
Bologna-Torino 3-2, Considerazioni Sparse
Anche quando poi saremo stanchi: il Bologna la spunta sul Torino al 90' e si aggrappa all'Europa.
Nella serata dei duetti sanremesi, Bologna e Torino ne mettono in scena uno decisamente godibile: nonostante il diluvio, al Dall’Ara va in scena una gara matta e squilibrata, che i felsinei si aggiudicano nel recupero dopo esser stati in vantaggio ed in svantaggio, in generale dopo aver menato le danze nel bene e nel male. Il duetto è fatto di botta e risposta sino al 2-2, ed è solo un maldestro autogol di Biraghi a far pendere la bilancia dalla parte rossoblù, con i granata che si portano a casa l’amarezza di non aver mosso una classifica che lascia tranquilli ma non troppo, pur confermando un ottimo stato di forma. Il Bologna resta aggrappato ad un Europa che, con queste prestazioni, è molto più di una ipotesi: sognare la Champions forse è reato, ma la conferma a questi livelli è un prodigio del gruppo, di Italiano e del club tutto.
“Anche quando poi saremo stanchi”, canta Cesare Cremonini a fine partita: questo Bologna riesce a spuntarla proprio quando sembra stremato, al 90’, dopo una partita in cui aveva speso tantissime energie e per certi versi dominato, ma che sembrava bloccata sulla X. La creatura di Vincenzo Italiano è un vedere bellissimo, ha un’anima dannatamente offensiva che spesso la porta a rischiare troppo nelle ripartenze avversarie, ma d’altro canto la domanda sorge spontanea: quanti son i punti guadagnati con questa iper-offensività? Quante sono le squadre cadute contro i rossoblù qui al Dall'Ara? Sebbene la difesa altissima lasci spesso praterie agli avversari, i felsinei non rinunciano mai a fare la partita e sanno benissimo come rendersi pericolosi in avanti: tra Ndoye (oggi devastante), Dominguez e Castro sanno sempre come mandare in fibrillazione le difese altrui. Questo Bologna in casa è una macchina da guerra (6 vittorie nelle ultime 8), ed è giusto che si goda un’altra serata di festa, resa ancora più Poetica dalla pioggia battente.
Da Bologna a Bologna, il Torino torna alla sconfitta dopo 7 turni: la squadra di Vanoli conferma la sua versione battagliera che sembra non morire mai, ma l’unico a non aver capito l’antifona sembra esser Biraghi, che scarta un regalo per il suo ex allenatore e condanna la sua nuova squadra. Al di là di questa sconfitta, questa squadra oltre all’animo sembra aver ritrovato anche fiducia ed opzioni di gioco, capendo che si trattava di una partita in cui sarebbe stato necessario ripartire veloci in campo aperto: il fatto di essersela giocata alla pari con questo Bologna, al di là dell’amarezza finale, è sintomatico di una crescita che lascia ben sperare in ottica salvezza, e l’impressione è che anche dal mercato (a parte la sciocchezza dell'ex capitano viola) siano arrivati giocatori che possono aumentare il tasso tecnico, Elmas su tutti.
Butterfly and spider: la farfalla di questa sera è insindacabilmente Dan Ndoye, letteralmente imprendibile ed autore di una doppietta più che pregevole. Il ragno, invece, è inevitabilmente Biraghi, sciagurato nell’intervento che butta in rete il tiraccio di Santi Castro. Nel mezzo ci sono tante sfaccettature di una partita intensa e tremebonda: per il Torino male Coco e i subentrati Gineitis, Pedersen e Masina, che di fatto abbassano troppo il baricentro della squadra. Adams pasticcia ma in fin dei conti entra nelle azioni del gol, Vlasic e Maripan si confermano in crescita. Nelle fila rossoblu, solito preziosissimo lavoro di Castro e di Pobega, a corrente alternata Miranda ed Holm sugli esterni: meno bene invece i centrali Beukema e Lucumì, che se da una parte hanno l’attenuante di tanto campo da difendere, dall’altra non brillano per attenzione.
Cesare Casadei, per usare termini in voga in questi giorni, è na pret. Statuario, usa il fisico in modo egregio fino al 70’, quando travolge ingenuamente Pobega in area causando il rigore che porta il Bologna al pareggio: il centrocampista ex-Chelsea sembra una gemma fisica che però troppo spesso vuole strafare, rischiando così di essere arruffone pur dotandosi di una abilità di palleggio ammirevole. A proposito di tecnica, pur in una serata dal campo pesante, sono da segnalare altri due gesti sublimi: Eljif Elmas porta in vantaggio il Torino con una giocata eccezionale, tunnel e scavetto da innamorarsi, mentre il primo gol di Ndoye con scatto e tocco morbido a superare Milinkovic Savic è una prodezza balistica in velocità. In un calcio sempre più di tatticismi e posizione, due boccate d’ossigeno da mostrare in loop nelle scuole calcio.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














