
Márquez e Bagnaia, la nuova rivalità in Ducati
La prima gara della MotoGP 2025 in Thailandia segna l'inizio di tensioni e aspettative all'interno del team Ducati.
L'arrivo di Marc Márquez nel team ufficiale Ducati è stata una delle scelte più audaci e discusse degli ultimi anni di MotoGP. Dopo un lungo periodo in Honda, segnato da successi straordinari ma anche da gravi infortuni e difficoltà tecniche, il pilota spagnolo ha deciso di cambiare radicalmente la sua carriera accettando la sfida della casa di Borgo Panigale. Un'operazione che ha entusiasmato i tifosi, portando una ventata di novità nella MotoGP, ma che ha anche sollevato molte domande.
Come sarebbe stato il rapporto tra Márquez e Pecco Bagnaia, il pilota che negli ultimi anni è stato il punto di riferimento della Ducati? La convivenza tra due piloti così talentuosi e competitivi sarebbe stata sostenibile? Domande che, già alla prima gara della stagione, sembrano aver trovato qualche parziale risposta, alimentando discussioni e teorie tra tifosi e addetti ai lavori.
La competizione interna a Ducati è un tema centrale di questa stagione, ma non è certo nuovo. Il campionato 2024 è storia recente, con l'ultima gara che ha proclamato Jorge Martin, Ducati non ufficiale, campione del mondo. Il passato della MotoGP insegna che due campioni nello stesso team possono generare scintille, e il caso di Márquez e Bagnaia non fa eccezione. Se da una parte la presenza del fuoriclasse spagnolo può essere uno stimolo per Bagnaia, costringendolo a superare i propri limiti, dall'altra il rischio di tensioni è evidente. Márquez è noto per il suo carattere aggressivo e la sua mentalità vincente, che lo spingono sempre a imporsi sugli avversari, anche all’interno del proprio box. Bagnaia, dal canto suo, si trova nella scomoda posizione di dover difendere il proprio status all'interno di una squadra che fino all'anno scorso girava attorno a lui. Il rischio è che l’armonia nel team Ducati possa incrinarsi rapidamente, portando a una situazione simile a quella vista in passato tra compagni di squadra illustri, come Rossi e Lorenzo o come lo stesso Márquez con Dani Pedrosa ai tempi della Honda ufficiale.
Il primo GP della stagione, in Thailandia, ha dato un assaggio di quello che potrà accadere nel corso dell’anno. Márquez ha messo subito le cose in chiaro, conquistando la pole position e imponendosi sia nella sprint race che nella gara principale, con una gestione perfetta della corsa. Un aspetto che ha fatto molto discutere è stata la strategia adottata durante la gara: a un certo punto, Márquez ha volontariamente lasciato passare suo fratello Álex Márquez, in modo da abbassare la pressione delle gomme della sua moto, salvo poi riprendersi la leadership a pochi giri dal termine e vincere la gara. Una mossa intelligente che dimostra come Márquez, oltre a essere velocissimo, sappia anche gestire alla perfezione ogni aspetto di una gara, compresi quelli più sottili e meno evidenti. Certo, il fatto che in seconda posizione ci fosse proprio suo fratello, Alex Marquez, sicuramente ha aiutato.
Bagnaia, invece, ha vissuto una gara più complicata, chiudendo al terzo posto senza mai essere realmente in lotta per la vittoria. Il pilota italiano ha faticato a tenere il passo dei fratelli Márquez e, nel post-gara, si è mostrato visibilmente contrariato, cercando spiegazioni sulle sue difficoltà. In un dialogo rubato nei box Ducati, Bagnaia ha chiesto chiarimenti ai tecnici sul comportamento delle gomme e sulla differenza di prestazioni rispetto a Márquez, lasciando intendere una certa frustrazione per un inizio di stagione tutt'altro che ideale. Non è un mistero che Bagnaia abbia bisogno di certezze per rendere al meglio, e questa prima gara potrebbe aver minato alcune delle sue sicurezze. La convivenza con Márquez potrebbe risultare più difficile del previsto, soprattutto se il pilota spagnolo continuerà a ottenere risultati migliori.
Il dominio di Márquez ha inevitabilmente portato alcuni tifosi e osservatori a ipotizzare che Ducati possa, in qualche modo, favorire il pilota spagnolo a discapito di Bagnaia. Un’idea che il team ha prontamente smentito, ribadendo la parità di trattamento tra i due piloti. Tuttavia, non è la prima volta che si parla di possibili favoritismi all'interno di una squadra ufficiale, e il passato insegna che, spesso, le case costruttrici tendono a puntare sul pilota che offre maggiori garanzie di successo. Se Márquez dovesse continuare su questa strada, è plausibile che il team possa progressivamente spostare le proprie attenzioni su di lui, anche solo in modo indiretto, attraverso aggiornamenti tecnici e strategie di gara. Bagnaia, per evitare di trovarsi in una posizione scomoda, dovrà dimostrare subito di poter tenere testa al compagno di squadra, altrimenti rischia di diventare la seconda scelta in quella che, fino a pochi mesi fa, era la sua squadra.

La stagione è solo all'inizio, ma il GP della Thailandia ha già delineato uno scenario che potrebbe caratterizzare tutto il campionato. La rivalità interna alla Ducati è ormai una realtà e, gara dopo gara, sarà interessante capire come verrà gestita all'interno del box. Da una parte c'è Bagnaia, che vuole dimostrare di essere ancora il pilota di riferimento della squadra. Dall'altra, c'è Márquez, che ha un solo obiettivo: vincere e tornare a essere il numero uno della MotoGP. La Ducati dovrà essere brava a gestire questa situazione, evitando di creare malumori e spaccature all’interno del team. Se tutto verrà gestito nel modo giusto, questa rivalità potrà essere uno stimolo per entrambi i piloti e regalare agli appassionati una delle stagioni più combattute e spettacolari degli ultimi anni.
Se, invece, le tensioni interne prenderanno il sopravvento, il rischio è quello di vedere una lotta intestina che potrebbe finire per indebolire la squadra. Sta a Ducati trovare il giusto equilibrio per evitare che il duello tra Márquez e Bagnaia diventi una battaglia distruttiva.
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