
God Save The Premier #16 - Not big-six anymore
L'irrequietezza del Liverpool, un inconcludente Manchester United, un Chelsea abulico e altro dalla settimana di Premier.
Buongiorno appassionati di calcio inglese (e non),
sono Paolo Bellini e questa è God Save the Premier, una rubrica che vi terrà compagnia fino a fine stagione per raccontarvi con cadenza settimanale tutto quello che succede nel massimo campionato inglese di calcio. Uscirà ogni martedì, per darvi il tempo di recuperare dal solito weekend impegnativo a base di Premier e divano.
La rubrica sarà strutturata in questo modo: un tema centrale (nell'uscita di oggi: l'irrequietezza del Liverpool, due o tre avvenimenti che hanno attirato l'attenzione, spesso situazioni di partite, descritte in poche righe ma nella maniera più esaustiva possibile (oggi: Un altro Manchester United inconcludente, Il Chelsea abulico e i rimpianti del Fulham)
Spiegazione terminata, cominciamo!
L'irrequietezza del Livepool
Un match alla portata del Liverpool si è trasformato, dopo l'intervallo, in un pericoloso atteggiamento di frustrazione, ansia e irrequietezza.
I Reds si presentavano alla partita interna di domenica contro il Wolverhampton reduci da una clamorosa sconfitta in FA Cup contro il Plymouth e dal pareggio controverso subito nel finale nel derby della Merseyside contro l'Everton, incontro recuperato mercoledì dopo il rinvio di inizio dicembre causato dalla bufera di neve che aveva imperversato sulla città.
Un primo tempo agevole è scivolato sul prato di Anfield con il vantaggio di Luis Diaz, anche un po' fortunoso, arrivato dopo un controllo sbagliato di Salah, un passaggio maldestro di Toti Gomes e un tentativo di portarsi avanti il pallone del colombiano del Liverpool che ha così superato José Sa e con il raddoppio su rigore di Salah, dopo che su un lancio lungo Agbadou ha mancato il pallone e ha permesso a Diaz di involarsi verso la porta, salvo poi venir atterrato irregolarmente in area dal portiere di Wolves.
Catch the highlights as Goals from Diaz and Salah help us get all three points at Anfield 📺 #LIVWOL pic.twitter.com/UCNL7W9rsL
— Liverpool FC (@LFC) February 17, 2025
Sembrava tutto in controllo per la squadra di Slot, con gli 1.66 di expected goals contro gli 0.38 degli ospiti che lasciavano presagire ad un secondo tempo di controllo, di amministrazione, in un lungo intercedere verso il triplice fischio finale di Simon Hooper.
I Reds invece sono usciti dagli spogliatoi dopo l'intervallo con la frenesia di dover chiudere la partita: Salah si è visto annullare un gol per fuorigioco, Jota ha reclamato per un rigore prima concesso e poi ribaltato dal VAR e al 67' Matheus Cunha ha messo alle spalle di Alisson il pallone dell'1-2.
Una serie di errori non da Liverpool 2024-2025, con giocatori come Gravenberch e MacAllister in agitazione durante situazioni che se fossero accadute anche solo nel primo tempo non avrebbero causato alcun patema.
La prestazione nel secondo tempo del Liverpool è più il risultato del suo stato umorale, che come detto veniva dai caotici minuti finali contro l'Everton, rispetto al rifiuto di perdere del Wolverhampton: l'attuale squadra di Vitor Pereira, infatti, ha vinto solo 5 delle 25 gare disputate in Premier e se dovrà lottare fino alla fine con Ipswich Town e Leicester per rimanere nella massima serie.
Questa smania incontrollata dei padroni di casa nei secondi 45' ha portato ad una mancanza di produzione offensiva che ha dell'incredibile, arrivando a non tirare nemmeno una volta verso porta di Sa - la prima volta che accade ad Anfield da quando Opta ha iniziato a tracciare questa statistica nel 2003-2004 - e ad effettuare solo tre tocchi nell'area di rigore avversaria, producendo un gran totale di 0 expected goals.
Le prossime partite contro Aston Villa, Manchester City e Newcastle ci diranno di più sullo stato mentale prima ancora che fisico dei Reds: il destino della Premier League, tuttavia, è nelle loro mani e ad oggi sembrano loro l'unica squadra continua e veramente attrezzata a terminare in testa alla classifica a maggio.
Un inconcludente Manchester United
Dopo la sconfitta di domenica per 0-1 contro il Tottenham, il Manchester United è scivolato al 15esimo posto in campionato con 29 punti conquistati in 25 partite, perdendo 12 gare dall'inizio di questa Premier, un "traguardo" che dalle parti di Manchester non si vedeva da cinquant'anni.
Manchester United have lost 12 of their first 25 games of a single season for the first time since 1973/74 (13).
— Squawka (@Squawka) February 16, 2025
They were relegated that season. 😬 pic.twitter.com/ARe91wkwST
"È stata la differenza nella gara, loro hanno segnato e noi no", ha detto Amorim nella conferenza stampa post-partita. "Abbiamo avuto le opportunità. Abbiamo avuto situazioni in transizione, cercando di ottenere un risultato, ma alla fine loro hanno segnato e noi no".
La rete di Maddison nel primo tempo ha consegnato la prima vittoria interna alla formazione di Postecoglu 105 giorni dopo l'ultima volta e lo United è stato ancora una volta dalla parte sbagliata dell'arcobaleno, una squadra che ha sempre meno idee consolidate e con una grave situazione di infortuni da cui è difficile uscire.
Alle indisponibilità di Evans, Shaw, Mount, Martinez, Yoro, Eriksen, Ugarte, Mainoo e del giovane Collyer, si è aggiunta in settimana anche quella di Diallo (per lui si parla già di stagione finita), giocatore su cui Amorim ha avuto il maggior impatto da quando il tecnico è arrivato dallo Sporting Lisbona.
Una porta girevole di titolari, panchinari e infortunati che di certo non ha fatto bene per la costruzione di un progetto duraturo, tanto che i Red Devils, se si escludono le ultime quattro squadre che si stanno giocando la salvezza, sono davanti solamente al West Ham in Premier.
Onestamente è difficile anche analizzare la stagione del Manchester United, a partire dalla gestione manageriale fino ad arrivare alle prestazioni offerte in campo. In Italia ci lamentiamo quando la "nostra squadra del cuore" è settima/ottava in campionato: pensate come possono sentirsi ora i loro tifosi, con tutti i soldi spesi, con i vari avvicendamenti in panchina e nelle figure apicali della società.
Un Chelsea abulico
In meno di una settimana il Chelsea ha affrontato due volte il Brighton all'Am-Ex Stadium e entrambe le volte ne è uscito sconfitto.
Sabato scorso in FA Cup Rutter e Mitoma avevano ribaltato lo svantaggio iniziale propiziato dall'autogol di Verbruggen, portando Maresca a dire che poteva essere positiva l'eliminazione dalla Coppa di lega per potersi così concentrare solamente su Premier e Conference League, ma venerdì i Blues sono capitolati nuovamente dopo una delle prestazioni peggiori offerte quest'anno, perdendo 3-0, subendo i gol di Mitoma e Minteh (2) senza dare alcun segnale di poter rientrare in partita in nessun momento della stessa.
Chelsea had ZERO shots on target vs. Brighton 😬 pic.twitter.com/y0OEgsbVz4
— B/R Football (@brfootball) February 14, 2025
In campionato il Chelsea era reduce da un'incoraggiante vittoria contro il West Ham, mentre il Brighton aveva perso in modo distruttivo contro il Nottingham Forest. Venerdì, tuttavia, il Chlesea ha dimostrato che la vittoria contro gli Irons è stata un raggio di sole in un periodo in cui il cielo è stato tutt'altro che sereno: da metà dicembre, nelle ultime 10 partite di Premier League, i Blues hanno vinto solo due volte, contro il West Ham appunto e contro il Wolverhampton.
Per la prima volta sotto la gestione Maresca, la squadra non ha messo a referto neanche un tiro in porta e la questione infortuni non può essere una scusante: è vero che Jackson starà fuori fino ad Aprile, Mudryk è squalificato, Guiu ha un problema al ginocchio e contro il Brighton si è fatto male anche Madueke, ma i quattro d'attacco dal 21' in poi sono stati Sancho, Palmer, Neto e Nkunku, non proprio giocatori scarsi e inaffidabili, anche perché altrimenti lo stesso discorso lo possiamo fare in modo molto più accentuato, per esempio, con l'Arsenal, privo di Havertz, Saka, Martinelli e Jesus.
Il Chelsea ora è scivolato in sesta posizione, superato da Manchester City e Bournemouth, finendo negli ultimi due mesi risucchiato in una corsa per il quarto e quinto posto che vede sette squadre racchiuse in sette punti: come uscire da questa situazione, ad oggi, sembra un mistero.
I rimpianti del Fulham
Hanno battuto il Chelsea, condotto la partita contro Manchester City, Arsenal e Liverpool, e sabato hanno vinto con una prova più che convincente il Nottingham Forest, dopo aver riservato la stessa fine al Newcastle nell'ultima partita di Premier giocata.
I rimpianti, tuttavia sono alcuni risultati ottenuti contro squadre nella parte bassa della classifica: due sconfitte contro il Manchester United, una sconfitta e un pareggio contro il West Ham, i due pareggi contro l'Ipswich Town e la sconfitta contro il Wolverhampton.
Marco Silva da quando siede sulla panchina dei Cottagers ha fatto un ottimo lavoro, creando due modi di giocare distinti della squadra a seconda della caratura dell'avversario da affrontare: più difensivo e fatto di strappi in contropiede contro le big che amano giocare palla a terra, più offensivo e di dominio del pallone contro le squadre più remissive, di seconda fascia.
Fa indubbiamente parte di un processo di crescita del team, con una rosa non ancora adatta a fronteggiare sul lungo le primissime della Premier, ma la mancanza di killer-instinct contro squadre tutto sommato abbordabili lascia i tifosi con un po' di amaro in bocca, tenendo presente comunque che il Fulham, ad oggi, è tranquillamente in corsa per un piazzamento europeo.
Long Story Short
- Momo Salah continua a non aver senso
- I primi tre gol di Marmoush con la maglia del Manchester City
- Ederson è diventato il portiere con più assist nella storia della Premier League
- Il controllo di Mitoma non si può spiegare
- Visti i numerosi infortuni, la panchina del Manchester United contro il Tottenham era composta da Lindelof e sette giocatori giovanissimi
Going deep
- La continua crescita di Nwaneri
- Liam Delap, ancora una volta
- Le transazioni con le parti associate "nulle e inapplicabili", come il Manchester City ha vinto la sua battaglia contro la Premier League
- Nico Gonzalez, l'equilibratore del Manchester City attuale
- L'infortunio di Kai Havertz e quello che significa per l'Arsenal
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