
Il calcio a Cipro, tra storia e politica
All'ombra della Federazione ufficiale di Cipro si cela una realtà sconosciuta ai più, legata alla geopolitica mediterranea.
La lista delle 211 federazioni nazionali ad oggi affiliate alla FIFA non rispecchia fedelmente le divisioni politiche ed etniche mondiali. Basti pensare banalmente che nel mondo ci sono ufficialmente 195 stati sovrani: i numeri non combaciano. I motivi di questa discrepanza sono vari e differenti tra loro, come ad esempio l'assenza di una federazione nazionale rappresentante l'etnia Rom, la mancata affiliazione di Città del Vaticano e Principato di Monaco, o anche la rappresentanza plurima del Regno Unito attraverso Galles, Irlanda del Nord, Scozia, ed Inghilterra. Un'altra categoria di nazionali non riconosciute dalla FIFA è quella delle regioni in cerca di autonomia: si parla del Tibet, della Groenlandia, e di Cipro Nord.
Cipro, in realtà, una nazionale che partecipi alle competizioni FIFA e UEFA ce l'ha già. Il punto è che questa non rispecchia la complessa e delicata situazione geopolitica dell'isola. La Cyprus Football Association, riconosciuta a livello internazionale, rappresenta solo una delle quattro istituzioni che governano il territorio di Cipro: Repubblica di Cipro, Repubblica Turca di Cipro Nord, ONU, e Regno Unito. Tutto ciò, in un'isola poco più grande della Corsica. È chiaro quindi che per poter parlare della realtà calcistica cipriota sia prima necessario chiarire alcuni punti legati alla storia ed alla politica dello Stato del Mediterraneo.
Cominciamo dal 1914, quando all'alba della grande guerra il controllo di Cipro passò dalle mani di un morente Impero Ottomano a quelle del Regno Unito, che ne fece un proprio avamposto militare e commerciale strategico. Per i successivi quarant'anni i Britannici mantennero il governo dell'isola, fino a quando nel 1955 divamparono rivolte armate guidate dall'organizzazione paramilitare nazionalista greca EOKA. Nel 1959 la spinta nazionalista ebbe definitivamente la meglio, portando alla firma degli Accordi Londra-Zurigo, che prevedevano la nascita della Repubblica di Cipro e il mantenimento di due basi militari sotto controllo UK.
Fino a qui, una storia che non si discosta troppo da quella di una qualsiasi nazione in cerca della propria indipendenza dall'imperialismo europeo, come ce ne sono state a decine tra fine Ottocento e Novecento. L'EOKA, però, non rappresentava gli interessi della totalità della popolazione dell'isola, che era abitata per un quinto da Ciprioti-Turchi, e per il resto da Ciprioti-Greci. Questi ultimi, più che l'indipendenza dal Regno Unito, desideravano l'enosis, ovvero l'annessione alla "madrepatria" Grecia; i Turchi, d'altro canto, temevano quest'eventualità per paura di essere ridotti a minoranza e poi scacciati. Perciò, negli anni tra il 1959 e il '74 l'isola fu ripetutamente messa a ferro e fuoco per via degli scontri tra le due etnie, che lamentavano ognuna ingiustizie tutto sommato poco ideologiche e molto concrete: percentuali di rappresentanza in parlamento, tasse, e incarichi pubblici.

Il tutto culminò con un colpo di stato dell'EOKA-B (organizzazione nata da una costola dell'EOKA e ancora più determinata a realizzare l'enosis) supportato dal regime neo-instaurato dei colonnelli in Grecia. Diretta conseguenza di ciò fu l'intervento militare della Turchia, che sbarcò a Cipro nel 1974 occupando circa un terzo dell'isola (ricordiamo che i Ciprioti-Turchi erano un quinto del totale), fece fallire il golpe, e fondò quella che diventò nel 1983 Repubblica Turca di Cipro Nord. Così siamo arrivati alla situazione politica attuale, con Cipro governata dalle due repubbliche indipendenti (di cui solo quella "greca" riconosciuta a livello internazionale), una striscia sotto amministrazione dell'ONU a separarle, e le due basi militari Inglesi tuttora presenti. Una storia tutta europea di imperialismo, rivolte, scontri etnici, e sangue.
Il panorama calcistico sull'isola, com'è ovvio che sia, rispecchia queste divisioni. La Repubblica di Cipro esiste, quella di Cipro Nord solo per "mamma" Turchia; la nazionale di Cipro esiste, quella di Cipro Nord ufficialmente no; il campionato di Cipro esiste e partecipa alle coppe europee, quello di Cipro Nord no. Le squadre di cui abbiamo già sentito parlare, quelle famose anche fuori dall'isola, sono ovviamente tutte della Cipro "greca": parliamo di club come l'APOEL, il Pafos, o l'Omonia Nicosia. Spendiamo allora due parole sul campionato fantasma della zona Nord.

La Süper Lig cipriota, che chiaramente si chiama come la prima divisione turca, viene fondata nel 1955, anno in cui nasce anche la KTTF (federazione di calcio turco-cipriota). È composta da 14 squadre, ha delle serie inferiori e di conseguenza un sistema di promozioni e retrocessioni, e anche un campionato femminile. In questi settant'anni di vita, il campionato non è stato completato o addirittura non disputato per intero in alcune occasioni, in particolare tra il 1963 e il 1968 (causa scontri etnici), e poi nell'annata del covid.
Ci sono alcune curiosità che vale la pena menzionare riguardo a questo campionato. La squadra più titolata, che ha sede nella capitale Nicosia e che si chiama Çetinkaya Türk Spor Kulübü, è stata fondata nel 1930 e fino al 1955 ha militato nel campionato cipriota non ancora diviso (unica squadra turco-cipriota presente), vincendolo anche una volta. Alcuni club oggi militanti nella Süper Lig sono originari dell'altra metà dell'isola, come il Doğan Türk Birliği Spor Kulübü che venne fondato a Limassol pre-divisione, e il Baf Ülkü Yurdu Spor Kulübü che porta addirittura ancora il nome della città di Pafos (Baf in turco).

Passiamo ora al campionato riconosciuto dalla UEFA: la A' Katīgoria. Anche in questo caso vi partecipano 14 squadre, ma il formato è più particolare: prima, un girone classico all'italiana con andata e ritorno, poi la classifica viene divisa in due, quindi le prime sei si sfidano in un girone per il titolo, mentre le peggiori otto combattono tra loro per non retrocedere. Al momento siamo ancora nella prima fase della stagione 2024-25, con il Pafos in vetta.
Così come nel campionato settentrionale, anche in quello meridionale sono presenti delle squadre che hanno dovuto "emigrare" dalla propria città d'origine. È questo il caso dell'Anorthōsī Ammochōstou, fondato nella città di Famagosta (no, non quella sulla M2 a Milano) e costretta a trasferirsi nel '74 nella cittadina di Larnaca, ovviamente a causa dello sbarco dei Turchi. Curiosità fine a sé stessa: l'Anorthōsī è attualmente allenata da Mauro Camoranesi.

Nel complesso, le squadre della A' Katīgoria sono piuttosto politicamente schierate; normale, visto il recente passato dell'isola, più strano se invece pensiamo ai campionati coi quali siamo più familiari, nei quali ormai la politica c'entra ben poco col tifo, salvo poche eccezioni. I team di Cipro occupano l'intero specchio dei credo politici, si va dall'estrema destra all'estrema sinistra, e ciò ovviamente scalda l'atmosfera negli stadi. Vediamo allora alcuni esempi.
A Nicosia ci sono due club che incarnano a pieno le divisioni interne del Paese: Omonia Nicosia e APOEL. Quest'ultimo può essere affiancato all'EOKA dal punto di vista dei valori e delle ideologie. Entrambe le organizzazioni (una sportiva e l'altra paramilitare) hanno rappresentato quella fascia della popolazione che ha creduto e partecipato nella resistenza contro il Regno Unito prima e la Turchia poi, credendo nell'importanza del mantenimento dell'identità greco-cipriota dell'isola. A questo pensiero si è da sempre affiancata una forte ostilità al comunismo, che era visto come incompatibile al progetto dell'enosis.

L'Omonia, al contrario, è una squadra dichiaratamente e storicamente di sinistra e legata indissolubilmente all'AKEL (partito comunista cipriota, tuttora attivo). I suoi tifosi si riconoscono in ideali progressisti e credono in una Cipro unita e indipendente da qualsiasi ingerenza straniera, rifiutando sia l'annessione alla Grecia sia quella alla Turchia. È evidente la distanza tra i due club della capitale, ed è facile intuire quanto sia sentito il derby locale, soprattutto se ci si aggiunge il fatto che l'Omonia nacque proprio da un gruppo di ex-membri dell'APOEL.
La vicinanza di Cipro al mondo ellenico si evince anche solo guardando la classifica della A' Katīgoria: si nota subito la presenza di un AEK con sede a Larnaca, sicuramente meno famoso dell'AEK Atene, e poi si possono riconoscere facilmente somiglianze tra i loghi di squadre come l'Omonia Nicosia, l'ALS Omonia, e il Panathinaikos di Atene, tutte simboleggiate da un trifoglio verde.

I diversi bacini culturali ai quali attingono le due parti dell'isola si riconoscono immediatamente camminando per le vie della capitale e buttando un occhio a negozi ed edifici. A Lefkosa (nome turco di Nicosia) spuntano sopra ai tetti decine di minareti, ogni bar propone il buonissimo caffè turco accompagnato da baklava di ogni tipo, e in ogni angolo si trovano bancarelle piene di maglie false di Besiktas, Galatasaray, e Fenerbahçe. Appena passata la zona cuscinetto con relativo controllo del passaporto, l'orizzonte cambia: compaiono grattacieli al posto dei minareti, non si vendono più dolci al pistacchio, e nei negozi di souvenir si trovano solo maglie di AEK Atene e Olympiakos.
In ambito europeo, i club ciprioti non hanno chiaramente mai vinto un trofeo, ma tra i tanti insuccessi ci sono stati anche degli episodi rimarchevoli. Partiamo dal presupposto che il vincitore della prima divisione cipriota accede di diritto solo al secondo turno preliminare di Champions League, perciò fu già un enorme successo quando l'APOEL nel 2009 riuscì a qualificarsi per i gironi della competizione, giocando quindi contro Atletico Madrid, Chelsea, e Porto. In quell'occasione i Ciprioti arrivarono ultimi per un pelo, dietro all'Atletico che andò in Europa League.
Tuttavia, è nella stagione 2011-12 che il calcio cipriota ebbe il proprio piccolo exploit internazionale: sempre l'APOEL si qualificò nuovamente alla fase finale di Champions dove giocò contro Zenit, Shakhtar Donetsk e Porto vincendo il proprio girone; quindi procedette ad eliminare addirittura il Lione agli ottavi, per poi uscire solo contro il Real Madrid ai quarti, con un 8-2 tra andata e ritorno (tra cui una meraviglia a giro di Kakà). Quest'anno, invece, la Fiorentina si è dovuta scontrare in Conference contro ben due avversarie di Cipro, le quali si sono rivelate più che ostiche: Pafos e APOEL. Contro la prima la Viola ha vinto in casa per 3-2, mentre a Nicosia è andata a perdere per 2-1.
Ad oggi, il campionato cipriota è una sorta di cimitero degli elefanti, pieno di ex giocatori di top club europei in semi-pensione. L'elenco è lungo: nell'Omonia fanno coppia in attacco Stevan Jovetić e Stępiński, nell'APOEL ci sono sia El Arabi sia Pizzi, Aleksandr Kokorin è al Limassol, al Pafos gioca Mislav Oršić, e così via. I giocatori sono attratti dal clima straordinario dell'isola, dall'estremo calore dei tifosi, dalla possibilità di giocarsi qualche chance a fine carriera, ma soprattutto dalle tasse di Cipro, che la rendono un vero e proprio paradiso fiscale.
Parliamo ora delle due nazionali di Cipro, che appartengono a due circuiti internazionali diversi. La Repubblica di Cipro, che partecipa alle competizioni FIFA e UEFA, è attualmente 124° nel ranking e ha toccato il proprio apice nel 2010 con un 43° posto. Negli ultimi anni ha dovuto far fronte ad una penuria di giocatori per via del grandissimo numero di stranieri presenti nella A' Katīgoria (nel 2018 erano l'80% del totale), situazione che ha portato all'introduzione di un obbligo per le squadre di avere almeno due Ciprioti tra i titolari per ogni partita.
Situazione diametralmente opposta per la Repubblica Turca di Cipro Nord, che si ritrova prima nel ranking CONIFA (Confederation of Independent Football Associations), nel quale figurano anche la Padania e la Sardegna. Cipro Nord ha anche vinto il primo ed unico mondiale per nazioni non riconosciute dalla FIFA, chiamato FIFI World Cup (Federation of International Football Independents), organizzato dal St.Pauli ad Amburgo in concomitanza del Mondiale FIFA del 2006.
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