Logo sportellate
Como Napoli
, 23 Febbraio 2025

Como-Napoli 2-1, Considerazioni Sparse


Dopo 10 risultati utili consecutivi, la corsa del Napoli si arresta sul lago di Como, perdendo anche la vetta della Serie A.

Dopo un lungo, snervante e immotivato esilio, tornano sugli spalti di Como i tifosi del Napoli provenienti dalla Campania. Lo fanno in occasione di una grande festa a base di birre generosamente offerte dalla società ospitante, tanto colore, voce persa e tanta passione. Insomma, una festa per il calcio, così come dovrebbero essere tutte le domeniche al seguito della propria squadra del cuore. È un peccato, in questo senso, che il Napoli trovi proprio oggi la sconfitta sanguinosa che interrompe la striscia positiva dei partenopei. Ma soprattutto costringe la squadra ad affrontare il big match della settimana prossima contro l'Inter nella scomoda veste dell'inseguitrice.

È una sconfitta arrivata al termine di una partita strana, con un andamento altalenante che ha visto in un certo senso andare in scena diverse partite nell'arco dei 95' di gioco. Nelle prime fasi è il Napoli, come si conviene al ruolo di capolista, a fare la partita: Conte è bravo a insabbiare il possesso palla, come al solito ambizioso, degli avversari, tanto che (numeri alla mano) sono proprio gli azzurri a tenere più a lungo il pallone. Un piano che funziona bene, addirittura più dei maldestri, ma efficaci, tentativi di autosabotaggio dei partenopei, che si colpiscono da soli col goffo autogol di Rrahmani.

Si è parlato già prima dell'ambizione del Como e della fiducia cieca nei confronti del suo programma da parte di Fabregas, disposto addirittura a retrocedere piuttosto che snaturarsi: anche oggi, nonostante un primo tempo durante il quale il Como ha giocato col fuoco contro la pressione altissima degli avversari, e nonostante la sconfitta abbastanza netta della sua mediana contro i centimetri e i muscoli di McTominay e della sorpresa Billing, Fabregas ha pazientemente insistito col suo spartito fatto di palleggio e gioco di posizione. La sua testardaggine è stata ripagata da una seconda frazione giocata ad altissimi livelli dal Como, che complice anche un calo atletico degli avversari ha trovato le giuste mosse per mettere alle corde gli avversari, trovando poi con Diao il gol che decide la gara.

https://www.youtube.com/watch?v=1fQBDTAgW0w

Per Assane Diao 5 gol in 8 partite di Serie A, realizzati contro Napoli, Fiorentina, Juventus e precedentemente Milan: insomma, raramente si è visto un impatto così devastante in Serie A da parte di un calciatore non ancora ventenne, arrivato tra l'altro con metà stagione già alle spalle (lascio ai lettori i paragoni con il lontano 2008 del diciottenne Alexandre Pato). Una vera gemma pescata sulla sponda Betis del Guadalquivir, che con Nico Paz forma una coppia che già ora rappresenta il meglio della next generation della Serie A.

Si lecca giustamente le ferite il Napoli, che lascia a Como non solo punti e vetta della classifica, ma anche qualche rimpianto: nonostante un secondo tempo sofferente infatti, gli azzurri hanno avuto a disposizione tanti spazi che il Como nonostante tutto continuava a concedere. Spazi che, a conti fatti, potevano e dovevano essere sfruttati meglio: per la verità sul piano tattico Conte ci ha provato pure, cercando di attaccare la profondità con maggiore costanza grazie alla freschezza di Simeone in luogo di un Lukaku probabilmente mai così imbolsito come oggi, ma è stato proprio sul piano tecnico, e di conseguenza nella lucidità delle scelte, che qualcosa è venuto a mancare. Lo sciagurato esito della ripartenza della coppia Politano-Anguissa è lì a testimoniarlo e a fare da monito a un Napoli che, dopo un lungo rallentamento, ha definitivamente arrestato la sua corsa. All'orizzonte un'occasione di ripartenza ghiotta ma decisamente complicata: come si comporteranno i partenopei alla prima, vera occasione in cui sono costretti a rincorrere?

https://www.youtube.com/watch?v=qwIzrSgxifw

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

pencilcrossmenu