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Feyenoord Inter
, , 5 Marzo 2025

Feyenoord-Inter 0-2, Considerazioni Sparse


Una Thu-La a mezzo servizio basta all'Inter per espugnare Rotterdam e ad avvicinarsi ai quarti di finale di Champions League.

Al De Kuip di Rotterdam va in scena una sfida tra due squadre con gli artigli spuntati: Inter e Feyenoord soffrono tanto le assenze dei numerosi titolari costretti in tribuna o in panchina e non ci regalano forse quello spettacolo calcistico che sarebbe stato nelle corde di entrambe. Pur alle prese con le numerose assenze e turnazioni è comunque l'Inter a spuntarla con una vittoria solida al termine di una partita in cui l'Inter, per una volta, ha saputo coniugare la sua solidità difensiva con un certo cinismo sotto porta, nonostante rimanga anche qualche rimpianto per un paio di transizioni gestite in malo modo dall'attacco interista e per il rigore sbagliato da Zielinski, che avrebbe dato al match di ritorno tutto un altro sapore.

Eppure la gara non era iniziata al meglio per gli uomini d'Inzaghi, che per una buona mezz'ora cedono il passo ai padroni di casa. Il Feyenoord, pur sfavorito, sa sfruttare il fattore campo e la grande spinta dei suoi tifosi, in un contesto ambientale che mina ulteriormente la sicurezza di un'Inter che avrebbe di per sé le sue buone difficoltà. L'Inter tende così per quasi tutto il primo tempo ad avere un baricentro troppo basso, preda facile per una buona pressione da parte del Feyenoord che va più volte vicino al vantaggio grazie soprattutto alla pericolosità dei suoi trequartisti in isolamento. Il problema è che l'Inter non riesce a spezzare l'assedio: Barella e Zielinski sono imprecisi nello stretto mentre l'assenza di Dimarco sulla sinistra priva il centrocampo interista del suo naturale sbocco di qualità, penalizzando ulteriormente il possesso. Lo scarso apporto alla gestione del pallone da parte di Thuram e Lautaro fa il resto e per l'Inter si prospetta una partita di sofferenza simile a quelle già viste contro Genoa e Napoli.

Thuram gioca una partita che un amico di chi vi scrive avrebbe definito alla Cassano, ovviamente l'ultimo Cassano: una partita a mobilità ridotta, che vede il francese cercare di limitare il più possibile il contatto con gli avversari e sperare di far valere il prima e il più possibile la sua qualità da fermo. Nel caso di Thuram, a differenza dell'amico di cui sopra, a motivare la sua scarsa mobilità non sono problemi intestinali improvvisamente emersi durante una partita di calcetto ma una forma fisica assolutamente deficitaria, che rende inspiegabile, almeno per trentacinque minuti la presenza del Tikus in campo. Ma evidentemente Inzaghi deve sapere qualcosa in più di noi visto che è proprio lui a sbloccare la partita grazie ad un gol corale che è merito di Asllani, Dumfries, Barella ma anche dello stesso Thuram bravo a dare un segno di vita effettuando con tempismo e precisione il movimento pur minimo che gli ha permesso di sferrare la zampata per il vantaggio. Da quel momento in poi, l'atmosfera del De Kuip si raffredda, il Feyenoord accusa il colpo e per l'Inter si allenta la pressione e aumentano li spazi. Il gol arrivato nel peggior momento della partita, in questo senso, ha aiutato.

A realizzare la seconda rete è il compare di Thuram. Lautaro Martinez mette a segno uno di quei gol a ci c'aveva quasi disabituato. La freddezza con cui raccoglie e finalizza l'invito di Zielinski è quasi insolito per un attaccante che, pur in netta ripresa, continua ad essere deficitario dal punto di vista dell'efficienza realizzativa. La speranza è che una condizione fisica sempre più importante possa aiutarlo da questo di vista e ad essere più determinante nei duelli contro i marcatori avversari, uno dei fattori che più penalizzano la capacità dell'Inter di gestire il possesso, risalire il campo e giocare contro la pressione nell'ultimo periodo. A proposito di duelli individuali, protagonisti in tal senso sono stati De Vrij e Dumfries: l'aria di casa avrà fatto bene anche a loro, con il primo decisivo in almeno due occasioni e il secondo forse meno propositivo del solito ma comunque sempre determinante nelle sue sgroppate.

Buona è anche la prestazione di Asllani, bravo a gestire con ordine e idee il pallone anche quando i suoi compagni di reparto non fanno altrettanto. Una prestazione di personalità di questo genere è un segnale che potrebbe far ben sperare, mentre non fa più notizia quella di Alessandro Bastoni, che si cala al meglio nel suo nuovo e temporaneo ruolo di quinto di centrocampo e può finalmente dare libero sfogo ai suoi due guilty pleasures: il taglio in diagonale verso l'interno e la progressione in dribbling. Nel Feyenoord è buona soprattutto la partita di Moder, una presenza fisica e tecnica importante che condiziona in modo impattante il rendimento di Zielinski. Più in ombra invece Paixao e Carranza: i due spauracchi del Milan non trovano gli stessi spazi che la difesa rossonera aveva messo a disposizione e si spegno nell'assenza di movimento e opportunità tra le linee tra difesa e centrocampo interiste.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto e l'abusivismo edilizio. Ha studiato a Bologna, dove si è laureato in giurisprudenza, e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema, quasi quanto fare oscuri riferimenti alla storia o alla politica. Ha sul comodino una sua foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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