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Milano-Sanremo
, 22 Marzo 2025

Milano-Sanremo 2025, Considerazioni Sparse


Mathieu van der Poel, Filippo Ganna e Tadej Pogačar hanno riscritto la storia della Classicissima.

Ha vinto, di nuovo, e ha vinto nel modo che gli riesce meglio, con una volata secca fino al traguardo, lanciata da lontano, a 300 metri. Mathieu van der Poel si è imposto su Filippo Ganna e Tadej Pogačar alla Milano-Sanremo 2025 e anche l’imperatore si è emozionato, mentre capiva di aver vinto sull’iconico rettilineo di via Roma. Sono passati solo due anni dalla sua ultima vittoria della Classicissima e solo uno dalla vittoria del suo compagno di squadra, Jasper Philipsen. Vada come vada, in questi anni la Milano-Sanremo resta sempre in casa Alpecin-Deceuninck. Fresco di Tirreno-Adriatico – che è stata, probabilmente, terreno di caccia ideale per preparare la vittoria a Sanremo –, van der Poel ha fatto una gara perfetta: la squadra davanti a tirare per una buona percentuale dei 288 chilometri di percorso, il campione olandese si è fatto trovare pronto agli attacchi di Pogačar, prima sulla Cipressa e poi sul Poggio, senza mai perdere un metro o dare segni di cedimento. Ha provato anche ad attaccare, là dove aveva trovato la vittoria nel 2023, nei metri finali del Poggio, ma non è andata: allora, ha rimandato tutto a Via Roma, dove non ha avuto rivali.

Tadej Pogačar ci ha provato e si può solo immaginare cosa stia pensando lo sloveno di Komenda all’ennesima partecipazione alla Milano-Sanremo senza vittoria da portare a casa. A lui, sicuramente, importa e non c’è dubbio che tornerà ad allenarsi a ripetizione sulle salitelle della costa ligure, come già ha fatto quest’anno, tra una focaccia e una ricognizione del percorso. A noi, forse, importa un po’ meno, che quando Pogačar è in gara lo spettacolo è sempre assicurato. A tutti e tutte quelli che si sono chiesti, per giorni, quale sarebbe stato il piano della UAE Team Emirates XRG, dove avrebbe provato ad attaccare il Campione del mondo, Tadej ha risposto sulla Cipressa dove, risalendo da dietro, a causa di un posizionamento non perfetto all’attacco della salita, è scattato dopo l’intenso lavoro dei fidati Wellens e Narváez. Ci ha provato, ancora e ancora, a togliersi di ruota Mathieu van der Poel, scattando addirittura otto volte: per un attimo, è sembrato che ce l’avesse fatta, ma con il corridore della Alpecin in queste condizioni era difficile. E per lui che, come ha detto, preferirebbe che il Poggio fosse di 5 km al 10% di pendenza media, questa Monumento continua a essere la sfida, l’impresa, la meta. Di sicuro, ci riproverà; probabilmente, sarà di nuovo spettacolo.  

Il secondo posto se lo è guadagnato un favoloso Filippo Ganna, che dava ottimi segnali di forma da diverso tempo, ormai, soprattutto con l’altro grande secondo posto alla Tirreno-Adriatico di settimana scorsa e l’ottima tenuta in salita. Oggi, che poteva contare su una Ineos tutta per lui, Top Ganna ha fatto il suo dovere: rimasto con Pogačar e van der Poel al primo attacco dello sloveno, ha perso qualche metro in salita, ma è sempre tornato sulla scia dei due davanti, dimostrando di avere non solo grandi gambe, ma anche un’ottima lucidità per scegliere di non strafare e rischiare di saltare. Lucidità che è riapparsa quando, dopo aver nuovamente perso terreno sul Poggio, non ha perso fiducia: ha fatto un’ottima discesa, fino a rientrare su van der Poel e Pogačar proprio nelle fasi finali di corsa, in quell’ultimo chilometro che sembra, sempre, durare all’infinito. Alla fine, anche lui ha dovuto cedere di fronte alla perfetta conclusione del corridore olandese, che raramente sbaglia nelle Monumento. Ma non importa, perché questo è un gran risultato, soprattutto per i futuri obiettivi e Filippo Ganna può e deve esserne fiero.

https://www.youtube.com/watch?v=4tPE7ZlQtMM

In lontananza si iniziava a intravedere l’imbocco della Cipressa, quando Martin Marcellusi si guardava per l’ultima volta alle spalle e vedeva il gruppo arrivare di gran carriera, pronto a lottare per il posizionamento all’inizio della salita. Alla fine, il corridore della VF Group-Bardiani CSF-Faizanè è riuscito a inaugurare la salita decisiva per primo, prima di essere inghiottito nella pancia del gruppo ed è bello che ce l’abbia fatto, perché, anche se non è certo una soddisfazione paragonabile a quella di una vittoria, sono pochi i premi per la fatica di chi va in fuga e questo, in fondo, è uno di quelli. Martin Marcellusi è uno di quei corridori che partono nelle prime fasi, che spendono ogni energia possibile in uno sforzo che non verrà premiato, ma che continuano, gara dopo gara, a fare, generosamente. Se è vero che ci vuole coraggio per vincere, ce ne vuole un bel po’ anche a sfidare il vento, buttando il cuore oltre l’ostacolo.

Si può forse dire che la quinta protagonista di questa Milano-Sanremo 2025 sia stata proprio la Cipressa, la salita su cui dal 1990 di Gianni Bugno non si decideva il finale della Classicissima, la salita che è stata fatta, per la prima volta, a meno di nove minuti, 08:50 per l’esattezza. È qui che, infatti, la corsa si è accesa ed è anche qui che tutti gli altri favoriti, oltre ai tre che se ne sono andati insieme, sono rimasti indietro e hanno perso la possibilità di giocarsi la vittoria. Mads Pedersen e Michael Matthews, tra gli altri: non hanno potuto fare molto, che sia stata una giornata no oppure semplicemente uno sforzo troppo grande quello imposto dal Campione del mondo, e si sono giocati gli altri piazzamenti della top 10, arrivando settimo e quarto, rispettivamente, all’arrivo. La Milano-Sanremo è, da sempre, la corsa con il finale più imprevedibile e aperto della stagione: si gioca, spesso, sul Poggio, a volte in volata, qualche volta pure nella discesa finale, prima dell’arrivo di via Roma. Oggi si è aperta sulla Cipressa, ma le regole della Classicissima si sono imposte comunque: il finale di questa corsa richiede brividi, adrenalina e assoluta impossibilità di decretare il vincitore, fino alla fine. L’emozione di Mathieu van der Poel sul traguardo lo racconta, per la 116° volta.

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