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, 4 Aprile 2025

Jay Idzes, i muscoli del capitano


Venezia e Indonesia si aggrappano a Idzes, alla prima stagione in Serie A, nelle loro missioni impossibili.

E poi il capitano, se vuole
Si leva l'ancora dai pantaloni e la getta nelle onde
E chiama forte quando vuole qualcosa o qualcuno
C'è sempre uno che gli risponde

Nel 1982, Francesco De Gregori pubblica la trilogia del Titanic, all'interno dell'omonimo album. 3 canzoni che raccontano la storia della sfortunata nave; l'ultima, intitolata "I Muscoli del Capitano", celebra la risolutezza del condottiero dell'imbarcazione anche di fronte alla tragedia imminente.

Nel 1982, l'Indonesia guarda da spettatrice il Mondiale di Spagna che vedrà trionfare l'Italia; i biancorossi avevano chiuso al 3° posto il girone di qualificazione condiviso tra Asia e Oceania, dietro all'Australia e alla Nuova Zelanda. L'unica partecipazione indonesiana a un Mondiale resta, ad oggi, quella del 1938, sotto il nome di Indie Orientali Olandesi, rispedite a casa dall'Ungheria con un perentorio 6-0.

Nel 1982 il Venezia, in Serie C2, termina la stagione al 16° posto nel suo girone: retrocede in Interregionale. È uno dei punti più bassi della storia lagunare, che di lì in avanti conoscerà fallimenti, passaggi di proprietà e cambi di denominazione, che sembrano allontanare la città di Venezia in maniera definitiva dai campionati di vertice assaggiati negli anni '60.

Se a 43 anni di distanza Venezia e Indonesia possono credere in quello che sarebbe oggi un miracolo sportivo - la permanenza in Serie A per i veneti, la qualificazione al Mondiale 2026 per gli asiatici -, parte del merito va ascritto al loro capitano: Jay Noah Idzes, meglio di chiunque altro, ha imparato a navigare nel mare in tempesta.

"Mettere l'Indonesia sulla mappa globale del calcio": uno degli obiettivi di Idzes, legatissimo alla terra d'origine, come molti dei compagni nati all'estero.

Per il calcio italiano, Idzes è una scoperta relativamente recente: è arrivato a Venezia nell'estate 2023, e solo in questa stagione ha debuttato in Serie A, ma l'indonesiano nei primi anni di carriera si è costruito una solida reputazione nei Paesi Bassi, paese che gli ha dato i natali. Venuto al mondo il 2 giugno del 2000 a Mierlo, cittadina situata a pochi chilometri da Eindhoven, Idzes a 9 anni è già nel settore giovanile del PSV: ci resta fino ai 14, prima di trasferirsi al VVV-Venlo. A dargli l'opportunità di diventare professionista è l'FC Eindhoven, che poco prima della maggiore età gli regala il debutto in Eerste Divisie, secondo livello del calcio oranje.

La prima, vera stagione di Idzes coi grandi è quella seguente: nel 2018/19 l'allenatore capoverdiano David Nascimento lo inserisce da subito nell'11 titolare come mediano del 4-3-3. Una sorpresa, solo se vista a posteriori: fin dalle giovanili col PSV, Idzes era stato considerato a un centrocampista, uno di quelli che gli inglesi chiamerebbero holding midfielder, più deputato a copertura e letture difensive che non al supporto della manovra. Nel primo anno da professionista, Jay incrocia lo Jong Ajax di Botman, Ekkelenkamp, Johnsen e Lang; a Eindhoven con lui c'è Collin Seedorf, nipote di Clarence.

Sarà proprio Nascimento a far prendere confidenza al ragazzo col reparto difensivo: dopo un girone intero da mediano titolare, il belga Bourard, dotato di caratteristiche decisamente più offensive, gli soffia il posto. Idzes deve barcamenarsi in altri ruoli per trovare spazio, giocando sia al centro della difesa che da terzino su ambo le fasce, con una decisa predilezione per quella destra, dove può condurre e crossare col piede forte. Speculare è l'andamento della stagione successiva: l'indonesiano viene impiegato prima in difesa, poi stabilmente in mediana, da vertice basso o da mediano in caso di 4-2-3-1.

Dopo due stagioni tranquille a Eindhoven, senza velleità di promozione ma senza rischi di retrocessione, per Idzes arriva il momento dello step successivo. Jay passa al Go Ahead Eagles, squadra sempre a fare da pendolo tra Eredivisie ed Eerste Divisie. Un piccolo giallo ammanta il trasferimento del calciatore: il 22 maggio 2020 gli Eagles presentano Idzes come parametro zero, vista l'imminente scadenza del contratto con l'Eindhoven, il quale però sostiene di aver fatto scattare una clausola di rinnovo automatica fino al 2021. I negoziati tra le due squadre durano quasi due mesi: Idzes diventa infine un giocatore degli Eagles, che versano un indennizzo non specificato all'Eindhoven pur di liberarlo e fargli firmare un triennale.

Idzes Venezia
Uno scontro tra Idzes e Ngonge, con la maglia della seconda squadra del PSV, ben prima del loro arrivo in A.

Anche con il club della città di Deventer, Idzes non ha problemi nell'imporsi come mediano titolare: nella gara contro il Maastricht segna il primo gol da professionista con un preciso colpo di testa; nella stessa partita va in rete anche il suo compagno di squadra, Sam Beukema, che come lui lascerà i Paesi Bassi nel 2023, fortemente voluto da Giovanni Sartori per il suo Bologna. Tutto scorre liscio fino a gennaio, fin quando un infortunio non tiene l'indonesiano ai box per una ventina di giorni; al rientro, il posto da titolare in mediana è messo in seria discussione dal terzino Lucassen, brillantemente adattatosi da centrocampista in assenza di Idzes, che sempre più spesso scivolerà in panchina.

Sembra una beffa, ma è il punto di svolta della carriera di Idzes: promosso in Eredivisie, nel Go Ahead Eagles non sembra esserci più spazio per il ragazzo di Mierlo, sempre più in fondo alle gerarchie del centrocampo, con appena 10' di gioco nelle prime 7 giornate del 2021/22. La cessione di Beukema all'AZ Alkmaar, però, lascia un vuoto incolmabile nella retroguardia degli Eagles: in 7 gare incassano la bellezza di 15 reti. Il tecnico Kees van Wonderen reintroduce in squadra Jay, non da mediano ma da centrale di difesa, come già gli era capitato in più occasioni a Eindhoven.

La combinazione di fisicità ed esplosività di Idzes permette a van Wonderen di schierarlo ora da centrale in coppia, ora da braccetto della difesa a 3, con risultati lusinghieri: la media delle reti subite dal Go Ahead Eagles diminuisce sensibilmente, e la squadra riesce a centrare l'obiettivo salvezza. Arriva anche qualche risultato eclatante, come il 2-1 all'Ajax del febbraio 2022, ad oggi l'ultima vittoria del club di Deventer contro i Lancieri. In questo periodo iniziano a comparire i primi commenti dei tifosi indonesiani sotto i video di highlights degli Eagles: Idzes è un connazionale che in quel momento risulta ancora, a tutti gli effetti, un calciatore neerlandese.

Il campionato successivo metterà la parola fine al dibattito sul ruolo ideale di Jay Idzes: mai più in mezzo al campo, se non per tamponare le emergenze, ma titolarità indiscussa al centro della retroguardia, tanto da risultare il giocatore di movimento più impiegato dal tecnico René Hake. Preso in mano con autorità il reparto arretrato e guidata la squadra verso un'altra salvezza, Idzes sceglie di non rinnovare col Go Ahead. Si parla di diverse chiamate dalla Spagna, l'Aberdeen sembra a un passo dal mettere sotto contratto il difensore, ma alla fine a spuntarla è il Venezia, con cui il calciatore firma un quadriennale da €300.000 netti.

Più del gol rocambolesco, possiamo apprezzare l'abbraccio riservato a Idzes dai compagni: quello che si riserva a calciatori fondamentali, che però non segnano quasi mai.

Presentato il 5 luglio 2023 dal DS Antonelli Agomeri, in concomitanza con l'annuncio del rinnovo del contratto di capitan Modolo, Idzes si descrive come "un calciatore che non ha mai voglia di perdere", a cui piace giocare la palla, coerentemente col suo passato da centrocampista. Non manca un commento sul calcio italiano: "Conoscevo già il calcio italiano, famoso per il suo stile di gioco difensivo e i suoi difensori. Il mio obbiettivo è farmi trovare pronto da subito per dare il mio contributo alla squadra".

Pronti-via e Paolo Vanoli, dopo esserne rimasto folgorato in ritiro e averlo testato in Coppa Italia con lo Spezia, getta Jay nella mischia alla prima di Serie B, 3-0 sul Como pre-Fabregas, privo della piena consapevolezza di potersi giocare la promozione in A. Idzes sfiora il gol con un colpo di testa di poco sopra la traversa: è titolare al centro della difesa assieme a Šverko. L'indonesiano resterà un imprescindibile per tutte le prime 9 giornate: al suo fianco, al posto del croato, si farà spazio Giorgio Altare, un metro e 90 come Idzes. Una coppia centrale quasi imbattibile nel gioco aereo.

L'ascesa dell'indonesiano s'interrompe bruscamente quando, dopo la partita contro il Parma, il calciatore nota che il suo braccio è più gonfio del solito, pur non avendo subito traumi particolari; in ospedale gli viene diagnosticata una trombosi venosa con microembolismo polmonare. Si scatena il panico in laguna: si parla di "assenza a tempo indeterminato" e "difficoltà nel riottenere l'idoneità sportiva". Fortunatamente, però, il problema si rivela meno grave di quanto temuto: a dicembre Idzes torna a lavorare in palestra, e il 27 gennaio 2024, dopo qualche settimana di riatletizzazione, il difensore ha il via libera per essere convocato da Vanoli.

Non tutto il male, ad ogni modo, viene per nuocere: sfruttando l'assenza dai campi, Idzes ha l'occasione per recarsi nel suo paese natale, l'Indonesia, e ottenere finalmente la cittadinanza - fino al momento era stato considerato a tutti gli effetti un giocatore neerlandese, tesserato dal Venezia come comunitario. La sua volontà di vestire la maglia della nazionale si sposa alla perfezione con la nuova politica di Erick Thohir, ex presidente dell'Inter e numero uno della federazione indonesiana dal febbraio 2024, che apre alla naturalizzazione dei calciatori con origine indonesiana nati nei paesi esteri.

Quando Idzes torna ad allenarsi, trova un Venezia passato alla difesa a 3. Il nuovo modulo non ne intacca l'imprescindibilità: da febbraio in avanti, l'ex Eindhoven tornerà in pianta stabile nell'11 titolare, impiegato prevalentemente da braccetto di destra, ma capace di disimpegnarsi alla bisogna anche nelle altre due posizioni della retroguardia. A marzo, Jay Idzes corona infine il sogno di vestire la maglia del Tim Garuda, giocando da titolare la doppia sfida di qualificazione al Mondiali dell'Indonesia contro il Vietnam. Vinte entrambe le gare, il centrale del Venezia si toglie la soddisfazione di segnare la prima rete con la casacca del suo paese.

Il 1°maggio arrivano anche i primi gol di Idzes col Venezia: la partita contro il Catanzaro è una montagna russa che vale la pena ripercorrere. Poco reattivo in occasione del vantaggio di Pontisso - tra le rare sbavature del suo campionato -, Jay rimette in piedi la gara da solo, con un colpo di testa a due passi dalla porta e un destro in mischia, prima che Iemmello fissi il punteggio sul 2-2. Nel recupero, ecco il dramma: Idzes prende posizione su Iemmello in area, l'attaccante salta in aria come se avesse calpestato una mina antiuomo, l'arbitro assegna il penalty che regala la vittoria al Catanzaro e vanifica la doppietta di Jay.

L'inciampo di Catanzaro non intacca le certezze del difensore, punto di riferimento anche in fase di impostazione e supporto della manovra (3° difensore centrale della Serie B per appoggi riusciti, 7° per passaggi completati nella metà campo avversaria). Il Venezia chiude la regular season al 3° posto: ai playoff si sbarazza di Palermo e Cremonese, subendo una sola rete in 4 partite (autogol di Šverko), e guadagna con merito la promozione in Serie A. Idzes mette la museruola a Brunori e Coda, due dei maggiori cannonieri del campionato cadetto, con relativa facilità, quasi smanioso di confrontarsi con avversari molto più probanti.

Vanoli lascia il Venezia per accasarsi al Torino: al suo posto arriva Eusebio Di Francesco, ma lo status di leader difensivo di Idzes non viene intaccato, nemmeno quando la difesa dei lagunari sbanda pericolosamente. L'indonesiano è l'unico punto fermo di una retroguardia alla disperata ricerca di un equilibrio: nonostante qualche battuta a vuoto (su tutte la gara d'andata con l'Atalanta, in cui soffre maledettamente i movimenti di Retegui), è spesso una delle poche note liete di una squadra che non riesce a staccarsi dai bassifondi della classifica.

Il 14 dicembre 2024, il Venezia scende in campo allo Juventus Stadium. La squadra di Thiago Motta (squalificato, al suo posto in panchina c'è il vice Hugeux) viene da 4 pareggi consecutivi in Serie A ma da un'importante vittoria in Champions League contro il Manchester City: la Juve sa di non poter sbagliare per non perdere ulteriore terreno dalle prime posizioni. I bianconeri partono forte, nascondendo la palla agli ospiti e andando subito in gol con Gatti, in un primo tempo a senso unico che però si chiude con la Juventus in vantaggio di una sola rete.

A sorpresa, il Venezia trova il pari al 61' con Ellertsson, gol che manda in tilt i bianconeri, incapaci di riprendere in mano la partita; all'83', su un piazzato battuto dall'ex Nicolussi Caviglia, da un nugolo di maglie sbuca la testa di Jay Idzes, che mette la sfera alle spalle di Di Gregorio, per un incredibile quanto insperato gol dell'1-2. La squadra di Di Francesco accarezza l'impresa, prima che un rigore di Vlahovic a tempo scaduto chiuda il match sul 2-2. Si tratta di un risultato importante per il Venezia, e a finire in copertina è proprio Idzes, primo indonesiano a segnare in Serie A.

La rete del difensore fa il giro del mondo, e soprattutto incendia gli appassionatissimi tifosi indonesiani, per i quali Idzes è già diventato Bang Jay, espressione che noi tradurremmo come "Fratello Jay", come spiegato dal calciatore stesso. Nonostante le poche presenze con la maglia dei Garuda, Idzes diventa velocemente un punto di riferimento della squadra, tanto da essere insignito della fascia di capitano, rispettato tanto per la sua leadership in campo quanto per essere l'unico dei convocati resistiti all'epurazione di Shin Tae-Yong, ex CT che ha recentemente fatto spazio a Patrick Kluivert.

Idzes Venezia
Con un duo come questo, perché l'Indonesia non dovrebbe sperare nella qualificazione al Mondiali?

Se in A Idzes è poco più che l'ultimo arrivato, in terra indonesiana è idolatrato dai tifosi: sfruttare la popolarità non gli interessa affatto, anzi. Proprio lui, con grandissima umiltà, è il primo a ringraziare il paese che lo ha accolto a braccia aperte. Ogni sua intervista è permeata di senso di appartenenza e di consapevolezza di quanto il calcio sia importante per gli indonesiani; la volontà di "restituire qualcosa alla sua terra" è un concetto cardine per Idzes.

Sono due gli eventi che innescano la sua definitiva maturazione, a livello tecnico ma anche, calcisticamente parlando, mentale. L'addio di Pohjanpalo priva il Venezia, oltre che del cannoniere principe, del suo capitano; Di Francesco non ha dubbi, e assegna la fascia a Idzes, la scelta migliore "per conoscenza, lingua, per il suo modo di essere leader", un capitano che "non punta il dito verso i compagni, ma li aiuta". L'altro scatto è l'infortunio al crociato di Svoboda, che priva il Venezia del suo perno centrale difensivo titolare e porta Jay a passare da braccetto, posizione in cui aveva palesato alcune difficoltà contro esterni o attaccanti più rapidi, a centrale della difesa a 3.

Nel cuore della retroguardia, Idzes funge da primo regista della manovra lagunare, risultando sia il calciatore con più passaggi effettuati per gara (40) che quello con la miglior percentuale di appoggi riusciti (87%). Soprattutto, la nuova posizione porta l'indonesiano a duellare costantemente contro i centravanti, duelli dai quali esce quasi sempre vincitore; fiore all'occhiello del suo campionato è la marcatura su Lukaku, cancellato dal campo in Venezia-Napoli con una prestazione da dominatore dell'area e dell'aria.

Lukaku non sarà più nel prime, ma il tempismo con cui Idzes ne anticipa ogni mossa è da grande difensore.

Parallelamente alla rincorsa a una salvezza ancora possibile, per quanto complicata, con la nazionale Idzes si gioca la possibilità di coronare il suo sogno: portare l'Indonesia alla fase finale della Coppa del Mondo. Nelle ultime due gare di qualificazione, l'Indonesia è stata schiantata dall'Australia con un sonoro 5-1, ma ha vinto per 1-0 la successiva gara contro il Bahrein; al Tim Garuda servono 4 punti nella doppia sfida con la Cina per avere la certezza di qualificarsi al 4° (o 3°) posto del Gruppo C e passare alla quarta fase, con 2 gironi da 3 che manderanno direttamente ai Mondiali le prime classificate.

"La nostra presenza ai Mondiali? Credo sia solo questione di tempo, e porteremo tantissima gioia a tutta la nazione. Secondo me ci basta una sola vittoria per cambiare il nostro destino, è importante restare uniti in questo momento, penso che sarà il più grande successo della mia vita". Il 5 e il 10 giugno, si giocano le partite che possono cambiare la storia calcistica dell'Indonesia: se Idzes ci arrivasse da capitano di un Venezia salvo? Con un leader del genere a suonare la carica, nessun traguardo è precluso.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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