
Lazio-Udinese 1-1, Considerazioni Sparse
Tra Lazio e Udinese va in scena una partita sfiancante, fisica e tatticamente complessa finita con un pareggio giusto.
La bellezza delle vittorie nei minuti finali lascia anche nei tifosi una stanchezza che viene recuperata con una certa fatica seppur gli stessi, come sforzo fisico, non dispendono energie come i giocatori in campo. Infatti, le due vittorie a Milano contro il Milan e in Europa League sono entrambe arrivate dopo partite lunghissime, psicologicamente e fisicamente impegnative e che, soprattutto nella trasferta europea, hanno visto gli uomini di Baroni giocare anche in nove contro undici. Aspettarsi, al netto defezioni di giocatori come Tavares, Castellanos e Rovella, brillantezza e freschezza atletica sarebbe stato da chi lo sport lo ha visto solo sollevando polemiche. Sebbene non permetta di riagguantare il quarto posto questo pareggio lascia un retrogusto solo in piccola parte amaro ma che, anzi, ribadisce la lucidità mentale che la Lazio ha finalmente acquisito.
L'Udinese è squadra di corazzieri vista la stazza fisica che il congiunto friulano porta sul prato dell'Olimpico. Sin dall'inizio della partita i giocatori in veste gialla hanno mostrato il livello sul quale volevano porre la partita dispensando urti ossei e spallate non senza conseguenze per i giocatori di casa. Tutto questo corredato dalla immensa classe di Thauvin che dispensa per più di un'ora intelligenza tecnica e tattica. Non è un caso che l'Udinese nelle ultime partite ha registrato un bottino di punti quasi pieno e fermarla, specie nelle condizioni fisiche di cui si diceva prima, non era impresa così comoda. Una larga parte del secondo tempo l'ha vista soffrire e allungarsi ed era in quel momento, forse quello decisamente più propizio, che poteva svoltare a favore dei romani il risultato.
Zaccagni e Isaksen si dimostrano i due più illuminati in fase offensiva e hanno costantemente provato a creare superiorità numerica in fase offensiva provando costantemente a saltare l'uomo così come anche a mettere in ordine l'intera fase ragionando e mai forzando la giocata. Guendouzi rimane un pilastro fondamentale nell'asse mediano biancoceleste che ragiona, sprona, urla, fomenta e insulta in ogni momento ciò riteneva utile fare ciascuna di esse. La difesa ha sofferto molto poco se non in situazioni di entropia da eccessive presenze fisiche in area di rigore nonostante avesse davanti un attaccante in forma come Lucca e il succitato ispirato Thauvin. Rimpianti? I tre punti ma l'Udinese rimane una squadra messa in capo, costruita e strutturata in maniera eccelsa.
Ciò che maggiormente impressione è la fase difensiva bianconera lì dove Solet domina sia fisicamente che tecnicamente annullando chiunque gli si parasse dinanzi. Un giocatore che ha nella muscolatura il suo punto più evidente e impattante ma che propone una capacità di lettura delle situazioni offensive avversarie impressionante ma soprattutto in almeno tre, quattro occasioni ha dimostrato sangue freddo nella gestione della palla in zone caldissime come i limiti dell'area in fase di recupero e/o di ripartenze. Giocatore che andrà attentamente monitorato perché può risultare fondamentale per qualunque squadra voglia puntare in alto nel futuro.
Il Friuli è molto caro alla Lazio, si pensi a Reja e Zoff su tutti. Ma il pensiero non può che andare a quella voce morbida e ovattata che proprio da quelle zone nasceva e rispondeva al nome di Bruno Pizzul. Lo si lega alla Lazio perché la sua telecronaca asciutta, pulita, competente e ineffabile accompagnò la storica vittoria a Birmingham della ei fu Coppa delle Coppe. Certo la voce di Pizzul è soprattutto legata a momenti meravigliosi e altrettanto drammatici vissuti dalla nazionale italiana come la vittoria contro la Nigeria e il rigore di Baggio contro il Brasile, entrambe ai mondiali USA 94. Colonna sonora costante ma mai preponderante né aggressiva o arrogante nei decibel pur di attirare l'attenzione dello spettatore e la caratura dell'uomo e del giornalista è paradossale non sia stata riconosciuta dalla Lega Calcio e dalla Serie A con un minuto di raccoglimento ma questo è segnale ulteriore della grettezza dell'attuale palazzo calcistico nazionale.
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