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God Save the Premier
, , 16 Aprile 2025

God Save The Premier #21 - More in than out


Il rinnovo di Salah, il colpo di coda del Liverpool, la risalita del Newcastle, l'orgoglio del City e altro dalla settimana di Premier.

Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),

sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di Premier e divano.

La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: More in than out), due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: Il colpo di coda del Liverpool, Il Newcastle attenta al terzo posto e L'orgoglio del Manchester City)

Spiegazione terminata, cominciamo!


More in than out

Il titolo di questo blocco principale, "More in than out", è stato preso pari pari dal modo in cui il Liverpool ha comunicato al mondo intero che Mohamed Salah rimarrà ancora due anni nella Merseyside: un gioco di parole con l'espressione "More out than in" che l'egiziano aveva esternalizzato a Novembre nella conferenza stampa post vittoria in rimonta per 3-2 a Southampton, grazie anche ad una sua doppietta.

È stata una trattativa tutt'altro che fluida tra le parti, quella che si è conclusa venerdì, e che consegnerà all'ex giocatore del Chelsea nuovamente il secondo ingaggio più alto della Premier - dopo Haaland; le cifre ufficiali non sono ancora state rese note, ma si presume che non si discostino molto dalle £350.000 (più o meno €400.000) a settimana dello scorso anno - facendo i conti della serva quindi €20 milioni all'anno - che con gli accordi commerciali e bonus sono arrivate fino a £1 milione a settimana (circa €1.150.000).

Il futuro di Salah è rimasto nell'etere a lungo, forse troppo a lungo, dati i numeri dell'egiziano di quest'anno, ma non è un segreto che Fenway Sports Group voleva e vuole attuare un piano di risparmio e spese controllate per i prossimi anni dalle parti di Liverpool, tanto che anche il futuro di Virgili Van Djik al club non era così scontato - anche il rinnovo dell'olandese sembra essere ormai cosa fatta, l'annuncio avverrà nei prossimi giorni.

Prima di quel More out than in pronunciato da Salah a fine novembre, ci sono stati due incontri tra l'agente dell'egiziano, Ramy Abbas Issa, e il direttore sportivo del Liverpool Richard Hughes: uno a settembre e uno ad ottobre, ma in entrambi non si è parlato di cifre, solo di intenzioni, quella del giocatore di rimanere e quella del club di prolungare il contratto in scadenza questo giugno. La frecciata pubblica di Salah ha riflettuto una strategia concordata con il suo agente, quella di far uscire allo scoperto il Liverpool, dato che l'altro giocatore il cui contratto era in forse per il prossimo anno, Van Djik, aveva già ricevuto una proposta di rinnovo, mentre l'egiziano, come detto, no.

Lo striscione apparso ad Anfield, con la Kop che invocava un rinnovo per le prossime stagioni di Premier, non ha fatto altro che mettere più carne al fuoco di quanta già ce ne fosse, non consentendo al club di lavorare internamente sul potenziale prolungamento, lontano dai riflettori.

La questione tra le parti è sempre stata solo economica: Salah sarebbe rimasto a Liverpool anche solo per una stagione di Premier, se la cifra fosse stata ritenuta da lui ragionevole, ma le proposte di Edwards e della società tardavano ad arrivare, con le voci (anche di Salah stesso) che continuavano a circolare sul possibile ultimo anno e quindi addio dell'egiziano.

Fino a venerdì, quando il club ha annunciato il rinnovo di Salah fino al 2027 con una foto che lo ritrae sul trono, con la frase More in than out, forse un modo per sottolineare il lavoro fatto da Richard Hughes e da Micheal Edwards (amministratore delegato del club), o forse per far intendere che l'egiziano da Liverpool non se ne sarebbe comunque mai andato.

La strategia per gli anni a venire di Fenway Sports Group rimane chiara: la società non vuole ritrovarsi a dover pagare contratti onerosi per giocatori vecchi e non più performanti come al momento della firma. Condivisibile. Ma per Salah (e Van Dijk) si può fare un'eccezione.

Il colpo di coda del Liverpool

Un weekend da incorniciare per i tifosi dei Reds: il rinnovo di Salah, quello di Van Dijk che è ormai cosa fatta, il pareggio dell'Arsenal e la vittoria contro il West Ham, con un'altra grande prestazione di Salah, specie nel primo tempo, e con il gol decisivo di Van Dijk.

Il 2-1 sofferto con cui domenica il Liverpool ha battuto gli Irons mostra la tenacia e la caparbietà con cui questa squadra è riuscita a mettersi alle spalle i momenti difficili, come la prematura uscita dalla Champions League e la sconfitta in finale di Carabao Cup, per poi ottenere il risultato con un colpo di coda, tratto distintivo delle grandi squadre. Con la vittoria di due giorni fa, il Liverpool sale a +13 in classifica sui Gunners con due partite al termine e potrebbe già festeggiare il 20esimo scudetto domenica 27 aprile in casa contro il Tottenham, formazione tutt'altro che ermetica in questa stagione.

La performance di Salah ha costretto il giovane Scarles, oltre che ad essere sostituito al 57', anche a prenotare i prossimi tre mesi dallo psicologo, perché se è vero che aveva già esordito in Premier League, è anche vero che non aveva mai affrontato un giocatore del calibro dell'egiziano.

Il gioco di prestigio con il quale Salah protegge con il corpo un pallone che ancora non ha è una bellezza per la mente prima ancora che per gli occhi, la consapevolezza di sé nello spazio che solo i grandissimi di questo gioco anno. Poco male che il cross con l'esterno a centro area fosse probabilmente per Diogo Jota e non per Luis Diaz, che segna al 18' la rete del vantaggio. La rete del colombiano sveglia il West Ham, che poco dopo rischia di pareggiare prima con Soler e poi con Kudus, dovendosi però arrendere a un super Alisson che, così come nel secondo tempo contro Bowen, tiene i suoi in vantaggio.

La spia della preoccupazione si accende definitivamente all'86', quando su un cross apparentemente innocuo di Kudus ci mettono il piede sia Van Dijk che Robertson, con l'olandese che fa carambolare il pallone sulla gamba dello scozzese mettendolo in fondo alla rete. Le urla di Robertson contro il capitano del Liverpool e l'immagine chiara con cui Van Dijk se ne va a testa bassa, come di chi sa che l'ha combinata grossa, si apprestavano a popolare le prime pagine dei giornali sportivi nazionali, magari vicino ad una considerazione sul momento complicato del Liverpool dopo la sconfitta contro il Newcastle in finale di Carabao Cup.

Tre minuti dopo, però, questa rappresentazione ha lasciato spazio ad un'altra, con l'ex Southampton sempre coinvolto: calcio d'angolo di MacAllister, Fullkrug perde la marcatura su Van Dijk che colpisce di testa battendo Areola e andando a festeggiare sotto la Kop, dando un bacio allo stemma del Liverpool, come a dire che il rinnovo effettivo verrà ufficializzato nei prossimi giorni, ma il rinnovo affettivo è già in vigore.

Una vittoria che avvicina i Reds ancora di più verso lo striscione del traguardo e che certifica, se mai ce ne fosse bisogno, che le due colonne su cui il club può contare anche l'anno prossimo per continuare questo ciclo, iniziato questa stagione sotto Arne Slot, si chiamano Mohamed Salah e Virgil Van Dijk.

Il Newcastle attenta al terzo posto

La vittoria della Carabao Cup contro il Liverpool per sollevare un titolo che mancava da 70 anni ha portato una ventata di aria fresca alla stagione del Newcastle, fino a quel momento fatta di alti e bassi. Il successo di domenica contro il Manchester United è il quarto consecutivo in campionato, che porta i Magpies al quarto posto in campionato, con la possibilità mercoledì di salire in terza posizione con una vittoria o con un pareggio contro il Crystal Palace.

Il Newcastle è passato in vantaggio al 24' con la rete di Tonali, dopo un grande passaggio filtrante di Isak, che ha battuto Bayindir (sostituto di Onana per domenica). Il pari di Garnacho prima dell'intervallo è stata l'unica vera grande occasione da gol creata dai Red Devils, e gli 0.41 expected gol nella partita della squadra di Amorim ne sono testimonianza. Nel secondo tempo, poi, lo United si è sfaldato e la squadra di Tindall (visto che Howe è stato portato in ospedale venerdì per aggiornamenti) ha allungato, con il vantaggio di Barnes, dopo una grande discesa sulla fascia sinistra di Livramento e il cross sul secondo palo di Murphy per la rete dell'ex Leicester.

I Magpies sembrano aver trovato la risposta sulla fascia destra d'attacco, dopo i momenti di felicità alterne delle ultime stagioni con Almiron, grazie alla grande stagione di Jacob Murphy: da inizio anno sono 20 le sue partecipazioni ai gol in campionato, con 8 reti e 12 assist. Se prendiamo in analisi gli ultimi cinque mesi, dal 7 dicembre, solo Salah (24) e il compagno di squadra Isak (18) hanno fatto più tra gol e assistenze di Murphy (15).

Il 3-1 e il 4-1 rappresentano l'emblema dalla stagione dello United, due errori di disattenzione che consegnano agli avversari occasioni nitide da gol; prima Mazraoui che cerca di portare palla sulla propria trequarti, salvo poi vedersela scippare da Barnes che batte il portiere avversario e poi lo stesso portiere Bayindir che sbaglia il passaggio in uscita, la regala a Joelinton che serve Bruno Guimaraes per la quarta rete. La sconfitta di domenica certifica la peggior stagione nella storia del Manchester United in Premier League, con il club che si trova attualmente quattordicesimo in campionato con 38 punti conquistati in 32 partite.

Il Newcastle, invece, attenta al terzo posto e ad un ritorno in Champions League dopo un anno di riassestamento (e, forse, se si qualifica per la massima competizione europea può fare a meno di vendere i suoi giocatori migliori come Isak e Guimaraes).

L'orgoglio del Manchester City

Sembrava essere il solito pomeriggio per il Manchester City, quello che ha contraddistinto la stagione 2024-2025 della squadra di Guardiola: errori di disattenzione, troppa sufficienza, e una partita che già alla mezz'ora rischiava di scivolar via dalle mani dei campioni in carica. Il doppio vantaggio firmato Eze e Richards, e anche il gol annullato sempre ad Eze per fuorigioco, lasciavano presagire grosse nubi sul prato dell'Etihad.

Fino a quando non è salito in cattedra Kevin De Bruyne, di cui tessevamo le lodi settimana scorsa, che ha ribaltato la partita, favorito anche dalla retroguardia di un Crystal Palace che senza il leader difensivo Guehi ha lasciato voragini, specie in transizione, sfruttate alla perfezione dai Cityzens per stra-vincere alla fine la gara.

L'errore del portiere Henderson sulla punizione di De Bruyne permette ai padroni di casa di accorciare le distanze, un gol preso sul proprio palo dall'ex portiere di proprietà del Manchester United. Il pari di Marmoush arriva al 36', su un passaggio di De Bruyne che Gundogan liscia clamorosamente, ma che per sua fortuna viene messo in rete dall'egiziano. Nel secondo tempo poi, il City dilaga e il Palace alza bandiera bianca. Kovacic, McAtee e O'Reilly segnano i tre gol per il 5-2 finale con cui la squadra di Guardiola batte la squadra di Glasner.

La partita di sabato ha mostrato ancora tutto il talento di Kevin De Bruyne e l'apporto che può dare, magari no tutte le settimane, al club che lo acquisterà: si parla di MLS e di Inter Miami in particolare, anche se mettere il belga nella stessa squadra di Messi dovrebbe essere considerato antisportivo nei confronti delle altre squadre che compongono il campionato americano. "È stato un anno difficile, ma nelle ultime sei settimane non ho più avuto dolori e questo fa un'enorme differenza", ha detto De Bruyne a TNT Sports. De Bruyne è certamente convinto di avere ancora qualcosa da offrire e noi ne siamo convinti con lui.

Long Story Short

  • Vinai Venkatesham è il nuovo CEO del Tottenham
  • Con il gol del momentaneo 1-1 di Mavididi, il Leicester ha interrotto un digiuno da gol in Premier che durava da 797 minuti

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