
Come sta andando la Bundesliga?
Un torneo aperto, ma con alcune gerarchie definite: Bayern Monaco e Bayer si giocheranno il titolo.
Meisterschale, un titolo per due
In corsa per conquistare la Bundesliga 2024/25 sono rimasti solo due club: Bayern Monaco e Bayer Leverkusen. I bavaresi, dopo un dimenticabilissimo 2023/24, hanno disputato un torneo sempre di testa. La formazione di Vincent Kompany, arrivato dopo i "no", tra gli altri, di Ralf Rangnick, ha mostrato coesione e carattere. Il resto l'ha fatto la qualità dei singoli - Jamal Musiala e Harry Kane su tutti - e la rinnovata tranquillità a livello societario, con Max Eberl finalmente padrone dell'area tecnica.
Prima della pausa i bavaresi hanno rallentato con 1 punto in 2 partite tra Bochum e Union Berlin: un momento opaco, a cavallo del derby di Champions League, che ha consentito a Bayer Leverkusen di portarsi fino a -6 dalla vetta.
La squadra di Xabi Alonso ha vissuto una Bundesliga di alto livello ma con qualche pausa di troppo. Le "Aspirine" hanno perso punti lungo il percorso ma soprattutto hanno smarrito quella forza mentale che l'anno scorso gli aveva permesso di arrivare in fondo a tutte le competizioni (Bundesliga, Europa League, DFB Pokal) e di dominare gli scontri diretti.
L'eliminazione dalla Champions League proprio per mano del Bayern potrebbe dare la possibilità di recuperare lo svantaggio sui bavaresi, con cui però il Bayer ha già giocato sia all'andata che al ritorno (due pareggi). Lo dovrà fare temporaneamente senza Florian Wirtz, l'uomo che con Patrick Schick ha trascinato il Bayer in Bundesliga, infortunatosi con il Werder Brema.
Europa, tutto aperto
Se la corsa al titolo ha protagonisti e ruoli definiti, quella all'Europa, dalla Champions League alla Conference è in continua evoluzione. Tra le due terze, Mainz e Eintracht Francoforte e la 10° (Stoccarda) ci sono infatti solo 8 punti. In questa situazione fluida, la squadra che sta meglio è l’ex club di Klopp e Tuchel. 4 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 5 partite per il Mainz, e soprattutto un collettivo che gira a meraviglia. Gran parte del merito è di Bo Henriksen, alla prima stagione da mister in Bundes dopo le esperienze in Danimarca e a Zurigo: le convocazioni per la doppia sfida all'Italia di Nations League per Nadiem Amiri e capitan Burkardt sono l'ultima attestazione in ordine di tempo.
L’Eintracht Frankfurt ha disputato fino ad ora un ottimo torneo, ma nell’ultimo mese ha faticato molto; il Friburgo è il solito miracolo di pianificazione calcistica, costruito all’insegna della continuità nel primo anno di panchina per Julian Schuster, dopo la fine dell’era Streich. In mezzo a queste c’è l'RB Leipzig, la più grande delusione della stagione dopo il Borussia Dortmund. A Lipsia si avrebbe il potenziale per lottare, oltre che per la Champions League, addirittura per qualcosa di più: fra infortuni, scelte non sempre azzeccate di Marco Rose e un po’ di sfortuna, i Tori Rossi sono comunque in corsa per la Champions League.
Per l’Europa torna a correre anche il Borussia Mönchengladbach. La formazione di Gerardo Seoane, dopo aver resistito a qualche turbolenza iniziale ha trovato stabilità, anche grazie ai gol di Tim Kleindienst, alla prima stagione in un club di media Bundesliga. Da dietro, attenzione all’Augsburg di Jess Thorup, avversario ostico per tutti, e al Wolfsburg: Ralph Hasenhüttl ha ricostruito una squadra che rischiava di retrocedere dandogli stabilità difensiva e flessibilità tattica.
Chi scende in Zweite Bundesliga?
In fondo alla classifica, come in testa, i protagonisti sono definiti. Le maggior indiziate a scendere sono Holstein Kiel, Heidenheim e Bochum. I debuttanti in Bundesliga sembrano quelli con meno mezzi tecnici per salvarsi; la formazione di Frank Schmidt è sembrata svuotata di energie fisiche e mentali dall'avventura europea in Conference League; il Bochum, dato per spacciato più di una volta, ha dimostrato di essere vivo, prendendo 6 punti a Borussia Dortmund e Bayern Monaco e candidandosi a possibile squadre che giocherà il Relegationsspiel (spareggio con la terza della Zweite Bundesliga).
Davanti a queste ci sono St.Pauli, Hoffenheim e Union Berlino, a distanza di sicurezza. Gli Unioner e il club di Amburgo sono sembrate più in difficoltà, rispetto all'Hoffenheim: i biancoblu hanno una rosa superiore, protetta trai pali da Oliver Baumann e gestita da qualche mese da mister Ilzer.
Mainz, miracolo sul Reno; BVB, un disastro nella Ruhr
I biancorossi a febbraio 2024 avevano un piede in Zweite Bundesliga. La dirigenza del club, diretta da Christian Heidel, ha scelto di cambiare allenatore chiamando Bo Henriksen, danese, tecnico dello Zurigo. Una scommessa vinta ampiamente, come era stata in passato con Jürgen Klopp e Thomas Tuchel. Dopo la salvezza, l'allenatore di Roskilde ha costruito una squadra solida, riuscendo a valorizzare talenti come Nadiem Amiri e far fiorire giovani come Jonathan Burkardt, tornato dopo i guai fisici. Il sogno è l'Europa, il capolavoro sarebbe la Champions.
In negativo, la sorpresa è il Borussia Dortmund. I gialloneri sono a metà classifica, hanno cambiato allenatore (Niko Kovac per Nuri Sahin) ma non è ancora arrivata la sterzata in Bundesliga. Nonostante la rosa di ottimo livello e una campagna acquisti ambiziosa (Beier, Gross, Anton e Guirassy) la squadra non ha identità, ha molte difficoltà nella gestione delle partite e soprattutto mancano i leader dopo la partenza di Hummels e Reus. La serie di gare a eliminazione della Champions, più "aleatorio", sta invece mettendo in mostra tutti i talenti gialloneri.
Giovani, ma non solo
I primi due terzi di campionato hanno rivelato alcuni giocatori e allenatori interessanti. In panchina, oltre a Henriksen, menzione per Jess Thorup, anch'egli danese. Da quando è arrivato ad Augusta, ha dato stabilità a squadra e ambiente: nel 2024/2025 ha costruito una formazione che fa dell'organizzazione difensiva uno dei suoi cardini, con il portiere Finn Dahmen chiamato come riserva nella Nazionale tedesca.
In campo una rivelazione è stata Tim Kleindienst: i gol li ha sempre fatti, ma a Mönchengladbach si è portato per larghi tratti la squadra sulle spalle. In rampa di lancio invece Can Uzun, 2005, nato in Germania ma di nazionalità turca. A Francoforte, insieme a Hugo Ekitike, non vuole far rimpiangere Marmoush. Tra i pali occhio a Jonas Urbig, possibile portiere titolare del Bayern Monaco del futuro e Robin Zentner, numero 1 del Mainz, dove gioca anche Kaishu Sano, equilibratore della squadra e vera rivelazione tra i centrocampisti del campionato.
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