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Reims Ligue 1
, , 8 Febbraio 2025

Cosa succede allo Stade de Reims?


Tifosi in protesta, Elsner esonerato, mercato inspiegabile: il clima di Reims e dello Champagne è sempre più grigio.

Lo Stade de Reims ha finora disputato una stagione, più che deludente, noiosa. Le aspettative non erano alle stelle: l'anno scorso hanno finito la Ligue 1 con un 9° posto senza infamie e senza lodi, ma non ci si aspettava una prima parte di campionato come quella alla quale abbiamo assistito.

13° posto, 22 punti, solo +4 dal Saint-Etienne terzultimo, con più pareggi che vittorie (5-7-8 il record sinora). A questi dati bisogna aggiungere la pessima qualità del calcio espresso dal Reims, a dir poco soporifero, le discutibili scelte di mercato, e una rosa scarsa numericamente e tecnicamente. Si è arrivato persino a esultare per la cessione di Salama al Torino, con tanto di insulti rivoltigli sotto l'ultimo post di Instagram. Quali sono, in ordine, i problemi dei biancorossi?

Primo punto della lista: l'allenatore. Luka Elsner era arrivato questa estate dopo una bella promozione in Ligue 1 col Le Havre: sembrava che la scelta della dirigenza del Reims non fosse malvagia. Lo sloveno, dopo un inizio di stagione tutto sommato positivo, ha però inanellato una serie di 13 partite condite da una sola vittoria, guarda caso proprio contro la sua ex squadra. Le redini dello spogliatoio sembrava averle perse già da tempo, ma la società ha deciso di farlo fuori solo all'inizio di questa settimana, in seguito alla pessima figura in casa contro il Nantes. Ciò che rimane di Elsner dopo l'1-2 incassato coi gialloverdi non è molto: giusto alcuni ricordi di un gioco lento e macchinoso.

Il sostituto per ora non è arrivato: è stato promosso dal ruolo di vice-allenatore Samba Diawara, copione già visto al termine della scorsa annata con lo stesso Diawara a fare le veci di un Will Still passato al Lens. Nella conferenza stampa indetta per l'occasione, Diawara ci ha tenuto a specificare come la colpa non possa ovviamente ricadere tutta su Elsner; ha sottolineato poi la necessità di trovare dei leader nello spogliatoio rouge-blanc (ha fatto direttamente il nome del portiere Diouf, dal quale si aspetta giustamente molto); ha parlato infine del proprio futuro, confermando l'ipotesi che lo voleva come traghettatore temporaneo con una possibilità di essere confermato dopo i primi 3 incontri. La carriera da allenatore di Diawara è solo agli inizi: lo scorso anno, nelle 3 partite alla guida del club, ha portato a casa 2 vittorie e 1 pareggio.

Secondo punto: il mercato. Dal girone di andata sarebbero promossi forse in 6 giocatori, e 2 di questi sono già stati venduti: il Wolverhampton ha fatto shopping in Champagne portandosi a casa sia Munetsi sia Agbadou per quasi £40 milioni complessivi. Il Reims ha perso mediano e difensore centrale titolari, e i rimpiazzi scelti hanno lasciato più di qualche dubbio ai tifosi. Per sostituire Munetsi a centrocampo è stato prelevato Mory Gbane dal Gil Vicente per €5 milioni: ivoriano di 188 cm x 84 kg, oltre al fisico statuario ha tra le doti un buon senso della posizione, mentre non spicca per qualità dei tocchi. Dalla Svezia arriva invece il difensore Malcolm Jeng, semisconosciuto ai tifosi Rémois, che si aspettavano magari qualche acquisto dalle rivali in Ligue 1.

I nuovi Wolves Munetsi e Agbadou

La società ha deciso di puntare su giocatori giovani, giovanissimi alle prime apparizioni in carriera, ma soprattutto poco costosi, per cercare di tenere il bilancio in positivo. Una scelta tra il coraggioso e l'incosciente; non sappiamo che frutti possa portare la decisione di riempire la formazione titolare di ragazzi di 18, 19, 20, e 21 anni, ma questo si potrà vedere solo al termine della stagione.

È un caso a parte l'acquisto del Reims della punta Jordan Siebatcheu: classe 1996, nato a Washington ma cresciuto a Reims, è stato preso per far fronte alla carenza di gol, e si è detto contentissimo di tornare a "casa". Il problema è che, di gol, Siebatcheu non ne ha mai fatti tanti, o almeno non in campionati importanti. Tra Ligue 1 e Bundesliga vanta un record di 5 reti in stagione, mentre nella Super League svizzera ha vinto addirittura il titolo di capocannoniere con 22 marcature nello Young Boys (ne fa anche 5 in Champions). Si parla di una punta che sa come far gol, ma che probabilmente non appartiene al mondo dei top 5 campionati europei. Si tratta di un'altra scommessa, mentre la gente dello Champagne vorrebbe qualche sicurezza in più.

Terzo punto: la rosa. In questo momento lo Stade de Reims ha un roster estremamente corto, causa infortuni (Koné, Teuma, e Fofana) e chiamate in nazionale (Moscardo). Oltre a ciò, in questa prima parte di stagione è apparso chiaro come il coefficiente tecnico della squadra sia concentrato nei piedi di pochissimi eletti. Si parla sicuramente dei due giapponesi sulle fasce, Nakamura e Ito, che hanno disputato quasi solo prestazioni positive; non si possono non menzionare la giovane stella Atangana e il portiere Diouf. Gli altri membri del team fanno troppo affidamento sulle doti tecniche di questi, che non possono purtroppo vincere da soli. Le azioni offensive, ad esempio, vengono create unicamente dai due nipponici, che provano a finalizzare in solitaria o cercano di buttarla in mezzo per un tap-in che non arriva mai.

Nel complesso, è difficile immaginare che nella seconda parte di stagione il Reims possa ribaltare le cose e puntare ad un piazzamento nella parte sinistra della classifica. Anzi, nello Champagne bisognerebbe più che altro pensare ad allontanarsi in fretta dalle zone pericolose del tabellone.

Il morale dei tifosi è piuttosto a terra, e a poco stanno servendo i tentativi di riempire lo stadio da parte della società (erano stati promessi biglietti gratuiti a tutti i presenti nel caso in cui l'Auguste Delaune si fosse riempito in occasione del match di ottobre contro il Brest, cosa che non avvenne). Addirittura, nell'ultima partita casalinga contro il Nantes tutto l'impianto ha gridato unanime "démission" (dimissioni) in segno di protesta contro il coach Elsner (esonerato di lì a poche ore); tutta la tribuna Jonquet, casa degli ultras, si è voltata di spalle al momento del saluto dei giocatori a fine match. Insomma, per i prossimi mesi non ci aspettiamo nulla dal Reims, ma siamo quasi già delusi.

  • Nasce nel 2001 a Monza. Ha un santino di Ricardo Quaresma nel portafoglio. Grande fan dei gesti tecnici fini a sé stessi. Oltre al calcio, grande appassionato di musica triste e di film noiosi.

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