
God Save The Premier #22 - Il paradosso del paracadute
Il problema del paracadute, la sterilità offensiva dello United, la grande vittoria del Villa e altro dalla settimana di Premier.
Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),
sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di Premier e divano.
La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: Il problema con il "paracadute", due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: La mancanza di gol del Manchester United e La grande vittoria dell'Aston Villa)
Spiegazione terminata, cominciamo!
Il problema con il "paracadute"
La sconfitta di domenica contro il Liverpool ha costretto matematicamente il Leicester alla retrocessione in Championship. Le foxes sono il secondo club dopo il Southampton ad essere aritmeticamente condannate a scendere di categoria, con l'Ipswich che a breve seguirà lo stesso percorso.
Non è un caso che questi tre club siano gli stessi che sono stati promossi la scorsa estate e non sarà un caso che queste tre squadre saranno le favorite per ritornare in Premier l'anno prossimo: in questa stagione di Championship, torneranno nella massima divisione Leeds, Burnley e Sheffield United, la prima retrocessa nel 2022-2023 e le altre due nel 2023-2024, la scorsa stagione.
Negli ultimi anni il calcio inglese è stato caratterizzato dalle squadre "yo-yo", quelle che fanno avanti e indietro tra Premier League e Championship, beneficiando del cosiddetto "paracadute", una somma che tutti i club retrocessi ricevono per ammortizzare economicamente la discesa nella serie inferiore ed evitare così di non riuscire a sostenere i costi contratti quando erano nel massimo campionato.
Looking at the top 6 clubs by category highlights the major advantage enjoyed by those with parachute payments.
— Swiss Ramble (@SwissRamble) April 16, 2025
The 3 clubs most recently relegated from the Premier League fill the first 3 places in revenue, player sales, wages, amortisation, squad cost and transfer spend. pic.twitter.com/lGQs8BMbKR
Questa struttura è diventata un argomento che ha causato attriti tra l'EFL e la Premier League, con la prima che vuole abolire il sistema del paracadute, per non avvantaggiare le squadre che scendono dalla massima serie e causare quindi squilibri rispetto ai club che non ricevono questi soldi.
Durante la stagione 2022/23, il 92% dei ricavi distribuibili realizzati dal calcio inglese (per un totale di 3 miliardi di sterline) è andato alle 20 squadre della Premier League e ai cinque club che hanno ricevuto pagamenti paracadute. Il restante 8% (245 milioni di sterline) è stato diviso tra gli altri 67 club di EFL.
Le motivazioni delle due parti non sono sbagliate: quello della EFL, che rappresenta tutto il calcio inglese a parte la Premier, e che vuole che il sistema sportivo sia più equo e che siano i club a gestirsi autonomamente, senza iniezioni di denaro esterno, come avviene invece con il paracadute, ma anche quello della Premier League, che è talmente ricca che genera di per sé enormi ricavi e di conseguenza, questo è il ragionamento dietro all'introduzione del paracadute nel 2006, chi retrocede ha bisogno di supporto finanziario per evitare di essere schiacciato dai costi contratti nella massima serie.
Il divario tra la prima e tutte le altre serie in Inghilterra, però, è talmente elevato che senza questo paracadute si potrebbe arrivare all'assurdo sportivo: una squadra che viene neopromossa dalla Championship non porrà più come obiettivo quello di salvarsi in Premier ma quello di, passatemi l'espressione, intascare i soldi che derivano dalla promozione solo per sistemare i bilanci societari e avere un'esistenza più tranquilla una volta retrocessi.
Per spiegarla in termini pratici: l'Ipswich questa stagione ha un saldo entrate/uscite negativo di £150 milioni, il Leicester di £43 e il Southampton di £80. Se non ci fosse il paracadute, è abbastanza sicuro che parte di questi investimenti non sarebbero stati fatti, anche perché il valore delle rose di queste tre squadre è rispettivamente il 18°, 19° e 20° posto in Premier.
Potreste giustamente controbattere dicendo che comunque, anche senza paracadute, tutti i club di Premier, (in misura differente) ricevono dei ricavi televisivi astronomici, che dovrebbero di per loro garantire una dignitosa permanenza nella massima serie; tuttavia, una volta retrocesse, è il paracadute che permette a queste squadre di incassare una parte di questi ricavi, proprio per sostenere i costi contratti l'anno precedente.
Questo sistema è in parte giusto e in parte sbagliato, ma non dobbiamo dimenticarci una cosa: nel calcio inglese, come in quello di tutte le altre nazioni, una buona fetta dei ricavi deriva dai contratti televisivi, e sono sempre le squadre più forti che favoriscono l'acquisizione di questi accordi a cifre esorbitanti, e l'ammontare di questi accordi viene poi suddiviso dall'alto verso il basso.
Per chiudere questo primo blocco, ma di certo non la questione, il paracadute è corretto dal punto di vista economico, ma non è equo dal punto di vista sportivo; purtroppo, questo succede quando lo sport diventa business, cioè da sempre.
La mancanza di gol dello United
"Se non facciamo gol, tutto il resto non importa": così Amorim al termine della sconfitta per 1-0 di domenica arrivata contro il Wolverhampton, la nona volta in 22 partite di campionato in cui i suoi non hanno segnato nemmeno un gol.
Con l'infortunio di Zirkzee, che ne avrà fino alla fine della stagione, il titolare come numero nove è ora Hojlund, il quale ha segnato solo due volte da quando l'ex allenatore dello Sporting è arrivato a a Manchester lo scorso novembre.
Uno che di gol segnati in Premier ne sa qualcosa, Alan Shearer, ha commentato così la situazione dell'attaccante danese a Old Trafford: "Guardo Højlund e vedo un giocatore insicuro, che non era e non è in grado di guidare l'attacco del Manchester United; non ha confidenza, anche perché è stato messo in una situazione molto difficile".
Nella scorsa stagione di Premier, la media gol del danese era di tutto rispetto, un gol ogni quattro tiri, una delle migliori percentuali di gol del campionato, mentre quest'anno la media è scesa a una rete ogni otto tiri, che già è una cattiva media di per sé, anche senza aggiungere il fatto che di tiri a partita ne sta facendo solo uno.
A parziale discolpa dell'ex Atalanta, Amorim ha sottolineato in conferenza stampa che "Højlund non dovrebbe assumersi né la responsabilità né la colpa per i problemi di gol dello United". Corretto, non è mai solo colpa di un giocatore, ma qualcuno (forse l'allenatore?) dovrebbe avere l'accortezza di spiegare come mai questa squadra segna così poco.
A parte le ultime tre squadre della Premier League, solo Everton e West Ham hanno segnato meno dei 38 gol dei Red Devils in questa stagione. Se vogliamo affondare ancora di più la lama, lo United non è riuscito a segnare in 13 partite di campionato in questa stagione e, togliendo gli incontri contro Ipswich, Leicester e Southampton, il loro numero totale di gol scende a 22, il minor numero della lega contro "le altre 17".
Girano voci sui potenziali acquisti nella posizione di centravanti allo United, tra cui Delap e un curioso scambio Rashford-Watkins: mi permetto solo di dire che quando Ten Hag aveva bisogno di un attaccante con determinate caratteristiche per il suo gioco era andato in Turchia a prendere Weghorst; ora, questa mossa mi sembra un po' eccessiva da fare per Amorim, ma suggerirei di prendere un giocatore magari meno forte che però segni piuttosto che cercare di puntare sempre al bersaglio grosso per poi rimanere con un pugno di mosche.
La grande vittoria dell'Aston Villa
Al termine della vittoria contro il Newcastle, Emery ha spiegato in conferenza stampa come la sconfitta nel doppio confronto di Champions League contro il PSG sia stata da motivazione per il 4-1 sui Magpies: "Dobbiamo sentirci arrabbiati quando non stiamo vincendo. Certo, ci siamo goduti la Champions League, dobbiamo essere orgogliosi del nostro sforzo ma abbiamo perso. Sempre, quando perdi, devi essere arrabbiato e reagire."
Questo concetto è stato assorbito soprattutto da Ollie Watkins, senza reti in campionato da febbraio e fatto sedere in panchina sia all'andata che al ritorno contro i francesi: dopo neanche un minuto, 33 secondi per l'esattezza, il centravanti dei Villans ha sbloccato l'incontro, su passaggio di Tielemans e favorito anche da una deviazione, diventando così il giocatore più prolifico in Premier League con la maglia dell'Aston Villa, pareggiando i 74 gol segnati da Agbonlahor.
Al 18' il Newcastle ha trovato il gol del pareggio con Fabian Schär su un cross dalla destra di Barnes, dopo che pochi minuti dopo lo svantaggio erano andati vicino allo 0-2 a causa di una conclusione ancora di Watkins, che si è stampata però sulla traversa. Nel secondo tempo, tuttavia, il 2-1 di Maatsen e i cambi di Emery - non scordiamoci che il Villa a gennaio ha portato a Birmingham Rashford, Asensio e Malen - hanno portato la partita sui binari dei padroni di casa. Al 64', una rapida ripartenza da metacampo ha portato Watkins a servire Maatsen che ha battuto Pope, facendo esplodere tutta la Holte End e Emery con lei. Poi, tra il 73' e il 75', il Villa ha chiuso definitivamente i conti, prima con l'autogol di Burn sul cross di Ramsey e poi con la splendida conclusione di Onana che ha messo il punto esclamativo su questa partita.
Contro il Newcastle è arrivata la quarta vittoria consecutiva in campionato per l'Aston Villa, che li porta al settimo posto a 57 punti, a pari-merito con il Chelsea quinto e il Nottingham Forest (che ha una partita in meno) sesto. E stasera a Manchester affronteranno il Manchester City, quarto con una lunghezza di vantaggio su di loro.
La corsa ai posti che garantiscono la qualificazione alla prossima Champions League si fa più bella che mai.
Long story short
- Van Dijk ha rinnovato il suo contratto con il Liverpool
- De Bruyne si dice "sorpreso" dal fatto che il Manchester City non gli abbia offerto un rinnovo di contratto
- Lo straordinario cambio di marcia del Wolverhampton sotto Vitor Pereira
Going deep
- Il Leicester è matematicamente retrocesso: cos'è andato storto?
- Rivedremo McKenna in Premier League l'anno prossimo?
- Frank, Mbuemo e Wissa, come il Brentord sta ottenendo successo nel dopo Toney
- Il gol di Alexander-Arnold è l'ultimo sussulto prima dell'addio in estate?
- Come l'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di fare scouting
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.







