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Thuram Inter
, 14 Febbraio 2025

L'esponenziale crescita di Marcus Thuram


L'attaccante francese è imprescindibile per l'Inter di Simone Inzaghi.

La sessione estiva di calciomercato 2023 è stata una delle più turbolente nella storia recente interista. Romelu Lukaku, da quando è approdato a Milano, ha avuto un incredibile impatto all'interno della squadra allenata da Conte e ha fatto breccia nel cuore dei tifosi meneghini sin dal primo gol segnato con la maglia dell'Inter, quel tap-in contro il Lecce all'esordio in Serie A. A partire dal rapporto del belga con l'ambiente nerazzurro si può comprendere appieno il contesto all'interno del quale Thuram è approdato in Serie A: valutare come sia riuscito a sopperire da solo alla perdita proprio di Lukaku e di Dzeko in un colpo solo assume ancora maggior rilevanza.

Lukaku è stato, per anni, il giocatore più coccolato dai tifosi. Nonostante i suoi alti e i suoi bassi, le reti trascinanti e gli errori grossolani, le parole d'amore e i continui ripensamenti. Proprio per questo, quando se n'è definitivamente andato, si è chiusa una storia importante. Come spesso accade, però, quando si chiude una porta vi è la possibilità di aprirne un'altra più grande: quella tra Tikus e l'Inter è una storia fortemente condizionata proprio dal tempismo. Il francese, parametro zero, è stato acquistato dalla squadra giusta, proveniente da una cocente rottura. Vi è capitato al momento giusto, quando la maglia numero 9 era libera con Lautaro in cerca di un partner d'attacco con il quale guidare l'Inter. Infine, ha incontrato il tecnico giusto, Simone Inzaghi, che è riuscito a far esprimere il classe '97 come mai era stato capace.

Arrivati al secondo anno a tinte nerazzurre, possiamo affermare che l'ex Borussia Mönchengladbach è stato un'incredibile sorpresa per il calcio italiano ed è stato protagonista, nella stagione corrente, di una crescita tanto inaspettata quanto esponenziale. La domanda sorge spontanea: come e in quali aspetti del suo gioco è migliorato il #9 nerazzurro?

Il perfetto connubio tra esplosività, tecnica e versatilità

Niente è più utile di un esempio pratico: la sfida di Champions League contro il Monaco dello scorso 29 gennaio. Il trionfo ottenuto contro i monegaschi è stato di fondamentale importanza in ottica qualificazione, che ha consentito a Inzaghi di bypassare i playoff raggiungendo direttamente gli ottavi di finale - riuscire a non aggiungere due partite in un calendario già saturo, di questi tempi, è grasso che cola.

Il tecnico piacentino ha preparato alla perfezione questo match. Il Monaco è la squadra che pressa con l'intensità maggiore della Ligue 1 (7.01 di PPDA secondo Understat; nessuno meglio di loro, nemmeno il PSG di Luis Enrique): questo fattore sarebbe potuto essere di grande intralcio per l'Inter orfana di Çalhanoğlu, imprescindibile metronomo ed equilibratore dei nerazzurri. Il sostituto, Asllani, va molto in difficoltà quando si gioca a ritmi alti, non riuscendo a fornire un apporto nemmeno lontanamente comparabile. Insomma: la rotonda vittoria per 3-0 dell'Inter ai danni del Monaco non era per niente scontata.

Come ha fatto quindi Inzaghi a imbrigliare il Monaco? Semplice: attirando i monegaschi nella propria metà campo con il fraseggio e innescandolo quando gli spazi si sono allungati, sfruttando il mismatch nell'1vs1 ai danni dei fallosi ed impacciati difensori avversari. Per poter portare tanti uomini nella metà campo dell'Inter con lo scopo di recuperare il possesso, gli attaccanti nerazzurri hanno potuto dialogare con continuità in situazioni di parità numerica. In queste situazioni Thuram non fa prigionieri: gli son bastati 10 minuti per farsi atterrare in area di rigore e per rimediare un cartellino rosso a Mawissa.

I nerazzurri hanno dunque indirizzato immediatamente la gara sui binari giusti, principalmente grazie a Thuram. Il francese è questo: esplosività, grazie alla quale riesce ad anticipare i difensori; tecnica, con cui riesce non solo a effettuare delle conduzioni palla al piede incontrollabili ma che gli permette di relazionarsi con qualità assieme ai compagni; versatilità, che gli consente di poter far male agli avversari in più contesti.

A proposito di tecnica: il suggerimento per Dimarco.

La crescita nel 2024/2025

Marcus Thuram è diventato il perfetto attaccante per un attacco a due: vero tuttofare nel reparto offensivo dell'Inter, Inzaghi può sia impiegarlo per legare il gioco abbassandosi e fraseggiando con i compagni che per dettare la profondità involandosi alle spalle dei difensori. Con Lautaro Martinez compone un tandem d'attacco che incastra bene le caratteristiche dei due giocatori: toccando un buon numero di palloni a partita (35,6/90' per l'argentino, 31,58 per il francese, dati FBref) riescono sia ad aiutare la squadra a risalire la china che dialogare positivamente tra di loro.

Un'esaustiva fotografia della completezza di Thuram, utilissimo in tutte le fasi di gioco.

Questi elementi si erano già intravisti nella scorsa stagione e che già erano stati decisivi in ottica tricolore. Non a caso, il bottino portato a casa dal #9 al termine del 2023/24 era stato già di tutto rispetto per un rookie del calcio italiano: 15 gol e 7 assist in tutte le competizioni. I fattori che invece hanno evoluto il suo status nella rosa dell'Inter da giocatore importante a pedina imprescindibile sono altri: la maggiore incisività sotto porta e la capacità di diventare uno di quei leader che trascinano la squadra nei momenti di difficoltà.

Nonostante quest'anno Thuram tiri leggermente meno rispetto all'anno scorso - da 2,58 tiri a partita a 2,51 - è riuscito ad essere più preciso nel centrare la porta (da 37,7% di shots on target al 52% della 2024/2025) aumentando sensibilmente il rapporto tra conclusioni effettuate e reti realizzate (da 0,17 a 0,27). Numeri in forte crescita, che gli hanno permesso di eguagliare il suo bottino di gol in campionato dell'anno scorso, 13 reti, già a febbraio.

In lizza per il premio di MVP di questo campionato.

Si può affermare, dunque, che Thuram abbia quasi concluso il suo passaggio da ala/seconda punta a numero 9 a tutti gli effetti. Già, quasi.

In effetti, anche se i movimenti che effettua all'interno della gara sono da prima punta, quando entra in area col pallone, ragiona e pensa ancora da ala/seconda punta. Tira ancora poco nonostante sia uno degli attaccanti che tocca più palloni all'interno dell'area di rigore avversaria (6,61 volte a partita, 93° percentile) e a volte, piuttosto che concludere, preferisce tentare un dribbling in più, un extrapass per mettere in porta un compagno o semplicemente tergiversa.

Lo avevamo già analizzato l'anno scorso: appena arrivato a Milano, Thuram ha affermato che "Non si può tirare se c'è un compagno libero". Non è necessariamente un male: il francese si trova particolarmente a suo agio nel fraseggio - 1,35 passaggi chiave a partita - e ha nei piedi un buon numero di assist a stagione; nonostante ciò, se in alcune occasioni tentasse di più il tiro, potrebbe fare uno step ulteriore.

L'altro fattore che ha determinato la grande crescita di Thuram in questa stagione è il suo essere leader dentro e fuori dal campo. Quest'anno l'arrivo di Taremi doveva rappresentare un'arma importante per far riposare gli onnipresenti presenti Lautaro e Thuram, dal momento che Sanchez e Arnautovic non hanno mai dato garanzie né in termini di gol né sotto l'aspetto fisico, rimediando molteplici infortuni e stop muscolari. Sin dall'inizio dell'anno, le rotazioni sembravano decise: Thu-La in campionato, l'iraniano titolare in Champions League. La presenza di un terzo attaccante di livello serviva proprio a questo: dare qualche partita di tregua ai due titolari con Arnautovic e Correa pronti a subentrare in caso di disperato bisogno.

Inzaghi si è visto però cambiare le carte in tavola a stagione in corso: con l'ex Porto in grande difficoltà, le altre due riserve che non hanno dato garanzie e un Lautaro irriconoscibile fino a gennaio - sia sotto porta che a livello di prestazioni complessive - l'unico attaccante a disputare un girone d'andata al di sopra della sufficienza è stato proprio Thuram. Il francese non solo ha giocato meglio dell'anno scorso, ma si è anche caricato la squadra sulle spalle trascinandola al quarto posto in Champions League e ai vertici della Serie A. L'ex Gladbach ha di fatto preso il posto di Lautaro nei panni di leader tecnico e mentale della squadra, soppesando alle mancanze dei suoi compagni di reparto interamente da solo. Ora che il capitano dell'Inter si è ripreso ed è tornato a sfornare prestazioni ottime, Thuram avrà sicuramente meno responsabilità - sta attraversando, proprio in questo momento, una fisiologica fase di calo - ma non si può ignorare il fatto come per mesi l'attacco dell'Inter si sia retto unicamente sulle spalle del francese.

Tutto ciò, nei panni di un leader sostanzialmente atipico: abituati ad un trascinatore dello spogliatoio più serioso come Lukaku, il carisma di Thuram è totalmente diverso. Il #9 nerazzurro è un personaggio più allegro, spensierato e con un sorriso a 32 denti perennemente stampato sul viso. Questa leggerezza mancava dai tempi di Brozovic, ed è un fattore che caratterizza Thuram anche all'interno del rettangolo di gioco, che gli consente di effettuare scelte figlie dell'inventiva e della creatività in un assetto tattico dell'Inter che pecca di imprevedibilità ed estro del singolo. Il francese è un giocatore che salta l'uomo, che porta palla, che tenta la giocata: un unicum non solo nel reparto attaccanti a disposizione di Inzaghi ma nell'intera rosa dell'Inter.

La stessa, per l'appunto, è ricca di giocatori che hanno una padronanza tecnica tale da scombinare le carte con una giocata palla al piede - i cross di Dimarco; gli illuminanti passaggi di Calhanoglu e Bastoni; le galoppate di Bisseck e Mkhitaryan; le sterzate e controsterzate di Lautaro - ma che pecca di alternative atletiche. Gli unici giocatori che possono vincere miss match fisici in termini offensivi sono Thuram e Dumfries: due giocatori imprescindibili, che si notano immediatamente quando non sono in campo.

Dumfries è, per distacco, il terzo miglior marcatore dell'Inter quest'anno con 6 reti all'attivo.

L'acquisto di Thuram da parte dell'Inter rappresenta certamente uno dei migliori per qualità/prezzo ai quali la Serie A ha assistito nella sua storia recente - più di qualcuno era scettico, alla luce dell'importante stipendio che lo attendeva a Milano. Proprio parlando del suo contratto, vi è una clausola rescissoria molto pericolosa al suo interno, pari a €85 mln. La dirigenza nerazzurra è all'opera per rimuoverla definitivamente o quantomeno alzarla: anche il fatto che una cifra così elevata spaventi l'ambiente interista è sintomo del fatto che Thuram è davvero un giocatore di assoluto livello.


  • Nato a Venezia, cresciuto da pendolare. Appena può indossa le cuffie e ascolta i Twenty One Pilots.

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