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Paris Saint-Germain
, 17 Marzo 2025

Il Paris Saint-Germain è una squadra, finalmente


La rimonta ad Anfield e l’abbandono delle “figurine”: quello del 2024/25 è un nuovo, bellissimo Paris Saint-Germain.

Che cosa succede se la prima testa di serie della "nuova" Champions League affronta la rosa più giovane tra quelle qualificate agli ottavi di finale? Liverpool-Paris Saint-Germain era questo. I Reds arrivavano a questa doppia sfida con la certezza di essere una delle favorite al titolo: in testa in Premier League, primi nel girone unico della massima competizione europea, una finale di Carabao Cup da giocare dopo pochi giorni il ritorno di Anfield. Il Liverpool di Arne Slot è stato tutt’altro che un’incognita, ma una solida realtà sin dalle prime battute. Nel doppio scontro contro il Paris Saint-Germain, i Reds partivano favoriti, considerate anche la difficoltà che i francesi hanno fatto per arrivarci.

Per qualche minuto, in quel freddo 22 gennaio, i parigini erano fuori dalle 24 squadre che si sarebbero giocate la fase a eliminazione diretta della Champions League. Il PSG era alla ricerca disperata di un posto per giocarsi quantomeno i playoff. Il Paris Saint-Germain aveva perso troppi punti perdendo con Bayern Monaco, Arsenal, Atlético Madrid e pareggiando in casa contro il PSV. Dopo 6 giornate si trovava con soli 7 punti in classifica, e al Parc des Princes arriva un Manchester City in piena crisi d’identità. Una gara da dentro o fuori.

A inizio ripresa i Cityzens trovano il vantaggio con Haaland e raddoppiano con Grealish, ma quando tutto sembra perduto il PSG reagisce. E lo fa da grande squadra. La differenza tra questo Paris Saint-Germain e quello degli anni passati risiede tutta qui: i parigini non sono più la squadra che assembla fuoriclasse fatti e finiti, o sul viale del tramonto, pensando che tanti galli in un pollaio possano essere una buona idea. Il PSG ha abbracciato la strada di un progetto serio.

Si è affidato a due fuoriclasse del settore per farlo, ha scelto di creare un gruppo forte, coeso e senza personalità troppo forti da minare la serenità di esso. L’addio di Kylian Mbappe è stato solo che positivo per il Paris Saint-Germain per essere chiari. Il percorso giusto è quello intrapreso da una stagione e mezza: fiducia e potere a Luis Campos e Luis Enrique.

A farne le spese è stato (anche) il Liverpool. L’andata a Parigi era terminata 1-0 per i Reds, ma il PSG aveva un conto aperto con la sfortuna: non meritava di perdere, nemmeno di pareggiare. Ad Anfield serviva un miracolo, un’altra rimonta. E, come nelle favole più belle, è arrivata. La rete di Dembelé nei regolamentari ha permesso ai parigini di portare la gara prima ai supplementari e poi ai tiri di rigore, dove è salito in cattedra Donnarumma: due le parate decisive per Gigio, prima su Núñez e poi su Curtis Jones. Il penalty decisivo tirato da Desiré Doué descrive alla perfezione il nuovo corso del Paris Saint-Germain: spazio e fiducia ai giovani.

Il PSG era la rosa con l’età media più bassa tra le 16 qualificate agli ottavi. Beraldo, Barcola, Kvaratskhelia, Doué, Joao Neves, Willian Pacho: come potere d’acquisto i parigini continuano a essere tra quelli che si possono permettere di più, ma è da elogiare la voglia di cambiare, l’intenzione di creare una nuova cultura. Luis Enrique, dal canto suo, è l’uomo giusto. Sembra che voglia creare una specie di “modello” Barcellona. Per ovvi motivi La Masía non è replicabile, ma l’intenzione è quella: giovani di talento con una gran tecnica che amano trattare il pallone e mantenerne il possesso.

La chiave del PSG: i centrocampisti

Il centrocampo è il fulcro del Paris Saint-Germain di Luis Enrique. I suoi interpreti devono essere completi, devono dettare i ritmi di gioco e offrire sia supporto offensivo che copertura. I due migliori sono Vitinha e Joao Neves. Il primo arriva dal Porto nell’estate 2022, ma è soprattutto in questa stagione che si è ritagliato un ruolo fondamentale. È davvero difficile trovare un qualcosa che Vitinha non sappia fare in modo egregio sul rettangolo verde.

L’ex Porto, secondo FBref, comparato ai pari ruolo nei Top5 campionati europei nell'ultimo anno solare, occupa un posto privilegiato in quasi tutte le voci. Si trova nel 97° percentile per goal fatti, nel 95° per passaggi progressivi, nel 99° per passaggi tentati, per quelli completati, per i passaggi lunghi completati e per distanza totale dei passaggi. Si trova nel miglior 2% d’Europa per passaggi nell’ultimo terzo di campo e nel miglior 9% per passaggi verso l’area avversaria. Vitinha è nel 99° percentile anche per tocchi totali, per quelli effettuati nel terzo centrale di campo, per conduzioni palla al piede e per distanza totale di esse. Un centrocampista totale che detta i tempi e governa la mediana di Luis Enrique.

Al fianco c’è João Neves, che nasconde le mancanze difensive di Vitinha offrendo, però, anche un contributo essenziale alla manovra. Classe 2004, il Paris Saint-Germain se l’è assicurato strappandolo in estate al Benfica. Neves è, negli ultimi 365 giorni di calcio internazionale, nel 95° percentile per contrasti, nel 93° per quelli vinti. È il migliore centrocampista in Europa per tackles effettuati nel terzo offensivo di campo, simbolo del uso eccezionale pressing alto.

Willian Pacho, la difesa e lo sguardo al futuro

Arrivato in estate dall’Eintracht Francoforte, Willian Pacho è diventato partita dopo partita uno dei difensori migliori d’Europa. Già ora l’ecuadoriano è uno dei centrali difensivi più completi ad alto livello: sicuro in fase di possesso e di impostazione, è anche dotato di una grandissima stazza fisica ed un ottimo timing negli interventi. La sua notte di Anfield è stata fantastica: ha formato prima con capitan Marquinhos e poi con Beraldo una coppia difensiva che è riuscita a non concedere penetrazioni centrali al Liverpool.

A fare la differenza è anche l’immenso lavoro dei terzini: Achraf Hakimi e Nuno Mendes. Il marocchino non ha più bisogno di presentazioni, ma quest’anno possiamo davvero definire il portoghese come il miglior laterale sinistro d’Europa. L’ex Sporting sta vivendo la miglior stagione da quando è nella capitale francese, risultando perfetto in entrambe le fasi. Mendes è nel miglior 3% d’Europa, tra i pari ruolo, per: passaggi completati, passaggi effettuati nell’ultimo terzo di campo, passaggi lunghi completati.

Il reparto offensivo del Paris Saint-Germain è poi quello che garantisce più spettacolo. Nel mercato di gennaio si è aggiunto anche Khvicha Kvaratskhelia, dando ulteriore modo a Luis Enrique di optare per un tridente senza una punta di ruolo: Ousmane Dembelé e Bradley Barcola le altre due schegge. Pochi riferimenti ai difensori avversari, tanta fantasia e rapidità, con Desiré Doué e Gonçalo Ramos pronti a subentrare dalla panchina.

Il Paris Saint-Germain ora è pronto a conquistare la sua 13° Ligue 1 (la 4° consecutiva), è in semifinale nella Coupe de France contro il Dunkerque. In Champions League affronterà ai quarti di finale l’Aston Villa, allenato da una vecchia conoscenza del club parigino: Unai Emery, ricordato tristemente dai tifosi del PSG per la rimonta subita per 6-1 al Camp Nou contro l’ultimo Barcellona della MSN. Il Triplete è un sogno, ma la realtà potrebbe essere molto simile alla dimensione onirica parigina.

Paris Saint-Germain

  • Nato nel nuovo millennio in provincia di Torino. Appassionato di sport, romanticismo, scrittura e di tutto ciò che è argentino.

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