
Marko Arnautović, il mattatore che non t'aspetti
L'attaccante austriaco è protagonista di un gran momento di forma dopo aver passato periodi difficili.
La stagione 2024/2025 è stata una delle più intense, lunghe e asfissianti della storia dell'Inter. L'Inter di Simone Inzaghi è in corsa su tre fronti ad aprile inoltrato: è fondamentale che l'intera rosa sia disponibile e che i calciatori rispondano presente quando vengono chiamati in causa. Più che mai, c'è bisogno di tutti, titolari e comprimari, Lautaro Martinez o Marko Arnautovic che siano.
Inter-Cagliari è stata eloquente: per tutto il corso del secondo tempo, quando i nerazzurri avevano segnato il 3-1 con Bisseck, l'attenzione dei bordocampisti di DAZN si è concentrata sulla panchina nerazzurra. Inzaghi e Lautaro hanno quasi messo in secondo piano la partita stessa per dare indicazioni ai calciatori in campo per il mantenimento dell'integrità fisica, scoraggiando Frattesi ad attaccare per evitare infortuni e per non esser costretti a inserire Mkhitaryan, che partirà dal 1' contro il Bayern Monaco.
Nell'ultimo periodo, uno dei ruoli maggiormente in difficoltà fisica è l'attacco: Lautaro e Thuram che stringono i denti nonostante i tanti minuti giocati e gli acciacchi che li hanno condizionati nel corso dell'annata. Quando l'allenatore dell'Inter si gira verso la panchina a partita in corso, ha tre opzioni per sostituire l'argentino e/o il francese. Una di queste è Taremi: l'iraniano è anch'esso reduce da qualche guaio di natura fisica, e non ha mai realmente ingranato durante il suo soggiorno milanese. Vi è Correa, giocatore ormai fuori dal progetto ma che si è scelto di spremere fino all'ultimo anno di contratto, evitando di relegare in tribuna una risorsa che può tornare utile. Infine, c'è Marko Arnautović.
L'austriaco, prelevato nel 2023 dal Bologna per una cifra intorno agli €11 mln - la sua cessione ha favorito l'esplosione di Zirkzee -, è stato acquistato in fretta e furia per mancanza di alternative: tutti i calciatori più appetibili si erano già accasati altrove, Scamacca in primis. Per un anno e mezzo la sua esperienza a Milano è stata negativa, ma destino vuole che l'ex Stoke City e West Ham stia vivendo il suo momento migliore in nerazzurro proprio nel momento clou della stagione, quando i palloni pesano davvero. L'amore tra Arnautović e l'Inter ha, sin qui, stentato a sbocciare, ma l'aria primaverile sembrerebbe favorire la sua definitiva fioritura.
Il ritorno a Milano e i tanti errori sotto porta
L'austriaco aveva già militato nei nerazzurri nel 2009/10, magica annata del Triplete con Mourinho. In quell'occasione, aveva disputato solo 3 partite: col tecnico portoghese non vi era intesa e l'austriaco è stato sopraffatto da divertimenti che lo hanno distratto dalla sua professione, compromettendo il suo rendimento sul rettangolo verde.
Due anni fa è tornato all'Inter dopo svariati anni di Premier, l'esperienza allo Shangai SIPG e due ottime annate al Bologna, con 24 gol in 54 presenze. Durante il trascorso emiliano, peraltro, Arnautović ha anche modo di far molto male ai nerazzurri stessi: è sua la rete che consente al Bologna di pareggiare i conti in quel recupero al Dall'Ara nella primavera 2022, recuperando la rete siglata in avvio di Perišić e dando il via alla rimonta degli uomini di Mihajlović, completata grazie al celeberrimo svarione di Radu.
Nell'estate 2023, l'Inter decide di investire su di lui come riserva di Thuram e Lautaro, ma le cose non vanno come previsto: l'austriaco fatica ad nuovamente ad impattare e ad incidere. Arnautović scende in campo ma è spesso insofferente, sbraccia ad ogni errore, ha sempre il muso lungo: è un continuo colpevolizzarsi. Come se non bastasse, il rapporto con i tifosi comincia ad incrinarsi. Questi rumoreggiano a ogni suo errore, lo bersagliano. Arnautović entra in un pericoloso loop: sbaglia, si lamenta, i tifosi lo seguono a ruota, Arnie - in Premier League lo ritenevano così legato ad Arnold Schwarzenegger da soprannominarlo così - non riesce a riprendere il controllo della situazione. Un cane che tenta di mordersi la coda.
Tra gli errori più famosi di Arnautović sotto porta ci sono quelli di Inter-Hellas Verona - "Arnautović sfodera una partita da Lukaku-finale-di-Champions-League, salvando sulla linea di porta (del Verona) un gol già fatto e sbagliandone un altro a porta praticamente vuota", scrivevamo - e in Inter-Atletico Madrid, ottavi di finale di Champions League.
In quest'ultimo match, l'ex Bologna ha sostituito Thuram al termine dell'intervallo. Sciupa una ghiotta occasione su cross di Dimarco al 48', calciando in curva la sfera. Qui è parzialmente scusato: nonostante lo specchio della porta andasse centrato, ha concluso l'azione in spaccata al volo, in condizioni di precario equilibrio.
Il vero errore lo commette, però, al 63'. Çalhanoğlu ha spazio, se lo prende e serve proprio l'austriaco. Arnautović è bravo e fortunato nell'uno-due eseguito con Lautaro, col pallone flebilmente deviato da Witsel. Sul più bello, nei pressi dell'area piccola, calcia col corpo all'indietro - condizionato da uno stop impreciso - e il pallone finisce inesorabilmente alto. La curva va su tutte le furie: lui quasi non reagisce, sbracciando e fissando i suoi tifosi con uno sguardo perso. Malgrado ciò, il numero 8 segnerà l'unica rete del match al 79', ma a passare sarà l'Atletico del Cholo Simeone ai calci di rigore nella gara di ritorno.
Il culmine di un rapporto coi tifosi restio a decollare lo abbiamo avuto a inizio 2024/25. Ancora in Champions League, ancora a San Siro, ancora sotto la stessa curva di Inter-Atletico Madrid. La vittima è lo Stella Rossa, ma Arnautović sta volta non nasconde il proprio malumore nei confronti di un pubblico che rumoreggia ogni qualvolta sbagli. Suo è il gol dell'1-0: Taremi recupera alto e serve il compagno, che non può sbagliare. La curva esulta, a differenza dell'attaccante, che le lancia un'occhiataccia e si gira verso i compagni, balbettando qualcosa. Quando viene sostituito, la pace: i tifosi applaudono, Arnautović ricambia.
Come ha fatto, Arnautović, a rialzarsi? Ormai rappresenta una sorta di mascotte all'interno dello spogliatoio. Quando segna i suoi compagni esultano come se avessero marcato loro stessi, davanti alle telecamere gli riservano sempre belle parole. Anche grazie all'ambiente che lo sostiene, l'ex Bologna è riuscito ad ingranare, e nell'ultimo periodo è diventato un fattore all'interno della complicata ed eterna annata nerazzurra.
Un mese e mezzo formidabile
8 presenze, 5 gol, 1 assist. Da febbraio Marko ha cominciato a segnare reti pesanti e sempre decisive. Con Udinese, Lazio e Cagliari - partita all'interno della quale ha effettuato anche un assist per Lautaro Martinez - ha realizzato la prima rete del match. Contro la Fiorentina ha timbrato il match-winner, di testa. Contro il Monza, ha dato il via alla rimonta nerazzurra: i brianzoli, andati in vantaggio per 0-2, sono stati ribaltati grazie a una rete dell'austriaco a pochi secondi dall'intervallo. Una rete pesante, soprattutto psicologicamente. Tutte queste partite si sono disputate a San Siro: lo stadio che è passato da essergli nemico all'essergli alleato.
In generale, però, bisogna sottolineare come il rendimento di Arna sia migliorato, sotto porta, da inizio stagione. Rispetto all'anno scorso, infatti, centra di più lo specchio (dal 52,9% al 66,7% dei tiri terminano tra i pali), risultando più cinico (il rapporto gol/tiri effettuati è salito da 0,29 a 0,44!). Nelle ultime 8 uscite è stato di enorme impatto: un gol o un assist ogni 59'. Arnautović, al quale è stata concessa meno della metà del minutaggio del quale ha disposto invece Taremi, ha contribuito a 9 partecipazioni alle reti, una in più rispetto all'iraniano.

L'aspetto più importante, quando si parla degli attaccanti dell'Inter, è il timing: Inzaghi è stato bravo e fortunato a sfruttare il giocatore giusto al momento giusto. A inizio annata Thuram era in stato di grazia, è riuscito a sopperire a un Lautaro irriconoscibile. Il francese è poi calato fisicamente, mentre l'argentino ha ritrovato il feeling con il gol. Ora che entrambi i titolari hanno bisogno di riposare e non sono al 100% da qualche settimana, più che mai serve il contributo delle seconde linee: l'austriaco ha risposto presente in maniera piuttosto inaspettata, segnando e rendendosi utile per la squadra.
Dopo 15 anni dalla prima esperienza nerazzurra, Arnautović si sta rendendo decisivo nell'Inter. L'austriaco conta 35 anni, il contratto è in scadenza e rimbalzano da inizio anno notizie che lo vedrebbero lontano da Milano nel prossimo futuro. Il classe '89 è agli sgoccioli della carriera: da qui a giugno si prospetta un mese e mezzo di fuoco, in cui Inzaghi ha bisogno che tutti i suoi diano qualcosa alla squadra. Lo stesso tecnico piacentino e i tifosi dell'Inter si auspicano quindi che il momento d'oro di Arnie possa continuare, in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione ad alti livelli.
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