Logo sportellate
Arnautovic Inter
, , 12 Aprile 2025

Inter-Cagliari 3-1, Considerazioni Sparse


L'Inter batte il Cagliari con lo sguardo alla Champions: tanto turnover e un Arnautovic sugli scudi.

La strada dell'Inter per le semifinali di Champions League passa dal ritorno da giocare in casa contro il Bayern Monaco ma anche dalla sfida, forse meno prestigiosa ma comunque insidiosa, contro il Cagliari di Davide Nicola, una partita importante anche in ottica europea per il peso che avrebbe potuto avere sulla dimensione morale e fisica di una squadra ormai abituata a vivere sul filo del rasoio. E tutto sommato si può dire che il pomeriggio sia andato nel migliore dei modi per Simone Inzaghi, che potrebbe recriminare solo per il guaio muscolare di Zalewski che lo ha costretto a tenere in campo Barella, il grande ex della gara, per tutti i novanta minuti. Tre gol, tre punti: l'Inter mantiene il primato e mette pressione al Napoli, gestisce con tranquillità cambi ed energie e, cosa non scontata, si dimostra per una volta più forte delle sue idiosincrasie che avevano permesso al Cagliari, come era successo già al Parma, di riaprire una partita che sembrava chiusa.

Nonostante l'ampio turnover, l'Inter approccia la partita seguendo gli stilemi classici dello spartito inzaghiano per le partite "infraeuropee": i nerazzurri partono molto forte, segnano subito, raddoppiano con altrettanta velocità e mettono il ghiaccio ad un primo tempo che, a parte per un'occasione criminosamente sprecata da Piccoli, vede un Cagliari in versione linea Maginot ma che perde immediatamente il suo piano partita per colpa della bella rete di Marko Arnautovic. L'austriaco, che condisce la sua prestazione anche con un assist per il raddoppio di Lautaro, è sicuramente il migliore in campo della sfida di San Siro, confermando di vivere il miglior momento della sua seconda, ma forse anche della sua prima, carriera interista. L'ex Bologna è molto importante sotto diversi punti di vista: è sempre presente nel duello fisico e aereo con Mina, è prezioso nel suo lavoro da regista offensivo con una buona mobilità che mette in difficoltà i punti di riferimento della difesa sarda ma soprattutto è decisivo grazie alla sua capacità di mettere a frutto la sua qualità nello stretto fondamentale per permettere all'Inter di superare le maglie dense e fitte della difesa cagliaritana con tocchi veloci e duetti precisi. Quello di Arnautovic è esattamente il redemption arc di cui l'Inter aveva bisogno in questo momento della stagione.

Potremmo dire che anche il secondo tempo comincia seguendo il canovaccio tipico dello spettacolo interista. La rete di Piccoli fa tornare alla mente dei tifosi interisti fantasmi recentissimi, quelli della trasferta di Parma o del magnifico gol di Solet, più per la staticità e la passività con cui la difesa interista subisce il cross di Augello e lo stacco di Piccoli che per altro. Per qualche minuto, benché le scelte diciamo accorte di Nicola abbiano sostanzialmente privato fin dall'inizio il Cagliari di un vero potenziale offensivo, l'Inter appare impaurita e remissiva, come era successo già in Emilia. Questa volta, complice anche l'atmosfera casalinga, la squadra d'Inzaghi è brava a destrarsi dal suo torpore e dalle sue ansie, riprendendo in mano il controllo del possesso e, guarda caso, trovando la rete del definitivo tre a uno che premia e che insegna a Barella e compagni l'importanza di non concedere il fianco (e il controllo della palla) agli avversari, ogni avversario, in situazioni di vantaggio e apparentemente favorevoli.

Dopo la rete di Bisseck però l'Inter effettivamente non ne ha più o quanto meno preferisce, con moderazione, mettere i remi in barca: l'attenzione, quasi la mania, a risparmiare ogni briciolo di energia fisica e mentale ha la meglio e l'Inter si concede più facilmente ad un Cagliari che sembra aver accusato il colpo di un nuovo doppio svantaggio ma che si rifà di nuovo sotto con Piccoli che va ad una manciata di capelli di De Vrij dalla personale doppietta. L'Inter può dire di aver superato a pieni voti una sfida insidiosa sia per le difficoltà legate ad un avversario rognoso come il Cagliari che per quelle, forse più avvertite dal collettivo interista, al contesto di classifica e calendario. Oltre a quella di Arnautovic, sono da sottolineare le ottime prestazioni di Barella, Sommer e Carlos Augusto che si confermano tra i migliori in campo dopo la notte indimenticabile di Monaco. La sensazione é che oggi come oggi l'Inter dipenda soprattutto dal grande momento di questi preziosissimi elementi.

Al Cagliari va invece il merito di aver tenuto quanto meno aperta fino all'ultimo una partita che sembrava destinata ad un rapido raffreddamento dopo l'uno-due nerazzurro, più che per il doppio svantaggio in sé per il fatto che andasse a disfare completamente il piano partita di Nicola che aveva rinunciato ai suoi registi (Viola o Marin) e ai suoi giocatori più talentuosi e offensivi come Luvumbo in nome delle barricate e dei ponti elevatoi, una scelta che paga pochi dividendi contro una squadra stanca ma sicuramente motivata e impetuosa come l'Inter. Forse un atteggiamento più spregiudicato, più propenso a speculare sulle inevitabili disattenzioni dell'Inter e alla sua difficoltà a gestire le transizioni in questa fase avrebbe potuto portare ad un risultato diverso? Non lo sappiamo ma emerge chiaramente ancora una volta la difficoltà, anche caratteriale, di una squadra così abituata alla passività da sembrare quasi impossibilitata ad immaginare qualcosa di diverso.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto e l'abusivismo edilizio. Ha studiato a Bologna, dove si è laureato in giurisprudenza, e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema, quasi quanto fare oscuri riferimenti alla storia o alla politica. Ha sul comodino una sua foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

pencilcrossmenu