
Milan-Lazio 1-2, Considerazioni Sparse
Una partita entropica, folle e incredibile: il Milan sprofonda, la Lazio s'innalza al quarto posto.
Qualora una divinazione avesse narrato l'esito di questa partita con gli episodi che al suo interno sono occorsi di per certo nessuno avrebbe avuto il senno di dare seguito a una tale rivelazione. Eppure, a San Siro la Lazio vince al minuto novantasette su calcio di rigore una partita che la vedeva in superiorità numerica da circa il settantesimo e da situazione di vantaggio. In tutto questo scenario surreale fino al quindicesimo del primo tempo la curva sud, in aperta contestazione con la proprietà, non è stata presente allo stadio che si presentava, insolitamente, non gremito. Tutto ciò, miscelato, ha dato vita a quasi cento minuti di pura entropia che hanno significato per la squadra di casa la seconda sconfitta consecutiva.
Inutile citare il pugilistico metro di giudizio secondo il quale una squadra, virtualmente, possa vincere ai punti ma, sicuramente, la Lazio ha certificato la sua vittoria attraverso una prestazione decisamente solida per larghi tratti del match. La verticalità e le ripartenze veloci hanno messo parecchio in difficoltà il Milan anche quando in parità numerica. La fascia di Tavares - Zaccagni è stata una continua fonte di apprensione per la squadra di casa che non ha saputo tenere lo strapotere fisico del terzino portoghese che ha sfornato svariati cross in ogni maniera possibile che, però, non sono stati trasformati in assist per lui e gol per la Lazio. Per numero di opportunità la partita poteva essere chiusa già all'alba del secondo tempo e questo è un enorme limite della squadra di Baroni che ha rischiato di uscire da Milano non solo con un solo punto ma anche a mani vuote per una palese incapacità di affondare e tenere il gioco quando era in undici contro dieci.
Il Milan esce con la terza sconfitta consecutiva e la crisi è certificata. La contestazione e il conseguente nervosismo che alberga nell'undici rossonero dà la cifra dello stato psicologico che attanaglia l'ambiente Milan. Nonostante ciò, il secondo tempo è stato decisamente positivo anche al netto dell'espulsione che, stando al dettato di Niels Liedholm, ha permesso di giocare decisamente meglio proprio perché, paradossalmente, senza nulla più da perdere ponendo la pressione tutta sulla Lazio. Conceição vive un momento nero che dovrà cercare in ogni modo di trasformare in energie positive per raddrizzare la stagione milanista che, al netto della Supercoppa, sta offrendo poche soddisfazioni. I giocatori più talentuosi sono apparsi spenti e senza quel piglio di chi deve prendersi la squadra sulle spalle proprio nel momento più buio.
Hombre del partido: Pedro. Il giocatore spagnolo ha vinto qualunque trofeo si possa conquistare nel calcio contemporaneo e si è preso quel pallone al novantasettesimo senza alcun tipo di problema, anzi con quel ghigno tipico di sa esattamente cosa deve fare nel momento più complesso. La palma sarebbe dovuta andare alla splendida prestazione del capitano Zaccagni ma il peso di quella sfera di cuoio che Pedrito ha preso tra i suoi piedi determina decisamente la bilancia pendere verso di lui.
La corsa per il quarto posto a cui entrambe le squadre anelano è attualmente aperto e decisamente imprevedibile. Certo che la vittoria di oggi dà una chance in più alla Lazio che mette nove punti sul Milan a non troppe giornate dalla fine, fatto salvo che proprio la squadra capitolina ha l'impegno europeo che sicuramente drenerà energie fisiche e mentali non supportate da una rosa numericamente all'altezza. Di certo c'è lo spirito che alberga nell'undici laziale che permette anche di vincere partite come questa e che danno consapevolezza e serotonina utile ad affrontare il rush finale di questa stagione che nessuno avrebbe mai pronosticato in quel 31 Agosto proprio quando queste due squadre firmarono un pareggio anch'esso pirotecnico.
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