere molti dei suoi rappresentanti ancora disponibili nei giri successivi. Insomma, se Travis Hunter potrebbe essere scelto senza tenere conto dei need posizionali, alla stessa maniera la sua posizione primaria dipenderebbe più dalle sue caratteristiche che dalla profondità del roster nelle due zone di campo che chiama casa.

Ma che cosa rende Travis Hunter un giocatore così speciale, e soprattutto cosa lo aiuta ad essere così eccezionale su entrambi i lati del campo? Di per sé, alcune delle capacità richieste ad un wide receiver si accoppiano perfettamente con alcuni tratti chiave di un cornerback. D’altronde, i due ruoli sono speculari nella tavola tattica del gioco, e in uno sport come il football fatto di duelli individuali giocatori che si trovano di fronte sulla linea di scrimmage devono possedere skillset che gli permettano di battere l’avversario, ma anche per quanto possibile di non perdere sistematicamente il proprio duello. Grosse differenze come caratteristiche rischiano di sbilanciare un duello e renderlo favorevole solo in certe circostanze, questo in un gioco che richiede sempre una grande varietà di opzioni tattiche.

Guardandolo giocare, anzi, ancora prima di vederlo in azione, la cosa più evidente è la lunghezza dei suoi arti. Atleta esplosivo e di grande velocità, Hunter copre molto terreno grazie alla falcata lunga ed elegante, mentre le braccia sembrano in grado di andare a contestare qualsiasi pallone, come esemplificato dall’intercetto contro UCF di qualche paragrafo sopra. Avendo però anche un fisico molto slanciato – cosa che potrebbe non durare in NFL dove gli potrebbe essere chiesto di mettere massa muscolare per resistere meglio ad un altro livello di contatti rispetto al college – Hunter è anche estremamente fluido nei movimenti, cambia direzione con agilità e senza perdere il passo.

Il suo uso degli occhi accompagna istinti eccezionali all’educazione impostata dal veterano NFL come cornerback Kevin Mathis, suo allenatore di posizione al college, e soprattutto in quella posizione lo rendono una sorta di quarterback della difesa, capace di osservare la situazione, cambiare in corsa la chiamata, switchare tra un coverage e l’altro e rimanere sempre nel vivo dell’azione con giocate positive per la sua squadra. Hunter raramente incappa in penalità – ad eccezione di quelle per comportamento antisportivo quando celebra troppo un touchdown – e questo nonostante uno stile di gioco estremamente aggressivo, big-play friendly, su cui può ancora maturare ma che comunque riesce ad eseguire con grande disciplina.

Un’analisi delle caratteristiche di Travis Hunter che mette l’accento sul suo uso degli occhi, il suo radar che tiene sempre conto della posizione del pallone anche senza doverlo necessariamente guardare continuamente

Ma ovviamente, le sue caratteristiche principali sono quelle intrinsecamente richieste se si vuole sopportare il carico di lavoro che Hunter ha sostenuto in questi anni. La sua durabilità è praticamente infinita, una sorta di coniglietto della pubblicità delle pile nella vita reale, così come infinita sembra la sua capacità di imparare – la sua crescita in questi tre anni nell’anticipare nella sua testa il gioco è stata visibile e netta con il passare di ciascuna stagione.

Inoltre, come sottolineato dal guru del draft per The Athletic Dane Brugler nel suo The Beast, ha già mostrato una dedizione nella cura del suo corpo, nella gestione dei tempi di recupero e nel mantenimento della sua performance sul lungo periodo che è forse la singola caratteristica che più potrebbe convincere un general manager a investire un consistente quantitativo di milioni del suo proprietario nel mantenerlo come pietra angolare di una franchigia.

Come ricevitore, il suo route running è ancora acerbo, e ha grossi margini di miglioramento nell’eseguire le tracce come viene richiesto dall’azione, e d’altronde non ci si può scordare che, se questo gap esiste, è perché parliamo di un giocatore che dedica solo la metà del suo tempo di allenamento alla posizione di wide receiver. Se non fosse neanche acerbo in alcuni ambiti del suo gioco sarebbe un prospetto semplicemente ingiusto.

Alla fine, qui sta tutta la grandezza di Travis Hunter, ma anche il suo inesorabile mistero. Se fosse solo un wide receiver, sarebbe facilmente un nome da selezionare al primo giro per tutte le franchigie. Ma lo stesso varrebbe se fosse solo un cornerback, e anzi, forse in questa posizione sarebbe un prospetto ancora migliore, potenzialmente in grado di essere il numero uno di un’ottima difesa NFL alla Week 1 della stagione 2025.

Ricercando opinioni di esperti per questo pezzo, mi ha provocato una certa ilarità notare come gli analisti del draft per Yahoo Sports abbiano dedicato, negli ultimi mesi, due video a Travis Hunter, uno concentrato esclusivamente sul suo potenziale da cornerback, e l’altro dedicato ai suoi margini come ricevitore. Se non fosse per una serie di piccoli dettagli rivelatori, questi video potrebbero parlare di due persone diverse e in entrambi i casi si parlerebbe di giocatori verso cui si mostra una grande, enorme fiducia sulle loro capacità di dominare al livello successivo.

Travis Hunter è un prospetto unico e, come tutti i prospetti unici, si porta dietro un quantitativo di domande grosso almeno quanto quello delle risposte lapalissiane che sembra in grado di offrire. Il punto non è tanto se sarà forte in NFL, perché quasi certamente lo sarà, ma piuttosto cosa gli verrà richiesto di fare, in che direzione andrà il suo sviluppo e, soprattutto, questo sviluppo come influenzerà la sua carriera, dalla durata ai guadagni all’impatto che porterà sul campo.


  • Nasce nel 1999 in onore della canzone di Charli XCX e Troye Sivan. Nella sua mente ha scritto un libro su Chris Wondolowski, ma in verità usa quel tempo ascoltando Carly Rae Jepsen e soffrendo dietro a Green Bay Packers e Seattle Mariners

pencilcrossmenu