Logo sportellate
Torino Milan
, , 22 Febbraio 2025

Torino-Milan 2-1, Considerazioni Sparse


Milinkovic Savic e un Torino gagliardo mettono un sigillo alla settimana stregata rossonera.

La settimana horribilis del Milan, cominciata con l’eliminazione dalla Champions, si chiude con una sconfitta amara anche a Torino: i rossoneri incappano nella più classica delle serate stregate, quelle in cui, come sotto alla celeberrima nuvoletta fantozziana, tutto ciò che può andare male, in effetti va peggio. Il Torino ha il grande, enorme merito di credere nell’impresa e perseguirla in modo arcigno, confidando negli episodi che, questa volta, girano a favore della squadra di Vanoli: quella di Conceição, invece, sembra l’Arturo Bandini di John Fante, che si procaccia i guai e non riesce a uscirne. Il 2-1 con cui si conclude la partita, benchè non possa esser definitivo per classifica, sancisce che il Torino è uscito dal periodo nero, mentre in Milan è probabilmente a raschiare l’ennesimo fondo di un barile che, rotolato fuori dall’Europa, rischia di prendere una discesa pericolante anche in campionato.

Che non fosse serata per i rossoneri si capisce già 4’ minuto, quando Maignan e Thiaw combinano un pasticciaccio che regala al Torino un gollonzo degno della Gialappa's dei tempi migliori. Non si può dire che i rossoneri poi non reagiscano, perché di fatto occupano la metà campo granata, producono molte occasioni, fanno 30 tiri e sembra sempre che con quei quattro là davanti possano spaccare il mondo: la verità è che Leao incappa in una delle sue serate abuliche e Felix dimostra come mai con questi grandi mezzi tecnici non abbia mai sfondato davvero, e pure Pulisic e Gimenez sono poco concreti, con il primo che dal dischetto si fa ipotizzare da Milinkovic Savic e il secondo che stranamente spreca più chances sotto porta. Quando finalmente i rossoneri la pareggiano con Reijnders, cadono vittime della loro stessa ingenuità, permettendo a Sanabria di batter velocemente una punizione fregando di fatto la loro difesa. Questa partita e gli episodi che la segnano sono la fotografia perfetta di questo Milan: una squadra svagata, a cui raramente ne gira una dalla parte giusta, ma non per questo incolpevole.

Il Torino da un paio di mesi ha trovato la formula, tanto tatticamente quanto attitudinalmente. Questa sera però a favore dei granata si mette anche la sorte, portandoli in vantaggio immediatamente grazie al cadeau di Maignan e Thiaw. Sembra però che da una stagione così difficile i granata qualcosa lo abbiano imparato: hanno messo su una scorza dura, si difendono arcignamente, contrattaccano furbescamente, sono fiduciosi e spavaldi. Vanoli, dopo un periodo di crisi profonda, ha il grande merito di aver corretto il tiro e messo la squadra nelle condizioni di aiutarsi per cercare il risultato, che è poi ciò che si chiede, nel calcio, ad atleti ed allenatori, in fin dei conti. Il tecnico del Toro, stasera, è anche perfetto nello schieramento e nei cambi: gli ingressi freschi, al momento giusto, permettono alla squadra di aver fiato e gamba, e non è un caso che a metter la firma sul match sia proprio Gineitis, uno dei subentrati.

Butterfly and spider: MVP è Vanja Milinkovic Savic, che para un rigore a Pulisic (sono 4 parati su 5 in questa stagione) e ben 7 volte salva la porta granata dall’offensiva rossonera: nel duello a distanza, surclassa un Maignan che piazza sì un paio di interventi prodigiosi, ma oltre ad una enorme e sciagurata responsabilità sul primo gol non è esente da colpe manco nel secondo.  Per il resto, abbiamo già parlato della serata poco incisiva dei fab 4 del Milan, ma non abbiamo ancora dato i giusti meriti alla difesa granata, guidata magistralmente da Maripan, che mette sul campo tutto il suo curriculum. La cerniera decisiva è però anche quella composta da Ricci, Casadei e Vlasic, che combattono, cuciono e coordinano le azioni magistralmente: l’unica nota veramente stonata è Pedersen, che non ci capisce nulla nel primo tempo e causa maldestro un rigore. Tra il Milan invece promossi Pavlovic, ultimo a mollare, e Rejinders, che anche se non è nella sua miglior serata, confeziona un bel gol e riapre la gara.

Entrambe le squadre, pur partendo con ambizioni diverse, stanno vivendo una stagione sottotono, e non bisogna aver paura di indicare, come comun denominatore, un operato dirigenziale discutibile. Se il Torino però, quantomeno in campo, sembra aver trovato la necessaria umiltà per far affrontare una stagione difficile, il Milan continua a sembrare un coacervo tanto di potenziali talenti quanto di atteggiamenti sopra le righe e confusione: la sensazione è che quel low profile vada ritrovato tanto in campo quanto fuori, ma per questo servirebbero non tanto dirigenti smargiassi che giocano a fare la macchietta di sé stessi, quanto persone al di sopra di ogni sospetto. Se hombres verticales autorevoli, che conoscono alla grande l’ambiente come Boban o Maldini, si sono espressi così duramente circa la situazione rossonera, è perché tra la loro filosofia di gestione di un club e quella attuale c’è un abisso di credibilità e competenze che, al momento, non può essere colmato da spacconate estemporanee.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

pencilcrossmenu