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floorball
, 18 Marzo 2025

Che cos'è il floorball


La nostra esplorazione dello sport svedese prosegue con il floorball, una versione "a secco" dell'hockey su ghiaccio

Se scendete alla fermata di Arninge Station, nella cittadina di Täby, periferia nord di Stoccolma, sulla linea 27 della Roslagsbanan, potreste essere perdonati se vi sembrasse di essere stati catapultati negli Stati Uniti. Da un lato della ferrovia c’è il niente, inteso come la totale assenza di produzioni antropiche. Dall’altro lato c’è il niente di grado esattamente opposto: un mare infinito di parcheggi che conducono a giganteschi capannoni adibiti ad esercizi commerciali, quel tipo di urbanistica tanto popolare oltreoceano dopo il boom delle automobili negli anni ’40 e invecchiato talmente male da dare l’idea che anche nell’universo parallelo di Cars, in cui le automobili sono senzienti, un mondo disegnato così apparirebbe tremendamente stupido.

Ma se solo camminate un po’ più a lungo in questa landa desolata di parcheggi, spingendovi oltre la boscaglia troverete qualcosa di molto più interessante: un nuovo quartiere residenziale di recente costruzione, già abitato e vivo ma con un chiaro bisogno di nuove costruzioni nei dintorni che smettano di farlo sembrare solo un’isola felice nel mare di pericolose e inefficienti stroads. Centro focale di questo quartiere è una palestra multiuso, moderna e con una piccola tribuna che lascia intendere come questo non sia solo un luogo di svago per la comunità locale, ma quantomeno anche la sede di un qualche tipo di evento sportivo.

In effetti, dentro la Hägerneholmshallen qualcosa di particolare succede. La piccola arena è casa del Täby FC, squadra del massimo campionato svedese di floorball. Ma che cos’è esattamente il floorball? In svedese il termine per il floorball è innebandy, ovvero bandy (sport che abbiamo raccontato in questo articolo) indoor. Il termine però sembra in realtà abbastanza inadatto. Il bandy di per sé è un hockey su ghiaccio all’aperto – anche se il bandy è più vecchio come sport – e semmai il paragone più corretto per il floorball sarebbe un hockey su ghiaccio senza ghiaccio. In fin dei conti le dimensioni del campo sono ridotte come nell’hockey, la forma del terreno di gioco ovaleggiante anziché rettangolare, e nel floorball è possibile, come nell’hockey ma non nel bandy, tenere la pallina in gioco nell’area dietro le porte, che a loro volta sono piccole come nell’hockey.

A dare maggior forza a questo paragone c’è la diffusione dello sport perché, se è vero che la Svezia è la nazione più forte tanto nel bandy quanto nel floorball – dove ha vinto undici mondiali di cui nove consecutivi al femminile e dieci al maschile, risultando la più titolata in entrambi i casi – è anche vero che le altre nazioni leader, oltre alla Finlandia, che pure condivide l’interesse per il bandy, sono Cechia e Svizzera – sono i club più forti di queste quattro nazioni che ogni anno si giocano la Champions Cup maschile e femminile – nazioni appassionate di hockey su ghiaccio ma del tutto inesistenti nel bandy.

Insomma, a dispetto delle stranezze linguistiche che vi possano applicare gli svedesi, comunque strane per uno sport che esiste da soli settant’anni e che ha un nome in inglese che tanti paesi non nell’anglosfera hanno mantenuto, ha più senso codificare il floorball come una versione dell’hockey su ghiaccio che al ghiaccio sostituisce il linoleum di una palestra.

Con un golden goal, la Finlandia vince il titolo di campione mondiale nel 2024 in casa della superfavorita Svezia

Però forse qui già incontriamo un problema concettuale abbastanza grosso. Perché il floorball è un hockey senza ghiaccio e senza erba giocato al coperto in palestre e arene convertibili a sport come pallamano, pallacanestro e pallavolo. Ma non è l’unico gioco di questo tipo. L’hockey, come la settimana enigmistica, vanta innumerevoli tentativi di imitazione. Che cosa differenzia il floorball, per esempio, dall’inline hockey, oltre al fatto che questo pare essere l’imitazione più puntuale della versione su ghiaccio, tanto negli indumenti quanto nel fondo che cerca di imitare anche nel colore il ghiaccio, o dal roller hockey, che noi conosciamo come hockey su pista, oltre al fatto che le principali potenze dello sport – Italia, Spagna, Portogallo – non hanno una tradizione altamente specializzata sul ghiaccio?

La prima, gigantesca differenza riguarda il fatto che, se nell’inline hockey si usano pattini con quattro rotelle disposte su un’unica fila e nell’hockey su pista si utilizzano pattini con ruote disposte su due file da due, nel floorball, semplicemente, i pattini non ci sono. Si corre, come nell’hockey su prato, non si scivola. L’altra differenza notevole riguarda i materiali. La mazza del floorball è in plastica, leggerissima, moderatamente incurvata e, soprattutto, piena di fori, con una conformazione che riesco solo a descrivere come se qualcuno avesse preso il gazometro di Ostiense e lo avesse srotolato.

floorball gazometro
Il gazometro di Ostiense

La pallina, anch’essa in plastica è altrettanto leggera, anche perché al suo interno è cava, come si può notare grazie ai tanti buchi circolari che la caratterizzano. Quando la pallina viene colpita – e a dispetto dell’incurvatura, è possibile farlo con entrambi i lati della mazza – risulta per certi versi simile al volano del badminton: l’accelerazione è spaventosa, ma altrettanto impressionante è la velocità d’arresto, il rumore secco di una busta schiacciata con cui termina il suo percorso, il rimbalzo stanco con cui si poggia a terra. Come è facile immaginare, tanto la pallina quanto la mazza sono oggetti relativamente poco costosi, con un grado di complicazione tecnologica non eccezionale: ciò che usano le professioniste del Täby e le loro rivali del Telge SIBK che sono andato a vedere alla Hägerneholmshallen non è particolarmente diverso da quello che potrebbe utilizzare un qualsiasi appassionato a livello amatoriale.

L’assenza di differenza in mezzi tra professionisti e dilettanti è visibile anche solo girando per strada. È estremamente comune camminare per Stoccolma e vedere persone in tuta che si portano dietro la loro mazza da floorball. Non comune nel senso che capiti spesso, o sempre, ma nel senso che è tanto facile vedere in giro persone che camminano con mazze da floorball che persone che si portano dietro mazze da hockey su ghiaccio, palloni da calcio, racchette da tennis o sci da fondo, tutte discipline che, anche nei paesi più appassionati alla disciplina, rappresentano eventi sportivi molto più grandi. È facile capirne la popolarità a livello di pratica di base: il floorball è una versione meno costosa dello sport nazionale o un qualcosa che ci va molto vicino, una partita si può improvvisare in qualsiasi luogo, non servono particolari strutture.

The reason why I went to a desolate sea of parking with only a Costco as main attraction is because near that it’s the home arena of Täby, a club in the top tier of Swedish floorball. But what exactly is floorball? Well it’s one of the many attempts to make ice hockey without the ice

Alessandro Acquistapace (@acquistapace.bsky.social) 2025-03-04T21:10:42.582Z
Alcune fasi di gioco di Täby-Telge, terz’ultima giornata della stagione regolare di Swedish Super League

Anche solo guardando una partita professionistica di quello che è il miglior campionato del mondo nella nazione più forte nella disciplina, non si può non notare quanto possa essere semplice, anche economicamente, mettere in piedi una partita. Le scarpe delle giocatrici sono normali scarpe da ginnastica, le divise non hanno niente che le possa distinguere dalle divise di innumerevoli altri sport. Sono andato su un sito specializzato per controllare quanto possano costare porte e barriere di alto livello, e i prodotti più costosi per un campo regolamentare verrebbero a costare meno di due porte da calcio di qualità decente.

Questo potrebbe anche dirci della difficoltà della disciplina a stabilirsi come un evento sportivo da seguire – non si spende nella ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali per uno sport che non vende – ma forse ci dice qualcosa sul fatto che per certi sport, e per il floorball in primis, l’aspetto della pratica di base è non solo un motore senza cui è impossibile sostenere ciò che sta al di sopra, ma anche il contesto privilegiato in cui la particolarità di quegli sport risaltano maggiormente. Il paragone più facile, per chi viene dall’Italia, è il calcetto, un qualcosa che viene molto più giocato che guardato.

Il floorball in effetti ricorda il calcetto per qualcosa più che semplicemente il suo ruolo all’interno del contesto culturale svedese. Per chi come me è cresciuto praticando il calcetto e venendo assillato da allenatori ossessionati dal far giocare le proprie squadre the right way, vedere una normale fase di impostazione in una partita di floorball potrebbe far risalire in mente l’odore del napalm al mattino in plasticosi campi di periferia con indosso divise della Legea. Anche se i giocatori di movimento sono cinque e non quattro, la costruzione è simile: i vertici bassi, a due o a tre, tengono il possesso contro una difesa schierata fino a che con un movimento da pivot una delle due giocatrici offensive non si presenta tra le linee a ricevere il pallone e a servire la sovrapposizione accorrente sulle fasce. È così che il Täby trova il gol del 2-0 dopo che un pallone messo in mezzo all’area piccola viene deviato in rete a porta spalancata.

D’altronde, l’incontro si apre con il controllo delle padrone di casa, incoraggiate nell’imporre il loro dominio alla partita dalla classifica, che vede il Telge ultimo, con una sola vittoria in stagione su ventidue partite e il Täby abbondantemente in zona playoff, al quinto posto, già qualificato con più di venti punti di vantaggio alla fase decisiva per l’assegnazione del titolo. Il primo tempo, o comunque la prima parte della prima frazione – come nell’hockey su ghiaccio, qua si giocano tre periodi da venti minuti ciascuno, e sudden death overtime in caso di parità. Il Täby sembra la squadra superiore, bombarda la porta del Telge di tiri, anche se poi qualcosa, all’improvviso, si rompe. Sul 3-1 il Telge inizia una rimonta all’interno della stessa prima frazione, che si conclude sul risultato di 3-3.

Proprio il gol del pareggio ci racconta di quella che è una caratteristica chiave del floorball: non solo sembra essere uno sport ad alto rischio di infortuni traumatici, dal momento che le giocatrici sono costrette a continui arresti improvvisi, cambi di ritmo e di direzione, cose che con dei pattini si fanno più facilmente o comunque senza sforzare troppo le giunture, ma i contatti sono tanti, violenti non meno che nell’hockey e il metro arbitrale talmente permissivo, che non solo il Telge può permettersi di segnare il 3-3 con una giocatrice del Täby a terra, ma di farlo anche mentre la sezione di barriere dietro la porta è stata abbondantemente spostata fuori dai presunti limiti del campo.

The home team managed to win in sudden death, but Telge, who is currently last in the league with only one win through the season, put up one hell of a fight. Here’s them scoring ten seconds after the start of the second period to go up 4-3. They got really close to pulling this off

Alessandro Acquistapace (@acquistapace.bsky.social) 2025-03-04T21:10:42.583Z
In apertura di seconda frazione, il Telge sciocca le proprie avversarie con un immediato gol del vantaggio

L’inizio della seconda frazione è altrettanto difficile da digerire per il Täby. Con una bellissima azione partendo da dietro la propria porta, il Telge si porta per la prima volta in vantaggio. La rete, oltre a causare un grande effetto sorpresa, sembra quasi avere un effetto narcolettico sull’intera partita. Quella rete, arrivata dopo quindici secondi di gioco, sarà anche l’unica dell’intera frazione. Il tempo scorre veloce, i tiri sono pochi – per gli standard di uno sport in cui comunque si tira tantissimo – e mai veramente pericolosi. Se gli spettatori avessero altre cose più pressanti nella loro vita a cui pensare, sarebbe molto facile per loro scivolare all’interno della propria mente e dimenticarsi che l’obiettivo di guardare un evento sportivo è, almeno in parte, anche svagarsi.

La ripresa inizia piano, e quando si accende è perché il Täby, alla ricerca del pareggio deve sbilanciarsi e concede un contropiede con cui le ospiti vanno in vantaggio per 5-3. Il Täby è in una situazione critica, anche perché a metà ripresa concede due minuti di inferiorità numerica per la sospensione di De Gysser, già di suo uno dei perni difensivi della squadra con la sua superiorità atletica e il suo stile di gioco rude. Il Täby è costretto a difendersi con un castello quadrato dal perimetro poco più grande dell’area piccola. Eppure, è proprio qui che la partita cambia.

Isabel Balzano, di probabili origini italiane dal momento che dopo i suoi gol suonano i Ricchi e Poveri, riesce a recuperare un pallone sporco e viene lanciata in contropiede. Si riaccende la luce tra le padrone di casa che, una volta riguadagnata la parità numerica, possono lanciarsi in attacco. Il Telge, forse stancato dall’intensità della partita e dal dover difendere un vantaggio a cui non sono abituate, inizia a pasticciare in difesa sotto le forti pressioni delle padrone di casa. Sembra quasi un quarto d’ora granata fatto da giocatrici in maglia bianca. De Gysser, tornata dopo aver concesso il power play, segna la rete del pareggio e neanche un minuto dopo la capitana Caroline Rosenberg trova il 6-5.

Mancano cinque minuti alla fine dell’incontro. Al Telge serve, perlomeno, un’iniezione di energia. Nell’hockey e quindi negli sport affini – ma se per questo anche nella pallamano e nel calcetto – questo getto rigeneratore può essere fornito dal lasciare la porta sguarnita sostituendo a chi sta in porta un altro elemento di movimento. I rischi sono tanti ed evidenti, ma allo stesso tempo la situazione di svantaggio li fa valutare come tutto sommato accettabili. E non sai mai in che modo questa strategia possa tornarti utile. Quando mancano quarantacinque secondi alla fine, il Täby riconquista il possesso dopo un fallo del Telge.

L’idea delle padrone di casa è batterlo velocemente per sfruttare la porta vuota tirando da lontanissimo. Il piano è talmente convincente che, quando la pallina lascia la mazza della giocatrice del Täby, anche il cameraman casca del tutto all’illusione del gol. Se rivedete gli highlights della partita, potete notare come subito dopo il tiro l’inquadratura si sposti velocemente nella metà campo del Telge, quasi del tutto vuota. Non solo mancano le giocatrici di entrambe le squadre, ancora reduci dall’attacco ad oltranza del Telge. Non solo manca la portiera, ma in effetti manca anche la pallina, e la rete non si gonfia.

Gli highlights della partita

Probabilmente per la densità di corpi racchiusi in una sola metà campo, la pallina del Täby non è riuscita a navigare per una selva di gambe e si è incagliata. Purtroppo per le padrone di casa vicino alla mazza di una giocatrice del Telge, che riesce a pareggiare. Sarà overtime. Il Täby rischia pesantemente anche nella sezione extra di partita, concedendo almeno due contropiedi pericolosi. Quando però sembra sul punto di concedere il terzo, c’è un’incomprensione: la pallina passa dietro la persona che avrebbe dovuto raccoglierla e rimbalza sulla barriera, il Täby può provare a concludere: De Gysser recupera la pallina, ci pensa poco, finge di guardare verso Balzano ma poi improvvisamente modifica l’angolatura dello sguardo, mira l’angolino e prima che la portiera possa rendersi conto di essere stata ingannata da un paio di occhi, l’incrocio dei pali è già stato gonfiato. 6-5. Game over.

Alla fine della partita, l’atmosfera all’interno dell’arena non farebbe pensare che si sia appena disputato un evento sportivo professionistico trasmesso in televisione, se non fosse che una fila di bambini sta aspettando ordinatamente il proprio turno per farsi firmare degli autografi da Isabel Balzano, premiata come miglior giocatrice della partita. Per il resto, le giocatrici sono sparse per il campo a chiacchierare, molte con la loro famiglia, altre con le proprie avversarie. Una giocatrice sale in tribuna per andare a prendere un libro dalla borsa di una spettatrice sua conoscente e lo porta nello spogliatoio.

Il campo, nel senso di porte e barriere, viene smantellato nel giro di cinque minuti. Guardando al soffitto della palestra, si possono notare i canestri e gli anelli da ginnastica artistica che aspettano solo il loro tempo di ritornare in scena, certo non prima del giorno successivo. I dintorni della Hägerneholmshallen sono silenziosi. Si muovono solo le macchine – che però sono quasi tutte elettriche, e quindi particolarmente silenziose – di persone uscite in tuta e con la borsa piena.

Molte di loro sono atlete, altri sono genitori delle bambine che in uno dei due intervalli hanno giocato una partitella a metà campo. È l’unica cosa che si nota. Sembra quasi di trovarsi negli esterni degli stadi con la grafica in 3D granulosa di Football Manager, aspetti solo di capire dove smettano i pixel e si cada in un buio vuoto. Perlomeno, ad Arninge Station, la Roslagsbanan ha ancora un treno da far passare per la giornata.


  • Nasce nel 1999 in onore della canzone di Charli XCX e Troye Sivan. Nella sua mente ha scritto un libro su Chris Wondolowski, ma in verità usa quel tempo ascoltando Carly Rae Jepsen e soffrendo dietro a Green Bay Packers e Seattle Mariners

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