
Cristiana Girelli non può smettere di segnare
A quasi 35 anni, l'attaccante della Juventus Women sta vivendo una stagione da sogno: Girelli è ancora la più decisiva d'Italia.
“La dedica è a noi, a chi è arrivato e a chi ha sofferto con noi in questi anni: voi c'eravate, sapete benissimo cosa abbiamo vissuto in questi 2 anni. Adesso dobbiamo tornare a gioire perché ce lo meritiamo”. Cristiana Girelli sorride e si passa il volto tra le mani: è seduta nella sala conferenze dello stadio Pozzo-Lamarmora di Biella, da due anni la casa delle Juventus Women.
Ha appena deciso con una tripletta un rocambolesco Juventus-Roma, il match tra le due principali forze del calcio femminile italiano, le due compagini detentrici degli ultimi sette (prossimamente otto) titoli di Serie A, e che hanno rappresentato l'Italia nei gironi di Champions League: il meglio che il calcio italiano al femminile oggi possa offrire (nonostante l'intrusione dell'Inter, terzo incomodo del 2024/25). Il suo è un sorriso sereno, quasi appagato, che lascia trapelare una soddisfazione evidente. Un sorriso di squadra e poi individuale: il primo pensiero di Girelli è sempre a quella squadra che per lei è “come una seconda pelle”, ma dietro c'è anche un pizzico di comprensibile rivalsa personale. C'è molto in quei “2 anni” che cita davanti ai giornalisti presenti, sia per la Juventus che per la sua numero 10: “Oggi sto bene, sono contenta di aver avuto la fiducia e sto cercando di ripagarla”. In fondo alla sala, appoggiato a un muro ad ascoltare, c'è Max Canzi, l'artefice della rinascita della Juventus. L'uomo che quella fiducia gliel'ha data anche quando non era scontato.
Flashback, 11 febbraio 2024: sulla stessa sedia, allo stesso tavolo, davanti alle stesse persone, Cristiana Girelli parla dopo un Juventus-Como 5-0. È la Juve di Joe Montemurro, che ha da poche settimane sollevato la Supercoppa Italiana, ma in classifica è seconda e la Roma è distante ben 8 punti. Girelli rientra da un infortunio che ne ha limitato molto l'impiego e che ha complicato la stagione bianconera: Montemurro le dà spazio nelle coppe, ma in Serie A non gioca titolare da 3 mesi e la doppietta contro il Como è quasi uno sfogo in un mare di difficoltà.
“Mi auguro che sia l'inizio di una ripresa e che si torni a lottare per traguardi importanti. A volte ce lo scordiamo, ma con questa maglia l'obiettivo deve essere quello di vincere ogni partita. Per me è la prima volta che sto così tanto distante dai campi. In questo periodo ho provato a lavorare, qualora mi venisse data la possibilità di giocare”. C'è la solita schiettezza, nelle sue parole, che però non perdono mai garbo ed eleganza. Girelli non si scompone neanche quando deve dire qualcosa di spiacevole. Si sente che è ferita, che quella fiducia forse non la percepisce più. Si sente che soffre a non vedere la sua squadra lassù, come è sempre stato dal 2018, l'anno in cui è iniziata la sua storia in bianconero, e a non poter contribuire per cambiare le cose.
C'è la frustrazione di una stagione in cui vive forse il suo peggior momento dal punto di vista realizzativo: solo 9 i gol in campionato a fine anno (in bianconero peggio solo nella Serie A 2021/22, dove però i centri stagionali sono ben 20, di cui 13 nelle coppe) e 13 stagionali in un'annata che vede le fatiche anche di altri membri significativi di quello zoccolo duro che aveva tenuto la Juventus in cima alla classifica per 5 anni.
Barbara Bonansea chiuderà la stagione con soli 6 reti; persino Lisa Boattin (sensibilmente più giovane delle due compagne sopracitate), dopo la stessa partita con il Como in cui segna l'1-0, è protagonista di una feroce autocritica verso le proprie prestazioni. Il timore è che quella Juventus, formata da quel blocco azzurro che almeno in Italia sembrava invincibile, ora abbia semplicemente ceduto il passo. Sembra che quei pilastri, che per intere stagioni avevano trascinato Juventus e Nazionale, ora debbano accontentarsi di fare da gregari.
La sconfitta interna con l'Inter che il 26 aprile sancisce l’ufficialità dello scudetto alla Roma, è la resa totale di una squadra che, a fine stagione, è esausta ed inerme. Al termine del match Cristiana Girelli scoppia in lacrime, ma vuole comunque metterci la faccia, nonostante il dolore: “Sofferenza è la parola giusta. Stasera non so darmi spiegazioni”. Lapidaria, mette il punto su una stagione faticosissima. Non definitiva però, almeno non nelle sue intenzioni.
Nell’amarezza delle sue parole, anche le più fredde e disilluse, Girelli mette comunque sempre uno sguardo di speranza. Lo fa anche dopo quel Juventus-Inter che la fa sentire così disarmata e così disarmata sembra anche la sua Juventus: “Mi auguro per i tifosi, la società e noi stesse di resettare e ripartire il prima possibile”.
Il 7 luglio 2024 la Juventus annuncia l'acquisto dal PSG di Amalie Vangsgaard, centravanti della nazionale danese: la scelta pare quella di un passaggio di consegne. L'impressione si rinforza a settembre quando, nel giro di due settimane, la scandinava segna prima alla sua ex squadra nei preliminari di Champions League, e poi un gol pazzesco alla Fiorentina in campionato. Vangsgaard è un attaccante di livello internazionale, il suo acquisto sembra un segnale: il ruolo di Girelli, a 34 anni, sarà solo quello di darle fiato nei momenti strategici?
Non per Max Canzi, che sa di non poter fare l'errore di non valorizzare il patrimonio tecnico e carismatico che rappresenta la miglior marcatrice della Nazionale italiana ancora in attività. Le due centravanti si alternano in modo quasi scientifico all'inizio della stagione. Vangsgaard ruba l'occhio con una partenza forte ma poi cala nettamente il proprio apporto realizzativo; Girelli risponde come ha sempre fatto: facendo gol. Lo fa per tutto l'anno, guidando la marcia della Juventus di nuovo in testa alla classifica, in un assetto che valorizza di nuovo in tutto e per tutto le sue caratteristiche.

Pur avendo un feeling di lunga data con il gol, Girelli non è il classico centravanti che si manifesta solo in area di rigore: dotata di un'ottima tecnica di base, ama abbassarsi molto (“Poi il mister si arrabbia perché dice che mi abbasso troppo”, commenta scherzando al termine di Juventus-Roma) e partecipare alla manovra fungendo da pivot nel gioco di Canzi. Spesso affiancata da Cantore e Bonansea nel tridente offensivo, le due compagne di reparto beneficiano, con la loro corsa, degli spazi creati da questi movimenti. Poi c'è l'abilità in area di rigore: fuoriclasse nel gioco aereo, fa del gol di testa la specialità della casa, diventando quasi immarcabile sulle palle alte. “Se a Cristiana Girelli, che di mestiere fa gol da sempre, lasci un po' di spazio in area, lei si prenderà tutti i 7x2 mt della porta” dirà il tecnico della Roma Alessandro Spugna, dopo averle visto segnare 3 gol alla sua squadra: sembra quasi un'ovvietà, ma era davvero scontato vederle fare una stagione del genere?
Da inizio campionato, i gol di Girelli sono ancora una costante e, con il passare delle giornate, diventano sempre più frequenti e sempre più pesanti. Il 24 gennaio festeggia le 200 presenze in bianconero e sceglie di farlo in un modo non banale: gol e assist nel delicatissimo scontro diretto con l’Inter, sliding door della stagione - avrebbe potuto portare le nerazzurre a -1. Il 9 febbraio, dopo l'inatteso stop interno contro il Napoli, è ancora lei a guidare il riscatto: segna una tripletta al Vismara contro il Milan nell'ultima giornata di regular season, in un perentorio 0-6 che restituisce alla Juve un buon margine in vista della Poule scudetto.
E poi c'è l'ultimo Juventus-Roma, una gara che per molti motivi vale molto di più dei 3 punti in palio: è la prima giornata della poule Scudetto e la Juventus, che la Serie A non la vince dal 2022, ci arriva a +7 sull'Inter e a +10 sulla Roma, campione d'Italia in carica. Col turno di riposo dell'Inter, lo scontro con la Roma è un'occasione per dare subito una spallata definitiva a questo campionato, tagliando fuori le giallorosse dalla bagarre e portando in doppia cifra il margine sull'Inter.
Facile a dirsi ma, anche a dispetto di quanto non dica la classifica, è la Roma la squadra che più mette in difficoltà la Juventus negli scontri diretti (unica in grado di batterla in campionato, con il 3-1 del Tre Fontane). Ma è proprio di fronte all'unica avversaria superiore negli ultimi anni che serve una prova di forza simbolica, un riappropriarsi quasi fisico e scucire quel tricolore dalle maglie giallorosse per apporlo (ancora virtualmente) su quelle bianconere.

È il 25': dopo 6' di totale follia, che hanno visto il punteggio passare dallo 0-0 all'1-2 senza nemmeno il tempo di respirare, si vede quanta voglia abbia Cristiana Girelli di prendersi questa rivincita. Non solo sulla Roma, ma sugli anni bui, su chi la dava per finita, su quella sofferenza che sembra finalmente alle spalle. Il piattone con cui si avventa su una palla vagante e batte Kresche ha una ferocia diversa, liberatoria. E poi c'è la classe di una campionessa che i gol li ha sempre fatti, quella con cui prima devia in spaccata il cross dalla destra di Lenzini per andare sul 3-2, poi quello dalla sinistra di Kullberg per il definitivo 4-3, con una firma d'autore su quella che potrebbe essere la partita dell'anno. L'area di rigore è ancora il suo terreno di caccia: è lì che Cristiana Girelli comanda davvero. Quale modo migliore per dimostrarlo di una tripletta in una gara così importante?
A meno di due mesi dal suo 35° compleanno, la numero dieci bianconera guida con distacco la classifica marcatori della Serie A, con 17 reti segnate nelle sue 18 presenze (nemmeno tutte dall’inizio): per intenderci, la seconda in classifica (Martina Piemonte, protagonista di un’ottima stagione alla Lazio) ne ha segnati 12, cioè 5 in meno. Non solo: nei 5 principali campionati europei nessuna giocatrice ha segnato di più (solo Pajor del Barcellona ha raggiunto lo stesso numero di reti). Numeri impressionanti che incoronano il lavoro di una giocatrice che, oltre alla classe indiscussa, dimostra anche una mentalità vincente che non è mai appagata, nonostante una carriera di successi.
9 Scudetti, 8 Coppe Italia, 11 Supercoppe Italiane, per un totale di 28 trofei vinti in ambito nazionale, ma anche a livello individuale ha raggiunto lo status di icona per il movimento femminile italiano. Due volte bomber della Serie A, dal 2022 è nella Hall of Fame del calcio italiano, ed è approdata anche nel mondo della televisione come opinionista per le serate di Champions League di Amazon: una presenza non banale, quella di una calciatrice, nel parterre delle gare della massima competizione europea maschile, a testimoniare l’importanza della sua figura anche fuori dal campo. Ma Cristiana Girelli non ha mai guardato indietro: pensa sempre al prossimo gol, alla prossima partita, alla prossima vittoria.
“Abbiamo usato la sofferenza come lezione”. Al fischio finale di Juventus-Roma c’è un abbraccio significativo, intimo, sororale: è quello di Martina Rosucci, un’altra che di sofferenze ne ha passate molte per poter tornare protagonista a questi livelli con la stessa maglia. La chiusura di un cerchio, insomma: contava solo rivedere la Juventus in testa. E Cristiana Girelli voleva portarcela personalmente.
Del resto, lo aveva promesso lei stessa, nella lettera scritta alla sua squadra del cuore al raggiungimento delle 200 presenze: “Ti prometto che ogni giorno, finché ne avrò la possibilità, continuerò a lottare per te con la stessa passione di quella bambina che sognava un amore così”. Lo farà ancora: il 14 febbraio, quasi un atto d'amore, ha rinnovato un altro contratto con la Juventus legandosi ai colori bianconeri fino al 2026.
Per continuare a segnare, come ha sempre fatto.
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