
Barcellona-Atlético Madrid 4-4, Considerazioni Sparse
Al Montjuïc succede di tutto: l’Atlético Madrid riacciuffa clamorosamente il Barcellona nel finale.
È stata una delle gare più belle ed emozionanti della stagione. In 90' al Montjuïc di Barcellona abbiamo visto i padroni di casa dei catalani e l’Atlético Madrid darsi battaglia con classe, colpi di genio, ma soprattutto tanto talento ambo le parti. L’andata delle semifinali di Copa del Rey si è conclusa per 4-4 al termine di una partita ricca di colpi di scena, occasioni enorme e tanti cambi di ritmo o ribaltamenti di fronte. Barcellona-Atlético Madrid, se non l’avete vista, dovete recuperarla subito. Non potete privare i vostri occhi di una tale bellezza. Le giocate di Lamine Yamal e la classe infinita di Pedri da una parte, l’immenso sacrificio di Julián Álvarez ed il genio di Antoine Griezmann dall’altra. È stata una gara molto simile per certi versi a quella che era andata in scena poco prima di Natale che era valsa la testa della Liga per i Colchoneros. Il finale, in realtà, è stato pressoché simile.
I primi venti minuti sono stati uno shock per il Barcellona ed in puro stile Simeone. I Colchoneros sbloccano la gara al 2’: sugli sviluppi di un corner Lenglet spizza di testa e sulla palla arriva come un falco Álvarez che sigla la rete del vantaggio. Il Barça è quasi frastornato, non si aspettava un avvio del genere e solamente quattro giri d’orologio paga la difesa alta e subisce anche il bis dell’Atlético con Griezmann che tramuta in gol un’azione a dir poco meravigliosa del compagno argentino. Un autentico shock blaugrana che si scontra con la masterclass Cholista, i Rojiblancos chiudono bene gli spazi e ripartono con grande rapidità e concretezza. Al 16’ l’episodio che cambia la gara è il giallo di Javi Galan, forse un po’ è un’esagerazione, ma la catena di destra è stata l’arma del Barcellona.
Difficile trovare una prova di un minorenne simile a quella che Lamine Yamal ha messo in scena questa sera. Innanzitutto, la sua gara di stasera è la dimostrazione che basarsi esclusivamente sul numero di goal o assist per valutare la prestazione di un singolo giocatore è inutile. A fine primo tempo il Barça aveva rimontato l’Atlético ed era in vantaggio con Yamal che non aveva realizzato nemmeno un goal o un assist, ma senza la sua presenza in campo probabilmente i Colchoneros avrebbero continuato a condurre serenamente la partita. La stellina prodotta dalla Masía ha completamente dominato la corsia di destra brutalizzando prima Galan e poi Samuel Lino una volta entrato in campo. A riaprire la gara è la rete di Pedri su assist di Koundé, innescato da una genialata di Yamal. Anche le reti dei due centrali Cubarsí e Martinez arrivano da due corner conquistati dal numero 19 blaugrana. Nella ripresa effettua anche l’assist che porta al poker di Lewandowski, ma il Barcellona commette l’errore di non chiudere la partita e prima Llorente e poi di nuovo Sorloth (come in quel 21 dicembre) riacciuffano la partita.
Uno soltanto, l'errore imperdonabile di Hansi Flick: la sostituzione di Pedri. Togliere dal campo l’ex Las Palmas è stata un’autentica follia. Senza il numero 8 sul terreno di gioco il Barcellona ha terribilmente perso palleggio, filtro e non è più riuscita ad imporre il proprio gioco. L’Atlético non ha smarrito il coraggio e la fiducia ed ha punito ancora una volta la linea altissima dei difensori di Flick. Non fraintendetemi, è uno dei motivi per cui i catalani sono dove sono ed è una tattica che funziona, ma ha davvero senso usarla al 92’ quando sei in vantaggio per 4-3? Non sarebbe stato positivo nemmeno giocare con un blocco basso perché i difensori blaugrana non sono abituati, ma quantomeno non tenere la linea a centrocampo almeno nei minuti finali potrebbe essere un inizio.
Infine un applauso, o meglio, un monumento a Don Diego Pablo Simeone. È straordinario il modo in cui riesce sempre a reinventarsi, a cambiare moduli, tattiche, ma a trovare sempre una via per stare in alto, per lottare. Il Cholo è metodico, camaleontico e stasera, nonostante la sofferenza, ha lasciato la Catalunya con un pari. L’inserimento di Samuel Lino, di Correa e di Sorloth. Tutti giocatori che nei minuti finali gli hanno permesso di riacciuffare una gara che sembrava persa. La realtà è che con i Colchoneros tu non puoi mai abbassare la guardia, non puoi mai pensare di aver vinto o di avere la gara in pugno. L’Atlético Madrid del Cholo Simeone non muore mai.
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