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Alcaraz Musetti
, 18 Aprile 2025

Alcaraz principe di Monte Carlo, ma che Musetti!


Nonostante una settimana poco brillante, Alcaraz trionfa nel Principato: a Musetti va fatto molto più di un applauso.

Dopo le prime volte di Menšík e Draper, siamo stati a un passo dal vivere anche quella di Lorenzo Musetti: Alcaraz e un’elongazione alla coscia destra gli hanno strappato dalle mani quel titolo che tanto avrebbe meritato. Il 6-3 del primo set era stato il primo passo per regalare al carrarino un sogno che aveva a lungo inseguito per tutto il torneo. La finale di Monte Carlo, il primo ATP Masters 1000 dell’anno sulla terra rossa, per Musetti era iniziato esattamente al contrario di ciò che era stato per lui tutto il torneo.

Sin dal primo turno, fatta eccezione nel derby contro l’amico Berrettini (Matteo meriterebbe e meriterà un approfondimento a parte, ben oltre il suo torneo monegasco), Lorenzo si era sempre trovato ad inseguire perdendo il primo set, talvolta nettamente. Era successo all’esordio contro il cinese Bu Yunchaokete, nel turno successivo contro Lehecka, il leitmotiv si era ripetuto anche ai quarti e in semifinale contro Tsitsipas e De Minaur. In tutte le gare Musetti ha avuto una forza di reazione incredibile, trovando sempre l’energia mentale e fisica per girare il match a suo favore.

Con Alcaraz, la gara dell’azzurro era iniziata in modo differente: l'attuale #11 al mondo è riuscito a imporsi sin da subito, variando molto e cominciando perfettamente dal punto di vista tattico. Purtroppo, però, sia la reazione dello spagnolo che il problema al quadricipite l’hanno privato di gioire dopo l'ultimo quindici.

Carlos Alcaraz: principe per la prima volta

Il feeling di Carlitos con la rassegna monegasca non era delle migliori. Fino all'aprile 2025 aveva totalizzato solamente un’apparizione (2022, eliminato al secondo turno da Korda in tre set). Nelle due stagioni successive si ritirò dal torneo (problema alla mano nel 2023, fastidio al braccio destro nel 2024). La sua seconda volta a Monte Carlo, però, si è già tradotta in titolo. Lo spagnolo affrontava quest’inizio di stagione su terra rossa con un’identità da ritrovare dopo il flop di Indian Wells e Miami, e l’esordio nel Principato non era stato certo dei migliori. Il sorteggio non era stato benevolo: Francisco Cerundolo, su terra battuta, al secondo turno, non è uno degli avversari più semplici. L’argentino si è portato addirittura in vantaggio di un set, ma la reazione di Alcaraz è stata perentoria: 6-0 6-1 e prima vittoria in carriera a Monte Carlo.

Con Altmaier ci sono stati pochi patemi, mentre la gara con Fils è stata una lotta durata 146'. Il francese ha lasciato il Principato con qualche rimpianto, considerate le 3 palle break non sfruttate nell'11° gioco del secondo set che l’avrebbero portato a servire per il match. Il livello di Alcaraz non è stato perfetto per tutto il torneo: lo stesso spagnolo ne ha parlato con piena coscienza, ma vincere aiuterà ad accumulare fiducia. Cominciare la swing della stagione su terra europea con un trofeo sicuramente può essere di buon auspicio.

De Minaur-Fils: torneo solido

Due note davvero liete di quest’avvio di stagione e del 1000 monegasco. Il francese è stato l’unico giocatore ad aver centrato i quarti nei primi 3 ATP Masters 1000 stagionali ed è sempre andato ad un passo dall’ottenere la semifinale, fatta eccezione che con Menšík a Miami. L’acuto manca, ma arriverà presto: Fils sta vivendo il miglior inizio di stagione in carriera, con quella continuità mancata nelle stagioni precedenti.

Ad acuti mancati, ormai, purtroppo dobbiamo annoverare anche De Minaur, ancora orfano di un big title. L’australiano, nel Principato, stava mostrando una solidità eccellente: dopo aver perso il primo set all’esordio contro Machac aveva inanellato una serie di 7 set vinti consecutivamente, con soli 8 game persi complessivamente (tra cui il clamoroso doppio 6-0 con il quale ha estromesso ai quarti Dimitrov). In semifinale Demon si è poi dovuto arrendere alla rimonta di Musetti, quando sembrava in totale controllo del match. Sono evidenti i suoi grandi upgrade sulla terra battuta: nei prossimi tornei sarà un giocatore da tenere d’occhio, senza se e senza ma.

Zverev e Tsitsipas: altro campanello d’allarme?

Il Principato non ha risollevato nuovamente il greco. Tsitsipas, nelle ultime 4 stagioni, per ben 3 volte aveva alzato al cielo il trofeo di Monte Carlo rendendo la terra monegasca praticamente la sua seconda casa. Solamente Fritz era riuscito a battere Tsitsipas in questo torneo dal 2021, ma alla lista si deve aggiungere ora anche Musetti. Il greco, già all’esordio contro Jordan Thompson, aveva zoppicato; agli ottavi contro Borges aveva però mostrato un ottimo tennis. I quarti, però, gli sono stati fatali, proprio come contro Fritz nel 2023. Dubai continua ad essere un’eccezione nella stagione del greco, che rimane una delusione. Post Roland Garros entrerà nel suo staff Ivanisevic: che il suo ingresso possa essere un nuovo inizio per uno Tsitsipas in grande crisi?

Tanta sfortuna, ma anche una spirale negativa senza fine. Zverev stecca anche a Monte Carlo e perde all’esordio contro Berrettini (altro che secondo turno, quasi una semifinale anticipata...). Sascha è stato tanto critico e negativo riguardo al suo approccio mentale al gioco del tennis: dopo la finale di Melbourne contro Sinner, l'ex #2 del mondo (dietro Jannik, in classifica, è tornato Alcaraz!) non ha più ritrovato il suo migliore tennis incappando in tante brutte sconfitte contro avversari di gran lunga inferiori. Nel Principato la sua sconfitta ha sorpreso: il tedesco aveva dominato il primo set, anche in avvio di secondo parziale sembrava in controllo della gara, ma poi è crollato. Il terzo set è stato combattuto, ma Zverev ha completamente smarrito quella fiducia che fino a poco prima gli aveva permesso di incidere così tanto. Il tennista di Amburgo potrà ripartire dal torneo di Monaco di Baviera (sconfitti Müller e Altmaier nei primi due turni, quando scriviamo è in attesa di sfidare Griekspoor nei quarti di finale) prima di volare a Madrid: nella capitale spagnola ha già trionfato 2 volte, fare tripletta significherebbe uscire dalla fossa che Zverev stesso ha contribuito a scavarsi.

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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