
Santana Money Gang prova a mettere d'accordo tutti
Uscito a sorpresa, Santana Money Gang è il joint album di Sfera Ebbasta e Shiva: punto d'incontro per fanbase sempre più eterogenee?
L'uscita dal carcere di Shiva e il lungo silenzio di Sfera Ebbasta, nel 2024 protagonista solo di alcune collaborazioni, lasciavano presagire un imminente ritorno di due degli esponenti di spicco della scena (t)rap italiana. Soltanto nell'ultima settimana, però, in vari canali non ufficiali si erano diffusi rumours relativi a un joint album; tali rumours si sono concretizzati nel giro di mezza giornata. Tra l'annuncio e la pubblicazione di Santana Money Gang non sono passate nemmeno 12 ore. Non nuovi a collaborazioni di successo - da Soldi in Nero a G63, passando per pezzi meno riusciti come 90 Special - Shiva e Sfera danno vita al disco che effettivamente potevamo aspettarci da un duo del genere, frase da intendere con accezione sia positiva che negativa. Per quanto i due siano ormai dei pilastri della scena, non siamo di fronte a un disco (auto)celebrativo delle rispettive carriere (Cvlt di Noyz e Salmo), né a un prodotto rivoluzionario: i rapper milanesi si "limitano" a fare quel che li ha resi famosi.
Un prodotto come Santana Money Gang, per i nomi coinvolti e per le aspettative che inevitabilmente portava con sé, è obbligato a partire forte. L'opening track SNTMNG non delude, anzi: scaraventa dritti nelle atmosfere cupe che caratterizzano una buona metà delle tracce dell'album, quelle più riuscite, che ci restituiscono uno Shiva e uno Sfera vicini alle loro prime versioni. Non Metterci Becco prosegue sugli stessi toni, mentre Sei Persa introduce un altro dei temi portanti del disco: i tributi alla storia del rap - il ritornello è preso di peso da All'Ultimo Respiro dei Club Dogo. Senza togliervi il gusto di andare a scoprire tutte la varie citazioni, in giro per l'album si trovano riferimenti a Marracash, Drake e ancora ai Dogo, oltre che alla discografia dei due artisti, mai troppo pesanti da risultare autoreferenziali. Decisamente meno credibile è il ritornello di Maybach, che riprende Lady di Austin Mahone e Pitbull, con vibes da Auto Blu che non avevamo bisogno di ricordare.
Pur prendendosi abbastanza sul serio, Santana Money Gang non ci priva di qualche momento leggero qua e là; MNGSNT è un esperimento vero e proprio che porta il rap di Shiva e Sfera dentro a un genere inedito, mentre c'è da stupirsi nel sentire Martina Smeraldi (!) che apre D&G, traccia che sarebbe stata benissimo dentro a X2VR per tematiche e suoni. Tutto il disco, in realtà, presenta un "problema" riguardante l'ultimo album da solista di Sfera Ebbasta: se in X2VR il trapper di Cinisello ha provato a conciliare il passato e il presente della sua produzione, in Santana Money Gang lui e Shiva hanno il difficile compito di soddisfare allo stesso tempo sia i fan di vecchia data che le nuove generazioni. Forse è per questo che la seconda parte dell'album presenta pezzi che ci sembra in qualche modo di aver già sentito più e più volte, ma che difficilmente deluderanno chi ha vissuto i primi Sfera e Shiva solamente "di rimbalzo", recuperando i primi album dopo aver sentito le produzioni più recenti. Possiamo parlare di Santana Money Gang come un prodotto democristiano, cioè che presenta una varietà di brani che possa incontrare una platea la più vasta possibile? Difficilmente un fan dei due artisti si innamorerà di tutte le canzoni dell'album, ma allo stesso modo ne troverà alcune che soddisferanno appieno i suoi gusti. Non è però questo ciò che veniva aspramente criticato relativamente alla musica pop?
Se c'è qualcuno con cui non siamo andati leggeri è il produttore Drillionaire, che negli ultimi anni ha dato vita a tracce, per così dire, non ispiratissime, o non all'altezza di quelle che lo avevano inizialmente portato alla fama. In Santana Money Gang il buon Diego ritrova l'ispirazione dei fasti; c'è la sua firma in quasi tutti i brani dell'album (spesso affiancato dall'ottimo Finesse), ed è sempre una firma d'autore, capace di fare la differenza e di donare una caratterizzazione forte a ogni pezzo. In alcuni casi, la base di Drillionaire resta in testa ancor più delle strofe degli artisti protagonisti, come nella già citata MNGSNT o in Neon, con un beat psichedelico che accompagna una canzone non indimenticabile. Una bella risposta a chi lo aveva accusato di essersi seduto nel produrre basi fin troppo "plasticose" e stereotipate.
Che cosa manca, dunque, in Santana Money Gang? Le tematiche sono quelle di sempre, che accomunano la produzione discografica di Sfera Ebbasta e Shiva: riscatto sociale, vita di strada, il successo e le sue conseguenze, lasciando per una volta da parte il mondo delle sostanze proibite. Era lecito aspettarsi uno o due pezzi introspettivi: la sola Paranoia, ending dell'album, non tocca le vette di scrittura né di 15 Piani né di First Day Out, per fare due esempi. Nessuno chiede a Santana Money Gang di essere Persona, ma due esponenti della scena giunti a questo livello di maturità avrebbero potuto offrirci qualcosa di più profondo. Shiva e Sfera Ebbasta sono loro stessi all'ennesima potenza, e hanno deciso di pubblicare un album che non aggiunge elementi particolari all'una e all'altra carriera. Per lo step successivo, ripassare la prossima volta.
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