
Cagliari-Fiorentina 1-2, Considerazioni Sparse
Il Cagliari parte forte, ma la Fiorentina risponde presente: Gosens e Beltran ribaltano il vantaggio di Piccoli.
Dopo il passo falso contro il Parma e le fatiche di Conference, in quel di Cagliari torna a vincere la Fiorentina. Lo fa alla Unipol Domus contro un avversario inizialmente brillante, voglioso di far bene davanti al proprio pubblico, ma messo di fatto ko dal ritorno al gol di Lucas Beltran in avvio di ripresa. Partita tesa, dispendiosa, di quelle dove la tensione si sente nell'aria perché i punti pesano come il piombo: pesano per i viola, chiamati a restare agganciati all'affollato treno per l'Europa; pesano per il Cagliari, il cui +4 sul terzultimo posto non basta certo per archiviare già con successo la pratica salvezza.
La trasferta in Sardegna per i viola si era trasformata in una personale Via Crucis, perfettamente in sintonia con l'originaria calendarizzazione della partita nel giorno di pasquetta. Prima il divieto di trasferta per i tifosi ospiti, poi il confusionario rinvio deciso in tempi strettissimi a causa della morte di Papa Francesco, ancora l'indecisione sul rientro o meno a Firenze con la gara riprogrammata due giorni dopo, infine il forfait di Moise Kean per motivi familiari a poche ore dal fischio d'inizio. Un climax di complicazioni impressionante per i toscani, che ne pagano subito lo scotto in un tipo di sfida - contro una squadra in zona salvezza - diventata, con i troppi passi falsi commessi nell'annata, un po' uno spauracchio.
Nicola mette giù una formazione molto più sfrontata del solito anche nell'undici di partenza. Intorno a Piccoli, ci sono Luvumbo, Prati e Viola tutti insieme dal primo minuto, per un Cagliari che approccia alla gara con grande intensità e grande aggressività. Il vantaggio firmato proprio da Piccoli al 7' non è nemmeno il culmine di un avvio di gara tambureggiante per i sardi, che al 12' prendono anche un palo con Zortea e murano la Fiorentina nei propri 20 metri almeno fino al quarto d'ora. Il primo squillo lo suona il solito pimpante Mandragora (palo su punizione con deviazione), poi si accende Gudmundsson che dopo una discesa solitaria impegna Caprile. Il pari arriva, ancora con la gentile rifinitura di Mandragora, dal rientrante Robin Gosens, giocatore sempre più incisivo per la freddezza che mette in mostra nei momenti più difficili dei gigliati.
Un piccolo sliding doors nella gara dei padroni di casa è l'infortunio muscolare di Jerry Mina, accorso al minuto 41. Se il colombiano era forse uno dei giocatori più in difficoltà a gestire gli spazi dilatati del Cagliari versione primo tempo, la presa in consegna sistematica di Beltran da parte sua stava mettendo in grave difficoltà l'argentino, già alle prese con le sue carenze nell'espletare quei compiti propri di Kean per quanto riguarda profondità e opzione di uscita sul vertice. Per la Fiorentina, la mancanza di un riferimento offensivo è stato qualcosa difficile da digerire inizialmente, ma la minor freschezza del 35enne Palomino è stata un boost nell'acclimatamento di Beltran nelle "nuove" vesti (gol in elevazione da centravanti vero). Al contempo, l'assenza di un giocatore polarizzante come Kean ha dato l'impressione di aver, suo malgrado, contribuito all'entrata nel flow della partita di Gudmundsson, le cui conduzioni palla al piede sono state importanti per i viola nel risalire il campo con ordine e in maniera pulita.
Al Cagliari, una volta ritrovatosi in svantaggio (perdipiù a "freddo" in avvio di ripresa) è mancata soprattutto lucidità, ma anche un po' di qualità in mezzo al campo. Un rimandato di giornata in questo è Matteo Prati, troppo impreciso e troppo leggero nei 67 minuti passati in cabina di regia. La prova un po' scialba del centrocampista ravennate ha soprattutto comportato per i sardi una carenza di fosforo del tentare di riprendere in mano la partita, carenza al quale Nicola non ha saputo (o non ha potuto) a pieno rispondere. Mentre la gara dopo una prima metà ritmata ma liscia diventava sempre più frammentata, la Fiorentina come spesso le è capitato ha fatto leva sulla tensione della gara forte del risultato a favore, rinunciando a spingere ma concedendo veramente pochissimo. Tanto è bastato per prendersi i tre pesanti punti finali; e forse per i toscani non era la giornata per esser di bocca buona e cercare una prestazione più dominante. Già la rimonta di per sé è un segnale più che positivo, in grado di lasciar aperte ancora le porte a ogni ragionamento europeo.
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