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Fiorentina Inter
, , 6 Febbraio 2025

Fiorentina-Inter 3-0, Considerazioni Sparse


Una straordinaria Fiorentina condanna l'Inter a riaffrontare i fantasmi del passato e affrontare un presente difficile.

Come al solito, i recuperi non portano bene all'Inter. In modo simile a quanto accaduto tre anni fa, dall'altra parte degli appennini, la squadra d'Inzaghi decide di abdicare ad una parte, minoritaria ma pur sempre considerevole, del titolo di Campioni d'Italia con una sconfitta meritata sia nella sua natura essenziale che nel passivo numerico. Il tre a zero con cui la Viola demolisce i nerazzurri riflette non tanto i valori tecnici quanto quelli di organizzazione tattica e motivazionale di due squadre, che sono emersi in una partita in versione ridotta e che è rimasta in bilico fino al momento in cui l'episodio del primo gol di Ranieri esponesse tutti gli spifferi e le crepe dell'edificio interista.

Il commento della partita è molto semplice: l'Inter non ha saputo trovare le risorse tecniche e tattiche per sbrogliare la superba matassa fatta di chiusura degli spazi, di raddoppi dei doppi terzini e incredibile intensità e capacità di intasare le vie centrali preparata da Palladino ed esaltata dalla grande attenzione e attitudine collettiva mostrata da un gruppo in difficoltà prima di tutto numerica. Ma parlare di sconfitta dell'Inter sarebbe comunque riduttivo: a fare la differenza nella vittoria dei gigliati è stata la capacità della viola di non sbagliare nulla, di non concedere neanche un duello, uno spazio utile, una superiorità numerica ad una squadra che, nei suoi momenti peggiori, sa affidarsi soprattutto alla sua bravura nello sfruttare le mancanze e le disattenzioni altrui.

E invece la prestazione della Fiorentina è stata granitica: l'occupazione degli spazi ha reso non sterile ma mortifero il palleggio insistito dell'Inter già limitato dalle assenze di Dimarco e Barella, Pongracic e Ranieri hanno stravinto i confronti individuali con Thuram e Lautaro facendo il paio con la solida attenzione di Gosens e Comuzzo che ha impedito agli esterni nerazzurri di sfondare per le vie laterali, mentre Kean, Beltran e Dodo sono stati bravissimi nella gestione delle transizioni e nel dare profondità utilissima a rompere la linea d'assedio interista soprattutto nel corso del primo tempo.

https://www.youtube.com/watch?v=rORwkS0Qb9E

Di fronte ad una squadra così organizzata e coesa, l'Inter è rimasta inerte e timorosa, incapace di aumentare i ritmi della gara. La sconfitta di stasera è indicativa non solo della difficoltà dell'Inter nell'affrontare avversari che si difendono con linee di cinque difensori e quattro centrocampisti ma soprattutto dell'incapacità dei nerazzurri di gestire il palleggio secondo velocità e ritmi organici alle necessità e alle contingenze, ciò che invece aveva permesso di risolvere quello stesso problema in modo molto più proficuo nel corso della scorsa stagione. E laddove la squadra non è potuta arrivare con le idee non c'è arrivata neanche col cuore. Non sappiamo come andrà a finire la corsa per lo scudetto ma possiamo dire con certezza che l'Inter questa sera ha confermato di non essere una grande squadra visto che la sconfitta contro la Fiorentina si aggiunge alla ormai lunga serie di big match che la squadra d'Inzaghi ha toppato prima di tutto dal punto di vista dell'approccio e della gestione emotiva.

E così due mesi dopo si chiude finalmente un cerchio che si era aperto con gli occhi sbarrati dal terrore dei tifosi della Fiorentina dinnanzi al malore di Bove e che ha la sua conclusione in quegli stessi occhi esaltati, rassicurati e giubilanti per una viola da record che si rivela ancora una volta crocevia e soprattutto croce di tante grandi squadre e aspiranti tali. Per l'Inter, invece, il cerchio che si chiude è molto più ampio e pone la squadra dinnanzi al fatto compiuto di dover essere costretta ad inseguire un avversario probabilmente non più riagguantabile. Ma soprattutto, a dover fare i conti con un calendario difficile e una condizione precaria. Il prossimo mese mostrerà davvero di che pasta è fatta questa Inter.

https://www.youtube.com/watch?v=0ghB_BW46yA

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto e l'abusivismo edilizio. Ha studiato a Bologna, dove si è laureato in giurisprudenza, e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio e cinema, quasi quanto fare oscuri riferimenti alla storia o alla politica. Ha sul comodino una sua foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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