
Formula 1, GP Bahrain, Considerazioni Sparse
McLaren vince ancora con Piastri, Ferrari tenta una strategia diversa e Red Bull è in grande affanno.
Il weekend di Formula 1 del Bahrain ha saputo sorprendere, disattendere alcune previsioni e confermare – in parte – quelle che erano solo sensazioni nei test pre-stagionali. Dopo i primi appuntamenti della stagione 2025, la Formula 1 sta già mostrando un volto nuovo: una narrazione più fluida, meno prevedibile e con gerarchie che iniziano a scricchiolare. È stato un weekend che ha restituito agli appassionati una dimensione più imprevedibile, soprattutto rispetto a quanto visto nell'ultimo GP del Giappone, una dimensione in cui anche i team considerati outsider riescono a prendersi il centro della scena in Formula 1. Il circuito del Sakhir ha fatto da palcoscenico a un fine settimana ricco di contenuti tecnici e umani: strategie, errori e piloti che ci mettono il cuore per riuscire a superare i limiti delle loro monoposto. Il Bahrein, insomma, ha raccontato molto più di quanto non dicano i risultati finali.
La McLaren ha vissuto uno dei suoi weekend più solidi e significativi degli ultimi anni di Formula 1, confermando una trasformazione che non è più solo potenziale, ma tangibile. La monoposto si è dimostrata estremamente competitiva, costante, ben bilanciata e capace di adattarsi a diverse condizioni. Ma un progetto vincente si misura anche – e soprattutto – nella capacità dei piloti di capitalizzare ogni occasione. E se da una parte si è visto un weekend perfetto, dall’altra sono emerse nuovamente quelle crepe che continuano a frenare il salto definitivo.
Oscar Piastri ha brillato. Il giovane australiano ha dominato l'intero weekend di Formula 1, restando sempre al comando in tutte le sessioni: prove libere, qualifiche e gara. Un percorso netto, pulito, costruito su lucidità, sangue freddo e una gestione impeccabile della pressione. La pole position è arrivata con autorevolezza, la partenza è stata perfetta, e anche nei momenti più delicati – come l’ingresso della Safety Car – ha mantenuto il controllo senza sbavature. Piastri non ha mai dato l’impressione di dover forzare: ha imposto il proprio ritmo con naturalezza, dimostrando una maturità rara, soprattutto per un pilota così giovane. La sua è stata una vittoria limpida, mai messa in discussione, frutto di un connubio perfetto tra talento e preparazione. È la conferma di un pilota che sta crescendo velocemente, che impara in fretta e che sembra già pronto per giocarsi traguardi importanti. In un momento in cui la McLaren cerca certezze, lui si sta candidando, silenziosamente ma con forza, a essere una di queste.
Sul fronte opposto del box, Lando Norris continua invece a mostrare i segni di un’incompiutezza che inizia a diventare difficile da ignorare. La sua qualifica, chiusa con un modesto 6° posto, non rifletteva minimamente le potenzialità della monoposto. Una partenza positiva in gara sembrava poter rimettere in carreggiata il weekend, ma è stata vanificata da un errore tanto banale quanto pesante: un errato posizionamento in griglia, che gli è costato una penalità evitabile e ha compromesso la possibilità di lottare davvero per la vittoria. La rimonta fino al 3° gradino del podio è un segnale di carattere, ma non può bastare. Non basta più. Se l’obiettivo è il titolo mondiale di Formula 1 – e con questa McLaren lo è – non ci si può permettere di sprecare occasioni per ingenuità. Norris ha talento, ha esperienza, ha tutto per vincere. Ma continua a cadere sui dettagli, sugli episodi, sulle sfumature che fanno la differenza tra un buon pilota e un vero campione. Il problema non è tecnico, ma mentale, come lui stesso ha ammesso. Gli serve un percorso di crescita interiore, una maggiore capacità di gestione della pressione e delle aspettative. Perché il talento, da solo, non è più sufficiente.
E qui si apre una riflessione importante sulla leadership interna al team. Per anni, Norris è stato considerato il punto fermo della McLaren, il simbolo del progetto di rinascita in Formula 1. Ma oggi, la sensazione è che quel ruolo stia iniziando a sfuggirgli dalle mani. Piastri non è più solo la promessa del futuro: è una realtà concreta, un pilota che vince, convince e che non sbaglia. La dinamica tra i due sta cambiando, e la McLaren potrebbe presto trovarsi a dover fare una scelta non dichiarata ma sostanziale: puntare su chi porta i risultati, o continuare a credere in un leader che deve ancora dimostrare di esserlo. In una stagione così equilibrata, in cui ogni punto può pesare tantissimo, non c’è più tempo per i margini di errore. E anche la leadership, come le vittorie, va meritata in pista.

La Mercedes si conferma solida, anche se ancora distante dai livelli di prestazione necessari per tornare a vincere con continuità in Formula 1. Il lavoro fatto sulla gestione complessiva del pacchetto sta iniziando a dare segnali incoraggianti, ma il team non è ancora nelle condizioni di imporsi come leader. Tuttavia, un errore stupido in qualifica ha complicato ulteriormente la situazione per Mercedes. Entrambi i piloti sono stati mandati in pista in un momento errato, in seguito ad una sospensione della sessione causata dall'incidente della Haas di Esteban Ocon. Penalizzati di una posizione in griglia di partenza, un’incidente di percorso che non solo ha vanificato il lavoro fatto nelle sessioni precedenti, ma ha anche messo in evidenza una certa imprecisione nella gestione della fase cruciale del weekend. Questa penalità, seppur piccola, ha inciso sul posizionamento in griglia, costringendo Russell e Antonelli a partire più indietro e a dover recuperare terreno in una gara che, seppur difficile, poteva essere ben diversa.
George Russell è stato il volto concreto di questa Mercedes rinnovata: una gara tenace, intelligente, condotta con grande attenzione nonostante una serie di problemi tecnici che ne hanno compromesso la parte finale. Il suo podio è il segno tangibile che la vettura ha delle potenzialità vere, soprattutto sul passo gara, e che il team è sulla strada giusta per stare ai massimi livelli in Formula 1. Russell, sempre più leader naturale di questa nuova Mercedes, sta dimostrando di avere quella combinazione di velocità e concretezza che serve in una fase di transizione come questa.
Discorso diverso, invece, per Kimi Antonelli, chiamato al difficile compito di raccogliere l’eredità di Lewis Hamilton. Il giovane talento italiano ha mostrato buoni segnali di adattamento nei primi stint del weekend, ma è stato pesantemente penalizzato dall’ingresso della Safety Car, che ha stravolto completamente la sua strategia di gara. Da quel momento in poi, la sua corsa è diventata una salita senza appigli: è scivolato fuori dalla zona punti senza avere più la possibilità di rientrare davvero in gioco. Un risultato amaro, che non riflette del tutto il potenziale espresso nelle fasi iniziali. Ma è anche il segno che per Antonelli – come per la Mercedes – il percorso è ancora lungo. Il talento c’è, ma servono esperienza, gestione, e una macchina che lo metta nelle condizioni di lottare davvero.
In questo quadro di trasformazione, la Mercedes sta cercando una nuova identità. Con Hamilton fuori dai giochi e un giovane esordiente al suo posto, il team è in fase di ricostruzione, tecnica e umana. L'approccio scelto – meno aggressivo, più conservativo – può sembrare prudente, ma in questo campionato potrebbe rivelarsi strategicamente vincente. La vera sfida, ora, sarà dare continuità ai progressi, evitare passi falsi e costruire intorno a Russell e Antonelli un progetto solido. Perché l’epoca d’oro è finita, ma quella nuova è tutta da scrivere.
Il Gran Premio del Bahrain ha evidenziato anche come la strategia possa giocare un ruolo cruciale, e la Ferrari si è trovata a dover fare i conti con una scelta che, seppur interessante, ha avuto i suoi effetti collaterali. Il team ha deciso di partire con le gomme medie, una mossa che li ha differenziati dalla maggior parte degli altri team, che invece hanno optato per le gomme morbide. Sebbene l'idea fosse quella di mantenere un buon passo gara nel lungo periodo, questa scelta ha avuto un impatto immediato in partenza. Charles Leclerc, in particolare, ha perso posizioni rispetto ai suoi avversari, costringendolo a una gara più difficile del previsto. Partito dalla seconda posizione, grazie alla penalizzazione della Mercedes, si è visto superare subito in partenza da Russell e Norris.
Quello che ha ulteriormente complicato la situazione è stato l’ingresso della Safety Car, che ha stravolto le strategie già pianificate. La decisione di optare per delle gomme hard ha portato la Ferrari ad avere difficoltà con il passo garo e a dover difendersi dagli avversari, che avevano un passo decisamente migliore grazie alle mescole più morbide. Nonostante ciò, la Ferrari ha concluso la gara con un quarto e un quinto posto, una solida performance che ha comunque deluso le aspettative dei tifosi, sempre in cerca di qualcosa di più.

A casa Ferrari, però, c'è anche un altro aspetto che non passa inosservato. Hamilton, subentrato al posto di Sainz, sta faticando a trovare il giusto feeling con la vettura. Nonostante la sua incredibile esperienza e il suo talento, Hamilton non è riuscito ad adattarsi completamente alla SF-25, che sembra richiedere un tipo di guida e di gestione delle gomme diversa da quella a cui il campione è abituato. Nonostante gli sforzi, Hamilton non è riuscito a ottenere il risultato che ci si aspetta da un pilota di tale calibro. La sua gestione delle gomme e la capacità di estrarre il massimo dalla monoposto sono stati insufficienti in un contesto che ha richiesto grande adattabilità. La sua prestazione, sebbene senza errori gravi, non ha brillato come quella di Leclerc.
I tifosi, pur apprezzando il passo in avanti della Scuderia, continuano a sperare che il team possa fare quel salto in più. E con Hamilton che dovrà trovare il giusto feeling con la vettura, Ferrari dovrà lavorare anche sull'adattamento e sulla costanza delle performance di entrambi i piloti per raggiungere i top team.
La Red Bull ha affrontato un weekend particolarmente difficile, che ha messo in evidenza le debolezze della sua macchina in questo avvio di stagione. Il sesto posto di Max Verstappen è stato influenzato da problemi ai freni e da pit stop lenti e imprecisi, che hanno compromesso il suo rendimento, impedendogli di lottare per le posizioni di vertice. Il team sembra avere delle difficoltà a ottenere la massima performance dalla macchina, e la reattività nelle fasi critiche è stata meno brillante rispetto alle aspettative. Verstappen ha guidato al limite, ma non è riuscito a impensierire davvero i leader della gara.

Nonostante le difficoltà, Yuki Tsunoda ha fatto un'ottima gara, portando a casa il nono posto e guadagnando i primi punti della stagione per il team. La sua prestazione è stata solida, gestendo bene il degrado delle gomme e adattandosi rapidamente alle mutevoli condizioni di gara. Il risultato di Tsunoda è un segnale positivo per la Red Bull, ma anche un promemoria che la macchina, al momento, non sembra essere all’altezza delle ambizioni del team.
Infine, il Gran Premio del Bahrain 2025 ha riservato diverse sorprese, con alcune squadre che hanno mostrato progressi significativi. In particolare, l'Alpine ha ottenuto risultati notevoli grazie a Pierre Gasly, che ha qualificato la sua vettura in quarta posizione e ha concluso la gara al settimo posto, portando a casa sei punti molto importanti. La sua performance è stata solida, dimostrando una gestione efficace delle gomme e una buona capacità di adattamento alle condizioni della gara. Anche il compagno di squadra, Jack Doohan, ha mostrato miglioramenti, sebbene abbia concluso la gara in 14° posizione.
La Haas ha ottenuto un doppio piazzamento a punti con Esteban Ocon e Oliver Bearman, rispettivamente 8° e 10°. Questo risultato segna un passo avanti significativo per la squadra americana, che ha mostrato un miglioramento nelle prestazioni rispetto alle stagioni precedenti.
La Williams, purtroppo, non ha ottenuto punti, ma ha registrato un progresso con Carlos Sainz, che ha qualificato la vettura in ottava posizione. Tuttavia, la sua gara è stata compromessa da un incidente con Yuki Tsunoda, che ha causato danni alla sua monoposto e lo ha costretto al ritiro.
In generale, il centro classifica ha mostrato una maggiore competitività, con squadre come Alpine, Haas e Williams che hanno dimostrato di poter lottare per posizioni a punti. Questo equilibrio crescente tra le squadre potrebbe rendere la stagione 2025 particolarmente interessante e imprevedibile.

Nella classifica piloti, Lando Norris mantiene la vetta con 77 punti, seguito dal compagno di squadra Oscar Piastri a 74 punti. Max Verstappen (Red Bull) è terzo con 69 punti, mentre George Russell (Mercedes) segue a 63 punti. Per quanto riguarda i costruttori, la McLaren consolida il primo posto con 151 punti, distanziando la Mercedes a 93 punti e la Red Bull a 71 punti. La Ferrari è quarta con 57 punti, seguita da Haas (20 punti) e Williams (19 punti).
Il Bahrain ha mostrato una Formula 1 che cambia pelle: le certezze di ieri iniziano a vacillare, le outsider si candidano a protagoniste, e l’equilibrio è tornato a essere una variabile reale. È presto per fare previsioni, ma abbastanza tardi per non accorgersi che, forse, sta davvero iniziando una nuova era.
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