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Lecce Roma
, 29 Marzo 2025

Lecce-Roma 0-1, Considerazioni Sparse


Dovbyk ancora mattatore: la Roma passa di misura a Lecce.

Settima vittoria consecutiva per la Roma e settima partita consecutiva senza trionfi per il Lecce. Ranieri è riuscito a curare la mancanza di cinismo di cui tanto si era rammaricato all’inizio del suo terzo mandato in giallorosso: dopo il rocambolesco pareggio di metà gennaio contro il Bologna, l'ex allenatore del Leicester aveva criticato i suoi, rei di non aver gestito a dovere l'iniziale situazione di vantaggio. Il terzo 1-0 consecutivo maturato al Via del Mare è un’inequivocabile segnale. Anche perché al Via del Mare la Roma, proprio come accaduto con Cagliari ed Empoli, non è padrona del campo per 90’. Anzi, soffre la compattezza di un ottimo Lecce: ai padroni di casa manca il gol, ma l’atteggiamento mette in affanno la Roma per lunghi tratti della partita, costringendola nel finale di gara a schierarsi con un prudente 5-4-1.

Il gol che decide la sfida ha un peso specifico non indifferente. Artem Dovbyk, come nella sfida contro il Cagliari, fatica per tutta la partita. Soffre la marcatura arcigna di Gaspar e Baschirotto, è impreciso spalle alla porta e spesso non si intende con i compagni. Eppure all’ucraino basta un episodio per sbloccare la gara: la testardaggine con cui si libera della marcatura di Baschirotto a 10’ dalla fine dimostra la bontà della scelta di Ranieri di non sostituirlo. Una scelta in contrasto con la partita d’andata, quando all’Olimpico il tridente leggero composto da El Shaarawy, Dybala e Saelemaekers aveva creato più di qualche grattacapo alla retroguardia leccese.

Le scelte tattiche degli allenatori danno vita a una sfida aperta. Il Lecce, attendista ma non rinunciatario, si affida alla velocità degli interpreti e punge con ripartenze velenose. La Roma tenta, anche se non sempre con successo, di accerchiare la difesa avversaria portando quattro uomini (i due esterni e i due trequartisti) sulla linea di Dovbyk. A tale scopo accetta anche di concedere la parità numerica in difesa: Angeliño e Saelemaekers in pressing alto costringono infatti i tre difensori a fronteggiare il tridente offensivo avversario con marcature a uomo. Krstovic, in particolare, cerca l’uno contro uno diretto con Hummels, che lo argina a dovere. Pierotti avrebbe il compito di seguire Angeliño in fase difensiva: l’argentino, talvolta, sbaglia la lettura, come all’8’ quando lo spagnolo Angeliño raccoglie nell'area avversaria un rilancio di Svilar. Il mancato ripiego dell’argentino provoca un cortocircuito nel sistema difensivo leccese: Falcone e Guilbert si scontrano ma Angeliño mette fuori a porta praticamente sguarnita. Con il passare dei minuti il 50 del Lecce prende le misure e riesce a imporsi dominando il duello fisico e atletico. Proprio da una palla recuperata nella metà campo difensiva riesce a dare il la al contropiede che manda in porta Karlsson, impreciso davanti a Svilar.

Alla Roma manca anche un po’ di fluidità a centrocampo e sulla trequarti. Soulé è frenetico e Manu Konè è visibilmente calato da inizio stagione. Al 21’ il francese intercetta un passaggio suicida di Falcone, ma sbaglia clamorosamente solo davanti al portiere. Diventerebbero allora fondamentali i due braccetti per creare superiorità e sopperire alla serata negativa della trequarti centrocampo. Nel 3-4-2-1 asimmetrico di Ranieri a Mancini viene concessa maggiore libertà, ma le scorribande dell’ex Atalanta sono meno pungenti del solito. Anche perché le squadre, dopo un’ora di gioco, sono già piuttosto lunghe e gli ingressi di due esterni freschi come N'dri e Banda suggerisce maggiore prudenza.

A otto partite dal termine del campionato il Lecce si trova a gestire il vantaggio risicato di 2 punti sulla terzultima. Dal suo arrivo Giampaolo non è riuscito a limare tutti i difetti della squadra: rimangono in particolare le difficoltà in in zona offensiva. Con 21 gol il Lecce è il peggior attacco del campionato e Krstovic sta reggendo da solo il reparto: sono 10 i gol messi a segno del montenegrino. Emblematica a tal proposito la rete sfiorata grazie a un tentativo da centrocampo, l'attaccante, nel secondo tempo, ha provato a costruirsi in solitaria la palla gol che la squadra non è stata in grado di fornirgli. Nonostante le difficoltà negli ultimi metri non mancano le buone notizie. Kialonda Gaspar, al rientro da titolare dopo l’infortunio riportato proprio nella partita d’andata, è parso in grande forma e sarà un valore aggiunto per la volata finale. Tra le note positive anche la tenuta del centrocampo e la già citata prestazione di Pierotti.

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  • Nato nel 2002, studia giornalismo a Torino e ha un debole per i difensori arcigni, Nicolas Burdisso e Boštjan Cesar su tutti.

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