Logo sportellate
Monza Napoli
, 19 Aprile 2025

Monza-Napoli 0-1, Considerazioni Sparse


Un Napoli in risparmio energetico riesce a superare il Monza, lanciando il suo guanto di sfida all'Inter.

Minima spesa, massima resa per il Napoli, che torna in un certo senso all'antico e si accontenta di un solo gol di scarto per festeggiare la pasqua con i preziosi tre punti portati via dall'U-Power Stadium di Monza. In una visione estremamente pragmatica che sconfina con il materialismo del calcio, che ricorda i musetti in avanti sufficienti per decretare i vincitori nelle corse dei cavalli, il pomeriggio brianzolo è stato perfetto per il Napoli di Conte, che nonostante l'ennesima defezione che ha costretto il tecnico a scelte forzate più che volute, ha raggiunto il suo obiettivo.

Vittoria che è stata preceduta da un weekend di passione, come da buona tradizione pasquale: l'ecce homo degli azzurri è stato decisamente Antonio Conte. Dopo aver ravvivato la vigilia con le sue parole al veleno nei confronti della società, magari dettate anche dallo sconforto causato dal forfait di Neres che ha riaperto la ferita della mancata sostituzione di Kvaratskhelia, il tecnico prosegue il suo weekend difficile con delle scelte cervellotiche e difficilmente comprensibili: passi la riconferma di Gilmour, che aveva ben sostituito Zambo Anguissa lunedì contro l'Empoli, genera più perplessità la scelta di insistere col 4-3-3 anche senza Neres, per di più schierando Spinazzola al suo posto, che attaccante non è e che ha dimostrato di poterlo essere a piccolissime dosi solamente se supportato dalla miglior condizione atletica. Il risultato è stato un primo tempo in cui il Napoli, pur facendo tantissimo possesso palla, è sembrato un'automobile ingolfata incapace di cambiare marcia, anche solo per momentanei strappi. Insomma, una squadra facile da difendere per qualunque avversario.

Il Monza, anche grazie alle scelte quantomeno discutibili di Conte, si è ritrovato a poter giocare la miglior partita da almeno un paio di mesi a questa parte, concedendo la circolazione del pallone agli avversari per abbassarsi, scivolare con puntualità grazie al lavoro delle mezzali e fare densità in pochi metri, ostruendo le operazioni agli avversari che mai hanno avuto modo di impensierire Turati. Anzi, a dire il vero, chi ha sudato maggiormente freddo è stato proprio Meret: le migliori occasioni della prima frazione sono state proprio di marca brianzola, grazie alla creatività di Castrovilli, oggi capace di rievocare lo spettro del giocatore promettente che fu a Firenze prima degli infortuni.

Quando nel secondo tempo l'inerzia non solo non cambiava, ma anzi il Napoli si stava appiattendo ulteriormente nella sua area di rigore, l'ingresso di Raspadori permette al Napoli di correre ai ripari: bastano due palloni giocati dal numero 81 perché i partenopei si facciano pericolosi, prima con Politano sul quale Turati è bravo in uscita, e poi con il colpo di testa vincente di McTominay, al 9° centro stagionale (pareggiato il record di sempre per un centrocampista azzurro in singola stagione in A, prima detenuto in solitaria da un certo Marek Hamsik), sul quale al contrario Turati e Caldirola non si sono rivelati irreprensibili.

La partita, nei fatti, si chiude qui: il Monza, come da canovaccio in questa stagione, si scioglie come neve al sole alla prima difficoltà, non avendo né energie mentali, né chiavi tattiche e neppure uomini ai quali aggrapparsi in panchina per risolvere i problemi (l'ingresso di Ganvoula per il forcing finale si è rivelato addirittura dannoso). Problemi invece che il Napoli risolve, grazie al suo solito mr. Wolf Raspadori, ancora una volta decisivo quando chiamato in causa, e poi addormentata con il solito mestiere. Poco? Sicuramente, ma per oggi al Napoli, in attesa di buone nuove da Bologna, dove l'Inter potrà scrollarsi di dosso i partenopei appena agganciatisi in classifica, va bene così.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

pencilcrossmenu