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Francesco Pio Esposito new Wave
, 28 Febbraio 2025

Francesco Pio Esposito, più di un terzo fratello


L'attaccante dello Spezia si sta imponendo in Serie B.

Estate 2014. L'Inter è nel pieno della crisi post-triplete: a Milano giocano Icardi, Palacio, Nagatomo, il divino Jonathan e Hernanes. Al termine di quella stagione hanno salutato in blocco diversi giocatori che sono riusciti, nel 2010, a sollevare la Champions League: Zanetti, Samuel, Chivu, Milito e Cambiasso. Un passaggio tanto fondamentale della storia nerazzurra quanto doveroso, per staccarsi definitivamente da una generazione calcistica che tanto ha dato all'Inter ma che ormai, sul campo, non rendeva più come prima.

Nel 2014, Ausilio mette a segno un colpo a dir poco inusuale: i fratelli Sebastiano, Salvatore e Francesco Pio Esposito hanno tutti e tre lasciato le giovanili del Brescia per aggregarsi a quelle dei meneghini. Fanno sempre specie le storie nel calcio che riguardano la fratellanza: tra le più recenti troviamo quella dei Thuram, con Marcus e Khéphren, figli di Lilian, che non solo giocano entrambi in una squadra italiana ma addirittura in due compagini che, per usare un eufemismo, non vanno d'amore e d'accordo come Inter e Juventus.

Una mossa, quella di accaparrarsi le prestazioni dei tre Esposito, curiosa e intrigante; a posteriori, pienamente azzeccata. Salvatore, classe 2000, anche per fattori anagrafici, è il primo che ha lasciato Milano, l'unico sul quale l'Inter non ha mai puntato: dopo aver passato un solo anno in prestito alla Spal, gli estensi ne hanno subito acquisito il cartellino a titolo definitivo. Ora è un solido centrocampista della Serie B sta lottando, quest'anno, per salire in Serie A con lo Spezia.

Sebastiano è il più famoso: riserva nell'attacco della prima Inter targata Conte, è stato protagonista di una celebre esultanza agitando i pugni all'impazzata nel match casalingo col Genoa, dopo aver marcato la rete del definitivo 4-0 con un rigore gentilmente concesso da Lukaku. Le strade tra Sebastiano e i nerazzurri si sono però poi separate: il nativo di Castellammare ha fatto esperienze in prestito anche all'estero: SPAL - ha disputato una stagione al fianco di Salvatore -, Venezia, Basilea, Anderlecht, Bari e Sampdoria. Ora milita nell'Empoli: è definitivamente esploso.

Oltre ad aver segnato 8 gol in 22 partite nella Serie A 2024/25, Sebastiano sembra aver fatto uno step in più sul piano mentale. Giocatore dal forte temperamento, come Salvatore, nel corso della carriera è stato talvolta condizionato dal comportamento - è stato messo fuori rosa per un breve lasso di tempo al Basilea -, ma quest'anno ha dato prova di maturità giocando bene contro grandi squadre e caricandosi la squadra di D'Aversa sulle spalle.

Arriviamo dunque al terzo e ultimo fratello, ossia Francesco Pio: è il più piccolo, essendo un classe 2005, ma è di gran lunga il più prestante fisicamente. Alto 189 cm, è rimasto nell'Inter sino al 2023, anno in cui è stato girato allo Spezia. Dopo una stagione di ambientamento (3 gol in 38 presenze), Francesco Pio è il capocannoniere della Serie B a soli 19 anni, a parimerito con Laurienté e Iemmello. Assieme a Salvatore sta trascinando lo Spezia di D'Angelo verso i playoff per salire di categoria.

Sassuolo e Pisa hanno messo la quinta: i neroverdi sono a quota 62 in classifica; seguono gli uomini di Inzaghi con 57 punti; più indietro i liguri con 50. C'è bisogno di un mezzo miracolo per rimanere in scia dei nerazzurri e strappare un pass diretto per la Serie A, ma non è ancora detta l'ultima parola.

Gol e sponde: l'attaccante perfetto per lo Spezia e per la B

La prima cosa che si nota di Pio Esposito, quando lo si guarda in campo, è la struttura fisica. Il calciatore in prestito dall'Inter è un attaccante forte e prestante, imbattibile di testa e dotato di una discreta finalizzazione. Si può dire che estremizzi in tutto e per tutto lo stereotipo dell'uomo d'area.

Punto primo: qual è il principale requisito che un attaccante deve rispettare? Semplice: deve saper fare gol. Ebbene, Pio Esposito ha dimostrato in questa stagione di saperlo fare alla grande." Si sente spesso dire la frase "Questo giovane avrebbe proprio bisogno di farsi le ossa in prestito"; magari in Serie B, dove il livello è meno competitivo rispetto alla A ed è un buon campo di prova per i prospetti in cerca di minuti ed esperienza. Come anticipato, Pio ha giocato una prima stagione interlocutoria con i cadetti - è comunque riuscito a vincere il premio di Miglior Giovane della Serie B 2023/2024 al Gran Galà del Calcio - salvo poi esplodere definitivamente nel 2024/25.

Di solito, a imporsi in Serie B sono i bomber di categoria, attaccanti navigati e girovaghi che in Serie A non riescono a dire la propria con continuità e che ripiegano nel campionato cadetto alla ricerca di maggior fortuna. Numerosi sono gli esempi: da Coda a Caracciolo, passando per Ciccio Tavano e Federico Dionisi. Pio, capocannoniere della Serie B con 13 gol in 23 presenze, rappresenta un punto di discontinuità nella narrazione che porta a privilegiare l'esperienza alla freschezza giovanile quando bisogna individuare il 9 nelle squadre della Serie B.

Come anticipato, Esposito è l'attaccante perfetto per questo Spezia: i bianconeri sono di gran lunga la squadra che macina più occasioni da rete - secondo Opta, ha creato 46,3 xG; segue, al secondo posto, il Pisa con 42,1 - e che crossa di più in assoluto - 672 traversoni in 27 partite; segue la Cremonese, con una cinquantina di cross effettuati in meno. In questo contesto di spiccata creazione di occasioni da gol privilegiando lo sviluppo sulle corsie laterali per poi cercare il riferimento centrale tramite le palle alte, un attaccante come Pio Esposito ci sguazza.

Data la grossa mole di gioco prodotta dallo Spezia, Pio riesce a concludere spesso e con continuità (3,80 volte a partita; 96° percentile tra gli attaccanti al di fuori dai top 5 campionati europei). Nonostante ciò, bisogna sottolineare come la finalizzazione non sia ancora il suo forte: in campionato ha registrato un rapporto gol/tiro pari a 0,15, non dei più alti. Inutile dire però che a 19 anni è un aspetto sul quale può ampiamente lavorare, sia in allenamento che in partita, facendo esperienza e, soprattutto, sbagliando.

Il fattore che, però, rende maggiormente Pio Esposito un pericolo per le squadre avversarie è il suo colpo di testa. Vince molti duelli aerei (5,46 a partita, 94° percentile) anche in relazione a quanti ne ingaggia: ha la meglio nel 52,7% dei casi (nel 10% migliore del campione). Un altro aspetto sul quale può e deve lavorare è proprio il posizionamento con il quale si mette a disposizione per ricevere un pallone alto: a volte i passaggi che riceve non sono precisissimi ma ogni tanto, anche per via di una stazza che lo rende talvolta sgraziato, arriva in ritardo all'appuntamento o semplicemente in maniera non congeniale. Anch'esso, tuttavia, rappresenta un fattore ampiamente migliorabile. Con un po' di esperienza in più potrebbe, infatti, capire quando e come staccare per effettuare ricezioni più pulite ed efficaci.

Un perfetto esempio di quanto detto è la partita giocata contro il Palermo. Il match, non incanalatosi nei binari giusti per i liguri - il Palermo ha condotto sino al 90' per 0-2 -, avrebbe potuto rappresentare una brutta battuta d'arresto per la squadra di D'Angelo. Lo Spezia è però una squadra che, in questa Serie B, può essere pericolosa in qualsiasi momento. Kouda punta Pierozzi e, grazie a una certa passività del rosanero nel contrastare la sua avanzata, riesce ad effettuare un pericoloso cross all'interno dell'area di rigore. Pane per i denti (e per la testa) di Esposito: con un mestiere che non dovrebbe anagraficamente appartenergli prende posizione, travolge Nikolaou e incorna: il colpo di testa, tutt'altro che scontato, si insacca dove Audero non può arrivare. Un gol tutt'altro che banale, che dà il via alla rimonta degli aquilotti con la rete di Aurelio sul gong a sancire il definitivo 2-2.

Timing, posizionamento, duello fisico e precisione: a questo gol di Pio non manca proprio nulla.

Un altro elemento che lo rende estremamente interessante è il gioco di sponda. Pio Esposito è, malgrado una stazza che farebbe pensare a un giocatore che staziona principalmente nelle ultime zolle di campo, un centravanti che difficilmente si scollega dalla gara - effettua 36,37 tocchi a partita, 89° percentile. Se aggiungiamo a questa predisposizione al dialogo coi compagni anche la capacità di guadagnare un fischio per far salire la squadra in situazioni di difficoltà (2.37 falli subiti per 90', 90° percentile), il risultato è un attaccante che è spesso parte attiva della manovra, che fornisce un contributo prezioso anche nelle giornate in cui non riesce a timbrare il cartellino.

La sua heatmap di SofaScore sottolinea come Pio Esposito agisca spesso nella metà campo offensiva ma che, talvolta, arrivi a ricevere palla anche nella propria. Nonostante ciò, non fa mai mancare il suo apporto offensivo - è uno degli attaccanti che tocca più palloni nell'area avversaria, 7,92 (99° percentile al di fuori di Serie A, Liga, Bundesliga, Ligue 1 e Premier League!).

E i punti deboli? Senz'altro una sensibilità tecnica nella conduzione palla al piede, sulla quale non può non lavorare. La sua percentuale di passaggi riusciti (65,8%) lascia pochi dubbi. Talvolta i suoi suggerimenti sono imprecisi, fuori misura o frutto di scelte errate. Se si aggiunge che, per forza di cose, non è un calciatore particolarmente agile, capita che arrivi in ritardo sui suggerimenti dei compagni, perdendo la possibilità di consolidare il possesso. Anche qui, però, viene naturale pensare che tali caratteristiche possano essere levigate a dovere nel corso del tempo: è legittimo che un classe 2005 debba ancora prendere bene le misure con il calcio professionistico e che, nonostante ciò, rappresenti uno dei migliori prospetti del panorama italiano ed europeo - tra i suoi record, è l'U20 con più gol nelle prime tre divisioni dei top 5 campionati europei.

Pio Esposito è l'attaccante del futuro interista e azzurro?

La stagione 2024/2025 dell'attaccante nativo di Castellammare è estremamente positiva sotto ogni punto di vista: ha risposto bene al confronto con difensori duri e rognosi, sta macinando esperienza e sta aggiungendo gol e presenze al suo curriculum. Guardando oltre, però, vi è l'Inter: Pio è infatti, con ogni probabilità, l'unico fratello Esposito che farà ritorno alla base nerazzurra. Salvatore è ormai da anni fuori dai radar di Ausilio e Marotta, mentre su Sebastiano vige un diritto di riscatto estremamente favorevole all'Empoli pari a €5 milioni.

Pio è dunque l'unico fratello sicuro del fatto che, al termine di questa stagione, tornerà tra le mani di Simone Inzaghi e dell'Inter. Il futuro che intreccia l'attuale numero 9 dello Spezia e i nerazzurri sarà sin da subito stuzzicante: in questi mesi si è infatti parlato della possibilità di arruolare immediatamente Pio alla rosa dell'Inter in vista del Mondiale per Club che si terrà il prossimo giugno. Ausilio ha però frenato gli entusiasmi: "Su Esposito prenderemo una decisione con lui e la Federazione visti i suoi impegni con l'Under 21. Decideremo il meglio per tutti: certo a noi piacerebbe".

Non sappiamo dunque che estate aspetta Pio, ma senz'altro possiamo cominciare a immaginare possibili tandem d'attacco che l'Inter potrà schierare nel 2025/2026. Arnautovic e Correa, in scadenza di contratto, lasceranno quasi sicuramente Milano; Thuram e Lautaro Martinez, rispettivamente uno dei migliori giocatori di quest'annata interista e il capitano dei meneghini, dovrebbero restare in rosa, in quanto punti fermi imprescindibili ma con gli investimenti delle big del calcio mondiale sempre alle porte; incerto è invece il futuro di Mehdi Taremi, il cui rapporto con la Serie A e con il calcio italiano non è ancora sbocciato. Il reparto degli attaccanti che avrà a disposizione Simone Inzaghi è, dunque, tutt'altro che definito.

Non è ancora stata svelata la strategia che i nerazzurri vorranno adottare con Pio Esposito. Difficilmente, al netto di radicali stravolgimenti, sarebbe titolare dal giorno 1 all'Inter: è lecito aspettarsi un ulteriore esperienza in prestito, magari tra una squadra di bassa Serie A per poterlo vedere in azione anche contro squadre di maggior cilindrata e spessore. Al di là di tali ragionamenti, è interessante evidenziare come Pio Esposito sarebbe già adesso, per caratteristiche, un calciatore estremamente utile e compatibile con il gioco dell'Inter di Inzaghi.

Esposito rappresenterebbe un'alternativa di livello e di prospettiva a un reparto che pecca di freschezza, formato essenzialmente da giocatori nel pieno della loro carriera o da ultratrentenni. Inoltre, per caratteristiche, si incastrerebbe alla grande con i due titolari: con Lautaro formerebbe una coppia intrigante contro difese basse e chiuse, con l'argentino a dialogare con i compagni e Pio a occupare l'area; se pensiamo però ad una coppia offensiva Esposito-Thuram, questa potrebbe tornare utile in qualsiasi contesto tattico, col primo pronto a fornire preziose sponde per i compagni e il secondo che fissa la profondità.

Tornando per un attimo con i piedi ancorati per terra, non bisogna dimenticare che Esposito si trova nel bel mezzo di una bagarre-promozione. Le partite rimanenti nella regular season della Serie B non sono tantissime, e i punti pesano ogni domenica sempre di più. Lo Spezia, per poter ambire ad una promozione diretta ha bisogno del miglior Esposito possibile. Per il futuro c'è tempo, e quello di Francesco Pio Esposito, ben più di un terzo fratello, sarà senz'altro radioso.


  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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