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Parma Torino
, 8 Marzo 2025

Parma-Torino 2-2, Considerazioni Sparse


La Serie A ha un altro Mateo, bomber, argentino: Pellegrino prende per mano il Parma per un pareggio prezioso.

Al Tardini una gara tra nobili degli anni 90 decadute, che di certo qualitativamente non rispecchia gli antichi fasti ma tutto sommato fa passare agli spettatori un pomeriggio divertente: Parma e Torino si spartiscono la posta con un pirotecnico 2-2 che matura principalmente nella ripresa, quando l’entrata del giovane Mateo Pellegrino spacca letteralmente la partita e permette agli emiliani, in svantaggio fino al suo ingresso, di rischiare addirittura la vittoria. Questo punto serve a poco? Chissà: se da un lato è vero che nessuno dei due fa balzi in avanti, dall’altro per il Parma di Chivu costituisce comunque un piccolo passetto nella lotta salvezza contro un avversario in salute, e consente invece a quella di Vanoli di tener a debita distanza la zona rossa.

Il Torino è quello delle ultime uscite, tosto e intraprendente: la performance è in linea con il buon momento, ma, a differenza di altre volte, i granata nel secondo parziale si abbassano troppo e vengono puniti in modo più cinico dagli avversari nelle loro incertezze difensive. La spina dorsale Maripan-Casadei -Vlasic anche oggi funziona bene, mentre stavolta si registra un lieve calo di Samuele Ricci, il che fa notizia solo in nome della sua stagione da leader assoluto. Tra le buone abitudini granata, c’è anche una certa costanza in chi “la butta dentro”: se Adams è arrivato alla nona rete stagionale, entra a buonissimo diritto nel tabellino anche Eljif Elmas, che sigla il suo terzo gol in quattro presenze. Tra queste buone notizie, dalla trasferta emiliana arriva pure un punto: a chi pensa sia troppo poco per sognare l’Europa, andrebbe risposto che parlare di Europa per questo Torino e questa società è un’eresia, e che questo tecnico e questo roster mutilato stanno già svolgendo molto bene il loro compito.

Non si può dire tatticamente cosa Christian Chivu abbia portato a Parma, ma sicuramente si intravede del coraggio: le scelte del tecnico romeno sono apparse forti da subito, con l’esclusione di Man e con i cambi a mezz’ora dalla fine per provare a ribaltarla in ogni modo. Proprio la scelta di puntare su Mateo Pellegrino, a cui sinora erano stati concessi solo 10’,  ha pagato oltre ogni più rosea aspettativa: il bomber argentino per due volte riprende la partita con le sue reti, e mostra una cattiveria ed una prestanza sotto porta che ribaltano il match. In realtà, non è solo Pellegrino ad aver cambiato questo match, perché pure gli altri sostituti hanno contribuito a raggiunger il risultato: da Hernani autore di un assist pregevole su corner sino allo stesso Man, la cui panchina sembra aver ridato la verve di inizio stagione, sino a Leoni che ha fatto buona guardia dal suo lato. Per il Parma la via della salvezza è ancora lastricata di incertezze, ma forse dopo questo match c’è qualcosa di più a cui aggrapparsi.

“Nel calcio esistono le categorie”, diceva l’allenatore che, quando non allena, è il più rimpianto: è molto difficile smentire questa massima quando si vedono in campo in Serie A giocatori come Coco e Pedersen, che non riescono in alcun modo a far ricredere sul loro conto, tanto che mi sento costretto a dedicar loro una considerazione intera. Il difensore ex Las Palmas, pur dopo un inizio di stagione positivo, da mesi inanella una disattenzione dietro l’altra: anche oggi, si contano almeno 5 passaggi facili, in zona pericolosissima, errati, con conseguente occasione regalata agli avversari. Nell’ultimo caso, addirittura rischia un’autogol “a la Rrahmani”, e la potenziale fortunata ipotesi che il retropassaggio fosse fuori dalla porta è spazzata via dal fatto che, sul corner conseguentemente regalato, il Parma firmi il 2-2. Pedersen riesce, in neanche 15’ a disposizione, a sbagliare ogni pallone che tocca: non solo, goffamente distrugge anche ciò che di buono fanno i compagni, mettendosi nelle loro linee di passaggio e/o incespicando sui loro piedi. Ultimo atto, che fa capire che non ce la possiamo avere più di tanto con loro: questi due sventurati sono stati acquisiti, da Urbano Cairo, per sostituire rispettivamente Buongiorno e Bellanova. Ho finito, vostro onore.

I migliori in campo, Casadei e Pellegrino, sono della linea verde: il centrocampista ex Chelsea si è preso in poche settimane il centrocampo granata ed oggi, oltre a sembrare onnipresente, è autore dell’assist per Elmas dopo una accelerazione che spacca la trequarti avversaria. La copertina della partita va invece a Mateo Pellegrino, che di Retegui non sembra portare solo il 9 del Parma: il classe 2001 in prestito dal Velez mostra movenze molto simili al capocannoniere dell’Atalanta, con quella fame che non lascia spazio ad indecisioni sotto porta. Se la prima rete è proprio il manifesto di questa caratteristica, nella seconda svetta con un colpo di testa da bomber di razza anticipando tutti: unito a questo, riesce a far ammattire da solo la difesa ospite, e mostra una certa sicurezza nella lotta corpo a corpo e in alcune scaltrezze (lo sguardo da terra alla Busquets è una evidenza pericolosa in questo senso). Certamente la Serie A ha perso tanto in termini di appeal verso i campioni che oramai volano verso altri lidi: ma di certo, anziché ridursi a un cimitero di elefante, farebbe bene a scommettere maggiormente su profili come questi, e senza esitazioni.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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